Amaro (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Amaro
comune
Amaro – Stemma
Scorcio della piazza centrale
Scorcio della piazza centrale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Laura Zanella (lista civica Par Damar) dall'8/06/2009
Territorio
Coordinate 46°22′30″N 13°05′47″E / 46.375°N 13.096389°E46.375; 13.096389 (Amaro)Coordinate: 46°22′30″N 13°05′47″E / 46.375°N 13.096389°E46.375; 13.096389 (Amaro)
Altitudine 296 m s.l.m.
Superficie 33,26 km²
Abitanti 841[1] (31.12.2011)
Densità 25,29 ab./km²
Comuni confinanti Cavazzo Carnico, Moggio Udinese, Tolmezzo, Venzone
Altre informazioni
Cod. postale 33020
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030002
Cod. catastale A254
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 714 GG[2]
Nome abitanti amaresi
Patrono san Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amaro
Posizione del comune di Amaro nella provincia di Udine
Posizione del comune di Amaro nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Amaro (Damâr in friulano[3]) è un comune italiano di 841 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

È il primo dei 28 comuni che si incontrano entrando in Carnia dalla provincia di Udine (un "orribile" detto popolare dice che la Carnia sarebbe più dolce se il primo paese non fosse amaro). Il nome, invece è dovuto dal fatto che l'abitato sorge ai piedi del Monte Amariana (1905 m.), da cui il nome Damâr, mentre a sud oltrepassato il fiume Tagliamento si staglia il Monte San Simeone (1505 m.). Il comune non ha frazioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime testimonianze documentate sull'esistenza di Amaro risalgono alla fine del Trecento, anche se già in epoca romana si pensa che la zona fosse abitata visti i ritrovamenti di oggetti dell'epoca; alcune reliquie testimoniano l'esistenza di una borgata nel I secolo d.C. . I suoi abitanti dovevano custodire ponti barche e traghetto sulle vie di comunicazione e passaggio sui due fiumi, che incrociavano le grandi strade dirette alla valle del Danubio. Amaro ha fatto parte ecclesiasticamente dell'Abbazia di Moggio fino al 1777, anno in cui passò sotto l'Arcidiaconato della Carnia. Il terremoto del Friuli del 1976 ha praticamente raso al suolo il paese che si presenta ora con un volto tutto nuovo, ma senz'altro ben valorizzato.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale di San Nicolò

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Nicolò
  • Chiesa di San Valentino
  • Chiesetta della Maina

Luoghi naturali[modifica | modifica sorgente]

  • La cascata del torrente Favarinis, che precipita per alcune decine di metri in una forra del monte Amariana. Per raggiungerla si prende la strada in direzione di Stazione per la Carnia (frazione di Venzone) e prima del viadotto sul Fella si imbocca a sinistra la strada per Campiolo. Al ponte del torrente Favarinis si prosegue seguendo un sentiero che porta al letto del torrente.
  • Il laghetto di Cison adatto per praticare la pesca sportiva o per passeggiare tranquillamente sulle sue sponde osservando bei cigni e germani scivolare sull'acqua. Si raggiunge scendendo dalla statale per una stradina che passa davanti al vecchio mulino Rainis.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Ad Amaro, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[5], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Oggi Amaro ospita un'attiva zona industriale, artigianale e commerciale. Questo insediamento è favorito dalla posizione geografica del comune che funge da "porta" della Carnia e dalla vicinanza ad un'importante via di comunicazione (casello autostradale della A23, uscita Carnia-Tolmezzo). Per agevolare e dare impulso allo sviluppo di tutta la Carnia e delle zone montane, ad Amaro è sorta la sede dell'agenzia regionale per la montagna Agemont.

Nel 2003 è stato inaugurato il primo e finora unico centro commerciale della Carnia con un ipermercato e diversi negozi, che hanno però risentito di una gestione non tanto oculata. Di maggior successo si sono rivelate invece le attività nell'ambito dell'informatica: ad Amaro opera infatti l'Eurotech, una delle aziende leader di questo mercato.
I progetti futuri vedono la nascita di un polo tecnologico.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte dell'associazione intercomunale Conca Tolmezzina costituita nel 2006 insieme ai comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo e Verzegnis.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bianco F., Bondesan A., Paronuzzi P., Zanetti M., Zanferrari A.: Il Tagliamento, pg. 91, 99, 102, 104, 167, 196, 197, 201, 213, 302, 322, 382, 406, 424; Università di Udine - Cierre Edizioni - Circolo Menocchio, 2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]