Mignanego

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Mignanego
comune
Mignanego – Stemma
Panorama del territorio mignaneghese
Panorama del territorio mignaneghese
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Maria Grazia Grondona (Lista civica di Centro-sinistra "Tu sei Mignanego") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°31′40.17″N 8°54′54.67″E / 44.527825°N 8.915186°E44.527825; 8.915186 (Mignanego)Coordinate: 44°31′40.17″N 8°54′54.67″E / 44.527825°N 8.915186°E44.527825; 8.915186 (Mignanego)
Altitudine 137 m s.l.m.
Superficie 18,4 km²
Abitanti 3 744[1] (31-12-2011)
Densità 203,48 ab./km²
Frazioni Fumeri, Giovi, Montanesi, Paveto
Comuni confinanti Busalla, Campomorone, Fraconalto (AL), Genova, Savignone, Serra Riccò, Voltaggio (AL)
Altre informazioni
Cod. postale 16018
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010035
Cod. catastale F202
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 962 GG[2]
Nome abitanti mignaneghesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mignanego
Posizione del comune di Mignanego nella provincia di Genova
Posizione del comune di Mignanego nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Mignanego (Mignànego in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 3.744 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passo dei Giovi.
Veduta panoramica dell'alta valle del torrente Riccò (sulla destra il passo dei Giovi, al centro in primo piano la frazione di Montanesi, a sinistra si notano i due viadotti dell'autostrada A7)

Il comune è situato a 19 km da Genova, in alta val Polcevera, nella valle del torrente Riccò, che più a valle, a Pontedecimo, si unisce con il torrente Verde, formando il Polcevera.

Il territorio comunale è formato, oltre al capoluogo, dalle quattro frazioni di Fumeri, Giovi, Montanesi e Paveto[4] per un totale di 18,4 km2.

Confina a nord con il comune di Fraconalto (AL) e Busalla, a sud con Genova e Serra Riccò, ad ovest con Campomorone e Voltaggio (AL) ad est con Savignone.

I principali centri abitati si sono sviluppati lungo la strada provinciale 35 "dei Giovi", nel tratto che da Pontedecimo porta al passo dei Giovi (472 m s.l.m.). Risalendo dal fondovalle si incontrano in successione Vetrerie (la frazione più importante, spesso identificata semplicemente come Mignanego), Ponte dell'Acqua, dove si trova la sede comunale, Barriera, Pile, Ponterosso, Chiesa Giovi, Migliarina, e Passo dei Giovi, dove la strada valica lo spartiacque appenninico scendendo verso Busalla, in alta valle Scrivia.

Sul versante destro della valle si trovano le frazioni di Paveto, Costagiutta e Fumeri, sul versante sinistro Montanesi e il santuario di Nostra Signora della Vittoria, tutte raggiungibili con strade comunali o con strade provinciali che si distaccano della SP 35.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mignanego e Stazione meteorologica di Passo dei Giovi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Mignanego ha origini antichissime; era attraversato dalla Via Postumia, che raggiungeva il passo della Bocchetta (772 m s.l.m.) percorrendo il crinale tra le valli dei torrenti Riccò e Verde. La strada romana tanto importante per lo spostamento di truppe e merci verso il nord non seguiva l'attuale tragitto, ma sul passo della Bocchetta deviava a destra percorrendo il tracciato attuale che giunge alla zona denominata "Pian di Reste" e proseguendo sulla costa raggiunge l'abitato alessandrino di Fraconalto, l'antica medievale "Fiaccone". Fraconalto ebbe notevole importanza appunto nel periodo medievale e studiosi hanno trovato documenti secondo i quali si dice che vi fossero quasi 100 forni[5] in grado di soddisfare le esigenze dell'imponente traffico verso la pianura padana. Non esistono certezze sul numero esatto dei forni, ma il numero indicato indica di certo una grande attività in zona. Si ricorda inoltre la presenza di un monastero poco oltre i pianori di Pian di Reste, centro di culto ed assistenza ai viandanti tenuto dai monaci di San Gregorio. Negli anni sessanta e settanta del XX secolo alcuni scavi hanno portato alla luce tracce di questa presenza e cocci di una certa importanza.

