Pavia di Udine

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Pavia di Udine
comune
Pavia di Udine – Stemma Pavia di Udine – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Emanuela Nonino (Nuova Proposta) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 46°00′00″N 13°18′00″E / 46°N 13.3°E46; 13.3 (Pavia di Udine)Coordinate: 46°00′00″N 13°18′00″E / 46°N 13.3°E46; 13.3 (Pavia di Udine)
Altitudine 56-60 m s.l.m.
Superficie 34,58 km²
Abitanti 5 740[1] (31-12-2011)
Densità 165,99 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Bicinicco, Buttrio, Manzano, Mortegliano, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Santa Maria la Longa, Trivignano Udinese, Udine
Altre informazioni
Cod. postale 33050
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030074
Cod. catastale G389
Targa UD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 245 GG[2]
Nome abitanti paviesi
Patrono sant'Ulderico
Giorno festivo 4 luglio
PIL procapite (nominale) 13.258
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pavia di Udine
Posizione del comune di Pavia di Udine nella provincia di Udine
Posizione del comune di Pavia di Udine nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Pavia di Udine (Pavie in friulano[3]) è un comune italiano di 5.813 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. La frazione Lauzacco ospita la sede comunale.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La sede comunale si trova nella frazione di Lauzacco (Lauçà). Oggi il comune per la sua posizione, confinante con Udine e nelle immediate vicinanze della Zona Industriale Udinese, sta subendo un continuo sviluppo industriale e urbano, che lo hanno reso un comune vivace anche dal punto di vista culturale.

Regione: Friuli-Venezia Giulia Provincia: Udine Numero di abitanti: 5.740 Superficie: 34,58 km2 Perimetro: 38.679 m. Densità abitativa: 166 abitanti/km². Altitudine media: 61 s.l.m. Latitudine: 45° 59' 50N Longitudine: 13° 18' 18E C.A.P. 33050 Prefisso telefonico: 0432 Sede municipale: Lauzacco - Piazza Julia, 1

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Pavia di Udine (Capoluogo) (Pavie di Udin) Altitudine: 67 metri s.l.m. Popolazione: 911 abitanti
  • Selvuzzis (Selvucis) Altitudine: 61 metri s.l.m. Popolazione: 33 abitanti
  • Moretto (Moret) Altitudine: 75 metri s.l.m. Popolazione: 47 abitanti
  • Percoto (Percût) Altitudine: 56 metri s.l.m. Popolazione: 1.435 abitanti
  • Popereacco (Paparià) Altitudine: 53 metri s.l.m. Popolazione: 39 abitanti
  • Ronchi (Roncs) Altitudine: 52 metri s.l.m. Popolazione: 14 abitanti
  • Persereano (Pasariàn) Altitudine: 55 metri s.l.m. Popolazione: 102 abitanti
  • Lauzacco (Sede Municipale) (Lauçà) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 998 abitanti
  • Risano (Risan) Altitudine: 57 metri s.l.m. Popolazione: 703 abitanti
  • Chiasottis (Cjasotis) Altitudine: 49 metri s.l.m. Popolazione: 95 abitanti
  • Cortello (Curtiel) Altitudine: 67 metri s.l.m. Popolazione: 33 abitanti
  • Lumignacco (Lumignà) Altitudine: 72 metri s.l.m. Popolazione: 850 abitanti

Località[modifica | modifica sorgente]

  • Muris (Mûris) Altitudine: 56 metri s.l.m. Popolazione: 10 abitanti
  • Casali Valisella (Cjasai Valisèle) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 16 abitanti
  • Casali Pighin (Cjasai Pighin) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 20 abitanti
  • Casali Caiselli (Cjasai Caiselli) Altitudine: 72 metri s.l.m. Popolazione: 10 abitanti

Zone Industriali[modifica | modifica sorgente]

  • Zona Industriale San Mauro (Pavia di Udine) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 10 abitanti
  • Zona industriale Udinese (Lauzacco) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 17 abitanti

Storia[modifica | modifica sorgente]

Di origine romane, vide passare tutti i vari popoli che attraversarono queste regioni; la prima attestazione del capoluogo e della frazione di Percoto (Percût) risale al 1135, quando i due paesi erano sotto la giurisdizione della pieve di Buttrio ed insieme ad essa furono donate dal patriarca Pellegrino di Ortenburg all'abbazia di Rosazzo. Mentre il restante territorio rimaneva sotto il controllo del patriarcato di Aquileia, nel 1166 il villaggio di Persereano (Pasariàn) venne assegnato dal patriarca Vodalrico ad Enrico di Manzano.

