Le Havre

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Le Havre
comune
Le Havre – Stemma Le Havre – Bandiera
Le Havre – Veduta
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason region fr Normandie.svg Alta Normandia
Dipartimento Blason département fr Seine-Maritime.svg Senna Marittima
Arrondissement Le Havre
Cantone Cantoni di Le Havre
Sindaco Édouard Philippe
Territorio
Coordinate 49°30′N 0°08′E / 49.5°N 0.133333°E49.5; 0.133333 (Le Havre)Coordinate: 49°30′N 0°08′E / 49.5°N 0.133333°E49.5; 0.133333 (Le Havre)
Altitudine 2 m s.l.m.
Superficie 46,94 km²
Abitanti 179 783[1] (2009)
Densità 3 830,06 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 76600, 76610, 76620
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 76351
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Le Havre
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
La città di Le Havre ricostruita da Auguste Perret
(EN) Le Havre, the City Rebuilt by Auguste Perret
Le Havre Vue Plage 14 07 2005.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2005
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Le Havre è un comune francese di 179.783 abitanti situato nel dipartimento della Senna Marittima nella regione dell'Alta Normandia.

La città è situata sulla riva destra dell'estuario della Senna ed è importante per il suo porto affacciato sulla Manica. Per il traffico di merci si posiziona al secondo posto in Francia, subito alle spalle di quello di Marsiglia e contemporaneamente si piazza al nono posto in Europa per quanto riguarda il numero di container movimentati.

L'UNESCO, il 15 luglio 2005, ha inserito il centro della città di Havre, nel patrimonio mondiale dell’umanità. La superficie di 133 ettari, rappresenta secondo l’UNESCO "un esempio eccezionale d'architettura e d’urbanistica del dopo guerra" ed è uno dei rari casi di siti contemporanei inscritti in Europa.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Le Havre si trova sulla punta a sud-est dei Pays de Caux. La città è incuneata tra il litorale ad ovest, l’estuario della Senna a sud e la costa a nord. La Senna ha segnato per molto tempo una frontiera naturale tra l’Alta e la Bassa Normandia. Per far fronte a questa situazione d’enclave relativo, le opere si sono moltiplicate, la più importante è il ponte di Normandia che collega le due rive della Senna.

Rilievi e geomorfologia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Le Havre è composto da due entità naturali separate da una falesia.
La città bassa che comprende il porto, il centro ed i quartieri periferici, fu costruita su delle antiche paludi, che furono bonificate a partire dal XVI secolo. Il suolo è composto da terreno alluvionale depositato dalla Senna, mentre il centro della città, è stato ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale, su un metro circa di macerie.
La città alta, è costituita da sobborghi residenziali. Si tratta di altopiani inframmezzati da valloni aridi e zone terrazzate. La parte nord-ovest, è la più alta (tra 90 e 115 metri d’altitudine). Il Capo Hève è situato a 100 metri circa.

Il clima[modifica | modifica sorgente]

In conseguenza della sua posizione sul litorale della Manica, il clima di Le Havre è oceanico. I giorni con minore vento sono rari ed i venti dominanti, che provengono da sud-ovest, portano l’influsso del mare tutto l’anno. Secondo i rilievi della stazione meteorologica di Capo Hève (1970-1999), ci sono 24 giorni all’anno in cui la temperatura scende sotto gli 0 °C e 14 giorni che è sopra i 25 °C.

Spazi verdi[modifica | modifica sorgente]

La città ha saputo conservare degli estesi spazi verdi (700 acri circa): oltre alla moltitudine di parchi nella città bassa, la foresta di Montgeon è il vero polmone verde della città. Vi si trovano dei laghi, un camping, una serra tropicale, una voliera... è costituita dai resti della grande foresta che ricopriva tutta la regione di Caux durante la preistoria. È stata acquistata dalla municipalità nel 1902 e sistemata da Michel Bejot tra il 1966 ed il 1971. Gli altri spazi verdi sono:

Il parco Hauser
  • Il parco di Rouelle: 150 ettari di bosco, di paludi e di stagni, 20 km di sentieri, un arboreto con 200 essenze differenti, un centro equestre.
  • I giardini della spiaggia: una duna artificiale di sabbia con piante di ammofila, un fiume d’acqua dolce cosparso di piante acquatiche ed un prato all’inglese.
  • Il giardino di Saint-Roch: situato nel centro della città ricostruita da Auguste Perret, si trova al posto di un vecchio cimitero per appestati. È stato aperto nel 1868 ed ha subito dei profondi rimaneggiamenti dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
  • I giardini del Municipio, che rispecchiano la trama urbanistica voluta da Perret. Sono dei giardini alla francese decorati da fontane e da più di 1.000 m2 di aiuole fiorite.
  • Il parco Hauser che si compone di un giardino paesaggistico e di una foresta naturale su una superficie di 7.000 m2. È un rifugio per i rapaci in pieno centro città.
  • I giardini del priorato di Graville, sistemati su un terrazzamento che strapiomba sulla Senna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città di Le Havre è relativamente recente, fu fondata l'8 ottobre 1517 da Francesco I. Conobbe un forte incremento demografico grazie al dinamismo del suo porto. I bombardamenti del 1944 segnarono una divisione importante nella storia della città e nello spirito dei suoi abitanti. Oggi, i progetti urbani e portuali si moltiplicano, per fare fronte alle sfide economiche e sociali del XXI secolo.

Panorama di Le Havre

Prima di Francesco I[modifica | modifica sorgente]

Francesco I

Qualche vestigia preistorica è stata riesumata nella regione dell’estuario e nella foresta di Montgeon.
Nell'antichità, il traffico fluviale sulla Senna è in relazione con il dinamismo delle città dell’estuario (porto di Caracotinum, incentrato su Harfleur) ed una strada romana porta da Lillebonne (Luliobona) a Sainte-Adresse (capoluogo della regione Pays de Caux) passando per il territorio dell’attuale comune di Havre; molti siti archeologici del periodo romano sono stati ritrovati dagli archeologi nell’agglomerato attuale.
Durante l’alto Medio Evo, il porto dell'Eure è situato a sud-ovest di Harfleur, sulla riva marittima della Senna e serve da riparo alle navi in attesa dell'alta marea, che permette di entrare nel porto, quello di Le Havre non esiste ancora. Nell'XI secolo, viene costruito il porto di Honfleur, sulla riva sud dell’estuario della Senna. Le navi troppo cariche, non possono risalire il fiume, pertanto si utilizzano gli avanporti di Chef-de-Caux, a nord-ovest di Le Havre attuale, Harfleur e Leurre. L’estuario allora, non ha che qualche villaggio di pescatori ed agricoltori, ed è anche in quest’epoca che si organizzano le prime parrocchie. Dopo la guerra dei cent’anni, la rinnovata economia e la crescita degli scambi transatlantici fanno germogliare il progetto di un nuovo porto sulla riva nord dell’estuario della Senna. L’insabbiamento del porto di Harfleur ed il timore di uno sbarco inglese, portano Francesco I a fondare il porto di Le Havre e con lui la città.

La nascita di Le Havre[modifica | modifica sorgente]

Malgrado le difficoltà del terreno paludoso e le tempeste, il porto di Havre accoglie le prime navi nell’ottobre del 1517. L'8 ottobre 1517, Francesco I firma la carta della fondazione della città.

Il re nell'agosto 1520 rese perpetui i privilegi degli Havresi. La funzione militare è anch’essa incoraggiata, Le Havre è uno dei punti di raccolta della flotta francese durante le guerre. Gli arsenali si sviluppano e le navi partono verso Nuove Terre, il nuovo mondo attira avventurieri e qualcuno parte anche da Havre. Alla fine del XVI secolo, il contrabbando prende il sopravvento e Le Havre vede arrivare i prodotti americani, come: il cuoio, lo zucchero, il tabacco.
Nel 1536, sono intrapresi da Guillaume de Marceilles, i primi lavori di costruzione della futura cattedrale di Notre-Dame e nel 1541, Francesco I incarica l’architetto italiano Girolamo Bellarmato, di progettare le fortificazioni e l’impianto urbanistico della città. Gli vengono concessi i pieni poteri e pertanto organizza il quartiere di Saint-François secondo norme ben precise.

Le Havre durante le guerre di religione[modifica | modifica sorgente]

La Riforma in Normandia conosce un successo relativo, i piccoli nobili di Caux ne sono influenzati, tanto che nel 1561, viene costruita una chiesa protestante. L’8 maggio 1562, gli Ugonotti attaccano Le Havre ma, temendo un controattacco delle armate reali, si ritirano verso gli Inglesi, che inviano delle truppe, 6.000 fanti e 300 cavalieri comandati dal conte di Warwick, occupano la città e costruiscono il forte Warwick oltre a quattro bastioni, in virtù del trattato di Hampton-Court. Le truppe di Carlo IX, comandate dal connestabile di Montmorency, attaccano Le Havre nel luglio 1563 e gli Inglesi sono finalmente cacciati, il forte Warwick è distrutto su ordine del re di Francia.