Di particolare importanza storica la piccola frazione di Costagiutta, l'antica "Costaiota" e Paveto nominata in alcuni documenti come "Paverio". Pare che già nell'XI secolo vi fosse traccia di questa frazione con poche abitazioni ma già con una chiesa ed un prelato. Invece attorno all'Ottocento pare che una prima scuola fosse attiva a Costagiutta.

La maggior parte dell'attuale territorio comunale (corrispondente al versante destro della valle del torrente Riccò), secondo le più accreditate ricostruzioni, era compreso nell'area indicata dalla Tavola Bronzea di Polcevera, ricadendo in parte nell'"agro privato" dei Langenses e in parte nell'"agro pubblico". In particolare l'agro privato comprendeva la zona dove ora sorgono i centri principali del comune (Vetrerie, Ponte dell'Acqua e Paveto).

Importanti per l'economia locale erano i pascoli che da Paveto, Costagiutta e Fumeri giungevano a nord sulla via Postumia verso Fraconalto e verso gli antichi agglomerati adesso chiamati "Freccia" e "Tegli". Questi pascoli erano importanti e favoriti dal clima propizio derivante dall'aria marina che comportava temperature favorevoli. Una situazione di questo tipo provocò nei secoli vari scontri tra i locali di Mignanego e gli abitanti confinanti di Busalla ed altri centri più a nord, meno privilegiati dal clima. Documenti attestano di scontri violenti e tutto lascia pensare che quanto narrato fosse vero, considerando le difficoltà dell'agricoltura e della pastorizia locale.

Il santuario della Vittoria e le case circostanti visti dalla strada del passo del Pertuso

Pensare che sino alla fine degli anni cinquanta i terreni in quota, attualmente diventati zone boscate, erano destinate completamente a prato con due sfalci annuali e la pulizia attenta dei boschi nei quali venivano raccolte le foglie secche dei castagni. Il fieno veniva trasportato alle stalle con carri trainati da buoi o dalle teleferiche, alcune delle quali di grande lunghezza. Le foglie invece erano usate per "fare il letto" ai bovini delle stalle, ossia per coprire il fondo pietroso sul quale si coricavano gli animali. In questo modo il letame, importante per la concimazione dei terreni, aveva come componente principale appunto la foglia di castagno. Questa situazione è documentata con fotografie e ricordi storici sino alla fine degli anni cinquanta, nonostante si verificasse una vera fuga verso l'industria della città in tumultuoso sviluppo.

Un'analisi sociologica mostra come a partire dalla seconda metà dell'Ottocento si verificasse in Val Polcevera un forte sviluppo industriale, in particolare con un gran numero di colorifici - tra i quali la ditta "Brignola" collocatasi proprio a Mignanego, in un primo tempo al Ponte dell'Acqua per la produzione della "biacca", materiale innovativo per i tempi - ma vi erano anche fabbriche di sapone, lavorazione di grassi e oli commestibili, ferriere di varie dimensioni tra le quali ricordiamo a Bolzaneto l'antica "ILVA" e la "Bruzzo", stabilimenti per i refrattari poi diventata SANAC, ed altro ancora. Mignanego non poteva non risentire dell'attrazione che proveniva dunque dal fiorire di attività che partendo da Sampierdarena saliva verso Rivarolo e Bolzaneto per giungere sino a San Quirico e Pontedecimo.

Anche le nascenti ferrovie ebbero il loro effetto promuovendo occupazione anche a tempo parziale in determinati tempi dell'anno. In questo modo i contadini avevano la possibilità di curare le attività proprie dell'agricoltura e nello stesso tempo avere entrate economiche aggiuntive, sicure, a tempi determinati e precisi, soprattutto con moneta sonante, fatto inusuale per quei tempi.

La collocazione del comune su alcune delle principali vie di comunicazione tra Genova e la Pianura Padana, spiega come esso sia stato centro di eventi storici fondamentali per Genova ed abbia avuto un ruolo importante nelle guerre che hanno coinvolto la Liguria, dalla discesa di Carlo Emanuele I di Savoia nel 1625, alla guerra di successione austriaca del 1746-1747, fino alla lotta di liberazione (1943-1945).

Le cronache raccontano che nel 722 passò dalle strade di Mignanego il pellegrinaggio che trasportava a Pavia le ceneri di sant'Agostino. Nel 1613 il territorio di Mignanego fu compreso nelle pievi che formavano i sette quartieri della val Polcevera.