Il territorio e le frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Pavia di Udine, posto immediatamente a sud del comune di Udine, con la sua dozzina di centri tra frazioni e località, occupa un posto rilevante all'interno del panorama storico-artistico del Friuli.

Oltre al grande numero di testimonianze archeologiche emerse in questi ultimi anni che vanno dalla preistoria (mesolitico-neolitico), al periodo romano e medievale, di chiese parrocchiali, cappelle votive, oratori gentilizi e ancone devozionali che ne costellano gli abitati e il contado, esso si segnala tra i più ricchi anche per quanto riguarda l'architettura civile, potendo contare nei diversi borghi oltre a numerose sopravvivenze interessanti di edilizia spontanea, addirittura ad oltre una quindicina di dimore nobiliari fra le più belle e scenografiche della regione.

Pavia di Udine[modifica | modifica sorgente]

Provenendo da Udine, sfiorata la piccola località di Moretto, si giunge al capoluogo comunale: Pavia di Udine, “località connessa“ Papilia: toponimo derivante da un gentilizio romano, probabilmente Papilia, corrispondente del maschile Papilius. La citazione più antica finora nota risale al 1275 (Pavia). Le testimonianze archeologiche ci riportano alla preistoria, gli scavi effettuati ci confermano la presenza di popolazioni neolitiche di primi agricoltori, anche se possiamo ipotizzare che questo luogo veniva frequentato da gruppi di cacciatori raccoglitori del mesolitico recente. A Pavia troviamo due chiese, La Parrocchiale dedicata a San Ulderico e la chiesetta di San Giovanni dei Battuti quattrocentesca, oltre a tre dimore nobiliari: le centralissime Villa Lovaria con l'ultra centenario platano, palazzo Mantica-Frangipane ed il complesso Beretta di Porcia e Brugnera.

Selvuzzis[modifica | modifica sorgente]

Proseguendo verso sud si raggiunge la località di Selvuzzis (boschetti). È un vezzeggiativo del friulano selve (selva). Antica zona silvestre poi sede di un centro padronale, si sviluppò nel tempo in un piccolo borgo. La citazione più antica finora nota risale al 1587 (Selvucis). Notevole la presenza dell'ottocentesca Villa Deciani con l'esteso muro di cinta.

Percoto[modifica | modifica sorgente]

Percoto, termine dialettale per guado, è la resa locale del sostantivo sloveno prehòd (passaggio, in riferimento al guado sul torrente Torre). La citazione più antica finora nota risale al 1184 (Percoto).
Tra i punti di interesse vanno ricordati la casa quattrocentesca nota come Colombera, la chiesa di San Martino vescovo, la villa Della Frattina-Caiselli e la caratteristica casa Pozzo. Non va dimenticata poi villa Kechler, presso la quale soggiornarono diverse personalità di spicco, tra cui lo scrittore americano Ernest Hemingway.
A Percoto ha sede la distilleria Nonino, famosa per la produzione di grappe di alta qualità.

Muris[modifica | modifica sorgente]

Lasciando il paese in direzione sud si raggiunge la località di Muris, (resti di) mura: verosimilmente si tratta del plurale del sostantivo maschile friulano mûr, muro. La citazione più antica finora nota risale al 1353 (Muris). Sede di un celebre Santuario dedicato alla Madonna, edificato sui resti di una villa rustica romana in prossimità di un guado sul Torrente Torre, ricco di interessanti ex voto.

