Minio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima famiglia patrizia veneziana, vedi Minio (famiglia).
Minio
Minio - New Wales, Australia.jpg
Classificazione Strunz IV/B.06-50
Formula chimica 2PbO·PbO2
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino tetragonale
Classe di simmetria ditetragonale bipiramidale
Parametri di cella a = 8.815, c = 6.565
Gruppo puntuale 4/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale P 41/mbc
Proprietà fisiche
Densità 8,2 g/cm³
Durezza (Mohs) 2-3
Sfaldatura perfetta secondo {100}
Frattura terrosa
Colore da rosso chiaro a bruno rossastro
Lucentezza privo di lucentezza, grassa
Opacità non trasparente
Striscio giallo arancio
Diffusione assai raro
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

Il minio è un minerale, un ossido misto di piombo(II) e piombo(IV).

Il nome deriva dal fiume Minius, nel nord-ovest della Spagna.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

I cristalli sono scaglie microscopiche.

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

L'origine è secondaria. La paragenesi è con galena e cerussite.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

In scaglie, aggregati massivi o polverulenti.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica sorgente]

Solubile in HCl, decomposto da HNO3. Differisce dal realgar e dal cinabro per maggiore densità e colore più intenso.

Località di ritrovamento[modifica | modifica sorgente]

A Bleialf e Badenweiler, in Germania; a Mezica, in Slovenia, e nei rilievi delle Leadhills, in Scozia.

In Italia si trova in masse di aspetto terroso su galena nella miniera di Reigraxius, a Domusnovas, in provincia di Cagliari; in laminette o patine dentro le cavità della miniera di Monteponi, ad Iglesias, in Sardegna; con un po' di fortuna è possibile trovare scarse patine terrose su calcare a Zuccarello, in provincia di Savona.

Utilizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Noto fin dai tempi degli antichi romani, il minio si forma per alterazione della galena. Da molto tempo viene prodotto industrialmente ossidando il piombo fuso per mezzo di una corrente d'aria.

Molto pesante, era utilizzato nella fabbricazione delle vernici antiruggine, mescolato con olio di lino cotto, prima che le vernici al piombo fossero messe al bando a causa delle loro tossicità.

Anticamente era utilizzato anche come pigmento pittorico, con i nomi rosso di Saturno, rosso di piombo, secondarium minium, rosso di Parigi, sandaraco, sandix, sanrendy, usta e minio comune.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie,Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)
  • Glossary of Mineral Species - Fleischer, Michael (1985)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]