Teleferica

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Teleferica in opera a Montserrat in Catalogna

La teleferica o gru a cavo è un impianto a fune per il sollevamento ed il trasporto di merci, solitamente in servizio privato e/o aziendale di aziende agro-forestali.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta in pratica di funivie aeree [1] utili a superare dislivelli in zone montuose, corsi d'acqua oppure - in aree estrattive e cantieri - per le movimentazioni di materiali o in boschi e foreste per l'esbosco del materiale riveniente dall'utilizzazione forestale (tronchi, alberi interi, ramaglie ecc.). Si tratta sia di impianti fissi che di attrezzature mobili montabili in lassi di tempo fra le tre ore (mini teleferiche) e i due - tre giorni (gru a cavo a stazione motrice mobile, con torrette a sfilo idraulico o a fune)

Sono presenti in zone alpine e boschive - destinate al trasporto della legna o per il rifornimento di zone difficilmente raggiungibili quali masi (fattorie) di montagna, rifugi alpini e simili -, in cave di marmo, granito o altre pietre da costruzione, oppure all'interno di stabilimenti industriali quali cementifici, cokerie per il rifornimento continuo di materiali.

Le tipologie sono assai diverse e vanno dai semplici palorci a realizzazioni complesse con capacità di carico e livelli di automazione assai elevati. Possono essere a carattere stabile o mobili.

Vengono impiegate principalmente per ridurre le difficoltà e l'energia necessarie allo spostamento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La movimentazione di persone e materiali entro gabbie, cesti o simili sospesi a funi (sia metalliche che di altri materiali, anche vegetali) si perde nella notte dei tempi. Realizzazioni dei più diversi generi sono documentate in disegni e racconti in Europa, Asia e Africa.
Le teleferiche vennero intensamente utilizzate per il trasporto di minerali ferrosi estratti nella zona di Cogne in Val d'Aosta. In Calabria la società tedesca Rüping, concessionaria per lo sfruttamento dei boschi, ne realizzò nell'area del Pollino e della Sila per il trasporto a valle di tronchi d'albero. In Sicilia ne vennero realizzate diverse a supporto dell'attività estrattiva dello zolfo; nel 1904 venne realizzata una teleferica di 10 km per trasportare il minerale dal grande bacino estrattivo Trabia-Tallarita alla stazione di Campobello di Licata, mentre un'altra teleferica collegava la grande miniera di Trabonella alla stazione ferroviaria di Imera, tra Caltanissetta ed Enna [2] Le teleferiche trovarono vasto utilizzo e giocarono un ruolo fondamentale durante la prima guerra mondiale, in particolare sul fronte italo-austriaco. Trovandosi buona parte delle linee di fuoco in impervie zone di montagna, quindi con notevoli difficoltà sia nei rifornimenti di munizioni, vettovaglie ecc. che nel trasporto dei pezzi di artiglieria, le teleferiche permisero di collegare luoghi altrimenti proibiti o assai difficilmente raggiungibili da altri mezzi come autocarri, cavalli, muli ecc. Il funzionamento era a motore, manuale o mediante animali.

Grazie allo sviluppo tecnologico le realizzazioni si sono notevolmente evolute e diversificate.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si compongono essenzialmente di una o più vie di corsa costituite da altrettante funi tese fra le due stazioni estreme sopra vallate o pendii, eventualmente sostenute lungo il tracciato da uno o più "sostegni intermedi", ad assumere la forma di una catenaria.

Si può arrivare ad impianti molto sofisticati, con alta capacità di trasporto e talvolta con la possibilità di carico e scarico automatici. In quest'ultimo caso si parla di blondin. Talvolta, ma solo per uso interno, vengono trasportati operai e tecnici per raggiungere le località di servizio. Data la relativa facilità con cui è possibile impiantare una teleferica di tipo semplice tra due punti separati da ostacoli altrimenti insormontabili, tale mezzo di trasporto viene impiegato anche per operazioni di soccorso o protezione civile [3]

Solitamente vengono classificate in base al numero di funi [4]:

  • monofuni
  • bifuni
  • trifuni

Teleferiche monofuni[modifica | modifica wikitesto]

Analoghe alle seggiovie monofuni, dove l'unica fune - chiusa ad anello fra le stazioni estreme - accomuna le funzioni di portante e traente. Il moto dei veicoli può essere a va e vieni - come nelle classiche funivie aeree - oppure a moto continuo o semi-continuo, con agganciamento permanente o temporaneo, come nelle cabinovie.