Cannone della seconda guerra mondiale presso il santuario della Vittoria

Tra gli eventi storici più importanti, la battaglia combattuta il 10 maggio 1625 al passo del Pertuso, che vide la vittoria delle milizie volontarie locali guidate dal parroco di Montanesi sull'armata del duca Carlo Emanuele I di Savoia. A seguito di questo episodio fu eretto, in segno di rendimento di grazie, il santuario di Nostra Signora della Vittoria. La zona fu nuovamente teatro di combattimenti negli anni 1746-1747, durante la guerra di successione austriaca, dove tra i difensori della Repubblica di Genova si distinse il reggimento comandato colonnello Carlo Francesco Bembo. Altri combattimenti avvennero ancora nel 1800, con la vittoria del generale austriaco Hohenzollern sulle truppe francesi.

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte, il 2 dicembre 1797 il territorio di Mignanego rientrò nel Dipartimento del Polcevera, con capoluogo Rivarolo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, divenne capoluogo del XII Cantone della Giurisdizione della Polcevera e dal 1803 centro principale del II Cantone della Polcevera nella Giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel XIV mandamento di Pontedecimo del Circondario di Genova della Provincia di Genova.

Durante la seconda guerra mondiale, nel corso della lotta di liberazione (1943-1945), in questa zona vide contrapposte le forze di occupazione tedesche alle brigate partigiane della Divisione d'assalto Garibaldi "Mingo". Gli abitanti aiutarono anche la fuga di prigionieri inglesi, polacchi e sud africani, nascondendoli sulle alture tra i Giovi e la Bocchetta, dando loro da mangiare e facendoli poi allontanare verso siti più sicuri in modo che potessero riprendere la fuga verso la Francia e la Svizzera.

La valle, un tempo prevalentemente abitata da contadini e piccoli artigiani, ebbe un notevole sviluppo con la realizzazione della strada statale 35 dei Giovi (ora SP 35). Questa fu progettata e realizzata a cominciare dall'epoca napoleonica, a partire dal 1802 (tra le varie consulenze tecniche vi fu anche quella di Gaetano Cantoni), e fu definitivamente portata a termine sotto il Regno Sardo, attorno al 1821. I centri più importanti del Comune divennero allora quelli posti lungo questo tracciato, e la sede comunale fu stabilita nella località di Ponte dell'Acqua attorno al 1805. Altre infrastrutture importanti per il paese furono le due linee ferroviarie, una realizzata tra la fine degli anni quaranta dell'Ottocento e il 1853 e l'altra, detta Succursale, aperta nel 1889.

La costruzione delle due ferrovie diedero impulso alle capacità economiche della zona; infatti giunsero molte maestranze per i lavori, manovali, operai e tecnici, nonché carrettieri che avevano l'incarico di cercare e trasportare pietre prelevandole dai rivi interni alle vallate. I lavori diedero quindi impulso all'economia locale dando spazio anche ai contadini locali che potevano lavorare per la realizzazione delle strade ferrate. A sera, terminati i turni di lavoro, i contadini avevano tempo per seguire la propria attività agricola. Lavoro duro ed impegnativo ma i contadini locali avevano fisico ed energia tali da sopportare ogni fatica. Certamente una simile situazione portò un benessere inaspettato alla popolazione locale abituata da secoli a vivere con poco, solo curando pastorizia, allevamento di qualche bovino ed i frutti dell'agricoltura locale. Le frazioni collinari di Mignanego come Paveto, Fumeri e Montanesi iniziarono e svilupparono specifiche produzioni agricole come fichi, mele e soprattutto pesche. Le pesche di Mignanego, o meglio quelle di Paveto in prevalenza, ebbero grande fama sino ai primi degli anni cinquanta dopo il secondo conflitto mondiale. Quindi, usando un termine molto usato ai nostri tempi, le nuove "infrastrutture" diedero impulso all'economia locale. Molti giovani poi iniziarono a trovare lavoro all'interno delle ferrovie e poi nel porto del capoluogo.

