Tiziano Mannoni

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Tiziano Mannoni (Parma, 3 settembre 1928Genova, 17 ottobre 2010) è stato un archeologo italiano.

I suoi contributi più importanti riguardano l'archeologia medievale, l'archeometria, l'archeologia della produzione e l'archeologia del costruito[1].

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Nato a Parma il 3 settembre 1928, Tiziano Mannoni è vissuto a Genova ma è stato sempre legato al territorio lunigianese, dove era cresciuto e dove ritornava costantemente. Dopo il diploma di geometra, nel 1967 si laureò in scienze naturali presso l'Università di Genova. Prima di diventare professore universitario, svolse diverse attività professionali.

Dal 1969 al 1982 Mannoni tenne l'insegnamento di "giacimenti minerari", presso la Facoltà di scienze M.F.N. dell'Università di Genova, con corsi sulla storia dei materiali, riconosciuti dalle facoltà di architettura e di lettere. Dal 1981 al 1985 è stato docente di "Tecniche sussidiarie dell'archeologia", presso la Scuola speciale per archeologi medievisti dell'Università di Pisa. Nel 1982 divenne professore associato di "Rilievo ed analisi tecnica dei monumenti antichi" presso la Facoltà di architettura dell'Università di Genova. Con tali corsi[2] precursori degli attuali insegnamenti di "Metodologie della ricerca archeologica" ed aperti agli studenti di archeologia, Mannoni ottenne di formare numerosi giovani che all'epoca solo in poche sedi universitarie trovavano analoghi insegnamenti metodologici[3].

Il suo essere, per formazione ed interessi, fuori dagli schemi, lo aveva fatto ritenere inadatto ad insegnare[4] presso la facoltà di lettere e filosofia. Solo negli anni novanta fu invitato a tenere dei corsi e nel 2006, gli fu dedicato il volume Archeologie. Studi in onore di Tiziano Mannoni[5]. Il 3 luglio 2001, all'atto del pensionamento, fu insignito della laurea honoris causa dalla facoltà di architettura.

L'attenzione per i materiali, in tempi diversi, portò Mannoni a costituire a Genova il "Laboratorio di mineralogia applicata all'archeologia", attivo soprattutto nello studio archeometrico degli impasti ceramici[6], e il "Laboratorio di archeologia dell'architettura" in cui le tematiche storiche si confrontavano con quelle connesse a restauro e conservazione[7].

Nella sua attività, ricerca, didattica e divulgazione erano strettamente legate e credeva in una politica dei beni culturali capace di unire ricerca a valorizzazione[8]. Creò nel 1969, il "Centro ligure per la storia della ceramica", poi divenuto, nel 1976, "Istituto di storia della cultura materiale" (ISCuM).

Dal 1971 fu direttore responsabile del Notiziario di archeologia medievale, e nel 1974 fu tra i fondatori della rivista Archeologia medievale che, condiresse a partire dal 1977, e del suo supplemento tematico Archeologia dell'architettura nato nel 1996[9]. Dal 1985 Mannoni fu anche responsabile del periodico Studi e ricerche. Cultura e territorio. Dal 1994 è stato presidente della "Società degli archeologi medievisti italiani (SAMI) di cui nel 1996 divenne presidente onorario.

È scomparso improvvisamente, il 17 ottobre 2010 a Genova.

Temi di ricerca[modifica | modifica sorgente]

A partire dall'immediato dopoguerra Tiziano Mannoni iniziò a interessarsi dei resti archeologici e storici genovesi colpiti dai bombardamenti bellici e fin dai primi lavori affrontò molteplici problemi di metodo storico. Già negli anni sessanta scriveva di archeologia urbana, di archeologia medievale, di metodi di scavo[10], della necessità di costruire nuovi strumenti di lavoro. Da ciò un primo libro dedicato alla classificazione delle ceramiche medievali di Genova e della Liguria pubblicato nel 1975, e a seguire i lavori di "archeologia globale del territorio" condotti nello Zignago[11] e in Lunigiana[12]. Sulla base dell'esperienza, Mannoni teorizzò una disciplina definita "globale" che doveva essere flessibile nei metodi e attenta a non privilegiare periodi, siti o testimonianze particolari[13].