L'attacco permanente viene chiamato all'americana, è adatto solo alle piccole portate e basse velocità - dell'ordine di 1 m/s - per evitare danneggiamenti alle pulegge ed alla fune al passaggio dei veicoli.
L'attacco temporaneo è detto di tipo inglese: è quello maggiormente impiegato e permette una velocità più che doppia e portate molto più elevate. I vagoncini in partenza si agganciano per mezzo di apposite morse che si aprono e chiudono automaticamente e - una volta giunte all'arrivo - si svincolano, percorrendo il tratto terminale su rotaie di guida senza impegnare le pulegge terminali.[5]

Teleferiche bifuni[modifica | modifica wikitesto]

Teleferica a fune portante+fune traente

In questa famiglia di teleferiche le funzioni di trazione (traente) e sostegno (portante) sono affidate appunto a due funi distinte. Le vie di corsa possono essere una o due e il funzionamento a va e vieni, continuo o semi-continuo.

Il primo tipo è poco adatto alle lunghe distanze ma assai utile al trasporto di carichi notevoli, anche fino a 150 t. Viene spesso impiegato per la costruzione e manutenzione delle centrali idroelettriche di montagna.

All'interno della classificazione si distinguono gli impianti con fune traente:

  • aperta - anche detti "a gravità" -, realizzabili solo in presenza di pendenze sufficienti perché i due veicoli - vincolati agli estremi di una sola traente - possano tenere in tensione ques'ultima;
  • chiusa, dove un "anello trattivo" imprime il moto lungo tracciati pianeggianti, insufficientemente inclinati ovvero sia necessario raggiungere un valore di tensione adeguato (in questo caso si parla di "semianello trattivo" e "semianello di zavorra"); tale sistema è sempre presente nelle realizzazioni a moto continuo.

Queste ultime sono le più diffuse: esempio sono la teleferica della Grande Dixence in Svizzera e la Massaua-Asmara.

Le funi sono spesso contrappesate e - in presenza di lunghezze elevate - le portanti possono essere suddivise in tratte per il corretto tensionamento. In quest'ultimo caso i veicoli, nei passaggi da una portante all'altra, passano su apposite "scarpe" per scavalcare il punto di interruzione.

Le pendenze di questi impianti raggiungono il 100% e le velocità anche i 4 m/s.[5]

Teleferiche trifuni[modifica | modifica wikitesto]

Realizzate come le precedenti, si distinguono per la presenza di due funi portanti e una traente/anello trattivo.

Questo termine viene talvolta impiegato per gli impianti bifune dotati del citato "semianello di zavorra".[4]

I veicoli[modifica | modifica wikitesto]

I veicoli impiegati possono essere costituiti da semplici piattaforme, pianali con sponde, contenitori di varia forma e materiale adatti al materiale da trasportare, benne, gru mobili, carrelli a taglia, ecc. appesi - mediante appositi telai snodati - alla/e fune/i tramite morsa (monofuni) o carrelli (bi- e trifune). Questi sono dotati di ruote (pulegge), in quantità variabile: un numero maggiore incrementa il carico trasportabile e salvaguarda la fune in quanto distribuisce meglio il peso, oltre a rendere più stabile e sicura la corsa.

In alcuni impianti possono essere presenti delle cabine simili a quelle della funivie per consentire il trasporto di personale.

Le gru a cavo[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di particolari tipi di teleferica usati nelle zone di montagna per l’esbosco del legname e vari lavori di costruzione come linee elettriche o condotte idriche. L'impianto è costituito da un argano e un carrello in grado di agganciare, sollevare il carico e trasportarlo.

In queste realizzazioni il numero e le funzioni delle funi sono molto varie.

Tipi di trazione[modifica | modifica wikitesto]

In base al tipo, alla dimensione e alla portata le teleferiche possono avere vari tipi di azionamento:

  • manuale: con argano a manovella;
  • motorizzato: a vapore (anticamente), a scoppio o elettrico. Quest'ultimo viene impiegato nelle realizzazioni più moderne e di maggiori dimensioni, sia a corrente continua che alternata, mono- o trifase.

Gli impianti motori sono normalmente situati a monte

Tensionamento funi[modifica | modifica wikitesto]

Il tensionamento delle funi avviene mediante contrappesi o tenditori idraulici a monte o valle, a seconda delle necessità progettuali, situazioni locali ecc. Negli impianti più semplici spesso non vengono installati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ definizione di Teleferica su Encarta. URL consultato il 05-03-2009.
  2. ^ Nico Molino,La rete a scartamento ridotto della Sicilia
  3. ^ Serv.Comunale Protezione Civile di Selvazzano Dentro- Prov.di Padova
  4. ^ a b Articolo sulle teleferiche in pdf
  5. ^ a b Enciclopedia della Tecnica e della Meccanica,Volume 5, A.Curcio editore.Bologna 1971

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]