XVII e XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Abitazioni del XVII e XVIII secolo

La funzione di difesa di Le Havre è riconfermata e l'opera di ammodernamento del porto inizia nel XVII secolo, su ordine del cardinale Richelieu, governatore della città e primo ministro di Luigi XIII, viene sistemato l’arsenale, le difese sono rinforzate e costruita una fortezza.
Alla fine del XVIII secolo, la cittadella è abbandonata e diventa una semplice caserma.
Le Havre afferma la sua vocazione marittima ed internazionale soprattutto nel corso del XVII secolo, dal 1642, si installa la Compagnia Inglese delle Indie Orientali, si importano prodotti esotici (zucchero, cotone, tabacco, caffè e diverse spezie) e la tratta dei Neri, particolarmente nel XVIII secolo, arricchisce i mercanti Havresi. Tuttavia il commercio marittimo è sottomesso alle relazioni internazionali ed al contesto europeo, le guerre di Luigi XIV e di Luigi XV interrompono solo momentaneamente lo sviluppo di Le Havre. Gli Inglesi bombardano a più riprese la città.
Lo sviluppo economico di Le Havre si traduce in un incremento della popolazione (20.000 abitanti nel 1789), ma anche in una trasformazione del porto e della città, con installazioni di manifatture di tabacco nel quartiere di Saint-François e l’ampliamento dei cantieri navali. Nel 1786, durante una visita di Luigi XVI, il re approva il progetto d’espansione della città ed è Lamandé che si incarica di moltiplicare per quattro la superficie della medesima.

Le Havre durante la rivoluzione (1789-1815)[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1789 ed il 1793, il porto di Le Havre è il secondo della Francia, dopo quello di Nantes. Gli scambi commerciali proseguono fino alla guerra e l’abolizione della tratta dei neri ed il porto resta sempre una posta strategica grazie al commercio dei cereali (approvvigionamento di Parigi) ed alla vicinanza del nemico inglese. L’anno 1793 fu difficile per la Francia come anche per Le Havre in conseguenza della guerra, delle insurrezioni federaliste e del marasma economico. Il Terrore religioso trasforma la cattedrale di Notre-Dame in tempio della Ragione e sotto l’impero, Napoleone I giunge a Le Havre ed ordina la costruzione del forte. A causa della guerra contro l’Inghilterra e del blocco, l’attività del porto si riduce e quella dei corsari aumenta, contestualmente la popolazione di Le Havre diminuisce fino a 16.000 abitanti.

La prosperità di Le Havre nel XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Mappa antica del 1888