Popereacco[modifica | modifica sorgente]

Muovendoci verso ovest incontriamo Popereacco, (podere) di Poperio: prediale latino-celtico dal nome personale maschile latino Pauperius. La citazione più antica finora nota risale al 1293 (Pauperiacho). Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Ronchi, conserva quasi integre le caratteristiche rurali di origine medievale, Popereacco verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Ronchi, alle dipendenze dei veneziani. Popereacco presenta all'interno del borgo alcune costruzioni rurali, la chiesetta di San Girolamo di origini trecentesche ma rimaneggiata nei secoli XVI e XX, ed un edificio padronale di origini seicentesche con le aperture delle facciate riquadrate in pietra, sul fronte sud si rileva una meridiana ed un affresco votivo, di fronte all'edificio in direzione sud si sviluppa un asse rettilineo, tipico delle dimore padronali, delimitato da pini marittimi.

Ronchi[modifica | modifica sorgente]

Procedendo sulla strada principale entriamo a Ronchi, toponimo comunissimo in Friuli, Ronchi, aree disboscate con roncole: termine agrario indicante una zona boschiva presso Popereacco runcata per essere coltivata e abitata. La citazione più antica finora nota risale al 1621 (Ronchi). Qui troviamo la villa seicentesca Della Porta - Stainero - Kechler - Dorigo e la deliziosa cappella annessa di Sant'Ulderico di origine trecentesca. Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Popereacco, conserva quasi integre le caratteristiche rurali. Di origine medievale, Ronchi verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Popereacco, alle dipendenze dei veneziani. Ronchi è caratterizzata dalla presenza di villa Kechler-Della Porta, costruzione seicentesca un imponente corpo padronale delimitato nella parte sud da una muraglia con i due ampi portali arcuati d'accesso al giardino, esternamente si rileva la chiesetta di San Ulderico. L' edificio nobiliare presenta un corpo centrale con scale convergenti sul poggiolo balaustrato del piano nobile con a lato due leoni, ove si rileva il maggiore di tre portali arcuati della fronte centrale, a lato si sviluppano due corpi più bassi, di cui quello a sinistra con scala esterna due rampe. Tre ordini di aperture riquadrate in pietra e disposte simmetricamente scandiscono la facciata principale e il fonte nord, il corpo centrale e la torretta ovest si elevano per un ulteriore piano.
La cappella gentilizia di San Ulderico, coeva alla villa, presenta un'aula rettangolare con portico antistante sorretto da due colonne circolari, completa la facciata la bifora della cella campanaria. Esternamente al borgo lungo al strada che conduce a Popereacco si rilevano alcune costruzioni rustiche tra cui una con ballatoio ligneo.

Persereano[modifica | modifica sorgente]

Ecco il vicino borgo di Persereano, (podere) di Passerio o originario di Preserje: prediale dal nome latino Passerius o etnico derivato da una località slava. La citazione più antica finora nota risale al 1031 (Perseriano). Qui spicca la Villa Florio settecentesca ricca di una pregevole biblioteca, di un archivio storico e dell'oratorio privato, si segnala anche casa Marcotti situata accanto alla parrocchiale di Sant'Andrea apostolo.

Lauzacco[modifica | modifica sorgente]

Poco più a nord incontriamo Lauzacco, (podere) di Lauzio: toponimo prediale latino-celtico derivato dal nome personale maschile latino Lautius. La citazione più antica finora nota risale al 1226 (Lauzaco). Attuale sede comunale con la sua chiesa dedicata a Sant'Agata e la vicina settecentesca Villa Beretta con lì annessa cappella gentilizia oggi intitolata a San Nicolò e il retrostante parco cintato da mura merlate.

Risano[modifica | modifica sorgente]

Superata da Lauzacco la località extra comunale di Crosada ecco Risano, (podere) di Resio: prediale romano dal nome personale maschile R(a)esius. La citazione più antica finora nota risale al 1248 (Risano). Risano, con la sua antica colonna di Santa Sabida, oggi ridedicata alla vergine Maria e a breve distanza la parrocchiale di San Canziano martire. Poco distante la chiesetta della Santissima Trinità e la Villa Agricola-Pighin con annessa cappella intitolata a San Vitale e la grande Villa dei nobili Cicogna. Il paese di Risano, situato a sud di Udine, si è sviluppato in modo lineare lungo la strada che conduce da Lavariano a Lauzacco. Il borgo, di origine medievale, viene citato per l prima volta nel 1248 (Michael Decanus de risano). Il decano era colui che presiedeva le riunioni della vicinìa (capifamiglia). In tal periodo Risano rimase sotto il dominio Patriarcale fino al 1420, in seguito fino al 1797 il paese passò alla Repubblica di Venezia.

