Nizza

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Nizza
comune
(FR) Nice
Nizza – Stemma
Nizza – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Nice Arms.svg Alpi Marittime
Arrondissement Nizza
Cantone Cantoni di Nizza
Territorio
Coordinate 43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)Coordinate: 43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 71,92 km²
Abitanti 344 460[1] (2009)
Densità 4 789,49 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 06000 06100 06200 06300
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 06088
Nome abitanti Niçois(es)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Nizza
Nizza – Mappa
Sito istituzionale

Nizza (in francese Nice; in dialetto nizzardo Niça o Nissa) è una città della repubblica francese affacciata sulla Costa Azzurra di cui è il maggior centro, vicino alla frontiera con l'Italia, nel dipartimento delle Alpi Marittime. Nizza è il quinto comune della Francia per popolazione (dopo Parigi, Marsiglia, Lione e Tolosa) con 344.460 (2009) abitanti. La sua area metropolitana tuttavia, raggiunge circa un milione di abitanti. Il suo aeroporto intercontinentale Nice Côte d'Azur posto alla periferia occidentale della città, con i suoi 11.554.251 passeggeri (2013), è il terzo della Francia dopo i due aeroporti parigini. Si tratta di una città a vocazione turistica. È la seconda città francese per capacità alberghiera.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Immagine del porto di Nizza con il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale

Geograficamente l'intero bacino del fiume Varo, con la città di Nizza, appartiene alla Regione fisica italiana.

La città ha anche due piccoli fiumi di solito in secca durante l'estate: il Paviglione (in francese Paillon) e il Magnano (Magnan). Varie colline dominano la città, la più conosciuta di queste è la collina di Cimella con le sue rovine di epoca romana; la collina del Castello separa la città dal porto.

Il clima è di tipo mediterraneo e assai mite.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo originale della città è, in italiano, Nizza, mentre in occitano è conosciuta come Nissa. Il toponimo francese della città è Nice e i suoi abitanti vengono chiamati niçois o niçards, "nizzardi" in italiano. Nella parlata locale il termine più comune è nissart. L'aggettivazione "Nizza Marittima", per differenziarla da Nizza Monferrato, è d'epoca sabauda.

Secondo alcune fonti, l'etimologia del nome trarrebbe origine dal greco antico Νίκαια, che a sua volta deriva da Nike, cioè "vittoria"[2]. Un'altra ipotesi fa tuttavia risalire il nome della città al toponimo etrusco-italico Nikaïa[3].

Età classica[modifica | modifica wikitesto]

Anche se alcuni scavi archeologici (sito di Terra Amata) fanno risalire i primi insediamenti di progenitori umani addirittura a 400.000 anni fa, Nizza (Nicaea) fu fondata circa 2.500 anni fa dagli abitanti di Marsiglia e ricevette il nome di Nikaïa in onore alla vittoria sui liguri (Nike è il nome in greco della dea della vittoria). La città si trasformò velocemente in un importante porto commerciale della costa ligure. In età romana, ebbe una rivale molto importante, la vicina città di Cemenelum che continuò ad esistere fino all'invasione longobarda del territorio. Le rovine di questa città sono visibili a Cimiez, attualmente uno dei quartieri di Nizza. Nel VII secolo, Nizza si unì alla lega di Genova formata dalle città della Liguria. Nel 729 espulse i saraceni dal suo territorio.

Periodo sabaudo (1388-1860)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contea di Nizza e Esodo nizzardo.

Durante il Medioevo, in quanto città italiana, Nizza partecipò alle numerose guerre italiane. Come alleato di Pisa fu nemica di Genova. Nel 1388 il comune di Nizza si mise sotto la protezione della famiglia comitale di Savoia, guidata da Amedeo VII, in funzione antiprovenzale (contea di Nizza).

Catarina Segurana, eroina nizzarda che guida la città assediata dai francesi nel 1543

La forza marittima di Nizza andò aumentando progressivamente, e le sue fortificazioni furono ampliate e le sue strade migliorate. Nella guerra fra Carlo I di Spagna e Francesco I di Francia Nizza soffrì molto, a causa anche di un'epidemia di peste che la colpì. Dopo qualche anno di guerra la pace fu stipulata grazie al Trattato di Nizza. Dopo dieci anni la città fu però nuovamente attaccata da Francesco I e dal pirata turco Barbarossa che conquisto la città. La peste ricomparve nel 1550 e nel 1580.

