Monte Amiata

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Monte Amiata
Amiata flickr01.jpg
Il monte Amiata
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Grosseto Grosseto
Siena Siena
Altezza 1.738 m s.l.m.
Catena Antiappennino toscano (negli Appennini)
Coordinate 42°53′17″N 11°37′22″E / 42.888056°N 11.622778°E / 42.888056; 11.622778
Mappa di localizzazione
Monte Amiata è posizionata in Italia
Monte Amiata

Coordinate: 42°53′17″N 11°37′22″E / 42.888056°N 11.622778°E / 42.888056; 11.622778

« Se alcun luogo mai attrasse i poeti con le soavi ombre, o con le fonti argentine, e con le verdeggianti erbe dei ridenti prati, qui essi rimarranno tutta l'estate; poiché noi stimiamo che a questi gioghi dell'Amiata non siano da paragonarsi quelli di Cirra e Nisa, tanto esaltati dalle mitiche favole, e neppure da preferirsi sia la valle di Tempe col suo fiume Peneo. »
(Papa Pio II, Commentarii, 1462)
« Quando dalla vetta della montagna scivolo con lo sguardo sul grande manto verde, ho l'impressione di accarezzare un prodigioso scrigno dove si conservano memorie millenarie abbarbicate allo strato di lava sceso dalla vetta trecentomila anni fa. »
(Ernesto Balducci, La montagna incantata)

Il monte Amiata è un rilievo, per la precisione un massiccio montuoso, alto 1738 m s.l.m. nel suo punto piu alto. Fa parte dell'Antiappennino toscano posto tra la Maremma, la Val d'Orcia e la Val di Chiana, non lontano da Umbria e Lazio. Il territorio amiatino è compreso in parte nella provincia di Grosseto e in parte in quella di Siena, in una vasta area di pertinenza dei comuni di Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Piancastagnaio e Castell'Azzara. È la più importante stazione sciistica e tra le più importanti stazioni forestali della Toscana meridionale. La sua altezza e il suo posizionamento garantiscono possibilità di sciare per tutto l'arco dell'inverno.

Indice

Collocazione ed origine [modifica]

Il monte Amiata è collocato nella Toscana meridionale, ove svetta sulle vallate circostanti, tra cui vanno citate la Val d'Orcia, la Maremma, la vallata del lago di Bolsena, il Chianti.

È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Si può far risalire la sua ultima eruzione a circa 700.000 anni fa. L'Amiata è ricchissimo di acque, tutte captate e gestite dall'Acquedotto del Fiora che le trasporta e distribuisce nell'intera Toscana meridionale e nella parte settentrionale del Lazio; vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. L'origine del toponimo "Amiata" è stata da alcuni individuata nel latino "ad meata", ossia "alle sorgenti"[1]. Altre ipotesi sull'etimo del toponimo Amiata sono state rappresentate in una rivista storico-culturale locale[2], ove si indica una derivazione da mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca.

Il massiccio montuoso amiatino, oltre all'omonima vetta include anche una serie di cime, in continuità l'una con l'altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200 metri), monte Labbro (1.193 metri), monte Civitella (1.107 metri), monte Buceto (1.152 metri), monte Aquilaia (1.104 metri) e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette più alte, Poggio Zoccolino (1.035 metri), Poggio Le Perazzette sul confine tra le due province (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri).

Il toponimo monte Amiata sta anche a individuare un vasto territorio, con al centro il gruppo montuoso dell'Amiata (non un cono sia pure imponente, ma un ameno e verde sistema orografico digradante verso sud), circondato da centri abitati di grande interesse storico e artistico, in una zona dove, per grandi cicli secolari, hanno trovato allocazione e potere gli Etruschi, il medioevo del Papato e dei Carolingi, la Repubblica di Siena e in ultimo il Granducato di Toscana.

Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto attiva l'attività sismica nella zona. Tra i vari eventi verificatisi, c'è da segnalare il terremoto del 3 novembre 1948 che ebbe come epicentro l'area montana a cavallo delle province di Grosseto e Siena, raggiungendo la magnitudo 5,03 della Scala Richter e il VI-VII grado della Scala Mercalli. Altri eventi sismici che hanno interessato l'area amiatina hanno avuto invece come epicentri le località di Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio.[3]

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Veduta verso Sud dalla Vetta

I comuni del monte Amiata [modifica]

Abbadia San Salvatore-Gonfalone.png Abbadia San Salvatore Arcidosso.GIF Arcidosso Castell'Azzara-Gonfalone.png Castell'Azzara Caste del Piano.GIF Castel del Piano Piancastagnaio-Gonfalone.png Piancastagnaio Santa Fiora.GIF Santa Fiora Seggiano-Gonfalone.png Seggiano

La geologia ed il territorio [modifica]

Cinabro dell'Amiata

L'altitudine massima si ha nella Vetta (anticamente denominata Masso di Maremma) che raggiunge i 1738 metri rispetto al livello medio del mare. È ciò che resta di un'antica cupola di ristagno del vulcano, attualmente facilmente raggiungibile seguendo dagli ultimi rifugi i sentieri che conducono alla Madonna degli Scouts, per l'appunto la Vetta del complesso vulcanico. È altresì appellato, in modo affettivo soprattutto dagli anziani del luogo, "il Vulcano buono". Altre vette importanti del gruppo dell'Amiata sono:

Nel passato sono stati sfruttati interessanti giacimenti minerari, soprattutto di cinabro, il minerale da cui si è ricavato per secoli il mercurio, oggi praticamente non più utilizzato. Del passato minerario dell'Amiata, rimangono oggi solo due musei, ad Abbadia San Salvatore e a Santa Fiora. Suggestivo il paesaggio, con foreste di grande prestigio, formate da faggi, abeti e castagni. Si è qui realizzato un equilibrio fra uomo e vegetazione che ha contribuito non poco a conservare la flora e addirittura a migliorarla con tecniche forestali e di taglio, praticate con serietà da circa un secolo. Nella stagione invernale si praticano gli sport invernali, essendo stato allestito negli anni un complesso sciistico con piste ed impianti di risalita, dislocati nei punti cardine della montagna: la Vetta, il Prato delle Macinaie, il Prato della Contessa, il Rifugio Cantore e il Pian della Marsiliana. La stazione sciistica ha uno sviluppo totale di 12 km per quanto concerne lo Sci Alpino mentre si hanno a disposizione alcuni km per le pratiche dello Sci Nordico. Particolarmente emozionante, per l'atmosfera che si respira nella bellezza dei boschi e dei paesaggi, può risultare l'esperienza dello Sci notturno a volte allestito sulla pista attrezzata Dedo-Crocicchio. Molto interessante è sicuramente l'area protetta creata sul versante grossetano all'interno del territorio comunale di Arcidosso, destinata al ripopolamento del Lupo appenninico.

I comuni che cingono il territorio montano dell'Amiata, su altitudini che vanno dai 600 agli 800 metri, sono: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Piancastagnaio, Castell'Azzara Santa Fiora, Seggiano. Possono essere inclusi nel territorio del monte Amiata anche Roccalbegna e Semproniano nell'area delle Colline dell'Albegna e del Fiora, Cinigiano nella Valle dell'Ombrone, Castiglione d'Orcia e Radicofani nella Val d'Orcia: parte dei loro territori comunali, infatti, oltre a circondare il cono vulcanico del monte Amiata, si trovano a quote superiori ai 600 metri s.l.m.

