Vallo Atlantico

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Vallo Atlantico
Atlantikwall
Atlantikwall.png
Flag of German Reich (1935–1945).svg Reichsadler der Deutsches Reich (1933–1945).svg
Il vallo atlantico evidenziato in giallo
Stato Germania Germania
Stato attuale Danimarca Danimarca
Francia Francia
Germania Germania
Norvegia Norvegia
Informazioni generali
Utilizzatore Germania Terzo Reich
Funzione strategica Difesa dalle invasioni alleate
Termine funzione strategica 1945
Inizio costruzione 1942
Termine costruzione 1945
Materiale Cemento armato, legno, acciaio e altri materiali.
Visitabile Si
Comandanti storici Erwin Rommel (1943-1944)
Occupanti Wehrmacht
Azioni di guerra Seconda guerra mondiale, D-Day

[senza fonte]

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Il Vallo Atlantico (tedesco: Atlantikwall) era un esteso sistema di fortificazioni costiere costruito dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1944. Il progetto prevedeva che le fortificazioni si estendessero lungo tutte le coste dell'Europa nord-occidentale (dalla Norvegia fino alla Francia), così da difendere le posizioni tedesche da possibili sbarchi Alleati. Nelle intenzioni dei tedeschi, il Vallo Atlantico avrebbe dovuto essere quindi la più estesa linea di difesa della seconda guerra mondiale.

La creazione della linea[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di alcune incursioni inglesi contro basi navali e sottomarine tedesche, il 23 marzo 1942 Hitler emanò la sua Direttiva N.40, con la quale si predisponeva la creazione del Vallo Atlantico. Il Führer temeva possibili azioni di disturbo da parte britannica, perciò ancora nell'agosto del 1942 ordinò che le difese fossero organizzate al più presto e le truppe fossero schierate in modo da respingere qualsiasi invasione.

Data la supremazia aerea e navale degli angloamericani, Hitler voleva che il numero di posizioni di difesa fisse fosse ben distribuito lungo le coste europee: durante una riunione nel settembre del 1942, Hitler sostenne la necessità di creare ben 15.000 fortificazioni, difese da ben 300.000 uomini. Dato che nessun punto della costa era sicuro, essa doveva essere fortificata per intero entro il 1º maggio 1943[1].
In questa prima fase, però, non si riuscì a realizzare una così imponente linea fortificata. Si preferì quindi per il momento privilegiare le posizioni poste a difesa delle basi navali: per questo motivo la maggior parte delle fortificazioni venne concentrata per il momento attorno alle principali città portuali, rimandando la costruzione di una linea di difesa più estesa al 1943[2].

La progettazione e la realizzazione del Vallo Atlantico fu affidata all’Organizzazione Todt, che aveva già lavorato alla creazione della linea Sigfrido sul confine franco-tedesco (Westwall). Come manodopera vennero utilizzati centinaia di prigionieri, costretti ai lavori forzati.

L’arrivo di Rommel[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1943 il Feldmaresciallo Erwin Rommel venne nominato ispettore della difesa costiera e successivamente, al comando del Gruppo d'armate B, fu trasferito nel nord della Francia per impedire un possibile sbarco alleato. Dopo un periodo di osservazione della struttura delle difese costiere, Rommel giunse alla conclusione che esse fossero insufficienti per impedire un’invasione e che bisognava rafforzarle alla svelta. Sotto la sua supervisione fu così avviato un lavoro di potenziamento del Vallo Atlantico[3].
Era convinzione del Feldmaresciallo che un possibile sbarco alleato andasse respinto in mare prima che i mezzi corazzati e motorizzati potessero occupare le spiagge. Seguendo quest'impostazione, quindi, i lavori di fortificazione mirarono alla creazione di nuove difese che facessero subire agli Alleati il maggior numero di perdite possibili sin dalle prime fasi dello sbarco. Furono costruiti nuovi bunker sulle spiagge, dotati di postazioni per artiglieria pesante e leggera, nonché di armi anticarro. Circa sei milioni di mine furono sistemate sulle coste francesi, assieme a numerosi altri ostacoli anticarro[4].

Su sollecitazione di Rommel si fece oltretutto attenzione a rafforzare le retrovie tedesche, proteggendole da possibili sbarchi aerei: tutti i possibili campi di atterraggio furono riempiti di filo spinato, asparagi di Rommel (ovvero dei tronchi d’albero) e altri ostacoli, così da impedire uno sbarco aereo di massa[5].

Comandi del Vallo Atlantico[modifica | modifica wikitesto]

Il Vallo Atlantico non era un'unica organizzazione, a parte nella parte amministrativa degli edifici, gestita dalla Todt. Militarmente era suddivisa in otto comandi:[6]

  • Comando Norvegia
  • Comando forze in Danimarca
  • Comando tedesco
  • Comando Wehrmacht olandese
  • Armee Oberkommando 15
  • Armee Oberkommando 7
  • Armee Oberkommando 1
  • Armee Oberkommando 19

Lo sbarco in Normandia e la fine[modifica | modifica wikitesto]

Fortificazione del Vallo atlantico in corso di costruzione

Nonostante l’impegno di Rommel, i lavori di fortificazione del Vallo Atlantico non furono mai totalmente completati, anche a causa della mancanza di fondi e risorse. La fragile linea di difesa venne così sfondata durante il D-Day dagli Alleati, che sbarcarono in Normandia il 6 giugno 1944[7].

Ciononostante, alcune posizioni fortificate lungo il Vallo Atlantico resistettero a lungo agli attacchi anglo-americani. È questo il caso delle postazioni fortificate a Dunkerque, La Rochelle, St. Nazaire e Lorient, dove unità di riserva della marina o della Luftwaffe resistettero per ordine di Hitler fino alla capitolazione del Terzo Reich, l'8 maggio 1945[8]. Nel caso di Alderney, una delle posizioni maggiormente fortificate del Vallo Atlantico, la guarnigione tedesca continuò addirittura a combattere fino al 16 maggio 1945, diversi giorni dopo la cessazione ufficiale delle ostilità.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.E. Kauffmann e Robert M. Jurga, Fortress Europe: European Fortifications of World War II, Da Capo Press, 2002. ISBN 0-306-81174-X
  • Stephen E. Ambrose, D-Day. Storia dello sbarco in Normandia, BUR, Milano 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stephen E. Ambrose, D-Day. Storia dello sbarco in Normandia, BUR, Milano 2004, pag. 36
  2. ^ Kaufmann JE, Kaufmann HW: "Fortress third Reich", page 196–197. DA Capo Press, 2003.
  3. ^ Andrea Molinari, La Normandia: giugno-agosto 1944, Hobby&Work, 1999, pp. 33-36
  4. ^ Claude Bertin, La vera storia dello sbarco in Normandia, Editions de Crémille, Ginevra, 1969, pp. 227-232.
  5. ^ (EN) Zaloga, Steven J., and Hugh Johnson. D-Day fortifications in Normandy. Volume 37 of Fortress Series. Osprey Publishing, 2005. ISBN 1841768766
  6. ^ (NL) Complexes, Vanderweel.info. URL consultato il 26 gennaio 2012.
  7. ^ Cornelius Ryan, Il giorno più lungo. 6 giugno 1944, Tea, 1994 ISBN 978-88-17-10728-0
  8. ^ Whitaker, W. Denis; Whitaker, Shelagh (with General Guy Simonds) TUG OF WAR – The Canadian Victory that Opened Antwerp, Toronto, Stoddart Publishing, 1984. ISBN 0-7737-2034-0 First Edition Hard Cover

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