Nel 1600, la città fu acquistata dal duca di Guisa, che ne aprì i porti e proclamò la libertà di commercio iniziando un periodo di prosperità. Nel 1642 gli spagnoli furono cacciati. Nel 1699 fu ceduta nuovamente al ducato di Savoia.

Nel 1706 il castello fu distrutto dai francesi. L'anno successivo la controffensiva savoiarda giunse fino a Tolone, sottoposta anche a blocco navale dagli inglesi che avevano occupato le Isole di Lerino nella cui baia, bloccata dalla marina britannica, si trovava larga parte della flotta francese.

Nel 1713 il Trattato di Utrecht riconobbe il dominio della città al Regno di Sicilia, del cui titolo fu insignito il duca sabaudo Vittorio Amedeo che, nel 1720, lo permutò con il Regno di Sardegna.

L'annessione alla Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Barbetismo.

L'8 settembre 1792 il ministro degli esteri del governo rivoluzionario francese Lebrun-Tondu diede ordine all'esercito d'invadere la Savoia:[4] e il 22 settembre dello stesso anno le truppe francesi, agli ordini del generale Montesquiou, entravano a Chambery. Anche la contea di Nizza si apprestava a subire la medesima sorte: Nizza venne abbandonata precipitosamente dal governatore piemontese, generale Courten, al primo apparire delle truppe francesi ed il 29 settembre 1792, alle ore 16, il generale francese d’Anselme entrava con le sue truppe in nella città, che fino a quel momento era appartenuta ai territori del regno di Sardegna, e v'instaurava un'amministrazione provvisoria.[5]

Il 27 novembre, con decreto della Convenzione, tutta la Savoia venne annessa alla Francia e poco dopo, il 13 gennaio 1793, la stessa sorte toccò a Nizza.[5]

Tuttavia, molto presto, l'opinione generale si volse contro i francesi a causa delle requisizioni ordinate dai militari, dei saccheggi e delle esazioni compiuti dalle truppe occupanti. Questi eccessi furono denunciati anche dal rappresentante delle autorità rivoluzionarie, inviato in missione nella zona, Filippo Buonarroti.

Tutto ciò diede origine ad una spontanea reazione di resistenza clandestina della popolazione nizzarda alle soperchierie, quando non atrocità, compiute dalle truppe di occupazione francese e nasceva così il barbetismo. La volontà di scristianizzare il paese, com'era avvenuto in Vandea ed in Bretagna, le requisizioni militari e la coscrizione obbligatoria dei giovani seguita dal loro arruolamento forzato, aumentarono notevolmente le schiere dei barbets[6], i componenti del movimento armato semiclandestino detto appunto "barbetismo".

Verso la fine della Rivoluzione francese la comparsa di briganti che mascheravano i loro atti di violenza spacciandoli per resistenza all'occupante, gettarono parecchio discredito sul movimento.

L'annessione di Nizza alla Francia venne confermata all'inizio dell'epoca napoleonica, con l'armistizio di Cherasco del 1796, confermato poche settimane dopo dal Trattato di Parigi.

L'anno 1799 vide un periodo di nuova, violenta, persecuzione religiosa, condotta dal generale francese di origine nizzarda André Masséna, che causò un forte incremento dell'attività dei barbets, i cui ranghi si rafforzarono notevolmente. Ai primi di maggio del 1800, le truppe austro-piemontesi, comandate dal generale Melas occuparono Nizza e gran parte della contea,[7] ma il ritorno al regno di Sardegna durò molto poco: già a fine mese le truppe del generale francese Suchet la riportavano sotto il dominio della repubblica francese, occupazione poi consolidata con la vittoria di Napoleone Bonaparte a Marengo.

Nel periodo consolare e successivamente in quello imperiale, l'atteggiamento delle autorità francesi divenne molto più conciliante con la popolazione, riducendo così i motivi di scontento che avevano dato origine alla nascita del barbetismo.

