Tarvisio

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Tarvisio
comune
Tarvisio – Stemma
Tarvisio – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia – stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine – stemma Udine
Sindaco Renato Carlantoni (FI) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 46°30′0″N 13°34′0″E / 46.5°N 13.56667°E / 46.5; 13.56667 (Tarvisio)Coordinate: 46°30′0″N 13°34′0″E / 46.5°N 13.56667°E / 46.5; 13.56667 (Tarvisio)
Altitudine 732 m s.l.m.
Superficie 205,59 km²
Abitanti 4 683[1] (31-12-2010)
Densità 22,78 ab./km²
Frazioni Camporosso, Cave del Predil, Coccau, Fusine[2]
Comuni confinanti Arnoldstein (AT-2), Chiusaforte, Hohenthurn (AT-2), Kranjska Gora (SLO), Malborghetto-Valbruna, Plezzo (Bovec) (SLO)
Altre informazioni
Cod. postale 33018
Prefisso 0428
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030117
Cod. catastale L057
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3959 GG[3]
Nome abitanti tarvisiani
Patrono santi Pietro e Paolo 29 giugno
Localizzazione
Tarvisio è posizionata in Italia
Tarvisio
Posizione del comune di Tarvisio nella provincia di Udine
Posizione del comune di Tarvisio nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarvisio (Tarvis in friulano[4] e tedesco[5], Trbiž in sloveno[6][7]) è un comune italiano di 4.685 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. È il comune più a est della provincia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Tarvisio sorge in Val Canale a 754 metri m s.l.m. Geograficamente non appartiene alla regione italiana essendo posta al di là dello spartiacque alpino e facendo parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza (Gailitz in tedesco) che attraversa Tarvisio sfocia nel Gail ad Arnoldstein.

Sul Monte Forno vi è la triplice frontiera, punto in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia.

[modifica] Clima

Nonostante sia posta a soli 754 m s.l.m., ha un clima continentale con inverni freddi (minima assoluta -23 °C nel gennaio 1985) e molto nevosi (causa precipitazioni elevate, media annua di 250 cm di precipitazioni nevose). Per contro le estati sono piuttosto calde (massima assoluta 37 °C nel luglio 1983)

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Tarvisio, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina.

[modifica] Storia

D'origine romana, sembra che la cittadina sorga in una località abitata precedentemente da una popolazione celtica, i Taurisci, da cui deriverebbe appunto il nome Tarvisio.
Possesso del Capitolo di Bamberga fin dall'XI secolo, a partire dal XII secolo assunse notevole importanza commerciale e nel 1456 ottenne dal vescovo di Bamberga il privilegio di tenere una fiera annuale, che vi ha luogo tuttora.
A partire dal XV secolo vi fiorì l'industria del ferro; nello stesso periodo (1478 e 1492) subì saccheggi da parte dei Turchi.
Fu coinvolta dalle vicende della Guerra di Gradisca (1615-18). Per lungo tempo il confine con i territori veneti della Carnia fu a Pontebba, il centro che precede Tarvisio risalendo il fiume Fella e segna il limite tra la Val Canale ed il Canal del Ferro. Il centro, ritornato stabilmente all'Austria, fu in epoca napoleonica teatro di battaglie assieme alla vicina Malborghetto-Valbruna tra le truppe austriache e francesi (1797, 1809, 1813).
Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1919, dopo la prima guerra mondiale e da allora ha conosciuto un notevole impulso come luogo di frontiera, trovandosi sulla direttrice Venezia-Vienna e in prossimità degli importanti valichi di Coccau, di Fusine e del Predil.

A partire dagli anni venti del Novecento il comune di Tarvisio ha ricevuto consistenti flussi migratori, dal Friuli e dal resto d'Italia, che ne hanno radicalmente mutato la composizione etnica.