La fine delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche, permettono al commercio di riprendere normalmente, nella misura in cui s’allontana la minaccia britannica. Il contesto della pace ritrovata e lo sviluppo economico porta un afflusso importante di popolazione. Molti indigenti s’insediano nel quartiere insalubre di Sain-François e le epidemie di colera, di tifo, di febbre, oltre all’alcolismo ed alla mortalità infantile fanno molte centinaia di morti negli anni tra il 1830 ed il 1850, particolarmente nelle classi povere. I ricchi mercanti havresi, sono una grande minoranza ma, il loro numero aumenta, si fanno costruire delle belle residenze fuori dai bastioni e sulla costa ma, le fortune costruite rapidamente, possono sparire altrettanto velocemente e provocare delle rovine clamorose. Durante tutto il XIX secolo, l’aspetto cosmopolita della città portuaria non fece che rafforzarsi, durante il periodo di prosperità marittima, la mano d’opera della regione di Caux è spinta verso Le Havre a causa della crisi della tessitura e l’impianto di una larga comunità bretone (10% della popolazione havrese alla fine del XIX secolo) modifica la vita culturale di Le Havre. Il successo economico della città, attira gli imprenditori anglosassoni e nordici, nelle strade e nelle officine si incontrano prima Italiani, Polacchi e poi dei Magrebini.
La città ed il suo porto si trasformano grazie ai grandi lavori di sistemazione, in parte finanziati dallo stato, che si prottraggono per tutto il XIX secolo, anche se qualche volta sono interrotti dalle crisi politiche o economiche. Così molti progetti sono portati a compimento nella prima metà del secolo, denotando una preoccupazione per l’ammodernamento urbanistico, come la costruzione della borsa e del bacino commerciale, l’installazione progressiva dell’illuminazione a gas a partire dal 1836, la rimozione delle immondizie nel 1844 e le fognature. A metà del secolo, i vecchi bastioni sono rasi al suolo ed i comuni limitrofi sono annessi, di conseguenza la popolazione di Le Havre aumenta bruscamente.
Il periodo 1850-1914 costituisce l’epoca d’oro di Le Havre, in effetti se non si considera qualche anno di depressione (guerra di secessione americana e guerra franco-prussiana), il commercio esplode e la città s’abbellisce di costruzioni importanti (grandi viali, municipio, palazzo di giustizia, nuova borsa).
Gli effetti della rivoluzione industriale sono via via più visibili a Le Havre, la prima draga a vapore è utilizzata nel 1831, i cantieri navali si sviluppano, Frédéric Sauvage mette a punto la sua prima elica ad Havre nel 1833, la ferrovia arriva nel 1847 e permette di togliere dall’isolamento la città. I docks sono costruiti nel medesimo periodo, come i magazzini generali e alla vigilia della Prima guerra mondiale, Le Havre è il primo porto europeo per il caffè, importa 250.000 tonnellate di cotone e 100.000 tonnellate di petrolio. Il settore industriale esiste ma, nel XIX secolo, resta minoritario, le industrie sono in relazione con il traffico marittimo (cantieri navali, raffinerie di zucchero, fabbriche di corde, ecc.). Il settore bancario si sviluppa, anche se è largamente tributario dell’estero. La città ha poche libere professioni e pochi funzionari, il numero delle scuole resta insufficiente fino agli anni ‘70.
Il porto è sempre la porta dell’America, riceve prodotti tipici (caffè, cotone), mentre le navi europee portano legna, carbone e grano dal nord Europa, vino e olio dal Mar Mediterraneo. L’abolizione della tratta dei Neri porta ad una modifica dei traffici, Le Havre rimane un punto di passaggio per gli emingranti negli Stati Uniti ed i viaggi transatlantici diventano importanti nella seconda metà del XIX secolo. Nel 1913 dei 741.000 passeggeri che transitano per Le Havre, 150.000 vanno verso gli Stati Uniti, è l’inizio dell’era dei transatlantici che faranno la fierezza degli Havresi.
Dagli anni ’30, Le Havre diventa una stazione balneare frequentata dai Parigini; infatti la creazione dei bagni marittimi risale a quest’epoca, è nel 1890 che viene costruito il viale lungomare, dove domina la città marittima, il casinò Marie-Christine è del 1912 ed il palazzo delle Regate del 1906, simboli della borghesia. La fine del XIX secolo e della Belle époque, preannunciano tensioni sociali esacerbate dall’inflazione e dalla disoccupazione ed a partire dal 1886 le agitazioni operaie, sostenute dai socialisti, scuotono la città.

Tempi di guerra (19141945)[modifica | modifica sorgente]

Le Havre negli anni '20
« (...) e già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa Le Havre »
(Francesco Guccini, Amerigo, 1978)