L'apertura della strada e delle due linee ferroviarie, favorendo l'accesso ai vari paesi della valle, spinse molti benestanti, anche stranieri, a costruirvi le proprie case di villeggiatura. Nella zona del passo dei Giovi sorsero anche strutture ricettive ed anche, nei pressi della località Ponterosso, una stazione idrominerale che sfruttava una sorgente di acqua solforosa (l'edificio, ancora esistente, è oggi un'abitazione privata, dopo aver ospitato per un certo periodo la sede del locale distaccamento dell'arma dei Carabinieri). Si dice anche che in estate fosse attivo un casinò nelle vicinanze del Passo e questo lascia intendere quale fosse il livello dei villeggianti.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Polcevera e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[6], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Mignanego-Stemma.png
« D'azzurro ai due monti posti ai lati dello scudo, fra i quali scorre un fiume al naturale, con alla base un campo verde. Nel cielo sopra i monti, cinque stelle d'oro, ordinate in fascia »
(Descrizione araldica dello stemma[9])

I monti raffigurati nello stemma simboleggiano il Passo dei Giovi, mentre le cinque stelle d'oro equivalgono all'antica divisione del territorio comunale in cinque parti.

Lo stemma è stato concesso con il Reale decreto datato al 27 luglio 1928 e registrato con leggi patenti del 6 dicembre 1928.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Santuario di Nostra Signora della Vittoria. Eretto nel XVII secolo in ricordo della battaglia del passo del Pertuso in cui un drappello di volontari locali ebbe la meglio sull'esercito franco-savoiardo di Carlo Emanuele I di Savoia. Il santuario fu distrutto nel 1747, durante la guerra di successione austriaca, e poi ricostruito nel 1751.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio nel capoluogo. La chiesa[10] è citata in un documento del 31 marzo 1210 e nel XIII secolo furono annesse alla sua pieve le due rettorie di Fumeri e Paveto.
  • Cappella di Nostra Signora delle Vigne, costruzione settecentesca che si trova in collina sopra la frazione Vetrerie e la chiesa di Sant'Ambrogio, al confine tra i comuni di Genova e Mignanego. È compresa nella giurisdizione della parrocchia di Sant'Antonino di Cesino.
  • Chiesa parrocchiale del Bambino Gesù e San Giuseppe nella località di Barriera di Mignanego. Costruita nel 1959, la prima pietra fu benedetta dal cardinale genovese Giuseppe Siri il 25 ottobre, la sua consacrazione risale al 13 agosto del 1960.
  • Chiesa parrocchiale di San Fruttuoso nella frazione di Fumeri. La sua prima citazione risalirebbe in un documento datato 14 giugno 1222. A seguito dello stato rovinoso di tale edificio nei primi anni del XVIII secolo fu deciso di costruire una nuova chiesa; i lavori ebbero inizio il 18 giugno del 1741 con la benedizione della prima pietra da parte dell'arciprete di Mignanego e fu completata dieci anni dopo, nel 1751, dopo l'interruzione dei lavori dovuti alla guerra del 1746-1747. La chiesa, a navata unica e con cinque altari, fu ristrutturata negli anni ottanta del XIX secolo.
Chiesa dell'Ascensione nella frazione Giovi
  • Chiesa parrocchiale dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo nella frazione di Giovi. Fu costruita per iniziativa dei fratelli Giovo nel 1637 ed eretta in parrocchia l'anno seguente. Completamente ricostruita nel 1736 subì danni e saccheggi durante l'occupazione austriache del 1747; ingrandita e ristrutturata nel XIX secolo, fu consacrata dall'arcivescovo Salvatore Magnasco il 3 ottobre 1880.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea nella frazione di Montanesi. È citata per la prima volta in documenti del 1270. Il territorio della parrocchia comprende il santuario della Vittoria. Divenne definitivamente parrocchia autonoma nel 1593. L'avvenimento più importante nella storia della parrocchia fu la battaglia del passo del Pertuso, che diede origine al santuario.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Paveto.[11] La sua originaria citazione appare in un lodo dei consoli di Mignanego - Ecclesia de Paverio - datato al 26 aprile 1203 e ancora in un atto notarile del 7 ottobre 1232. Eretta in parrocchia probabilmente nel 1515, fu gravemente danneggiata nella guerra del 1746-1747. Le funzioni religiose si svolsero per molti anni nel vicino oratorio di S. Bartolomeo. I lavori per la nuova chiesa, molto probabilmente la terza ricostruzione, iniziarono il 9 luglio del 1872 affidando i lavori al capomastro Angelo De Negri detto il Montaldeo. Alla costruzione della nuova chiesa contribuirono finanziariamente anche ricchi genovesi che possedevano case di villeggiatura a Paveto. La chiesa, che ha una struttura a croce latina, con quattro altari; fu inaugurata nel 1873. Vi si trovano tre statue dello scultore savonese Antonio Brilla.
  • Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice nella località di Ponterosso, edificio di culto moderno, architettonicamente molto semplice, costruito negli anni sessanta del XX secolo. Questa chiesa non è parrocchiale, ma una rettoria curata.

