San Pietro al Natisone

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San Pietro al Natisone
comune
San Pietro al Natisone – Stemma San Pietro al Natisone – Bandiera
La chiesa parrocchiale di San Pietro al Natisone
La chiesa parrocchiale di San Pietro al Natisone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Mariano Zufferli (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 46°07′48″N 13°29′14″E / 46.13°N 13.487222°E46.13; 13.487222 (San Pietro al Natisone)Coordinate: 46°07′48″N 13°29′14″E / 46.13°N 13.487222°E46.13; 13.487222 (San Pietro al Natisone)
Altitudine 175 m s.l.m.
Superficie 23,98 km²
Abitanti 2 229[1] (30-09-2011)
Densità 92,95 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Cividale del Friuli, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, Savogna, Torreano
Altre informazioni
Cod. postale 33049
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030103
Cod. catastale I092
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 662 GG[2]
Nome abitanti sampietrini
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pietro al Natisone
Posizione del comune di San Pietro al Natisone nella provincia di Udine
Posizione del comune di San Pietro al Natisone nella provincia di Udine
Sito istituzionale

San Pietro al Natisone (Špiètar nel dialetto locale[3][4][5][6], San Pieri dai Sclavons in friulano[7], San Pietro degli Slavi toponimo storico italiano[4][8], Špeter Slovenov in sloveno[4][9], Sancti Petri Sclaborum in latino[10][11]) è un comune italiano di 2.229[12] abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Sorge fra i colli del Friuli orientale, sulle sponde del Natisone, a 23 chilometri dal capoluogo provinciale[13]. È il 77º comune della provincia di Udine per numero di abitanti[14]. La particolare collocazione geografica conferisce al paese una posizione di grande pregio paesaggistico, in un ampio paesaggio collinare.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La Fontana

Il comune ha una superficie di 23,98 km²[15]ed un'altitudine che varia dai 140 m s.l.m. del fondovalle agli 866 metri della cima del monte San Giorgio[16]. È attraversato dalla Strada statale 54 del Friuli, che è la via di comunicazione più agevole tra l'Italia e la Slovenia per chi deve raggiungere il tratto mediano dell'Isonzo. Nella parte settentrionale del comune ha inizio il sentiero n°749 "Sentiero naturalistico del monte Roba" che conduce, dopo essersi congiunto con il "Sentiero Italia" n°725, sulla cima del monte Matajur.

San Pietro al Natisone confina a nord con Pulfero, ad est con Savogna e San Leonardo, ad ovest con Cividale del Friuli e Torreano, a sud con Prepotto[17].

Il territorio comunale è formato dalla parte inferiore della val Natisone (il tratto compreso tra le vicinanze del paese di Perovizza e la frazione di Ponte San Quirino), dalla porzione inferiore della valle dell'Alberone e dai contrafforti occidentali del monte Matajur. Tali contrafforti comprendono il già citato monte San Giorgio (Svet Jur nel dialetto locale), il monte San Canziano/Svet Kocjan alto 723 metri s.l.m., il monte San Bartolomeo/Svet Arnej alto 624 metri s.l.m., il monte Jezera alto 315 metri s.l.m., il monte Barda/Bardo alto 249 metri s.l.m. ed il monte Roba alto 301 metri s.l.m.[18].

Idrologia[modifica | modifica sorgente]

San Pietro al Natisone è bagnato dal fiume Natisone, che per un tratto segna anche il confine con il comune di Pulfero, e dai suoi affluenti quali l'Alberone, il Cosizza, il Mamula, il Klačinca. Nei pressi di Vernasso e Ponte San Quirino il Natisone, per la notevole erosione prodotta nel conglomerato che ne forma l'alveo, ha dato luogo ad una profonda e pittoresca forra.

Geologia e morfologia[modifica | modifica sorgente]

L'area comunale è ricca di cavità e grotte carsiche. Il catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia indica la presenza di 97 caverne e pozzi[19].Le grotte più importanti e note sono: nei pressi di Altovizza la voragine di Cerconizza, profonda 23 metri[20]; nei pressi di Clenia la Čiastita Jama[21] e la Jama pod Ronk[22], che sono due uscite della stessa cavità con un cammino percorribile di 175 metri; nei pressi di Biarzo il riparo di Biarzo[23] dove, nel corso di una campagna di scavi condotta negli anni 1982-1984, sono stati ritrovati frammenti di ceramica, strumenti ed armi in pietra ed arpioni in osso risalenti al paleolitico superiore ed al neolitico[24].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Friuli e Slavia friulana.
Le origini del nome