Il bilancio di vite umane della Prima guerra mondiale per la città è molto pesante, circa 6.000 morti, la maggior parte soldati partiti per il fronte. La città è risparmiata dalle distruzioni massicce, perché il fronte è situato più a nord; tuttavia molte navi, nella rada di Le Havre, sono silurate ed affondate dai sottomarini tedeschi. Uno dei fatti rilevanti della guerra è l'installazione del governo belga a Sainte-Adresse, nella periferia di Havre, per fuggire l'occupazione tedesca e la città serve all'Intesa come base di retrovia, in particolare per le navi da guerra inglesi.
Il periodo tra le due guerre è segnato dall'arresto della crescita demografica, le agitazioni sociali e la crisi economica. Alla fine della guerra l'inflazione, porta alla rovina numerosi benestanti, la città è diventata largamente operaia. La penuria ed il caro vita provocano il grande sciopero del 1922, nel corso del quale viene proclamato lo stato d'assedio. Nel 1936 la fabbrica Bréguet di Le Havre è occupata dagli scioperanti: è il debutto del movimento operaio, sotto la guida del Fronte Popolare. Sul piano economico, la forte crescita della seconda metà del XIX secolo sembra conclusa, i porti del nord d'Europa fanno una concorrenza spietata a Le Havre ed i grandi lavori di ammodernamento portuario subiscono un rallentamento; nonostante ciò, le importazioni di petrolio continuano ad aumentare, pertanto nascono le raffinerie ad est di Havre. La crisi mondiale del 1929 e le misure protezionistiche non incoraggiano lo sviluppo del commercio. Solo il transatlantico Le Normandie parte per New York nel 1935 ma, rapidamente si profilano nuove minacce di guerra ed il pericolo nazista.
I Tedeschi occupano Le Havre a partire dalla primavera del 1940, con una guarnigione che conta 40.000 soldati, trasformano la città in base militare ed alimentano la Festung Le Havre, linea di casematte, bunkers e batterie d'artiglieria e questo dispositivo viene integrato nel muro dell'Atlantico. Per gli Havresi la vita quotidiana si fa difficile a causa della penurie, della censura, dei bombardamenti e della politica antisemita, molti havresi partono. La resistenza avrese è costituita attorno a numerosi centri come il groupe du lycée du Havre o ancora quello dei Vagabond Bien-Aimé. Questi gruppi partecipano sotto la direzione degli Inglesi ad azioni di sabotaggio in vista dello sbarco del 6 giugno. Durante la seconda guerra mondiale, Le Havre subisce 132 bombardamenti, ma le distruzioni più importanti avvengono il 5 ed il 6 settembre 1944, allorché gli Alleati bombardano il centro della città ed il porto per indebolire gli occupanti.
L'obiettivo è quello di facilitare i rifornimenti e l'avanzamento delle truppe alleate che sbarcheranno tre mesi dopo nella Bassa Normandia. Il bilancio dei bombardamenti è pesante: 5.000 morti, 80.000 senza tetto, 150 ettari rasi al suolo, 12.000 immobili distrutti. Il porto è distrutto, 350 relitti giacciono sul fondo del mare e sia la rada che l'estuario della Senna sono minati.

La storia recente di Le Havre[modifica | modifica sorgente]

  • La ricostruzione

Nella primavera del 1945, il Ministero della Ricostruzione e dell’Urbanistica affida il progetto di ricostruzione del centro della città di Havre allo studio Perret, che pensa di radere al suolo tutte le vecchie strutture ed applicare le teorie del classicismo strutturale. Il materiale ritenuto idoneo per l’edificazione degli edifici è il calcestruzzo e la pianta è una trama ortogonale.

  • Le difficoltà economiche

Sono dovute alla deindustrializzazione ed alle trasformazioni del commercio portuale; inoltre la crisi petrolifera spiega anche il ristagno industriale della metà degli anni settanta. Le Havre rimane una roccaforte comunista fino agli anni novanta; in seguito la città inizia un processo di riconversione e la municipalità opera per la rinascita del porto rafforzando la sua immagine.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Le Havre è il più grande comune della Normandia per numero di abitanti ma, il suo agglomerato non arriva che al secondo posto, dopo Rouen.

Il centro della città[modifica | modifica sorgente]

In gran parte distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, il centro della città è stato ricostruito in base al progetto dello studio Perret, diretto dall’architetto francese Auguste Perret. Solo il municipio (1952-1958) e la chiesa di San Giuseppe (1951-1957) (107 m di altezza) sono stati progettati personalmente da Auguste Perret. L’UNESCO il 15 luglio 2005, complimentandosi per il lavoro di ricostruzione, ha iscritto il centro della città di Havre nel patrimonio mondiale dell’umanità. Lo spazio di 133 ettari rappresenta secondo l’UNESCO “un esempio eccezionale dell’architettura e dell’urbanistica del dopo guerra” è uno dei rari siti contemporanei iscritti in Europa, raggiungendo così il Parco Güell a Barcellona, le case Art Nouveau di Victor Horta in Belgio e le vecchie acciaierie di Völklingen in Germania. Un’altra opera architettonica interessante nel centro città è quella dello Spazio Oscar Niemeyer, realizzata nel 1982 dallo stesso architetto e chiamata Il Vulcano, per la forma dell’edificio.
Di fronte alla riconversione industriale, la città ha incontrato difficoltà economiche rilevanti, una delle conseguenze è la notevole diminuzione della popolazione, che aveva 219.583 abitanti nel 1975, ed è diminuita del 12% a partire da questo anno. Contemporaneamente, il municipio ha riorganizzato la zona delle stazioni, così la stazione stradale (autobus, vetture, taxi) è stata risistemata ed ora è posta nei pressi della stazione ferroviaria. Gli investimenti privati sono molti e comprendono anche tutto l’accesso ad Havre, che si è vista trasformata.