Società[modifica | modifica sorgente]

La cappella di Nostra Signora delle Vigne

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[13] i cittadini stranieri residenti a Mignanego sono 137, pari al 3,66% della popolazione comunale.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

La Pubblica Assistenza Croce Bianca di Mignanego, strutturata nelle due sezioni di Ponterosso e Vetrerie, fu fondata il 1º aprile del 1923; operò per diversi anni godendo del sostegno di tutta la popolazione, ma durante il fascismo, nel 1934, fu incorporata nella Croce Rossa Italiana, perdendo così in parte la sua identità. Fu ricostituita nel 1946, a 23 anni esatti dalla fondazione originaria.

Nella frazione di Paveto da circa un trentennio è attiva la locale società sportiva denominata Unione Sportiva Paveto che gestisce il campo di calcio da 11 ed organizza un nutrito numero di attività ludico gastronomiche e feste conviviali da ballo con notevole partecipazione di pubblico. È doveroso ricordare l'indimenticabile e compianto parroco di Paveto, don Bertorello, che giunto nella frazione alla fine degli anni cinquanta diede un forte impulso alle attività locali; a lui è titolato il campo di calcio sopra citato. Questo prelato di grande carisma, insieme agli amministratori comunali dell'epoca, fece eseguire lavori di grande interesse come strade nuove per raggiungere il fondo valle (Costagiutta- Paveto tramite un gruppo di frazionisti volonterosi), collegamenti tramite corriere che conducevano direttamente a Genova (Lazzi Trasporti poi inclusi nella genovese AMT), migliori collegamenti ENEL, ed altro ancora.

Vi è poi una sede locale dell'AVIS i cui soci donano il sangue ed hanno un passato glorioso per la quantità del prezioso liquido trasfuso.

Sono infine attive due società operaie con annessi bar ad uso dei soci: la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la Società Cattolica Operaia. Si tratta di centri di aggregazione che organizzano manifestazioni caratteristiche di socializzazione in diversi periodi dell'anno.

Per finire si ricordano le confraternite religiose la cui storia si perde nel tempo e ricordano come un tempo i soci compissero attività sociali di aiuto e intervento in occasione di calamità, trasporto dei defunti, assistenza agli ammalati, ecc.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Madonna di Lourdes a Mignanego, la seconda domenica di febbraio.
  • Festa di Nostra Signora della Vittoria a Vittoria, il 10 maggio.
  • Festa di santa Maria Ausiliatrice a Ponterosso, la terza domenica di giugno.
  • Festa Sociale P.A. Croce Bianca Mignanego sez. Vetrerie a Vetrerie, la prima domenica di luglio.
  • Raduno western dall'associazione "Amici del Cavallo", durante il primo fine settimana di luglio.
  • Torneo "Vetreria Basket" presso i giardini pubblici di Vetreria, la seconda settimana del mese di luglio; il torneo è organizzato da un gruppo di ragazzi della frazione e patrocinato dal comune di Mignanego.
  • Festa di san Giacomo il Maggiore a Paveto, il 25 luglio.
  • Festa di sant'Eusebio a Fumeri, la prima domenica di agosto.
  • Festa di san Lorenzo a Barriera, il 10 agosto.
  • Festa di Paveto - Serate danzanti sul campo sportivo dell'U.S.Paveto, la seconda domenica di agosto.
  • Festa di santa Maria Assunta a Paveto, il 15 agosto.
  • Festa di san Rocco a Montanesi, il 16 agosto.
  • Festa della Madonna della Salute a Giovi e Mignanego, l'ultima domenica di agosto.
  • Festa Sociale P.A. Croce Bianca Mignanego (Festa di Fine Estate) a Ponterosso, la prima domenica di settembre.
  • Festa del Santo Bambino Gesù di Praga a Barriera, la seconda domenica di settembre.
  • Festa di sant'Ambrogio a Mignanego, la prima domenica di dicembre.