Diciotto anni dopo tuttavia, con la caduta dell'impero napoleonico e l'avvento della restaurazione, Nizza tornò a regno di Sardegna con il trattato di Parigi del 1814. Giuseppe Garibaldi vi era nato nel 1807, quindi in un periodo in cui Nizza era francese.

La riannessione alla Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vespri nizzardi.

Nel 1860 Nizza fu nuovamente, e definitivamente, annessa alla Francia, assieme alla Savoia, in seguito agli Accordi di Plombières (1858) e al Trattato di Torino (1860), come compenso territoriale per l'aiuto dato dalla Francia al Risorgimento Italiano. L'annessione fu ratificata anche dal plebiscito della popolazione con 25.743 a favore, 160 voti contrari (i marinai nizzardi imbarcati sulle navi sarde, i soli elettori sulle cui schede comparisse il no) e 5.000 astenuti. Il plebiscito fu pilotato in funzione filo-francese, con il consenso dei Savoia e del Governo. Molti nizzardi si trasferirono in Italia, prevalentemente nelle località di Ventimiglia, Bordighera e Ospedaletti[8]. Dopo l'annessione nacque un movimento che promosse l'annessione di Nizza all'Italia; questo movimento è conosciuto come Irredentismo italiano a Nizza.

A Nizza vi sono numerose tracce dell'appartenenza sabauda: nella omonima piazza si erge la statua di Giuseppe Garibaldi (oggi corredata da una iscrizione in francese dedicata "al nostro concittadino Giuseppe Garibaldi, eroe dei 2 mondi"), mentre nel centro vecchio, principalmente nella zona compresa fra la "Piazza del tribunale" e il Molo degli Stati Uniti (Quai des Etats Unis), si trovano ancora numerose tavole, che mostrano la contea di Nizza prima dell'annessione alla Francia, oltre alle chiese seicentesche e settecentesche, che esprimono il medesimo stile che ritroviamo a Torino.

Nel 1882 l'architetto Carlo Guarnieri costruì il celebre Osservatorio di Nizza aiutato da Alexandre Gustave Eiffel, che ideò anche la Torre Eiffel a Parigi.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel quadro della seconda guerra mondiale, l'11 novembre 1942, in risposta all'operazione Torch scatenata dagli alleati, fu occupata dalle truppe italiane. Grazie all'opera dell'avvocato ebreo Angelo Donati e del cappuccino Padre Maria Benedetto le autorità fasciste frenarono l'applicazione delle leggi antisemite e la deportazione degli ebrei.[9].

Dopo il ritiro del Regio Esercito a seguito dell'Armistizio di Cassibile, all'indomani dell'8 settembre 1943 fu occupata dalle forze tedesche. Nizza si distinse per la resistenza antinazista, fu vittima di rappresaglie e di deportazioni di ebrei che vi avevano trovato rifugio durante i mesi di occupazione da parte del Regno d'Italia. Fu brutalmente bombardata il 26 maggio 1944 dagli Alleati.

Panorama dalla "Colline du Château"

Con lo sbarco alleato nel sud della Francia dell'agosto 1944 (Operazione Dragoon) Nizza passò sotto il controllo alleato (28 agosto).

Dopo la liberazione, Nizza fu governata dal popolare sindaco Jean Médecin (sindaco dal 1947 al 1965) e successivamente da suo figlio Jacques Médecin (sindaco dal 1966 al 1990). Jacques Médecin ha lasciato la Francia nel 1990 in seguito a numerosi scandali di corruzione politica. Tre anni dopo fu catturato in Uruguay, estradato e condannato al carcere. L'attuale sindaco di Nizza, Christian Estrosi (eletto nel marzo di 2008) è membro del partito di destra UMP.

Nel 2000 l'Unione Europea firmò nella città il Trattato di Nizza che modificava la struttura e il funzionamento dell'Unione.

I movimenti indipendentisti e autonomisti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionalismo nizzardo.

