1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler"

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1. SS-Panzerdivision "Leibstandarte SS Adolf Hitler"
1. SS-Panzer-Division Leibstandarte-SS Adolf Hitler.svg
Simbolo della divisione.
Descrizione generale
Attiva 1923 - 1945
Nazione Germania Germania
Servizio Waffen-SS
Tipo corazzata
Dimensione divisione
Battaglie/guerre Invasione della Polonia
Invasione della Francia
Invasione della Grecia
Attacco all'Unione Sovietica
Battaglia delle Ardenne
Comandanti
Comandanti degni di nota Josef "Sepp" Dietrich

[senza fonte]

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La 1ª Divisione Panzer SS "Leibstandarte SS Adolf Hitler" fu la più importante divisione delle Waffen-SS nel corso della seconda guerra mondiale, distinguendosi fin dal 1939 in tutti i fronti nei quali fu impegnata.

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Primo modello della bandiera della Standarte della LAH
Secondo modello della bandiera della Standarte della LAH

Quando Hitler assunse la carica di Cancelliere, il 30 gennaio 1933, era consapevole di non poter far completo affidamento sugli elementi tradizionali della Reichswehr e della polizia per proteggerlo. Di conseguenza emanò assai presto istruzioni per la formazione di una nuova unità armata delle SS in servizio a tempo pieno, la cui unica funzione doveva essere quella di scortarlo in ogni occasione. L'incarico di formare questa unità fu affidato a "Sepp" Dietrich.

rassegna da parte dell'ufficiale di servizio

Al 17 marzo 1933 Dietrich aveva selezionato uno per uno 120 fedeli volontari delle SS perché divenissero il nucleo di una nuova guardia, chiamata SS Stabswache Berlin. In maggio la Stabswache venne ampliata e riformata, prendendo il nome di SS Sonderkommando Zossen, con compiti di sorveglianza e di polizia armata. Il mese successivo vennero reclutate tre nuove compagnie, denominate SS Sonderkommando Jüterbog, e in occasione del congresso del Partito nazista del settembre 1933 entrambe le unità vennero fuse in una singola formazione ricevendo la nuova denominazione di Adolf Hitler Standarte. Il 9 novembre, nel decimo anniversario del fallito Putsch di Monaco, la Standarte prestò giuramento di fedeltà al Führer ed ebbe il nuovo nome di Leibstandarte-SS Adolf Hitler o LAH (Guardia del corpo Adolf Hitler).

Il 30 giugno 1934, la Leibstandarte, e l'unità del Landespolizeigruppe "General Göring", presero parte alla prima attività degna di nota partecipando alla decapitazione delle SA] nella cosiddetta "Notte dei lunghi coltelli". Il 2 luglio le fucilazioni terminarono, e il primo compito della Leibstandarte ebbe fine: gli ordini di Hitler erano stati eseguiti alla lettera e questo valse un innalzamento di grado a tutti i membri della Leibstandarte che avevano giocato un ruolo attivo nell'affare Röhm.

All'inizio di ottobre del 1934 fu deciso che la Leibstandarte dovesse essere motorizzata: un privilegio raro in un'epoca in cui la maggior parte delle divisioni della Reichswehr si spostavano ancora a cavallo. All'inizio del 1935 il numero di effettivi della LAH aveva raggiunto i 2.551 uomini, divenendo un vero reggimento, e trasformandosi così in un corpo militare a tutti gli effetti. Il 1º marzo 1935 la 5. Compagnia, comandata dall'SS-Hauptsturmführer Wilhelm Mohnke, invase Saarbrücken per ottenere la restituzione alla Germania della regione della Saar. Tre anni dopo, nel 1938, la Leibstandarte ebbe un ruolo di primo piano nell'annessione dell'Austria: dopo aver occupato Linz, raggiunse Vienna dove prese parte alle celebrazioni della riunione dei due paesi. In ottobre prese parte anche all'occupazione dei Sudeti.

La Leibstandarte in guerra[modifica | modifica sorgente]

L'invasione della Polonia e l'apertura del fronte occidentale[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'invasione della Polonia, nel settembre 1939, la Leibstandarte prese parte alla presa di Varsavia ed alla battaglia del fiume Bzura, subendo tuttavia gravi perdite che vennero duramente criticate dall'esercito. Quando nel maggio del 1940 ebbe inizio la Campagna di Francia, la Leibstandarte non ebbe difficoltà ad attraversare la regione olandese dei Paesi Bassi e ad assicurarsi nell'avanzata il controllo di molti importanti ponti, fino a Rotterdam. In Francia la Leibstandarte fu duramente impegnata nei pressi di Wormhoudt, e dopo il fulmineo attraversamento della Senna, terminò la guerra all'altezza di Vichy. Al termine della campagna francese, la LAH rimase in Francia per preparare l'imminente invasione dell'Inghilterra, raggiungendo lo status di brigata.