Da ricordare che durante le feste patronali si svolgono le processioni con le confraternite locali ed i tradizionali "Cristi". In particolare, per continuità di partecipazione, ha rilievo la confraternita di San Bartolomeo di Paveto che riesce ad allargare la partecipazione nella processione liturgica ad altre confraternite di altri paesi limitrofi e del basso Piemonte. Questo avviene grazie all'impegno del priore della confraternita ed al parroco sensibile a questo popolare aspetto di devozione e fede.

Persone legate a Mignanego[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Paveto

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Fumeri: la frazione, raggiungibile con due strade che iniziano rispettivamente dalle località Pile e Ponterosso, in linea d'aria si trova a breve distanza da Costagiutta, con cui non è però collegata.
  • Giovi: comprende due gruppi distinti di case situate lungo la strada provinciale 35 dei Giovi: Chiesa Giovi, nei pressi della chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo e il passo dei Giovi, da dove si dirama la strada per il santuario della Vittoria. La zona del valico dei Giovi era quella con maggiore presenza di case di villeggiatura e alberghi, e fu definita "la Svizzera ligure". Il passo era stato anche per molti anni il traguardo della corsa auto-motociclistica Pontedecimo-Giovi, che in alcune edizioni vide in gara il famoso campione Tazio Nuvolari. Le località più vicine sono Ponterosso e Migliarina.
  • Montanesi: la frazione sorge a nord del comune, lungo una strada pedemontana nella val Polcevera, ad est del passo dei Giovi e vicino all'autostrada A7. Montanesi conta a nord la piccola contrada di Canà, sulla strada che la collega alla vicina località di Vittoria.
  • Paveto: la frazione sorge ai piedi del monte Poggio, lungo una strada pedemontana che si dirama da "via Monte Pasubio", a breve distanza dalla località di Costagiutta. Il piccolo centro si espande principalmente lungo la sua strada principale, via Angelo Gazzo. Cognome tipico di Paveto è quello dei "Sobrero". Si suppone che tale cognome scaturisca da qualche mercante o soldato in transito fermatosi in zona certamente durante il periodo medievale. Curioso il così detto "lascito Sobrero", documento notarile ancora esistente secondo il quale, grazie ad un apposito fondo monetario, venivano assegnati denari alle giovani spose particolarmente bisognose.
  • Vetrerie: detta anche "Vetreria", è situata ai piedi della collina sulla quale sorge la chiesa di Sant'Ambrogio, ed è la frazione più popolosa del comune, spesso identificata semplicemente come "Mignanego". Si trova a sud del comune, lungo la SP 35, vicina al quartiere genovese di Pontedecimo e pressoché contigua con Ponte dell'Acqua e Barriera. Conta a sud una contrada chiamata Prelo (che amministrativamente fa parte del comune di Serra Riccò).

Località[modifica | modifica sorgente]

