Parco naturale regionale del Beigua
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Aree naturali protette in Italia Parco naturale regionale del Beigua |
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| Tipo di area: | Parco regionale |
| Codifica EUAP: | EUAP0452 |
| Regioni: | |
| Province: | |
| Comuni: | Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto, Varazze |
| Class.internaz.: | European Geopark |
| Provvedimenti istitutivi: | 9 aprile 1985 |
| Superficie a terra: | 8.715 ha |
| Gestore: | Ente Parco del Beigua |
| Presidente: | Dario Franchello |
| Sito istituzionale | |
Il Parco naturale regionale del Beigua è un'area naturale protetta della Liguria in un territorio compreso tra la provincia di Genova e quella di Savona.
Venne istituito con Legge Regionale n° 16 del 9 aprile 1985 e Legge Regionale n° 12 del 22 febbraio 1995 con una superficie di 8.715 ettari. Del parco fanno parte tre comunità montane: la Comunità Montana Argentea, la Comunità Montana del Giovo e la Comunità Montana Valli Stura e Orba. Sede del parco è Arenzano. Nell'area del Parco si trovano molti sentieri escursionistici ed è attraversato dall'Alta Via dei Monti Liguri.
Il Parco è costituito dai comuni di: Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto, Varazze.
Il Parco è dotato di un Sistema di Gestione Ambientale certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001:2004
Indice |
[modifica] Aspetti geografici
Il territorio del parco , situato nell'Appennino Ligure Occidentale, è compreso tra il Giovo Ligure (516 m s.l.m.) e il Passo del Turchino (588 m s.l.m.). L'area è circoscritta da linee idrografiche importanti e ben segnalate: a Ovest il Torrente Teiro con l'affluente Malacqua e il Rio del Giovo; A Nord il Rio del Foresto il Torrente Orbarina e il Torrente Orba; a Est il Torrente Stura e il Torrente Leiro; a Sud viene intesa come limite oroidrografico la linea costiera (Molinari, 1973; Panu, 1997).
Lo spartiacque appenninico, in corrispondenza del tratto compreso nel Gruppo del Monte Beigua, si presenta come uno stretto altipiano, lungo circa 28 Km, 18 dei quali a quote superiori a 1000 m. Sul versante meridionale, partendo dalla parte di Genova, il primo che si incontra è il monte Reixa, al confine del Comune di Genova e quello di Arenzano, poco distante dal passo del Faiallo. Da questa sezione del massiccio, in territorio genovese, parte la stretta e ripida valle del Cerusa, che sbocca a Voltri dopo aver fiancheggiato il Bric del Dente (1107 m s.l.m.) e le alture del passo del Turchino. A Ponente, in comune di Arenzano, segue la valle del torrente Lerone, stretto tra le pendici del Reixa (1183 m s.l.m.) e dell'Argentea (1086 m s.l.m.), con fonti attorno al monte Rama (1150 m s.l.m.). La catena prosegue con il crinale del Pra Riondo, che prosegue nell'ampia dorsale sommitale del monte Beigua (1287 m s.l.m.).; sono infine degni di nota i Monti Sciguello (1103 m s.l.m.) e Tardia (928 m s.l.m.).
Il versante Nord comprende il Bric Parioli (1079 m s.l.m.), la Rocca della Biscia (1067 m s.l.m.), il Monte Avzè (1022 m s.l.m.) e la Rocca della Marasca (948 m s.l.m.) (Molinari, 1973).
Oltre al tratto iniziale del Torrente Orba, vanno citati anche i suoi primi affluenti (Rio Galada, Rio Rostiolo e Rio Orbarina) caratterizzati da percorso breve ed impetuoso (Mariotti, 1980).