Il toponimo di San Pietro ha una chiara origine agionimica[25]; viene citato nel 1192 "Ecclesia San Petri de Algida cum capellis suis; nel 1262 "citavi vicinos de Antro ut venirent responsuri...nomine Plebi S. Petri, apud S. Petrorum"[25]; nel 1296 "Sanctus Petrus Sclavorum"; nel 1368 "Curam Sancti Petri inter Sclavonibus"; nel 1457 "Sancto Petro de Sclavonibus"; nel 1601 "San Pietro de Schiauoni"; nel 1703 "Lucas Cucauaz de Sancto Petro in Sclabonis"; nel 1782 "San Pietro de Schiavoni". Nei libri dei battesimi, dei defunti e delle cresime, custoditi nei vari archivi parrocchiali delle Valli, si trova annotata l'espressione "Paroecia S. Petri Slavorum" fino al 1940 e in certi casi anche dopo questa data. La denominazione San Pietro degli Schiavi (con evidente riferimento al fatto che la popolazione era per la maggior parte composta da autoctoni parlanti il locale dialetto di origine slovena) fu cambiata nel 1869, su richiesta dell'amministrazione comunale, in San Pietro al Natisone[26][25], nome per altro usato sin dal XVIII secolo[senza fonte]; eguale sorte toccò all'antico sigillo della parrocchia di San Pietro, sul quale campeggiava la scritta "Ecclesia Sancti Petri Sclaborum", che fu sostituito con un timbro su cui risalta la scritta "Chiesa o Parrocchia di San Pietro al Natisone". Attualmente la denominazione esatta, ai sensi della legge 482/1999, è "San Pietro al Natisone - Špietar".

La regione fu abitata sin dai tempi più antichi: nei pressi della chiesetta di San Quirino è stata portata alla luce una necropoli protostorica, con tombe ad incenerazione dotate di corredo funebre, utilizzata anche in epoca romana e longobarda[27]. Nel riparo di Biarzo sono stati rinvenuti strumenti ed armi risalenti al paleolitico superiore, mesolitico e neolitico[28]; alcune analisi effettuate con carbonio-14 su alcuni reperti del livello 3A hanno indicato la data del 3650 a.C. +/- 300. Sulla cima del monte Barda sono ancora visibili i resti di un castelliere risalente al periodo paleolitico (ritrovamento di manufatti litici dell'eneolitico, falci e di uno spillone dell'età del bronzo)[29][30] e riutilizzato in epoca romana per il controllo degli sbocchi delle valli verso la pianura friulana[31]. Dai monti Barda e Roba provengono un denario di M. Metello (174 a.C.), monete d'argento di Fabio Labeo (109 a.C.) ed un cospicuo numero di monete repubblicane databili II/I secolo a.C.[32].

Nel secolo VII popolazioni slave entrarono in Italia, al seguito degli Avari, e verso il 720 d.C. si insediarono nelle Valli del Natisone. Ebbero diversi scontri, con alterne fortune, con i Longobardi, che dopo il 568 avevano occupato quasi tutta la penisola. Le azioni bellicose terminarono dopo la stipula di un trattato che definiva i confini tra le due comunità e lasciava le terre della zona collinosa alle popolazioni slave. Successivamente la popolazione della Schiavonìa/Benečija (Slavia veneta), dal periodo del Patriarcato di Aquileia sino alla caduta della Repubblica di Venezia, godette di un notevole autonomia amministrativa e giudiziaria come riconoscenza dell'azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali del Friuli svolta dalle milizie all'uopo costituite[33]. Il termine Benečija, in italiano Slavia veneta, deriva dal toponimo sloveno per la città di Venezia: Benetke. La Schiavonìa era organizzata territorialmente nelle due Contrade di Antro e di Merso: la prima era formata dalle vallate del Natisone e dell'Alberone, la seconda da quelle del Cosizza e dell'Erbezzo. Loro era delegato il disbrigo degli affari amministrativi e giudiziari di prima istanza relativi alla locale popolazione. Esse esprimevano le rispettive vicinìe (a loro volta formate dai decani dei vari comuni) le quali si riunivano nel cosiddetto "Arengo", derivazione della contadinanza della Patria del Friuli istituita da Venezia nel 1518. L'Arengo si riuniva, ordinariamente una volta l'anno, nei pressi della chiesetta di San Quirino e trattava gli interessi generali di tutta la Slavia veneta[27]. La chiesetta di San Quirino è posta nel territorio di San Pietro.