La località di Costagiutta
  • Barriera: un tempo denominata Armirotti, fu così chiamata perché nei primi tempi dopo la costruzione della strada dei Giovi, intorno al 1817, qui fu istituita una stazione di posta ed imposto il pagamento di un pedaggio. La frazione sorge al centro del comune, sulla provinciale 35 ed al lato occidentale del fiume Polcevera, fra Vetreria e Ponterosso. In prossimità del centro della località sorge la stazione di Piano Orizzontale dei Giovi, che si trova tuttavia nel territorio comunale di Serra Riccò. A sud della frazione si dirama la strada per Paveto e Costagiutta ed a nord quella per Fumeri. Dopo Vetreria è l'abitato comunale più popoloso.
  • Costagiutta: la località sorge ai piedi del monte Poggio, lungo la strada pedemontana "Via Monte Pasubio", vicina alla frazione di Paveto ed in linea d'aria non distante da Fumeri. L'abitato, concentrato fra due tornanti con diversa altimetria di questa strada, prosegue a nord con sporadiche case sparse fino a pochi chilometri dal confine con il Piemonte. La piccola frazione pare abbia un'antica storia che risale forse ancor prima del Medioevo. Come già detto in precedenza si tratta dell'antica "Costaiota". Si pensa che Costagiutta un tempo fosse molto popolata, questo perché vi è una piccola chiesa utilizzata attualmente nel periodo estivo e la casa di proprietà della Chiesa medesima usata come abitazione dai "prevosti" dell'epoca. Inoltre vi sono anche terreni sempre di proprietà della Chiesa, un tempo necessari e preziosi per il mantenimento del curatore di anime. Anche in questa frazione è predominante il cognome "Sobrero" tipico di Paveto e Costagiutta.
  • Migliarina: la località sorge a nord del comune, lungo la SP 35, lungo un tornante occidentale del passo dei Giovi, tra la chiesa dei Giovi e il valico. Tramite un sentiero è collegata col monte Poggio, al confine con il Piemonte. È ivi posizionata la famosa "curva della morte", così denominata a causa dei numerosi incidenti mortali avvenuti proprio in quel punto durante le gare motociclistiche della Pontedecimo-Giovi.
  • Pile: sorge sulla SP 35, a nord del comune, tra Ponterosso e Barriera e nei pressi della stazione ferroviaria di Mignanego.
  • Ponterosso: sorge sulla SP 35, a nord del comune. La frazione più vicina è Giovi e nei pressi dell'abitato si trova la stazione di Mignanego. Da qui si diramano le strade per Montanesi e il santuario della Vittoria e quella per Fumeri.
  • Ponte dell'Acqua: sorge lungo la SP 35, adiacente alle località Vetrerie e Barriera, e vi hanno sede gli uffici comunali.
  • Vittoria: sorge a nord del comune, lungo una strada pedemontana nella val Polcevera sul lato orientale del passo dei Giovi ed è costituita dal gruppo di case intorno al santuario della Vittoria. La frazione più vicina è Montanesi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del comune si basa principalmente sull'attività industriale (chimica, metalmeccanica, alimentare).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Mignanego è attraversato principalmente dalla strada provinciale 35 dei Giovi che gli permette il collegamento stradale con il quartiere genovese di Pontedecimo, a sud, e con Busalla in valle Scrivia. Attraverso la strada provinciale 47 del Santuario di Nostra Signora della Vittoria è possibile il collegamento con il centro di Savignone e l'omonimo santuario.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il municipio

Il territorio comunale è attraversato dalle due linee ferroviarie che collegano Genova con la pianura padana. La prima è la linea storica Torino-Genova, completata nel 1853 e inaugurata l'anno successivo, che sottopassa l'Appennino con una galleria di 3255 m, che inizia nei pressi della località Ponterosso e termina nella stazione di Busalla, in alta valle Scrivia.Questa galleria, scavata manualmente, al tempo in cui fu costruita era la più lunga del mondo[senza fonte]. Di lì a pochi anni, con l'avvento dei mezzi di perforazione pneumatici, sarebbe stato possibile costruire facilmente trafori molto più lunghi. Questa linea ferroviaria aveva una forte pendenza, che rese necessario per alcuni anni l'impiego di una seconda locomotiva nel tratto Pontedecimo-Busalla. Il problema fu poi risolto con l'utilizzo di una locomotiva più potente, detta "Mastodonte", che da sola riusciva a trainare i convogli nel tratto in salita[14]. Vista la data di costruzione, questa strada ferrata si colloca tra le prime costruite in Italia e pare che avesse soprattutto uno scopo commerciale per trasportare a nord le merci del porto ed i manufatti delle prime ferriere e degli stabilimenti meccanici sorti a Sampierdarena (un tempo chiamata "la Manchester d'Italia").

Il comune di Mignanego è servito, lungo questa linea, oggi percorsa quasi esclusivamente da treni in servizio locale, dalla stazione denominata Piano Orizzontale dei Giovi vicina al centro della località Barriera (ma essendo sull'altra sponda del torrente Riccò, si trova nel territorio del comune di Serra Riccò) ed è molto frequentata dai pendolari per raggiungere Genova e gli altri centri dell'area urbana genovese.