La resistenza delle guardie alla frontiera l'8 settembre 1943

Pochi sanno che la Resistenza italiana all'invasore tedesco nella seconda guerra mondiale ebbe inizio a Tarvisio, nella notte tra l'8 e il 9 settembre 1943. Nella cittadina infatti si trovava un presidio di 300 uomini della Guardia alla Frontiera, alloggiato nella caserma Italia. A Tarvisio la GaF era a regime ridotto, una presenza meramente simbolica, in quanto il confine era quello con l'alleato, e la caserma aveva ceduto la sua artiglieria pesante per la campagna di Jugoslavia. L'8 settembre, alle 7 di sera, la notizia dell'armistizio trasmessa dalla radio piombò come un fulmine a ciel sereno nel Circolo Ufficiali, suscitando in molti perplessità e sconcerto; infatti già dal 25 luglio era presente a Ugovizza, in Val Canale, un reggimento di Waffen SS, e nella piana di Arnoldstein, appena al di là del confine, erano acquartierate intere divisioni tedesche in assetto di guerra. Tuttavia, nonostante la disparità di forze il comandante del presidio, colonnello Giovanni Jon, come risposta all'intimazione tedesca di cedere le armi (il colonnello Brand aveva mandato un ultimatum, che era stato respinto) preparò la difesa della caserma, che si trovò in breve circondata; nelle condizioni di inferiorità in cui si trovavano, gli italiani non avrebbero potuto resistere per molto. I tedeschi dettero prima l'assalto al centralino, difeso dal plotone fucilieri, e lo rasero al suolo con l'ausilio di un cannone anticarro. Fu in questa circostanza che cadde la centralinista tarvisiana Luigia Picech, prima donna ad essere decorata di Medaglia d'Argento della Resistenza a cui è stata intitolata una via nella frazione di Tarvisio Centrale. La ragazza, incurante del fuoco nemico, continuava a tenere aperto il collegamento telefonico con la caserma e, quando la situazione si fece critica, assistette al contrattacco dei fucilieri, che vennero tutti abbattuti; Luigia allora cercò di impugnare la pistola di un soldato mortole a fianco, ma le SS la finirono. Nella caserma Italia, rimasta isolata, si continuò a combattere fino all'ultima cartuccia. Dopo le 9, quando ormai la battaglia durava da oltre 6 ore, il tenente colonnello Jon ordinò il cessate il fuoco, ed un drappo bianco venne innalzato. Il primo fuoco della resistenza italiana era costato 180 feriti e 25 morti, mentre i tedeschi contavano circa 80 caduti. I GaF superstiti, 95, due giorni dopo vennero fatti partire sui carri bestiame verso i lager tedeschi.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Lingue e dialetti

A Tarvisio, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[8], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Oltre alla lingua italiana e alla lingua friulana, parte della popolazione conosce anche la lingua tedesca e la lingua slovena.

[modifica] Cultura

Fino al 1919 la popolazione della cittadina era a larga maggioranza tedesca e slovena (questo si può notare ancor oggi nei cognomi di molti tarvisiani: Kravina, Ehrlich, Moschitz). Anche nelle tradizioni popolari pertanto spicca chiaramente la cultura austriaca e quella slovena, presenti all'epoca dell'impero Asburgico: la festa folkloristica più sentita dalla popolazione è la festa di San Nicolò e quella dei Krampus che si tiene ogni anno il 5 dicembre in tutte le frazioni del Tarvisiano.

La popolazione oggi è di maggioranza italiana, ma sono sempre presenti la minoranza slovena e tedesca. Tarvisio può vantarsi d'essere un comune quadrilingue unico in Europa: vi si parlano infatti italiano, tedesco, sloveno e friulano.

[modifica] Personalità legate a Tarvisio

Sono diverse le personalità legate al piccolo paese di confine:

  • Nel 1688 il paese ha dato i natali al gesuita e autore di opere teatrali Anton Kasutnik.
  • Isidor Himmelbaur (1858-1919), Bibliotecario austriaco e illustratore
  • Rafko Dolhar (1933), saggista
  • Mario Arpino, (1937) già Capo di Stato Maggiore della Difesa
  • Sergio Balbinot (1958), Amministratore delegato di Assicurazioni Generali dal 2002
  • Il giornalista Gino Piva nel 1923 ha pubblicato un libro (L’arteria ferroviaria detta del Predil nei suoi aspetti regionali, nazionali e transalpini, Venezia, 1923) sull'importanza delle opere ferroviarie dopo il passaggio di Tarvisio all'Italia.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Lo statuto comunale elenca, oltre al capoluogo, altre quattro frazioni (tra parentesi le denominazioni in tedesco, sloveno e friulano):

  • Camporosso (Saifnitz, Žabnice, Cjamparos)
  • Cave del Predil (Raibl, Rabelj, Rabil/Predil) m 900
  • Coccau (Goggau, Kokova, Cocau) m 672
  • Fusine (Weißenfels, Fužine/Bela Peč, Fusinis) m 773.