A Nizza operano diversi movimenti politici autonomisti che invocano uno status speciale della vecchia Contea di Nizza all'interno della Repubblica francese sul modello della Corsica o la possibilità di sceglier tramite un referendum anche la costituzione di una città libera. La Ligue pour la Restauration des Libertés Niçoises e il Parti Niçois/Partit Nissart, su posizioni indipendentiste, e Nissa Rebela, su posizioni autonomiste, sono i principali tra questi movimenti.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è una città a forte vocazione turistica, possiede la seconda capacità alberghiera di Francia e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

Le "seggiole blu" sul "Lungomare degli Inglesi".
Sculture illuminate in Piazza Andrea Massena, ad opera di Jaume Plensa
La chiesa russa di Nizza dedicata a San Nicola

Promenade des Anglais[modifica | modifica wikitesto]

È l'elegante lungomare di Nizza, che rappresenta un luogo di incontro e di passeggio per turisti e cittadinanza locale. È formata da due direttrici stradali, direzione est-ovest e ovest-est, e da una larga zona pedonale a ridosso della spiaggia. La passeggiata è spesso luogo di manifestazioni, esibizioni musicali, bancarelle nonché eventi quali il Carnevale di Nizza e la Battaglia dei fiori. Tipiche sono le sue seggiole blu (chaises bleues), dove è possibile sedersi e godersi la brezza marina.

Place Massena[modifica | modifica wikitesto]

Da non perdere una delle più rappresentative piazze di Nizza. Dalla pavimentazione di mattonelle bianche e grigie, si innalzano le straordinarie opere d'arte moderna dell'artista Jaume Plensa: su piedistalli metallici sono posizionate figure umane dalle grandi dimensioni che al calar del sole si illuminano di colori vivaci. Ne sono 7: uno per ogni continente. Sullo sfondo della piazza la Galleria Lafayette. Stupenda anche la fontana dai flutti altissimi e il monumento dedicato alla Costa Azzurra.

Place Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

È la piazza più antica di Nizza, i palazzi che la circondano sono di colore giallo. Al suo interno è presente una statua di Giuseppe Garibaldi, nativo di Nizza, rivolta verso l'Italia.

Chiesa russa ortodossa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una chiesa ortodossa realizzata nel 1912 su ispirazione della Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa a Mosca, per venire incontro alla grande affluenza di nobili russi che nel XIX secolo si recavano a Nizza per evitare i rigori dell'inverno russo.

Palazzo Lascaris[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nella prima metà del Seicento in stile barocco genovese, appartenuto alla famiglia Ventimiglia-Lascaris di origine levantina è stato acquisito dal comune di Nizza nel 1942 diventando in seguito uno dei più importanti spazi museali dedicato anche a mostre temporanee. Si trova nella città vecchia.

Architetture moderne[modifica | modifica wikitesto]

Tete carré[modifica | modifica wikitesto]

Spettacolare l'edificio della biblioteca Louis Nucera, uno straordinario esempio di arte moderna realizzato dall'architetto Sacha Sosno nel 2002. L'opera è una vera e propria "scultura abitata" nel bel mezzo della città, dove l'aspetto esteriore del fabbricato rappresenta una vera e propria testa umana stilizzata con fattezze quadrate. Si tratta di una struttura interamente realizzata in alluminio che raggiunge 26 metri di altezza.

Arco di 115.5°[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una scultura metallica realizzata nel 1988 dall'artista Bernar Venet situata negli spazi verdi dei "Giardini di Alberto I", in prossimità di "Piazza Andrea Massena". Essa rappresenta un arco di metallo alto oltre 19 metri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la popolazione della città era di 324.700 abitanti, che salgono a 888.784 abitanti (censimento del 1999) se si considera l'intera area urbana. La sua area metropolitana conta all'incirca un milione di abitanti.


Abitanti censiti

Minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, circa il 35% della popolazione è di origine straniera, prevalentemente dal maghreb o dall'africa subsahariana. Esiste anche una numerosa comunità russa, composta da discendenti di esuli e rifugiati politici zaristi fuggiti dalla Russia dopo la rivoluzione. Importanti anche le comunità italiane, portoghesi, spagnole e turche.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Nizza è oggi pressoché scomparsa una popolazione di madrelingua italiana. Una parte della popolazione conserva il dialetto nizzardo, con ampi influssi della lingua italiana e dei dialetti piemontese e ligure, e con arcaicismi. La politica di francesizzazione avviata nell'ultimo periodo del XIX secolo, come il cambiamento dei cognomi (numerosi i Bianchi diventati Le Blanc, i Del Ponte diventati Dupont, i Pastore diventati Pastor, etc.), o la chiusura dei giornali in lingua italiana, come il famoso La Voce di Nizza, hanno portato alla progressiva omogeneità culturale tra la città e il resto della Francia metropolitana.