Il panorama [modifica]

Quello osservabile dal monte Amiata è probabilmente il paesaggio più vasto e impressionante di tutta l'Italia Centrale. La peculiarità della morfologia vulcanica, essendo l'Amiata un rilievo isolato, permette al visitatore, in condizioni ambientali favorevoli (soprattutto nelle giornate invernali), di spaziare con lo sguardo per centinaia di km. Con cielo terso e ventoso si può osservare la quasi totalità degli Appennini: il Massiccio del Gran Sasso d'Italia (Abruzzo), poi da Sud verso Nord, il monte Terminillo (Lazio), i monti Sibillini (Marche/Umbria), il Massiccio del monte Catria (Appennino umbro-marchigiano), il monte Falterona dell'Appennino Tosco-Romagnolo, il monte Cimone dell'Appennino Tosco-Emiliano, l'Alto Appennino parmense e parte dell'Appennino Ligure. Inoltre si scorgono le città di Siena, Grosseto, Arezzo, Viterbo e in condizioni meteorologiche notturne particolari è visibile il bagliore di Roma. Ottimamente visibili sono anche il Lago Trasimeno e quello di Bolsena. Verso ovest, in direzione del Mar Tirreno è visibile buona parte dell'Arcipelago Toscano con l'isola d'Elba, il monte Argentario, la Corsica ed addirittura sulla costa verso sud le ciminiere della centrale elettrica A. Volta di Montalto di Castro (VT) e verso nord sempre sulla costa le ciminiere della centrale elettrica di Tor del Sale di Piombino (LI).

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Veduta verso Nord-Ovest: Appennino Tosco-emiliano, Monte Cimone e Abetone

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Veduta verso Sud-Est: Monti Sibillini

La storia e le opere artistiche [modifica]

È attestata la presenza umana sull'Amiata fin dalla preistoria. La più antica testimonianza artistica è un graffito raffigurante un arciere. L'"arciere", da cui prende il nome la grotta in cui è situato, si trova nel comune di Abbadia San Salvatore ad un'altitudine di 1050 m.s.l.m.. La sua datazione è difficile da precisare ma si ipotizza che risalga all'età del bronzo. Per gli etruschi l'Amiata era la terra sacra, dove dimorava la loro divinità più importante: Tinia (Giove per i romani). Reperti storici e artistici sono tutt'oggi registrabili nei centri abitati dell'Amiata. Presenze come quelle riferibili all'arte figurativa del trecento senese, e architetture monumentali come i castelli del lontano medioevo (Arcidosso, Montelaterone, Piancastagnaio), le abbazie romanico-longobarde (Abbadia San Salvatore, Abbazia di Sant'Antimo), la Villa Sforzesca di Castell'Azzara, il palazzo Bourbon del Monte a Piancastagnaio, le chiese rinascimentali e barocche di Castel del Piano, le ceramiche robbiane e il parco Peschiera a Santa Fiora, stanno a testimoniare l'incrociarsi di civiltà e culture che hanno interessato o comunque lambito il territorio dell'Amiata, inserito nella sorprendente storia della Toscana meridionale, posta al confine della Tuscia e dello Stato Pontificio.

Scorcio delle piste da sci durante l'estate
L'amiata in Inverno
Vista su Castiglione della Pescaia e l'Isola d'Elba

Da ricordare l'avventura mistica e rivoluzionaria di David Lazzaretti, il profeta dell'Amiata, che si immolò nel 1878 per il riscatto religioso e sociale della propria gente, avversando le ingiustizie del mondo e il declino del clero romano[4]. Lazzaretti fondò un vero e proprio movimento religioso, il Giurisdavidismo, che conta ancora oggi un gruppo di adepti.

Nel 1897 sorse sull'Amiata, ad Abbadia San Salvatore, una delle più importanti miniere di mercurio del mondo (seconda per ricchezza solamente a quella di Almaden in Spagna). L'attività di estrazione e trasformazione del cinabro (da cui si ricava il mercurio), contribuì enormemente allo sviluppo industriale ed economico di Abbadia San Salvatore, apportando ricadute positive anche negli altri paesi Amiatini. La miniera fu chiusa intorno alla metà degli anni 70.

Negli anni 90, l'artista contemporaneo Daniel Spoerri, esponente del Nouveau Réalisme, diede vita nel comune di Seggiano al Giardino di Daniel Spoerri dove sono esposte molte sue opere e di altri artisti.