[modifica] Flora
I versanti tributari del mar Ligure sono ripidi e spesso rocciosi, erosi dai disboscamenti (in genere falliti per i troppi incendi, la processionaria e le varie malattie delle pinete i rimboschimenti del Novecento), inoltre la natura del substrato (ofioliti del "Gruppo di Voltri") si rivela chimicamente ostile all'insediamento di comunità vegetali complesse. I versanti settentrionali sono invece boscosi, con estese faggete e (al di sotto degli 800 m) querceti a rovere e cerro e castagneti. Le praterie sommitali sono invece costituite da formazioni di graminacee come Brachypodium genuense, Sesleria insularis, Nardus stricta, che si alternano ad aree umide di crinale con comunità a carici (Carex fusca, Carex panicea e le meno comuni Carex flava e Carex caespitosa), il contingente floristico, di particolare pregio, è costituito da specie boreali od orofile inquadrabili come "relitti glaciali" (Aster alpinus, Viola biflora, Saxifraga paniculata, Gentianella campestris), da specie tipiche delle praterie palustri e delle torbiere, ambienti gravemente minacciati in Liguria (Rhynchospora alba, Drosera rotundifolia, Gentiana pneumonanthe, Anagallis tenella, Viola palustris, Menyanthes trifoliata, Dactylorhiza incarnata, Epipactis palustris, Spiranthes aestivalis, ecc.) da entità endemiche esclusive dell'area (Viola bertolonii, Cerastium utriense), da entità endemiche con areale più ampio ma comunque circoscritto a poche zone dell'Italia nord-occidentale (Carex tendae, Carex fimbriata, Leontodon anomalus, Luzula pedemontana, Hyacinthoides italica), da specie serpentinofile (specie esclusive o comunque legate a questo tipo di substrati) come Daphne cneorum, Cardamine plumieri, Sesamoides pygmaea, Robertia taraxacoides, Linum campanulatum, Alyssoides utriculata, Asplenium cuneifolium, da "relitti atlantici", ossia specie diffuse prevalentemente nel settore occidentale e nord-occidentale del continente europeo e presenti nell'area del Beigua con stazioni disgiunte all'estremo orientale dell'areale (Narcissus pseudonarcissus, Erica cinerea, Euphorbia hyberna) e infine da specie considerate rare o minacciate a livello regionale (Dictamnus albus, Iris graminea, Gladiolus palustris).
[modifica] Fauna
Tra le specie animali di maggior interesse vanno citate la martora (Martes martes), il lupo (che, estinto nel XIX secolo è ricomparso all'inizio degli anni '90), il biancone (Circaetus gallicus) presenza stagionale (estiva) nell'ambito del Parco, la poiana (Buteo buteo) segnalata in tutta l'area e presente con diversi esemplari, il gufo reale (Bubo bubo) e l'aquila reale (Aquila chrysaetos), che da pochi anni è tornata a nidificare sui pendii più elevati del massiccio.
[modifica] Aspetti geologici
Le rocce del gruppo del monte Beigua appartengono alle Rocce Effusive, e sono composte in prevalenza da ofioliti a metamorfismo di tipo alpino (distinguibili così da quelle della Liguria orientale e della Toscana centro-settentrionale), queste rocce (comunemente definite "pietre verdi") sono costituite soprattutto da serpentiniti e serpentinoscisti a forte metamorfismo e da metagabbri e prasiniti, si tratta di rocce appartenenti al complesso geologico denominato Gruppo di Voltri.
L'elevato contenuto di minerali di magnesio rende questi substrati tossici per molte specie vegetali e favorisce l'insediamento di comunità vegetali peculiari, formate da piante tolleranti nei confronti delle alte concentrazioni di magnesio.
[modifica] Resti archeologici
Alcune zone, popolate dall'epoca preistorica, conservano tracce di quelle remote popolazioni (presso Alpicella, frazione di Varazze, tracce di raschiamenti graffiti sulle rocce per limare le punte di freccia).
[modifica] Bibliografia
- Mariotti M., 1980 - Note floristiche sui versanti settentrionali del Gruppo del Monte Beigua (Appennino Ligure Occidentale). Ann. Mus. Civ. St. Nat. G. Doria. Genova 83: 27-44.
- Molinari R., 1973 - Proposta per l'istituzione di un parco regionale del Monte Beigua. Centro studi unione camere di commercio liguri, Genova: 1-162.
- Panu M., 1997 - Considerazioni faunistiche su Macrolepidotteri del Parco del Monte Beigua (Appennino Ligure Occidentale). Tesi di laurea, Aa. 1996-1997.
[modifica] Collegamenti esterni
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