L'invasione di Jugoslavia e della Grecia[modifica | modifica sorgente]

Nella primavera del 1941 la Leibstandarte venne trasferita in Romania per prendere parte all'invasione di Jugoslavia e Grecia. Aggregata al 40. Corpo d'Armata, la brigata venne duramente impegnata, non soltanto contro le truppe greche, ma anche contro quelle britanniche e neozelandesi. Dopo aver subito pesanti perdite al passo di Klivi, il battaglione ricognitori delle LAH, comandato dall'SS-Sturmbannführer Kurt Meyer, prese il passo di Klisura, di cruciale importanza strategica facendo circa 11.000 prigionieri. Il 20 aprile il generale Tsolakoglou si arrese a "Sepp" Dietrich, e una settimana dopo Atene cadde in mano tedesca. Alla fine del mese la campagna dei Balcani era terminata.

Le campagne sul Fronte orientale[modifica | modifica sorgente]

Tiger appartenente alla SS-Panzer-Division Leibstandarte

Raggiunto il rango di divisione, la LAH venne aggregata al 54. Corpo d'Armata del Gruppo d'armate Sud nella successiva Operazione Barbarossa. Impegnata nell'avanzata verso la Crimea, venne successivamente dispiegata nell'area di Kiev, raggiungendo in seguito la linea del Dnepr e del Mius e prendendo parte agli scontri nell'area di Rostov. Nel maggio del 1942 la Leibstandarte venne ritirata dal fronte e trasferita in Francia per essere riorganizzata e trasformata in divisione Panzergrenadier, sebbene l'equipaggiamento fosse uguale, se non addirittura superiore a quello di vere e proprie divisioni corazzate dell'esercito. Sempre in Francia prese parte, in novembre all'occupazione della Francia di Vichy e alla presa di Tolone.

Nel gennaio 1943 fece ritorno sul fronte orientale dove era in corso la fase culminante della battaglia di Stalingrado; era inizialmente previsto che la divisione partecipasse insieme alle altre due divisioni scelte Waffen-SS "Das Reich" e "Totenkopf" ad un nuovo tentativo di controffensiva per sbloccare in extremis la 6. Armee (Wehrmacht)|6. Armee]] accerchiata a Stalingrado. La cosiddetta "operazione Dietrich" non divenne mai realtà: la situazione strategica dell'esercito tedesco era molto critica e non c'era più alcuna speranza di salvare le truppe a Stalingrado; la "Leibstandarte" invece dovette subito imepegnarsi in un duro compito difensivo per frenare l'avanzata dell'Armata Rossa verso il Donec e Char'kov. Da 2 febbraio l'Armata Rossa sferrò l'operazione Stella e attaccò da tre direzione la grande città ucraina difesa dalla "Leibstandarte" e dalla "Das Reich"; dopo duri combattimenti le truppe Waffen-SS furono sconfitte dalle formazioni corazzate del generale Pavel Rybalko e dovettero ripiegare verso ovest per evitare il rischio di essere a loro volta accerchiate, Char'kov venne liberata dai sovietici il 15 febbraio 1943[1].

