Dialetto nizzardo

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Nizzardo (Niçard/Nissart/Niçart)
Parlato in Francia
Regioni Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dipartimento delle Alpi Marittime
Persone circa 250.000
Scrittura Alfabeto latino
Tipo SVO sillabica
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Italo-occidentali
    Galloiberiche
     Galloromanze
      Occitano
       Nizzardo
Statuto ufficiale
Regolato da Conselh de la Lenga Occitana
Codici di classificazione
ISO 639-1 oc
ISO 639-2 oci
ISO 639-3 prv  (EN)
SIL PRV  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Toti li personas naisson libri e egali en dignitat e en drech. Son dotadi de rason e de consciéncia e li cau agir entre eli emb un esprit de fratelança.

Il nizzardo (nissart/niçard in nizzardo; nissart o talora niçois in francese) è un dialetto parlato nell'ex Contea di Nizza, oggi dipartimento francese delle Alpes Maritimes.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto nizzardo è (da studiosi francesi) legato all'occitano, di cui viene talvolta indicato come dialetto o variante locale. Per le sue particolarità fonetiche, il nizzardo non è definibile come una variante del ligure, sebbene parlate liguri caratterizzino le vicine Monaco e Mentone, ma anticamente lo era.

Infatti molti studiosi come il tedesco Werner Forner, il francese Jean-Philippe Dalbera e l’italiana Giulia Petracco Sicardi, concordano sul fatto che il dialetto nizzardo possiede delle caratteristiche fonetiche, lessicali e morfologiche che sono comuni alla lingua ligure. Lo studioso francese Bernard Cerquiglini indica nel suo libro Les langues de France l’esistenza, ancora oggi, di una minoranza che parla la lingua ligure a Tenda, Roccabruna e Mentone.

Queste minoranze sono un retaggio della lingua ligure medioevale, il cui areale originario comprendeva anche Nizza e la sua regione.

Gli appellativi del nizzardo[modifica | modifica sorgente]

Nella loro lingua materna, gli abitanti di Nizza (Nissa/Niça) si designano con l'etnonimo niçard, niçarda (grafia antica) o nissart nissarda/niçart niçarda (grafie moderne). Quale che sia la grafia utilizzata, si pronuncia in tutti i casi [niˈsaʀt(e), niˈsaʀda].

Nella forma maschile [niˈsaʀt(e)], la [t] è il risultato di uno desonorizzazione di una d in finale. L'aggiunta facoltativa di un suono [e] finale d'appoggio, dopo [t] finale, è una particolarità della fonetica nizzarda (ma questa [e] non ha un valore fonologico e non è indicata nell'ortografia, che sia classica o mistraliana).

Esistono innumerevoli alternative grafiche a causa delle difficoltà di adottare una norma linguistica stabile: con -ç- o -ss-, con -d o -t (vedi -te).

In francese, per qualificare gli abitanti di Nizza l'etnonimo abituale è niçois. Nissart, di utilizzo crescente in francese, e più di rado niçard, si usano per designare tutto ciò che riguarda le tradizioni e la gente che parla la lingua di Nizza e della Contea di Nizza, in una forma di rinascita di questa cultura.

Norme, grafia e standardizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il nizzardo può utilizzare due norme, ciascuna suddivisa però internamente in sottonorme:

  • la norma classica, che privilegia le tradizioni autoctone della lingua. È stata sviluppata da Robert Lafont (Phonétique et graphie du provençal, 1951; L'ortografia occitana, lo provençau, 1972), successivamente da Jean-Pierre Baquié (Empari lo niçard, 1984) ed è oggi di competenza del Conselh de la Lenga Occitana. In questa norma il suono [u] è scritto o, come nella grafia tradizionale del lombardo occidentale o del piemontese. Nei dittonghi, è invece scritto u. Es.: buon, 'buono'.
  • la norma mistraliana, più vicina alle consuetudini del francese. L'utilizzo di quest'ultima è legato al contesto storico, ovvero all'annessione della Contea di Nizza alla Francia nel 1860. È stata regolata in principio dal Félibrige (ma esiste anche una Acadèmia Nissarda). Il suono [u] è scritto ou, come anche il suono [w]. Es.: bouon, 'buono'. Le autorità francesi hanno cercato di imporre codesta norma, anche per ridurre la distanza dal francese, e poter definire il nizzardo un patois del provenzale, spegnendo così i sentimenti particolaristici, quando non apertamente indipendentisti e antifrancesi della popolazione della contea di Nizza.

Sono esistite norme grafiche "italianizzanti" ma vennero fatte abbandonare dopo la cessione del 1860 e l'ingresso nel Secondo Impero francese per rompere ogni legame tra i nizzardi e la patria italiana, cui erano stati legati sin dal tardo medioevo, partecipando prima alle lotte tra le grandi famiglie feudali liguri, ed infine unendosi volontariamente al Ducato di Savoia, poi regno di Sardegna.

Fu Joseph-Rosalinde Rancher, grande autore classico nizzardo, a porre nel 1830 la questione della grafia nell'opera "La Nemaida", molto prima di Mistral, con una scelta oggi considerata "italianizzante" poiché all'epoca Nizza apparteneva al Regno di Sardegna. Notevoli sono stati gli sforzi da parte francese per sottoporre il nizzardo all'autorità del Conselh de la lengua Occitana, per potere abbassarlo al livello di mero patois, piuttosto che di lingua.

I nizzardi, invece, non si riconoscono quale occitani, e notevoli sono, di fatto le differenze tra occitano e nizzardo, anche per la forte influenza dell'italiano sul lessico di Nizza, tanto che si potrebbe definire una lingua ponte tra i dialetti liguri e i dialetti occitani. Difficile è anche stabilire precisi confini, giacché il ligure e l'occitano (soprattutto nella sua variante alpina-occidentale) hanno oltre il 90% di affinità linguistica.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


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