Raveo

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Raveo
comune
Raveo – Stemma Raveo – Bandiera
Raveo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Daniele Ariis (lista civica "Intesa comune per Raveo-Esemon") dall'8/06/2009
Territorio
Coordinate 46°26′00″N 12°52′00″E / 46.433333°N 12.866667°E46.433333; 12.866667 (Raveo)Coordinate: 46°26′00″N 12°52′00″E / 46.433333°N 12.866667°E46.433333; 12.866667 (Raveo)
Altitudine 518 m s.l.m.
Superficie 12,63 km²
Abitanti 507[2] (1-01-2012)
Densità 40,14 ab./km²
Frazioni Esemon di Sopra[1]
Comuni confinanti Enemonzo, Lauco, Ovaro, Socchieve, Villa Santina
Altre informazioni
Cod. postale 33029
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030089
Cod. catastale H200
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 399 GG[3]
Nome abitanti raveani
Patrono san Floriano
Giorno festivo 4 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Raveo
Posizione del comune di Raveo nella provincia di Udine
Posizione del comune di Raveo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Raveo (Raviei in friulano[4]) è un comune italiano di 507 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia, fa parte del club dei borghi autentici d'Italia[5].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L'abitato sorge in una verdeggiante conca alle pendici del Monte Sorantri (896 m), in Val Degano, sulla sponda destra dell'omonimo torrente, nella regione alpina della Carnia. L'unica frazione del comune è il borgo di Esemon di Sopra situato a quota 386 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Raveo è legata a quella della Carnia: il territorio fu abitato già in epoca pre-romana, come hanno dimostrato i recenti scavi archeologici sul Monte Sorantri, che hanno evidenziato l'esistenza di un villaggio celtico, poi diventato sede in epoca romana, quando Raveo faceva parte della X REGIO, di un abitato d'altura difeso da un muraglione.

Le prime notizie documentate risalgono invece al 1234, periodo in cui il paese risulta assoggettato alla Pieve di Enemonzo. La peste che invase il Friuli, tra la fine del XIV secolo ed il XV secolo, provocò a Raveo nel 1360 una strage cui sopravvissero solo 7 persone che divennero i padroni dei sette stavoli locali con area prativa attigua (si ha notizia che sfuggirono alla peste Ariis, Bearz, Floride, Iaconis, Pecol, Stiefin e Valino). Successivamente fece parte del Patriarcato di Aquileia fino al 1420, anno della sua caduta ad opera dei veneziani. Il paese rimase così sotto Venezia fino al 1797, quando col Trattato di Campoformido tutto il Friuli-Veneto venne ceduto all'Impero Asburgico.

Tornato all'Italia nel 1866, in seguito alla terza guerra d'indipendenza, fu travolto nel 1917 dalla rotta di Caporetto, e molti suoi abitanti dovettero lasciare le proprie case e rifugiarsi alla destra del Piave per scampare all'avanzata austro-ungarica. Durante l'occupazione cosacca della seconda guerra mondiale, Raveo fu sede di un importante presidio, costituito da circa 300 soldati (si tenga conto che la popolazione comunale di allora era di circa 700 abitanti), e furono proprio cosacchi e tedeschi, nel novembre del 1944 a scontrarsi con i partigiani in una delle più cruente battaglie per la liberazione che la Carnia ricordi; alla fine della battaglia, i partigiani uscirono vincitori, infliggendo notevoli perdite al nemico.

Nel 1976 il paese, pur non registrando vittime, risultò gravemente danneggiato dal terremoto, ma ha affrontato negli anni successivi con grande forza d'animo il periodo della ricostruzione, che ha dato al paese l'aspetto prevalentemente moderno che ha oggi e lasciando trasparire, purtroppo solo in alcune parti, quello che doveva essere l'assetto originario di Raveo con le sue imponenti case in pietra e i suoi cortili nascosti.

Il 12 febbraio 2007, con un'azione notturna brillantemente eseguita dalle forze speciali è stato arrestato a Raveo il brigatista Alfredo D'Avanzo, ritenuto uno dei leader di "Seconda posizione". Era stato condannato nel 1982 a dieci anni di carcere per rapina a mano armata. Fermato nel 1998 a Parigi su richiesta della magistratura italiana, fu rimesso in libertà qualche giorno dopo dalla Corte d'Appello della capitale francese. D'Avanzo si era rifugiato in paese per sfuggire alla giustizia e pianificare le nuove imprese delle brigate rosse. È stato grande lo sconcerto che l'arresto ha prodotto nella piccola comunità di Raveo.

L'origine del nome

Alcuni studiosi individuano l’origine del nome di Raveo nella radice nel termine latino rapum, ossia rapa; tuttavia sfuggono i motivi di questo originale collegamento. A fornire invece un'altra spiegazione meno fantasiosa sull'origine del nome del paese è lo studioso della Società filologica friulana prof. Cesare Cornelio Desinan il quale, nella sua pubblicazione "Escursioni fra i nomi di luogo del Friuli" afferma che Raveo deriva dal prelatino rava, ossia smottamento, frana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Santuario della Madonna del Monte Castellano, sorto nel 1619 sul luogo di un’antica chiesetta dedicata alla maternità di Maria, è tramandato come luogo di un’apparizione (origine comune di molti santuari mariani). È collocato lungo un antico percorso che portava ai luoghi della fienagione in Vailde, Luvieis e Pani, ed era luogo di sosta privilegiato per la preghiera.
  • Chiesetta della Beata Vergine, alle cui spalle sorge il piccolo convento romitorio del Monte Castellano fondato dai frati francescani nel 1686. Il monastero, cresciuto per numero di religiosi, fiorì fino alla soppressione dell’Ordine decretata dalla Legge italica del 1810. Oggi è di proprietà privata, ed è accessibile solo in occasioni particolari.
  • La località di Pani, situata su uno splendido altopiano a 900 m s.l.m. di altitudine dove sorgono diversi abitati rustici costruiti sul modello architettonico tipico della Carnia; alcuni di essi sono stati recuperati con un attento restauro, altri invece sono oramai in stato d'abbandono.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Raveo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[7], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Sapori di Carnia - nella seconda domenica di dicembre, dal 1986, si svolge una mostra mercato dei prodotti tipici agroalimentari della Carnia, in cui è possibile degustare tra l'altro anche le caratteristiche esse di Raveo, ottimi biscotti che hanno, come s'intuisce dal nome, la forma di una S.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte dell'associazione dei comuni del Parco intercomunale delle Colline Carniche costituita nel 2007 insieme ai comuni di Enemonzo, Lauco e Villa Santina.

Persone legate a Raveo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Raveo - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ Sito borghi autentici d'Italia
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]