I cartelli della toponomastica della città vecchia sono bilingui: riportano l'indicazione in francese ed in nizzardo (es.: rue Sainte Marie/Carriera Santa Maria); a volte si riferiscono invece al vecchio nome (Quai des Etats-Unis/Riba dou Miejou).

Nizza possiede un inno non ufficiale, Nissa la Bella, cantato in nizzardo.

Dall'aprile 2003 al dicembre 2008 è stato pubblicato in lingua italiana il mensile "Il Corriere della Costa Azzurra". Dal 2007, per un paio d'anni il quotidiano nizzardo Nice-Matin ha pubblicato una edizione settimanale in lingua italiana, dal titolo "7 Giorni". Entrambe le pubblicazioni sono state sospese per motivi economici.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede dell'Università di Nice-Sophia Antipolis

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni musei importanti a Nizza sono:

E nella regione:

Film girati a Nizza[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina della zona si è conservata, sino ad oggi, completamente e tipicamente italiana ed ha un carattere molto mediterraneo influenzata dalla vicina cucina ligure. Alcuni dei suoi piatti tipici sono:

  • Beignets de fleurs de courgettes, fiori di zucca ripieni
  • Daube niçoise, spezzatino di manzo, specificatamente di guancia
  • Farcis niçois, verdura cotta ripiena
  • Pan-bagnat, panino farcito
  • Aïoli, salsa maionese a base di aglio
  • Pichade, torta salata al pomodoro molto simile alla pizza
  • Pissaladière, torta salata
  • Poche de veau farcie "lou piech", saccoccia di vitello farcita
  • Ratatouille, verdura mista cotta
  • Raviolis niçois, ravioli nizzardi
  • Salade niçoise, insalata mista
  • Socca, torta salata a base di ceci
  • Soupe au pistou, zuppa di verdure al pesto
  • Tourte de blettes, torta dolce o salata a base di bietola

Persone legate a Nizza[modifica | modifica wikitesto]

Sono nati a Nizza (in ordine cronologico):

Sono morti a Nizza (in ordine cronologico):

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è la capitale economica della Costa Azzurra, il turismo, il commercio e le amministrazioni pubbliche e private occupano una posizione importante nell'attività economica della città. Ha la seconda capacità alberghiera del paese e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

Essa possiede inoltre diversi quartieri d'affari situati intorno all'aeroporto, nella parte ovest della città, 2 palazzi per congressi e il polo universitario Nice Sophia Antipolis sede di diverse facoltà.

Altro pilastro dell'economia di Nizza è il "parco tecnologico" Sophia-Antipolis che ospita le sedi di 1 400 multinazionali e circa 30 000 ricercatori.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Tram[modifica | modifica wikitesto]

Tram a Nizza
  • La rete tranviaria di Nizza è un sistema di trasporto pubblico della città ed è composta da una linea di poco meno di 9 km per un totale di 21 fermate. La tranvia è stata inaugurata il 24 novembre 2007. Nel 2011 sono partiti i lavori per il prolungamento della linea 1 e termineranno nel 2013, mentre nel 2015 e nel 2016 verranno inaugurate rispettivamente la linea 3 e la linea 2.[senza fonte]

Bus urbani[modifica | modifica wikitesto]

I Bus urbani sono gestiti dalla società Lignes d'azur che serve la città e la Communauté urbaine de Nice Côte d'Azur.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della Prefettura delle Alpi Marittime, del Consiglio generale del dipartimento, del rettorato dell'Accademia di Nizza della Comunità Urbana di Nizza Costa Azzurra e della Diocesi di Nizza. Per quello che concerne la tendenza politica si può sostenere che Nizza sia una città dalla forte presenza conservatrice, dalla seconda guerra mondiale in poi la destra ha primeggiato più volte rispetto alla sinistra, ed alle ultime elezioni presidenziali tenutesi nel 2007 il candidato di destra ha ottenuto il 65.34 % contro il 34.66% della candidata di sinistra. Dal 2008 il sindaco è Christian Estrosi, anche ministro dello Sviluppo Economico fino alla fine del 2010, che ha sostituito Jacques Peyrat in carica dal 1995.