La linea "succursale" fu costruita negli anni ottanta del XIX secolo; su questa linea, non lontano dalla località di Ponterosso, si trova la stazione di Mignanego, presso la quale fermano solamente 3 treni nei giorni feriali, 1 nei giorni di sabato e 2 nei giorni festivi. Vi sostano pochi treni per il semplice motivo che la stazione è situata su una porzione di linea attraversata da treni a media e lunga percorrenza. La stazione è impresenziata. In corrispondenza della stessa ha inizio la lunga (8294 m) galleria che termina nella stazione di Ronco Scrivia.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dal comune di Genova un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Mignanego e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Mignanego.

Per le ragioni storico-industriali e sociologiche riportate in precedenza, il Comune di Mignanego dopo il secondo conflitto mondiale ha espresso amministrazioni orientate a centro-sinistra con una forte componente socialista. Si trattava di un socialismo dai forti ideali con sindaci votati allo sviluppo del territorio. All'epoca la politica italiana mirava all'occupazione ed allo sviluppo, quindi si potevano affrontare spese che in seguito venivano ripianate regolarmente dallo Stato centrale. I tempi erano lontani e ben diversi da quello che più avanti si chiamerà "federalismo fiscale".

Innumerevoli le opere eseguite dalle amministrazioni come nuove strade, asfalti, metanizzazione delle frazioni, ecc. Si verificarono in seguito fatti che misero in sofferenza finanziaria le amministrazioni a causa delle progressive riduzioni dei trasferimenti economici. Una decisa svolta si ebbe con l'amministrazione votata nel 1995 con buona percentuale di gradimento, sempre orientata a sinistra, ma contenente anche componenti di natura "civica" ed esponenti vicini alla Lega Nord. Da questo momento si ebbe un rapido e deciso cambiamento nella gestione finanziaria dato che i mutui vennero rinegoziati (cioè si "spalmò" il debito su un maggior numero di anni, diminuendo la rata annua del mutuo ma da pagare per un maggior numero di anni) liberando risorse che vennero in buona parte utilizzate per contrarre nuovi mutui. Fu inoltre varato il nuovo Piano Regolatore Generale con indirizzi importanti per edificare nel rispetto della tradizione urbanistica locale ma con alcuni elementi di non aderenza con il territorio. I tempi erano cambiati e la nuova amministrazione ne era l'espressione. Le Amministrazioni che si sono succedute dal 2004, di centro-sinistra ed elette con percentuali di consenso prossime all'80%, sino ad oggi hanno lavorato senza contrarre alcun debito e continuando a pagare le rate di mutui ante 2004, la maggior parte dei quali andrà a scadenza nel 2014. Questo approccio non ha impedito l'esecuzione di importanti lavori di investimento quali la ristrutturazione di tre ex scuole, destinate ad attività a favore della cittadinanza (biblioteca, protezione civile, ecc.), la ristrutturazione del tetto del palazzo comunale con l'inserimento del primo impianto fotovoltaico pubblico di Mignanego, l'ampliamento della scuola, la realizzazione di diverse aree di parcheggio, il rinnovamento e l'estendimento della rete della pubblica manutenzione, il recupero di due cimiteri e una buona manutenzione delle strade comunali. Per contro le Amministrazioni che verranno dal 2015, fatte salve ulteriori riduzioni dei trasferimenti statali, avranno a disposizione una migliore condizione finanziaria di bilancio.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra calcistica, l'A.S.D. Mignanego, milita in Seconda Categoria e disputa le partite casalinghe presso lo stadio Negrotto di Serra Riccò.

Inoltre Mignanego è, assieme a Campomorone, una delle località della val Polcevera in cui si pratica il "calcio anormale"[15], ossia un tipo di calcio misto maschile/femminile.

Da citare nella frazione di Paveto, la locale Unione Sportiva Paveto che è stata fondata nel 1973 e tuttora è molto attiva in special modo durante i mesi primaverili ed estivi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Mignanego
  5. ^ Affermazione del professor Massimo Quaini, docente di Geografia storica all'Università di Genova
  6. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Approfondimenti sul sito della Parrocchia di Sant'Ambrogio
  11. ^ Approfondimenti sul sito sulla frazione di Paveto
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  14. ^ Approfondimenti sul sito della rivista Asti in vetrina
  15. ^ Info su fustalplanet.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Lamponi, Valpolcevera, come eravamo, 1983.
  • Guida d'Italia - Liguria, Touring Club Italiano, 1982.
  • G. Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1849.

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