La formazione scientifica, e la collocazione accademica al di fuori dell'ambito archeologico, facilitò la nascita di molte collaborazioni con naturalisti, storici ed architetti spesso coinvolti nei progetti di ricerca avviati a Genova, nella Liguria di Levante, in Lunigiana. In molte altre occasioni fu però chiamato a collaborare a ricerche dirette da altri dove diede contributi di metodo spesso giudicati fondamentali[14] Fra i tanti si possono ricordare gli scavi nel castrum di San Antonino a Perti[15], lo studio della corona ferrea[16], le numerose analisi minero petrografiche di ceramiche mediterranee[17]. Filo conduttore del lavoro di Mannoni è stata la storia della cultura materiale[18] con attenzione ai caratteri del territorio, ai materiali che gli uomini ne traggono (in particolare pietre, fra cui ardesia, marmo e pietra ollare, argilla, vetro), ai modi di sfruttare la conformazione dei luoghi per impiantarvi porti o strade, alle relazioni fra ambiti lontani sia quando si concretizzavano in scambi commerciali sia quando a muoversi erano gli uomini o le idee[19]. Nel 1994, impossibilitato ad opporsi alla parziale distruzione dei resti del porto medievale di Genova scrisse un libello fortemente polemico intitolato Il fantasma della Ripa. Archeodramma in tre atti ed un finale (Genova 1994).

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Tiziano Mannoni è stato autore di oltre 550 pubblicazioni, fra cui molti lavori brevi che anticipavano spunti sviluppati in seguito o presentavano ricerche condotte da altri in una logica che gli stessi spesso definivano mannoniana.

Le ristampe anastatiche di una selezione degli scritti precedenti al 1995 è stata raccolta dallo stesso Mannoni nei cinque volumi della collana Venticinque anni di Archeologia Globale intitolati Archeologia dell'Urbanistica; Insediamenti abbandonati. Archeologia Medievale; Caratteri costruttivi dell'edilizia storica; Archeologia delle tecniche produttive; Archeometria. Geoarcheologia dei manufatti.

A Mannoni si devono inoltre i volumi:

  • La ceramica medievale a Genova e nella Liguria, Bordighera 1975.
  • Marmo. Materia e Cultura (con L. Mannoni), Genova 1978 (tradotto in francese, inglese e tedesco).
  • Liguria. Architettura tra storia e archeologia (con I. Ferrando), Genova 1988 (tradotto in inglese e tedesco).
  • Ardesia. Materia, cultura, futuro (curatore), Genova 1995.
  • Archeologia della produzione (con E. Giannichedda), Torino 1996 (tradotto in spagnolo).
  • La Rivoluzione Mercantile nel Medioevo, Genova 2009.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. la nota redatta da Gian Pietro Brogiolo, presidente della Società degli archeologi medievisti italiani all'indirizzo http://archeologiamedievale.unisi.it/NewPages/SAMI/index, che lo definisce, insieme a Riccardo Francovich, uno dei padri fondatori dell'archeologia medievale. In ambito europeo si veda anche il necrologio sul sito ProyectoIFac.Obolog.com e la presentazione sul sito Ceramopole dell'università di Aix.
  2. ^ Conseguenza di quell'esperienza didattica furono, fra gli altri, gli articoli T. MANNONI, Sui metodi dello scavo archeologico nella Liguria montana. Applicazioni di geopedologia e geomorfologia, in “Bollettino Ligustico”, XXII, 1/2 (1970), pp. 49-64; T. MANNONI, La ceramica dell’età del Ferro nel Genovesato. Saggio di studio mineralogico, in “Studi Genuensi”, VIII (1970-1971), Bordighera 1972, pp. 3-24; T. MANNONI, Programmi di ricerca in atto e programmi di ricerca auspicabili, in Tavola Rotonda sulla Archeologia Medievale, Roma 1975, pp. 77-106.
  3. ^ Per la storia dello sviluppo delle metodologie archeologiche in Italia cfr. TERRENATO N., Fra tradizione e trend. L’ultimo ventennio (1975-1997) in BARBANERA M., L’archeologia degli italiani , Roma, 1998, pp. 175-192, e le Voci Archeometria, Determinazione d’origine, Scavo archeologico, ad opera di diversi autori, in FRANCOVICH R., MANACORDA D., Dizionario di archeologia, Roma – Bari, 2000.
  4. ^ Daniele Manacorda, in un breve articolo comparso sulla rivista Archeo, n. 12, dicembre 2010 alle pagine 98-99, definisce Tiziano Mannoni un maestro dell’archeologia globale e nota che un giorno sarebbe onesto riflettere su una disciplina che, nonostante ciò, gli impedì di insegnare archeologia.
  5. ^ Archeologie. Studi in onore di Tiziano Mannoni, a cura di N. Cucuzza e M. Medri, Bari, 2006.
  6. ^ C. Capelli, "Tiziano Mannoni, la nascita e il futuro incerto dell'archeometria per archeologi", in "Debates de arqueologia medieval", 1, 2011, pp. 17-22; R. Cabella, C. Capelli, "Ricordo di Tiziano Mannoni", in "Plinius", 37, pp. 29-35.
  7. ^ A. Boato, Costruire alla moderna. Materiali e tecniche a Genova tra il XV e XVI secolo, Firenze 2005; R. Vecchiattini, La civiltà della calce storia scienza e restauro, Genova 2009.
  8. ^ I. Ferrando, T. Mannoni, "Storia dell'insediamento", in Quindici parchi per la Liguria, Genova 1980, pp. 16-18; 26; 35; 42; 49; 58; 65; 74; 82; 89; 98; 109; 118; 125; 131; 138 ; T. Mannoni (con la collaborazione di I. Ferrando Cabona ed E. Crusi), "Emergenze storico-archeologiche", in Studi propedeutici al Piano territoriale di coordinamento paesistico, Genova 1989, Relazione: pp. 111-204; vol. 4, carte.
  9. ^ Per i caratteri della proposta scientifica di Archeologia Medievale si vedano in particolare gli editoriali dei numeri I, 1974 e II, 1975.
  10. ^ T. Mannoni, "Sui metodi dello scavo archeologico nella Liguria montana. Applicazioni di geopedologia e geomorfologia, in Bollettino ligustico, XXII, 1/2 (1970), pp. 49-64.
  11. ^ R. Scarani, T. Mannoni, "Lo scavo del Castellaro di Zignago", in Atti della XVI riunione scientifica dell'Istituto italiano di preistoria e protostoria in Liguria (3-5 novembre 1973), Firenze 1974, pp. 159-176; I. Ferrando Cabona, A. Gardini, T. Mannoni, "Zignago 1: gli insediamenti e il territorio", in Archeologia medievale, V (1978), pp. 273-374; T. Mannoni, M. Tizzoni, "Lo scavo del Castellaro di Zignago (La Spezia)", in Rivista di scienze preistoriche, XXXV, 1-2 (1980), pp. 249-256
  12. ^ D. Cabona, T. Mannoni, O. Pizzolo, "Gli scavi nel complesso medievale di Filattiera in Lunigiana. 1: La collina di San Giorgio", in Archeologia medievale, IX (1982), pp. 331-357; D. Cabona, T. Mannoni, O. Pizzolo, "Gli scavi nel complesso medievale di Filattiera in Lunigiana. 2: La collina di Castelvecchio", in Archeologia Medievale, XI (1984), pp. 243-247; E. Giannichedda (a cura di), Filattiera - Sorano. L'insediamento di età romana e tardoantica. Scavi 1986-1995, Firenze 1998, E. Giannichedda (a cura di), Filattiera – Sorano: gli insediamenti sul dosso della pieve e altre ricerche, Firenze, 2010, pp. 294.
  13. ^ T. Mannoni, D. Cabona, I. Ferrando, "Archeologia globale del territorio. Metodi e risultati di una nuova strategia della ricerca in Liguria", in Structures de l'habitat et occupation du sol dans les pays méditerranéens: les méthodes et l'apport de l'archéologie extensive, (Parigi 1984), Roma-Madrid 1988, pp. 43-58.
  14. ^ ,Cfr. i giudizi di molti studiosi italiani e stranieri nella sezione Retrospect della rivista Post Classical Archaeology, vol. 1, 2011 e in particolare l'articolo di Hugo Blake "Professionalizzazione e frammentazione: ricordando l'archeologia medievale nel lungo decennio 1969-1981", pp. 452-480.
  15. ^ S. Antonino: un insediamento fortificato nella Liguria bizantina, a cura di T. Mannoni e G. Murialdo, Bordighera 2001.
  16. ^ T. Mannoni, "Progettazione e conduzione delle ricerche tecnico-scientifiche", in La Corona Ferrea nell'Europa degli Imperi, t. II, Milano 1998, pp. 13-16.
  17. ^ Vedi i volumi citati in Pubblicazioni ed in particolare la bibliografia riportata in Archeometria. Geoarcheologia dei manufatti.
  18. ^ T. Mannoni, "Una rifondazione dell'archeologia postclassica. La storia della cultura materiale", in Archeologia Medievale, III (1976), pp. 7-24; E. Giannichedda, "Storia della cultura materiale", in Convegno internazionale di studi, archeologia postmedievale: l'esperienza europea e l'Italia, Sassari, 17-20 ottobre 1994, Archeologia postmedievale, 1997 - I, pp. 117-132.
  19. ^ Alcuni lavori sono scaricabili tramite il sito Reti Medievali

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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