Il nucleo più antico del borgo si trova nei pressi della chiesa parrocchiale, anche se gli edifici sono stati rimaneggiati nei secoli XVIII-XIX, solo nei pressi del pozzo in pietra si rileva una costruzione di origine cinquecentesca. Altre costruzioni rurali, disposte sul fronte stradale con corti interne, si rilevano lungo la via che conduce alla stupenda chiesetta cinquecentesca della Santissima Trinità, passando davanti all'ala ovest della villa Agricola-Pighin, con attigua cappella gentilizia. Dalla parte opposta alla costruzione nobiliare si trova un complesso agricolo con porticato; i pilastri in mattoni delimitano una corte ad U. Di fronte alla chiesa è presente una costruzione di pregio, con aperture riquadrate in pietra e portale architravato; dapprima residenza della Famiglia Orter, poi dell'Istituto Renati e, da qualche anno, un nuovo proprietario che l'ha trasformata in un curato e frequentato albergo denominato Villa Orter. A ridosso della villa Agricola-Pighin si rilevano della costruzioni padronali, su fronte strada, con impianto ad U; le facciate sono caratterizzate da aperture allineate e disposte simmetricamente con riquadri in pietra. Internamente sono presenti affreschi, sul fronte si rileva la colonna di Santa Sabida.

Altre costruzioni di pregio, come casa Dorigo, sono presenti nella piazza del paese, tutte caratterizzate da portali architravati in pietra, alcuni con stemmi. Più a ovest si trova villa Rizzani, delimitata da una corte d'onore. Edifici rurali di valore ambientale sono presenti lungo tutta la roggia di Palma, con il mulino Burello con salto d'acqua. Sulla testata dell'edificio è presente un affresco, sul retro si erge la torre di un mulino più recente, a nord e a sud sono presenti altri due mulini Burello. La chiesa di San Canziano, di origini cinquecentesche, è caratterizzata dal campanile addossato alla facciata poggiante su colonne.

Chiasottis[modifica | modifica sorgente]

Chiasottis (casotte, capanni) deriva dal plurale di una forma diminutiva non molto comune del sostantivo friulano cjase (casa). La citazione più antica finora nota risale al 1290 (Casotis).
Nella piazzetta troviamo la chiesa dedicata a San Marino con affreschi di G. Quaglio, poco distante la cinquecentesca Villa Strassoldo con l'oratorio gentilizio affrescato, interessanti i mulini sull'antica roggia detta Turisella. Il moderno paesino di Chiasottis è caratterizzato da una suddivisione fondiaria piuttosto regolare di origine romana. Alcuni studi menzionano un atto risalente al 1166, mediante il quale Ludovicius de Labariano avrebbe ottenuto conferma da patriarca del possesso di Chiasotis, ma nel corso di recenti ricerche effettuate non è stato possibile rintracciare l'originale, sicché per il momento è giocoforza considerare come primo documento che menzioni la Villa de Casotis quello ben più noto datato 1290.

Cortello[modifica | modifica sorgente]

Verso nord incontriamo l'incantevole borgo di Cortello (piccola corte). È un diminutivo del sostantivo friulano cort (corte, cortile), senza però escludere una origine medievale (la curtis). La citazione più antica finora nota risale al 1275 (Curtello).
La villa seicentesca Caiselli-Carlutti affrescata da Antonio Carneo ricca di stucchi e decorazioni con annessa chiesa di San Leonardo, notevole muro perimetrale in ciottoli di fiume. Il piccolo borgo di Cortello, situato nella pianura a sud di Udine, conserva intatte le caratteristiche di un complesso padronale agricolo del periodo veneto. Citato come detto per la prima volta nel 1275, anche se alcuni rinvenimenti romani, come le urne cinerarie trovate presso la villa Caiselli-Carlutti all'inizio del secolo XX e le macerie di insediamenti romani trovati nei pressi della villa più a nord, testimoniano l'origine più antica della località. Cortello, durante il periodo patriarcale nel 1296, dipendeva dalla pieve di Lavariano, dal 1420 seguì le sorti dei veneziani fino al 1797.

