Realgar
| Realgar | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | II/F.02-30 |
| Formula chimica | As4S4 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo cristallino | |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Classe di simmetria | prismatica |
| Parametri di cella | a = 9.29, b = 13.53, c = 6.57 |
| Gruppo puntuale | 3/m |
| Gruppo spaziale | P 21/n |
| Proprietà fisiche | |
| Densità | 3,565 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 1,56 |
| Sfaldatura | perfetta secondo {010} |
| Frattura | concoide |
| Colore | rosso bruno, rosso arancio |
| Lucentezza | adamantina, grassa |
| Opacità | traslucida |
| Striscio | rosso arancio |
| Diffusione | assai raro |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale | |
Il realgar è un minerale, solfuro di arsenico
Indice |
[modifica] Etimologia e storia
Il nome deriva dall'arabo Rahj al ghar, "polvere di caverna".[1] Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia cita il minerale come "sandaraca" o "sandracca". Nel Medioevo, dagli alchimisti, che chiamavano il minerale "risigallo", veniva usato come medicamento.[2]
[modifica] Abito cristallino
Cristalli prismatici di colore rosso vivo, spesso striati di colore verde.
[modifica] Origine e giacitura
Genesi idrotermale, sorgenti fredde, associato particolarmente ad altri solfuri di ferro e arsenico, ma anche come prodotto di sublimazione vulcanica, nelle fumarole e nei depositi di sorgenti calde ed in rocce sedimentarie (dolomie e scisti bituminosi).[2] Inoltre si può trovare ingiacimenti di metalli talvolta associato ad orpimento, antimonite ed altri solfuri.[3]
[modifica] Miniere e luoghi di trovamento
- Europa: Saracamba, Cucaracha e Baia Sprie (Romania); Alsar (associata a loradite, raguinite ed altri minerali rari di tallio) presso Alchar (Macedonia); Lengenbach (dove si trova tra l'altro con i minerali: rathite, binnite, baumhauerite, sartorite, smithite, utchinsonite) nella Binntal (cantone Vallese, Svizzera); Schneeberg (Sassonia); Jachymov (Boemia); Matra presso l'isola Moita (Corsica), Jas-Roux Val Gaudemar (dove viene trovata insieme, tra l'altro, insieme a: pierrotite, twinnite, chaborneite, smithite), Ravin de la Rocanière presso Lucerame (Nizza, Francia);[3]
- Italia. Solfatara di Pozzuoli (provincia di Napoli), Valtellina (Pizzo Canciano)[3] e Lanzada presso il Passo di Gavia[2] in Val Malenco (provincia di Sondrio).[2] Inoltre, in alcune miniere di cinabro del Monte Amiata (presso Bagnore e Morone) (Toscana), nel calcare bituminoso del Monte Prisnig presso Tarvisio (Friuli-Venezia Giulia).[2]
- Asia: Lukhumsk, Zensk (Georgia), Tapak (Iran), insieme ad alcuni borati in Turchia.[3]
- USA: Utah, Nevada, California.[3]
[modifica] Forma in cui si presenta in natura
Cristalli, aggregati compatti a grana fine, masse pulverolente, terrose.
[modifica] Caratteristiche chimico-fisiche
È composto dal 29,9% di zolfo e dal 70,1 % di arsenico. Parzialmente solubile negli acidi tra cui l'acido nitrico, meglio in acqua regia[2] e in KOH, fonde facilmente producendo vapori tossici e agliacei. I campioni vanno tenuti al riparo dalla luce perché i cristalli si disintegrano facilmente al contatto della luce perché fotosensibili contenenti arsenolite, orpimento, pararealgar ed altri solfuri di arsenico.[2]
[modifica] Utilizzazioni
Per estrarre l'arsenico o per ottenere composti dello stesso elemento tossico. In passato, mischiato con salnitro veniva utilizzato per fare i fuochi artificiali.[2]
È usato anche per produrre un pigmento pittorico noto anche come: risalgallo, risigallo, risigale, realgar d'orpimento, rahjalgar e sandaraca.
[modifica] Note
- ^ Autori Vari. Realgar. Webmin. URL consultato il 07/12/2009.
- ^ a b c d e f g h Autiri Vari, scheda "Realgar" in Il magico mondo di Minerali e gemme,, Novara, De Agostini [1993-1996].
- ^ a b c d e Carlo Maria Gramaccioli, Realgar in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume I°, Milano, Alberto Peruzzo Editore [1988], pag. 177-179.