Successivamente, l'arrivo delle truppe di Napoleone e la conseguente imposizione del sistema amministrativo francese, portò alla soppressione di ogni forma di autonomia locale ed alla suddivisione del territorio in "Comuni" previa abolizione delle "Vicinie" esistenti. In particolare, le Valli del Natisone, come tutti i territori compresi tra i fiumi Tagliamento ed Isonzo, fecero parte del Dipartimento di Passariano. Detto Dipartimento era diviso in 4 Distretti, tra i quali figurava anche quello di Cividale. Il Distretto di Cividale era, a sua volta, frazionato in 2 Cantoni, oltre a quello di Cividale vi era quello di San Pietro degli Schiavoni. Questo Cantone era ripartito in 9 Comuni (San Pietro, Savogna, Rodda, Tarcetta, San Leonardo, Stregna, Grimacco, Drenchia e Luico/Livek), ognuno amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, la Benečija (Slavia veneta) venne assegnata in amministrazione all'Austria; successivamente, dopo la pace di Presburgo passò, per un breve periodo, al Regno d'Italia napoleonico. Nel 1815, dopo la stipula della convenzione di Schiarino-Rizzino tornò all'Austria come parte integrante del Regno Lombardo Veneto. Infine nel 1866, a seguito della terza guerra d'indipendenza, dopo la pace di Vienna ed un referendum popolare, si staccò dai domini asburgici per passare sotto il Regno d'Italia sabaudo.

In epoca più recente, il territorio del comune fu interessato dai tragici avvenimenti legati alla prima guerra mondiale. Nella circostanza, sulla cima del monte Matajur e sulla dorsale del Colovrat passava l'estrema linea difensiva approntata dalla 2ª Armata per la difesa della pianura friulana in caso di ritirata delle truppe combattenti nelle linee avanzate. La mattina del 24 ottobre 1917 il territorio comunale venne sottoposto ai bombardamenti che diedero inizio alla battaglia di Caporetto; successivamente, dopo la conquista della cima del Matajur da parte delle compagnie guidate dal tenente Erwin Rommel ed alla rottura del fronte, venne interessato dalla veloce invasione delle truppe nemiche che, dai valichi di Stupizza e Luico/Polava, si riversarono nelle vallate del Natisone e dell'Alberone e proseguirono l'avanzata sino alla linea del Piave.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa parrocchiale
La chiesa di San Quirino

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Nei pressi di Vernassino venne costruita, nel 1607, la chiesetta di San Canziano; della stessa rimangono oggigiorno solo parte dei muri perimetrali;
  • a Clenia si può visitare la chiesa di San Antonio Abate, eretta nel secolo XIV con all'interno un altare in legno dorato (zlati oltar) risalente al Seicento;
  • a Ponteacco si può ammirare la chiesa di Santa Dorotea, la cui costruzione risale al secolo XV, ed è caratterizzata dal campanile con la cupola in rame del 1790;
  • nei pressi di San Pietro al Natisone si può osservare la chiesetta di San Quirino; la costruzione, che si suppone sia eretta sulle rovine di un antico tempio di Diana, è attorniata da una necropoli preistorica risalente all'età del ferro. La chiesetta è ricordata in documenti del 1250 ed è stata ristrutturata nel 1493 in stile tardo gotico sloveno della scuola di Lack (oggi Škofia Loka)[34][35]. Presso la chiesetta, sotto i tigli, si riuniva il Grande Arengo per eleggere i propri rappresentanti e trattare gli interessi comuni delle convalli di Antro e Merso. L'ultima riunione si tenne il 2 maggio 1804[33];
  • a Sorzento è visitabile la chiesa di San Nicolò fondata nel 1498 e completata nel 1703 con la costruzione del campanile; l'altare originale in legno fu sostituito con uno in marmo verso la metà del Millesettecento;
  • a Tiglio è ubicata la chiesa di San Luca Evangelista, fondata, in stile gotico, nel 1400 e ristrutturata dopo i terremoti del 1511 e 1513 mantenendo le sue peculiarità originarie; al suo interno è visibile un altare ligneo di età barocca;
  • a Vernasso si può ammirare la chiesa di San Bartolomeo risalente alla seconda metà del Millequattrocento; all'interno è conservato un altare ligneo dorato zlati oltar costruito nel 1689 ad opera del maestro Bartolomeo Ortari.