L'area protetta [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cono vulcanico del Monte Amiata.

Demografia [modifica]

L'area del Monte Amiata è poco densamente abitata, formata perlopiù da piccoli centri disposti lungo le valli del monte, sia nel versante della provincia di Grosseto che in quello della provincia di Siena, soprattutto nelle aree situate ad ovest e ad est della vetta, dove sono situati i centri principali. L'area compresa dai comuni di Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castell'Azzara, Castel del Piano, Piancastagnaio, Santa Fiora e Seggiano conta una popolazione complessiva di 25.453 abitanti, mentre se vengono considerati anche quei comuni situati più a valle che però fanno parte dell'Unione dei comuni del Monte Amiata, sia sul versante grossetano (Cinigiano, Roccalbegna, Semproniano), sia sul versante senese (Radicofani, San Quirico d'Orcia), si raggiunge una popolazione di 34.418 abitanti[5].

I centri più abitati sono quelli di Abbadia San Salvatore (6.777 abitanti), sul versante senese e capoluogo dell'Unione dei Comuni Amiata Val d'Orcia, e di Castel del Piano (4.675 abitanti) per il versante grossetano, anche se il centro amministrativo principale è quello di Arcidosso (4.460 abitanti), capoluogo dell'Unione dei Comuni Amiata Grossetano.

Economia e prodotti tipici [modifica]

La castagna e il legname, sono le principali risorse dell’Amiata, che muovono in qualche modo l’economia locale. Va segnalata anche la produzione di energia elettrica da parte dell'Enel, che utilizza le emissioni di vapore geotermico (soprattutto nella zona di Piancastagnaio e Bagnore), proveniente dalle profondità del sottosuolo interessato ancora da fenomeni paravulcanici.

In fase di nuova espansione il turismo, sia invernale, con una decina di impianti di risalita, e diverse piste dotate di innevamento programmato, sia estivo, per lo più legato ad eventi di natura enogastronomica[6].

La parte meno elevata del territorio amiatino è caratterizzata dalla presenza di oliveti e vigneti, con relativa produzione di olio pregiatissimo (ricordiamo l’olivastra di Seggiano) e di vino la cui qualità sta imponendosi anche nei mercati esteri, con particolare riferimento al Montecucco e all’Orcia, entrambi DOC, il primo dal 1998.

Nella parte più alta invece si possono trovare vari prodotti del sottobosco e non solo, che sono stati per decenni il cibo delle popolazioni amiatine. In particolare, la castagna, che ha già ottenuto la denominazione DOP, prevalentemente raccolta nella zona di Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora, e il fungo, che sta acquisendo il marchio IGP, raccolto in tutte le zone dell'Amiata, ma in particolare nella zona di Bagnolo (Santa Fiora), Saragiolo (Piancastagnaio), Selvena (Castell'Azzara) e Abbadia San Salvatore. Molte sono infatti le sagre e le feste che in tutto l'arco dell'anno e su tutto il territorio rendono omaggio a questi prodotti.

Viabilità [modifica]

L’Amiata è facilmente raggiungibile da Grosseto e da Siena, mediante un sistema stradale agevole e abbastanza veloce. Il versante est si raggiunge dai caselli autostradali di Chiusi-Chianciano e Orvieto, quello ovest si raggiunge distaccandosi dalla Grosseto-Siena in località Paganico.

Immagini del Monte Amiata [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Silvio Pieri, Toponomastica della Toscana meridionale, Siena, 1930
  2. ^ Amiata Storia e Territorio, n. 67, aprile 2012
  3. ^ [1] Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  4. ^ Giacomo Barzellotti, "Monte Amiata e il suo profeta", Milano, F.lli Treves, 1910
  5. ^ Dati aggiornati al 31/12/2011
  6. ^ Umberto Rambelli: Il comprensorio dell' Amiata, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto, 1969

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Collegamenti esterni [modifica]