Cantoni[modifica | modifica wikitesto]

I Cantoni di Nizza sono i quattordici cantoni francesi dell'Arrondissement di Nizza in cui è ripartita la città di Nizza, contraddistinti da numeri progressivi, da 1 a 14.

Il cantone Nice-13 comprende inoltre i comuni di Trinità, Sant'Andrea e Falicone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio di Nizza è l'OGC Nice, che milita nella ligue 1, il massimo campionato francese. Nella sua storia ha conquistato 4 Ligue 1 e 3 Coupe de France. Dal 2013 gioca le sue partite interne nel nuovo stadio Allianz Riviera che ha preso il posto del vecchio impianto Stade Municipal du Ray.

Nel 2008 lo stadio di Nizza fu curiosamente scelto per una partita amichevole, non della nazionale francese, bensì di quella italiana. La nazionale francese infatti snobba lo stadio nizzardo da parecchi anni, da quando durante una partita fu aspramente criticata, con tanto di cartelloni che annunciavano che i nizzardi avrebbero tifato Italia agli imminenti mondiali del 2002. Dopo tale evento la nazionale francese non ha mai rimesso piede nello stadio del Raggio ("Le Ray") di Nizza.[senza fonte]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

La città fa capolino nelle cronache sportive internazionali anche grazie alla Parigi-Nizza, storica manifestazione ciclistica a tappe che si conclude sul lungomare locale ogni anno, intorno alla metà di marzo.

Nella città ha sede inoltre il Nice Volley-Ball, società pallavolistica maschile militante nella Pro A, massima divisione del campionato francese.

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ (FR) Ralph Schor (a cura di), Dictionnaire historique et biographique du comté de Nice, Nice, Serre, 2002, ISBN 978-2-86410-366-0, p. 263.
  3. ^ Alain Ruggiero (a cura di), Nouvelle histoire de Nice, Toulouse, Privat, 2006, ISBN 978-2-7089-8335-9, p. 20.
  4. ^ (FR) J. Tulard - J. F. Fayard - A.Fierro, Histoire e Dictionaire de la Revolution française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998, ISBN 2-221-08850-6. p. 349
  5. ^ a b Filippo Ambrosini, Piemonte giacobino e napoleonico, p. 13
  6. ^ L'etimologia del termine non è chiara.
  7. ^ (FR) Mathieu Dumas, Précis des événemens militaires : Campagne de 1800., vol. 3, Treuttel et Würtz, 1816, p. 197.
  8. ^ Documentazione su Nizza
  9. ^ Léon Poliakov-Jacque Sabille, La condizione degli ebrei sotto l'occupazione italiana, Milano, Edizioni di Comunità, 1956 e le bibliografie di Angelo Donati e del Padre Maria Benedetto
  10. ^ (EN) Edinburgh - Twin and Partner Cities, The City of Edinburgh Council, City Chambers, High Street, Edinburgh, EH1 1YJ Scotland, 2008. URL consultato il 1º gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Amicucci, Nizza e l'Italia, Mondadori, Milano, 1939.
  • M. Mauviel, La letteratura in lingua italiana di Nizza, in Il nido d'aquila, Genova, 2004.
  • G. Vignoli, I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana, Giuffrè, Milano, 1995.
  • G. Vignoli, Gli Italiani dimenticati, Giuffrè, Milano, 2000.
  • Nelle annate dal 1997 al 2002 il periodico Il Pensiero di Nizza, edito a Genova e diretto da Giulio Vignoli (che riprese l'antica testata nizzarda), ha pubblicato una serie di articoli di Achille Ragazzoni che succintamente, ma in maniera esaustiva, illustrano la letteratura in lingua italiana del Nizzardo, e i suoi autori, dal 1300 ai nostri giorni.
  • G. Vignoli, Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Settecolori, Lamezia Terme, 2011.
  • Nice-Historique

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]