Musei[modifica | modifica sorgente]

A San Pietro al Natisone ha sede il museo multimediale interattivo SMO, dedicato al paesaggio culturale del territorio delle province di Udine, Gorizia e Trieste abitato da popolazione di lingua slovena. Il museo è stato realizzato nell'ambito del progetto europeo Jezik Lingua e finanziato con fondi europei e nazionali relativi al programma per la collaborazione transfrontaliera Italia/Slovenia 2007-2013[36][37].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[38]

Contrariamente a quanto avviene negli altri comuni della Slavia friulana, a San Pietro al Natisone la popolazione residente è in continuo, anche se limitato, aumento. Ciò grazie alla sua felice collocazione geografica (è posizionato quasi tutto in pianura) che rende facili i collegamenti col resto del Friuli ed al polo industriale sorto nei pressi del paese di Azzida.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 118, ovvero il 5,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[39]:

  1. Croazia Croazia, 28
  2. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 20

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Slavia friulana, Lingua friulana, Lingua slovena e Diffusione dello sloveno in Italia.

Il censimento del 1971 riscontrava che l'87,8% della popolazione del comune si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.
Nel comune, accanto alla lingua italiana, è ufficialmente tutelata la lingua slovena[6]. In armonia a quanto stabilito dalle legge 38/2011 Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia[40], nelle insegne pubbliche e nella toponomastica viene utilizzata la formulazione bilingue [41].
San Pietro al Natisone, invece, non rientra fra i comuni in cui vige la legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[42], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Udine.

La maggior parte della popolazione, come per tutta l'Italia, appartiene alla Chiesa cattolica, e afferisce alla parrocchia di San Pietro Apostolo. La parrocchia appartiene all'Arcidiocesi di Udine ed è sede della Forania di San Pietro al Natisone, di cui fanno parte 11 parrocchie[43].

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Centro Studi/Študijski Center Nediža, associazione che si occupa dei vari aspetti delle Valli del Natisone attraverso la divulgazione di studi e ricerche e con la promozione di attività culturali e formative sul territorio[44];
  • Pro Loco Nediske Doline - Valli del Natisone, interessata allo sviluppo turistico, culturale e socio economico delle Valli del Natisone ed alla valorizzazione della cultura slovena locale[45];
  • Beneška Galerija che si dedica a mostre di pittura, scultura ed artigianato di artisti della Slavia e del Friuli;
  • Coro Pod Lipo;
  • Coro Matajur/Zbor Matajur;
  • Coro La Voce della Valle;
  • Cooperativa LIPA che si dedica all'attività editoriale.
  • Club Alpino Italiano "Val Natisone"

Eventi, tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • 29 e 30 giugno: a San Pietro al Natisone si celebra la sagra paesana per festeggiare il santo patrono con saggi culturali, musicali ed artistici, con la rievocazione storica delle riunioni dell'Arengo Grande della Slavia e con la mostra mercato dell'artigianato artistico e dei prodotti tipici delle Valli del Natisone[46];
  • in agosto: a Vernasso si tiene la festa su fiume Natisone, sagra con chioschi, ballo, musica, manifestazioni sportive e culturali;
  • fine di agosto a San Pietro al Natisone ha luogo la festa rurale del paese con degustazione di strucchi e gubane;
  • ad ottobre a San Pietro al Natisone si svolge la mostra mercato delle castagne e della frutta locale;
  • ai primi di dicembre a San Pietro al Natisone si effettua la premiazione del concorso dialettale per ragazzi "Moja vas"[47];
  • a dicembre a San Pietro al Natisone si tiene la mostra mercato dell'artigianato artistico delle Valli del Natisone e della valle dell'Isonzo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

L'istituto magistrale

A San Pietro al Natisone sono presenti un Istituto comprensivo con scuola dell'infanzia, scuola primaria e secondaria di 1º grado, l'Istituto regionale sloveno per l'istruzione professionale (IRSIP), il liceo psicopedagogico e linguistico, e l'Istituto comprensivo bilingue (Italiano - Sloveno) con scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di 1º grado[48][49].