I quartieri periferici[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ‘90, il municipio, con gli aiuti europei, sviluppa e riconverte le zone sud di Le Havre: trasformazione dei bacini in sala di concerto (Docks Océane), d'esposizione (Docks Café), in museo (il vecchio Museo Marittimo e Portuale, che ha chiuso per preparare il suo trasloco nell'ambito della Città del Mare), in casinò provvisorio (che prenderà il posto del vecchio palazzo della borsa nel 2006, una volta che i lavori di riorganizzazione saranno terminati), la nuova camera di commercio e d'industria ed il nuovo polo medico.
Nell'ottobre 2004, l'Agenzia Nazionale per il Rinnovamento Urbano (ANRU) ha firmato con il municipio di Le Havre la prima convenzione per finanziare la riqualificazione dei quartieri della periferia. Questa convenzione porterà più di 300 milioni di euro per le grandi opere dei quartieri della zona a nord, dove risiedono circa 41.000 abitanti, tutto questo permetterà di demolire e ricostruire più di 1.700 alloggi.

Progetti urbani[modifica | modifica sorgente]

Gli altri grandi progetti per il III millennio sono: il polo universitario, in corso d'estensione, con la costruzione di alloggi per gli studenti, di una nuova biblioteca e di una nuova mensa universitaria. I vecchi bacini che devono essere trasformati in luogo di commercio e di svago (cinema, bowling, piscina). Nella stessa zona, la Città del Mare e dello Sviluppo Duraturo si organizzerà nella torre Jean Nouvel. I quartieri portuali a sud sono sottoposti all'apertura e alla riqualificazione. Progetti di tutela dell'ambiente delle scogliere sono in corso e la sistemazione del forte di Sainte-Adresse in un giardino botanico nel quale saranno presentate le piantagioni di tutti i continenti, anche con una serra tropicale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Le Havre ha ottenuto il premio di “Città d’arte e di Storia” nel 2001.
Nel 2006, Le Havre ha accolto la prima Biennale d’Arte contemporanea.

Teatri, sale di spettacolo e di concerto[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro Comunale
  • Teatro dei Bain Douches
  • Docks Océan
  • Docks Café
  • Il Vulcano (Le Volcan), centro culturale progettato da Oscar Niemeyer

Musei e luoghi di esposizione[modifica | modifica sorgente]

  • Museo delle Belle Arti André Malraux
  • Museo marittimo
  • Museo dell’Abbazia di Graville
  • Museo della Vecchia Havre
  • Museo di storia naturale
  • Spazio marittimo e portuario dei docks Vauban

Persone legate a Le Havre[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il porto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Le Havre.
Porto di Le Havre

Primo porto francese per il traffico dei container, si posiziona al secondo posto dopo Marsiglia per volume di traffico delle merci; inoltre per quanto concerne il traffico dei container è al nono posto in Europa. Il porto si sviluppa nel XVI secolo e dispone di numerosi vantaggi per la sua posizione geografica, è il porto più a ovest nella Manica, che è il mare più frequentato del mondo. È un porto d’estuario ed ha alle spalle un hinterland popolato e ricco (agglomerati come Rouen e Parigi), è ben collegato con una densa rete di vie di comunicazione: autostrade, ferrovie, canali, è in continua espansione ed ammodernamento, per aumentare i traffici e per diminuire i tempi d’attesa delle navi.
Tutto ciò non deve comunque fare dimenticare il piccolo porto da pesca che si trova nel bacino della Cittadella.

L’industria[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle industrie si trova nella zona industriale-portuaria, a nord dell’estuario ed a est della città di Le Havre. La prima industria della regione havrese, per numero di dipendenti è la Renault, segue un settore importante che è quello petrolchimico, con una serie di società multinazionali petrolifere, 28 stabilimenti industriali che producono plastica, l’impresa AirCelle subappaltatrice dell’Airbus che si occupa degli invertitori di spinta e molte altre.

Il settore terziario[modifica | modifica sorgente]

Nella città da parecchio tempo molte imprese hanno la loro attività in relazione a quella del porto, in primo luogo le società armatrici ma, anche le società di assicurazioni marittime.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il 13 dicembre 2012 è entrato in funzione il nuovo servizio di trasporto cittadino su rotaia chiamato "Trammy".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio è opera di Auguste Perret.
Le Havre ha conosciuto molte espansioni territoriali inglobando comuni vicini:

CCI in costruzione (ottobre 2004), Il porto, Bacino Vauban.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]