Dal 5 marzo 1943 la "Leibstandarte" partecipò con successo alla riconquista di Kharkov e alla difesa della linea sul fiume Donec. A luglio, sempre con le altre due divisioni scelte delle Waffen-SS, prese parte alle operazioni contro il saliente di Kursk, salvo alla fine del mese essere trasferita in Italia, in ferrovia e senza i propri mezzi corazzati, per fronteggiare la crisi generata dallo sbarco degli Alleati in Sicilia e dalla caduta di Mussolini.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Qui, dopo un riequipaggiamento con altri meno avanzati mezzi corazzati (il vulnerabile cacciacarri Marder a cielo aperto) e un iniziale dispiegamento nell'area Trento-Verona, l'Oberfuehrer Theodor Wisch pose il comando generale a Salsomaggiore. Divulgata via radio la notizia dell'armistizio fra Italia e Alleati, dopo la mezzanotte dell'8 settembre il I battaglione del 1. reggimento Grenadieren, un gruppo del reggimento corazzato e un reparto del battaglione cacciacarri mossero all'occupazione di Parma partendo dagli acquartieramenti di Felino e della Val Taro. Dopo cruenti combattimenti durati quasi otto ore in numerosi punti della città, la Leibstandarte ebbe ragione della resistenza dei militari italiani. Sempre alle prime ore del 9 settembre trecento effettivi del 1. reggimento Grenadieren, del battaglione cacciacarri e del reggimento d'artiglieria furono incaricati di occupare Cremona, riuscendovi dopo ripetuti sanguinosi scontri a fuoco con reparti italiani (che causarono 31 morti tra militari e civili, e 7 tra le SS), e la conseguente resa del comando di presidio. Analogo successo ottenne nella missione di occupare Reggio Emilia (dove la divisione si era acquartierata dall'inizio di agosto) con la perdita di cinque militari italiani. Nel pomeriggio del medesimo giorno un altro suo contingente completò la conquista di Piacenza, condotta fino ad allora con duri combattimenti da unità della Wehrmacht; nel frattempo altre sue unità da Modena si diressero verso Vicenza, dove assaltarono caserme, presidi e aeroporto e li costrinsero alla resa. Contemporaneamente il III battaglione del 2. reggimento Grenadieren, al comando del maggiore Joachim Peiper, mosse lungo il tratto settentrionale della via Emilia, entrò nell'Oltrepò pavese occupando Voghera e si posizionò in Piemonte. Qui il 19 dello stesso mese, a Boves (Cuneo), operò la prima rappresaglia anti-partigiana in Italia, facendo 24 vittime civili e dando alle fiamme 350 case. Fra il 14 e il 24 settembre il I battaglione dello stesso reggimento, comandato pro tempore dal capitano Hans Roehwer, installatosi in località della sponda piemontese del Lago Maggiore tra cui Meina e Baveno, attuò il primo eccidio in Italia di 16 cittadini di religione ebraica. Tra il settembre e l'ottobre del 1943 la divisione fu impegnata in Istria in operazioni anti-partigiane. Durante il periodo in cui la Divisione operò in Italia un numero imprecisato di italiani si arruolò volontario in essa seguendone poi gli spostamenti sui fronti di guerra[2].

Di nuovo sul fronte orientale[modifica | modifica sorgente]

Riequipaggiata e riorganizzata a Milano il 22 ottobre 1943 in una vera e propria divisione corazzata, ridenominata 1. SS Panzer Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler" , venne trasferita nuovamente sul Fronte orientale nel novembre 1943 combattendo nelle zone di Kiev e Krasnopol, per prendere poi parte alla liberazione della sacca di Korsun. Alla fine di queste operazioni, nel marzo 1944, la divisione dovette essere nuovamente trasferita dal fronte per essere inviata nei Paesi Bassi, dove venne nuovamente riorganizzata.

Lo sbarco in Normandia[modifica | modifica sorgente]

Dopo lo sbarco degli Alleati in Normandia, la divisione venne inviata al fronte l'8 giugno, e dopo durissimi combattimenti nell'area di Caen e di Mortain (Operazione Lüttich), venne quasi totalmente distrutta nella sacca di Falaise; i resti si ritirarono in Germania, partecipando alla battaglia di Aquisgrana. Nel dicembre 1944, come parte del I. SS-Panzerkorps prese parte all'offensiva delle Ardenne; dopo i primi successi, gli elementi avanzati della divisione, raggruppati nel Kampfgruppe Peiper, raggiunsero le rive della Mosa, ma dovette fermarsi in seguito alla mancanza di carburante.

In Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio 1945 la LAH venne trasferita sul lago Balaton in Ungheria, per tentare di liberare le forze rimaste intrappolate a Budapest, (Operazione Frühlingserwachen). In seguito al fallimento dell'offensiva, la divisione si ritirò verso l'Austria, dove a maggio si arrese in parte agli americani, e in parte ai sovietici.

Teatri operativi[modifica | modifica sorgente]

L'insegna LAH in caratteri gotici

Decorati con la Croce di Cavaliere[modifica | modifica sorgente]

In totale furono 58 gli uomini decorati con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

Josef "Sepp" Dietrich
Grado Nome Inizio Fine
SS-Oberstgruppenführer Josef "Sepp" Dietrich 17 marzo 1933 4 luglio 1943
SS-Brigadeführer Theodor Wisch 4 luglio 1943 20 agosto 1944
SS-Brigadeführer Wilhelm Mohnke 20 agosto 1944 6 febbraio 1945
SS-Brigadeführer Otto Kumm 6 febbraio 1945 8 maggio 1945

L'insegna divisionale[modifica | modifica sorgente]

L'insegna divisionale è caratterizzata da uno scudo appuntato, che presenta un intaglio al cantone sinistro del capo, di nero alla bordura d'argento a un grimaldello d'argento posto in sbarra. L'insegna venne realizzata da August-Wilhelm Trabandt nel 1940 dopo la campagna di Francia. Il motivo del simbolo, un grimaldello che apre tutte le porte, trova la sua origine nel ruolo "chiave" del reparto nella disarticolazione di importanti difese francesi. Un altro motivo, non attestato, è quello della dedica all'allora comandante della Divisione, l'SS-Oberstgruppenführer Josef "Sepp" Dietrich, il cui cognome significa infatti, in tedesco, "grimaldello".

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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