Persone legate a San Pietro al Natisone[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Podrecca (Cividale del Friuli 1839 - Roma 1916), di origine sampietrina (il nonno fu cancelliere della Banca di Antro), garibaldino, giornalista, scrittore e storico fu autore dell'opera "Slavia italiana" edita nel 1884[50][51];
  • Vittorio Podrecca (Cividale del Friuli 1883 - Ginevra 1959), figlio di Carlo e creatore del "Teatro dei Piccoli", spettacolo di marionette conosciuto in Italia ed all'estero[52];
  • Don Pietro Podrecca (San Pietro al Natisone 1822 - Rodda 1889), poeta e scrittore fu tra i primi poeti slovenofoni della Slavia veneta[53][54];
  • Francesco Musoni (Sorzento 1864 - Udine 1926), storico, geografo, speleologo e uomo politico (fu sindaco di San Pietro al Natisone e consigliere provinciale di Udine). Scrisse molte opere scientifiche di geografia, antropologia e storia e curò una parte della "Guida delle Prealpi Giulie" di Olinto Marinelli; fondò il Circolo Speleologico Friulano[55][56];
  • Dino Menichini (Stupizza 1921 - Udine 1978), dimorò a San Pietro al Natisone, fu scrittore e poeta; l'opera più compiuta è "Paese di frontiera", ambientata nel contesto del confine italo/jugoslavo. Vinse diversi premi, tra i quali il premio Cittadella, il premio Bergamo, il premio Alte-Ceccato ed alla sua memoria è dedicato un premio letterario[57].

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina friulana e Prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani.
Frico con le patate
Gubana

Nel capoluogo di San Pietro al Natisone è ubicato un ristorante che propone piatti tipici locali della valle del Natisone, apprezzato anche fuori dall'ambito regionale[58]. Fra i piatti caratteristici di San Pietro al Natisone vi sono[58]:

  • la Gubana: un tipico dolce delle valli del Natisone, a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, liquore, scorza grattugiata di limone, dalla forma a chiocciola e cotto al forno;
  • gli Strucchi: dolci fatti con sfoglia di farina ripiena di un composto di uvetta, pinoli, noci, zucchero e burro. Si presentano nella versione fritta o lessa[59][60];
  • il Frico: un piatto a base di formaggio, considerato la preparazione culinaria più tipica del Friuli. Si presenta in due versioni: friabile o morbido;
  • la Brovada: un piatto a base di rape usato per accompagnare carni arrosto o bollite, abbinabile con il vino;
  • il formaggio Montasio[61] ed il formaggio Latteria del Friuli[62][63][64].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di San Pietro al Natisone fa parte della Comunità montana del Torre, Natisone e Collio ed il capoluogo ne ospita la sede[12].

San Pietro al Natisone viene comunemente considerato il capoluogo delle Valli del Natisone, essendo sempre stato il comune più popoloso e un punto di riferimento politico e culturale. Benché gli autoctoni fossero di origine slava, sin dall'epoca longobarda hanno fatto parte del Friuli, dapprima col ducato longobardo, poi con la marca carolingia e il contado del Friuli, dopodiché col patriarcato di Aquileia, e quindi con la Repubblica di Venezia, che per diversi secoli affidò agli schiavoni il controllo e la difesa dei confini della parte nordest del Friuli.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Altovizza/Atovca, Azzida/Ažla, Becis/Bečja, Biarzo/Bjarč, Cedron, Chiabai/Čabaji, Clenia/Klenje, Cocevaro/Kočebar, Correda/Koreda, Costa/Kuosta, Macorins/Mohorin, Mezzana/Mečana, Oculis/Nokula, Podar, Ponteacco/Petjag, Ponte San Quirino/Muost/Puint, Puoie/Puoje, Sorzento/Sarženta, Tarpezzo/Tarpeč, Tiglio/Lipa, Vernassino/Gorenj Barnas, Sotto Vernassino/Pod Barnas, Vernasso/Dolenj Barnas[18][65].

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto su strada si avvale della Strada statale 54 del Friuli e delle strade comunali che collegano la varie frazioni con il fondovalle. Il mezzo di trasporto più usato è l'automobile, grazie anche al prezzo scontato della benzina per gli abitanti locali. Il servizio di trasporto pubblico è svolto dagli autobus della società SAF Autoservizi F.V.G. S.p.A. che collegano San Pietro al Natisone con il confine con la Slovenia (frazione di Stupizza) e con il Friuli (città di Cividale del Friuli) tramite diverse decine di corse al giorno[66].

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Udine-Cividale e Ferrovia Cividale-Caporetto.

La ferrovia più vicina al comune è quella che collega Cividale del Friuli con il capoluogo di Udine, gestita dalla Società Ferrovie Udine-Cividale[67].