Altre località degne di nota sono:

  • Monte Lussari (Luschariberg, Sv.Višárje, Mont Sante di Lussàri)
  • Muda (Mauth, Múta, Mude)
  • Plezzut (Flitschl, Flíčl, Pleçùt) m 813
  • Poscolle (Hinterschloss, Zágradec, Puscuèl)
  • Rutte (Greuth, Trbiške rute, Rute) m 830
  • Sant'Antonio (Sankt Anton, Sant Antòni)

[modifica] Economia

Nel territorio di Tarvisio sono presenti alcuni noti impianti sciistici (in particolare la famosa pista "Di Prampero", sul Monte Santo di Lussari) ed il Liceo per gli Sport Invernali "Ingeborg Bachmann", nato al fine di formare atleti di alto livello concertando l'attività con un normale corso di studi liceali. Altro punto di elevato interesse economico-turistico-commerciale è il locale "Mercato" recentemente ristrutturato e che ha visto nell'arco di anni visitatori provenienti da tutta Europa.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria di Tarvisio, denominata Tarvisio Boscoverde, è uno scalo internazionale dove s'incontrano il servizio ferroviario italiano, gestito da Trenitalia, e quello austriaco, gestito dalle ÖBB. L'impianto ferroviario è stazione terminale della nuova ferrovia Pontebbana, che porta a Udine, e della ferrovia Rudolfiana, che porta in Austria.

Prima dell'apertura della nuova linea Pontebbana, avvenuta nel 2000, Tarvisio era servita da due impianti ferroviari: la stazione di Tarvisio Centrale, che svolgeva il ruolo di stazione internazionale di confine, e dalla Stazione di Tarvisio Città. Fino al 1965, da Tarvisio Centrale si diramava la linea internazionale per Lubiana sulla quale si trovava la stazione di Tarvisio Vecchia che fu il primo scalo ferroviario tarvisiano.

[modifica] Trasporti urbani

Tarvisio è servita da alcune linee di autobus urbani

  • A Centro - Stazione Tarvisio Boscoverde
  • B Valico di Coccau - Scuole
  • C Tarvisio Città - Stazione Tarvisio Boscoverde (Svolto da Trenitalia)
  • D Cave del Predil - Centro

[modifica] Autostrade

L'abitato di Tarvisio si trova nelle immediate vicinanze dell'Autostrada Alpe-Adria (A23) la quale è fruibile attraverso due svincoli: Tarvisio Sud (solo da e per Udine) e Tarvisio Nord (solo da e per l'Austria); l'autostrada viene utilizzata per valicare il confine austriaco oppure per raggiungere i vicini comprensori sciistici (Tarvisio e Arnoldstein) per chi proviene da Udine o dall'Austria.

[modifica] Strade

Tarvisio è lo snodo di due principali arterie stradali: la Pontebbana e la SS54; la prima permette di raggiungere il vicino confine austriaco (Valico di Coccau) e collega Tarvisio con Udine, la seconda arteria invece collega Tarvisio con la città slovena di Kranjska Gora (prima del 1947, l'intera tratta era in territorio italiano e collegava Tarvisio con Udine passando per i comuni di Plezzo, Caporetto e Cividale del Friuli.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Renato Carlantoni (FI) dal 29/05/2007

[modifica] Sport

Nel 2003 ha ospitato la XXI Universiade invernale, mentre nel 2007 e nel 2009 è stata la sede di tre gare di Coppa del Mondo femminile di sci alpino. Tarvisio ritroverà la Coppa del Mondo femminile anche nel 2011 e nel 2013. A Vancouver, infatti, il congresso della Fis ha approvato il calendario, assegnando a Tarvisio una discesa libera e un supergigante il 5 e 6 marzo 2011, mentre il 23 e 24 febbraio 2013 si gareggerà per la discesa libera e la supercombinata.

Tarviso è il paese natale della campionessa olimpica di sci di fondo Gabriella Paruzzi, ritiratasi nel 2006, e del celebre saltatore Roberto Cecon anch'egli ritiratosi dall'attività sportiva.

Attualmente questi sono i tarvisiani che vestono la maglia azzurra:

Tra le personalità sportive più importanti del luogo, si ricordano gli alpinisti della sezione C.A.I. "Monte Lussari"; Nives Meroi in primis, che assieme al marito Romano Benet ha scalato 11 dei 14 ottomila senza ossigeno. Nives finora ha scalato senza ossigeno Broad Peak, Gasherbrum I, Gasherbrum II, Nanga Parbat, Cho Oyu, Lhotse, Dhaulagiri, K2, Everest e Manaslu.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di Tarvisio - Statuto.
  3. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 645.
  6. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia. Ministero dell'Interno. URL consultato il 8 novembre 2011.
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 645.
  8. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
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