L'edificio più importante del borgo è villa Caiselli-Carlutti, costruzione seicentesca costituita dal corpo centrale tripartito e da due ali laterali arretrate, l'ala destra è collegata ad una costruzione a torre timpanata che delimita il corpo padronale dai rustici, questi ultimi disposti ortogonalmente rispetto al complesso padronale. La facciata principale presenta tre ordini di aperture simmetriche con al centro un portale arcuato bugnato sormontato da una porta finestra con balaustra in pietra e apertura ellittica in prossimità dei granai. All'interno i saloni presentano anche decori e affreschi di Giovanni Battista Canal, un“ ampia scala in pietra con balaustra in ferro battuto si colloca a lato del salone centrale. Il giardino antistante la villa comunica attraverso un portale con cancello in ferro battuto con vasto terreno cintato da una muraglia ottocentesca. Esternamente alla villa si rileva la chiesetta di San Leonardo costruzione settecentesca scandita in facciata da quattro lesene e timpano soprastante.
Lateralmente alla villa si trovano costruzioni rurali di alto valore ambientale, in parte restaurate, che venivano in passato utilizzate dai contadini e dagli artigiani alle dipendenze della famiglia nobiliare. A sud del borgo troviamo il casale Vallisella, con una imponente costruzione rurale.

Lumignacco[modifica | modifica sorgente]

Più a Nord si trova Lumignacco (podere di Lumenio); prediale latino-celtico del nome maschile Lumenius, versione latina del nome personale preceltico Lumennu. La citazione più antica finora nota risale al 1293 (Lumignacho). Da segnalare Villa Della Torre-De Senibus-Bearzi, palazzo Calice e le caratteristiche arcate della seicentesca casa loggiato detta Vatican oltre che la chiesa dedicata a Sant'Andrea apostolo, con interessanti affreschi.

Moretto[modifica | modifica sorgente]

Deriva dal cognome Moret/Moretto, diminutivo dell'aggettivo moro (di capelli/carnagione scuri/a). La citazione più antica finora nota risale al 1570 (Moreth).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Ulderico a Pavia di Udine
  • Chiesa di San Giovanni dei battuti a Pavia di Udine
  • Villa Mantica-Frangipane (XVI secolo) a Pavia di Udine
  • Villa Lovaria (XVII secolo) a Pavia di Udine
  • Villa Porcia (XVI secolo) a Pavia di Udine
  • Villa Caiselli-Carlutti (Villa delle meridiane) (XVII secolo) a Cortello
  • Villa Beretta (XVIII secolo) a Lauzacco
  • Casa medievale Colombare (XV secolo) a Percoto
  • Villa Frattina-Caiselli (XVII secolo) a Percoto
  • Villa Keckler a Percoto
  • Villa Pozzo a Percoto
  • Villa Florio-Maseri (XVII secolo) a Persereano
  • Chiesa della Santissima Trinità a Risano
  • Villa Agricola-Pighin (XVII secolo) a Risano
  • Villa Della Porta a Ronchi

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Pavia di Udine, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[5], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Dal 22 novembre 2008 il comune di Pavia di Udine è ufficialmente gemellato con il comune carinziano di Finkenstein am Faaker See (Villach). La cerimonia ufficiale si è tenuta il 22 novembre 2008 alla presenza dei due primi cittadini, Mauro Di Bert sindaco del comune di Pavia di Udine ed Walter Harnish sindaco del Comune di Finkenstein am Faaker See, del senatore Flavio Pertoldi, del deputato Angelo Compagnon e del presidente della provincia di Udine Pietro Fontanini. Questo importante Comune, che si trova a circa una trentina di chilometri dal confine tra Italia e Austria, conta 8197 abitanti su una superficie di 102,7 chilometri quadrati a circa 500 metri di altitudine sul livello del mare.

Persone legate a Pavia di Udine[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]