Nel 1916, durante la prima guerra mondiale, venne costruita, all'inizio per usi prettamente militari, la ferrovia a scartamento ridotto Cividale del Friuli–Sužid che percorreva tutta la valle del Natisone con fermate a Ponte San Quirino, San Pietro al Natisone, Brischis, Pulfero, Stupizza, Poiana e Robič. La linea venne interrotta negli ultimi giorni delle offensive ma, subito dopo la firma dell'armistizio, iniziarono i lavori per riattivare il collegamento. Le comunicazioni vennero ripristinate il primo agosto 1921 con la linea prolungata fino a Caporetto. La linea fu poi soppressa nell'estate del 1932, per le difficoltà economiche che erano sorte e per la mancata prospettiva di un qualsiasi intervento finanziario pubblico. Al 2011, della ferrovia rimangono solo alcuni tratti della massicciata, dove erano posati i binari, ed il fabbricato, ristrutturato, della stazione di Stupizza nel comune di Pulfero.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Marinig Giuseppe Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1995 Marinig Giuseppe Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1999 Marinig Giuseppe Lista civica Sindaco
1999 2004 Dorbolò Bruna Lista civica Sindaco
2004 2009 Manzini Tiziano Lista civica Sindaco
2009 2014 Manzini Tiziano Lista civica Sindaco
2014 in carica Zufferli Mariano Lista civica Sindaco

Dati del Ministero dell'Interno[68].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di San Pietro al Natisone: Statuto comunale. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  4. ^ a b c AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 588.
  5. ^ Legge 23 febbraio 2001, n.38. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  6. ^ a b Minoranze etnico-linguistiche - Decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 2007, Ministero dell'Interno. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  7. ^ Consorzio universitario del Friuli. URL consultato l'8 novembre 2011.
  8. ^ vallidelnatisone.com - Toponimi del Comune di San Pietro al Natisone. URL consultato l'8 novembre 2011.
  9. ^ Consorzio universitario del Friuli. URL consultato l'8 novembre 2011.
  10. ^ Faustino Nazzi, storia religiosa della Slavia friulana. URL consultato l'8 novembre 2011.
  11. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, 1990, UTET, Torino, ISBN 88-02-04384-1
  12. ^ a b Comuni italiani.it - Comune di San Pietro al Natisone. URL consultato l'8 novembre 2011.
  13. ^ ViaMichelin: mappe, itinerari, hotel, turismo, viaggi, ristoranti, week end, prenotazione alberghi. URL consultato l'8 novembre 2011.
  14. ^ Comuni italiani.it - Elenco comuni della Provincia di Udine. URL consultato l'8 novembre 2011.
  15. ^ Sito istituzionale - Dati territorio e popolazione
  16. ^ Comuni italiani.it - Comune di San Pietro al Natisone, clima e dati geografici. URL consultato l'8 novembre 2011.
  17. ^ San Pietro al Natisone: comuni limitrofi, www.comuni-italiani.it. URL consultato l'8 novembre 2011.
  18. ^ a b Carta topografica 1:25.000 per escursionisti "Valli del Natisone e Cividale del Friuli" - Foglio 041, Tabacco editrice
  19. ^ Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  20. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - descrizione della Rupa Cerconizza. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  21. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - descrizione della Ciastita Jama. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  22. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - descrizione della Jama pod Ronk. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  23. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - descrizione della Grotta di Biarzo. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  24. ^ Sito istituzionale del Comune di San Pietro al Natisone. URL consultato il 20 novembre 2011.
  25. ^ a b c AA. VV., Dizionario di toponimastica-Storia e significato dei nomi geografica italiani, Torino, UTET editore, 1990, p. 588.
  26. ^ Regio Decreto n° 4820 del 7 gennaio 1869, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 44 del 13 febbraio 1869
  27. ^ a b Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori vari, Slavia friulana, Cormons 2013;
  • Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912 (Riedizione a cura della sottosezione "Val Natisone" del Club Alpino Italiano, Atesa Editrice, San Pietro al Natisone, 1977);
  • Paolo Petricig e Natalino Zuanella, Atlante toponomastico e ricerca storica, Cooperativa Lipa editrice, San Pietro al Natisone, 1991;
  • Roberto Dapit, La Slavia Friulana, Cooperatva Lipa editrice, San Pietro al Natisone, 1995;
  • R. Qualizza, Vernasso, Juliagraf editrice, Premariacco (UD), 1998;
  • AA.VV., Valli del Natisone Nediške Doline - Ambiente, Cultura popolare, Arte, Tradizioni popolari, Lingua, Storia, Cooperativa Lipa editrice, San Pietro al Natisone, 2000.

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