I SS-Panzerkorps

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I SS-Panzerkorps
L'Oberstgruppenführer Joseph Dietrich (a sinistra), primo comandante del I SS-Panzerkorps durante l'offensiva delle Ardenne
L'Oberstgruppenführer Joseph Dietrich (a sinistra), primo comandante del I SS-Panzerkorps durante l'offensiva delle Ardenne
Descrizione generale
Attiva luglio 1943 - maggio 1945
Nazione Germania Germania
Alleanza Asse
Servizio SS
Tipo corazzato
Dimensione corpo d'armata
Equipaggiamento Panzer IV
Panzer V
Panzer VI
Panzer VI Tiger II
Battaglie/guerre Battaglia di Normandia
Offensiva delle Ardenne
Operazione Frühlingserwachen
Parte di
Comandanti
Comandanti degni di nota Josef Dietrich
Fritz Kraemer
Georg Keppler
Hermann Priess
Simboli
Insegna del I SS-Panzerkorps S SS-Pz Abt 101.jpg

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Il I SS-Panzerkorps, o I. SS-Panzerkorps "Leibstandarte", tedesco fu un corpo d'armata delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il I SS-Panzerkorps venne istituito il 27 luglio 1943 a Lichterfelde e posto al comando dell'SS-Oberstgruppenführer Josef Dietrich; l'addestramento delle truppe venne iniziato a Beverlo in Belgio.

Mentre il corpo era ancora in fase di costituzione, venne trasferito nel mese di novembre in Italia Settentrionale, nella zona di Bologna, e venne inquadrato nella 14ª armata, comandata dal generale Eberhard von Mackensen, posta alle dipendenze dell'Heeresgruppe B, comandato dal feldmaresciallo Erwin Rommel, con l'incarico di contribuire all'occupazione del territorio, resasi necessaria a seguito dell'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1944 venne trasferito in Francia ed inquadrato nell'Heeresgruppe D, comandato dal feldmaresciallo Gerd von Rundstedt, partecipando, dopo lo sbarco Alleato del 6 giugno, alla battaglia di Normandia, alle dipendenze della 5ª armata corazzata, comandata dapprima dal generale Heinrich Eberbach e successivamente posta al comando direttamente di Josef Dietrich.

Dopo la ritirata dalla Normandia, con la fuga dalla sacca di Falaise, venne ricostituito in Vestfalia nel novembre dello stesso anno e posto al comando dell'SS-Obergruppenführer Hermann Priess, venendo inquadrato nell'Oberbefehlshaber West, il comando del fronte occidentale tedesco ed assegnato alla 6ª armata corazzata, comandata dall'SS-Oberstgruppenführer Josef Dietrich, e, nel mese di dicembre, inviato nella zona delle Ardenne, dove prese parte all'offensiva delle Ardenne.

Trasferito dal fronte occidentale il I SS-Panzerkorps venne inviato sul fronte orientale, nell'Heeresgruppe Süd, ancora inquadrato nella 6ª armata corazzata, rinominata 6ª armata corazzata SS, dove combatté in Ungheria durante l'operazione Frühlingserwachen.

L'8 maggio 1945, al termine della guerra, si arrese in Bassa Austria alle truppe Alleate mentre era sempre inquadrato nella 6ª armata corazzata SS, alle dipendenze dell'Heeresgruppe Ostmark, le sue truppe tuttavia vennero consegnate successivamente ai sovietici.

Operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fronte occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Normandia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi battaglia di Normandia.

Durante la battaglia di Normandia il I corpo corazzato SS venne impiegato nella zona di Caen, obiettivo della 2ª armata britannica, comandata dal generale Miles Dempsey, sbarcata sulle spiagge Gold Beach, Juno Beach e Sword Beach, in un settore, la Normandia, presidiato dalla 7ª armata tedesca, comandata dal generale Friedrich Dollmann[1].

Le unità corazzate del I corpo, ossia la 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend", comandata dal SS-Brigadeführer Kurt Meyer, la Panzer-Lehr-Division, comandata dal generale Fritz Bayerlein, e la 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", comandata dal SS-Brigadeführer Theodor Wisch, tenute fino a quel momento in riserva[2], si diressero verso la costa per unirsi alla 21ª divisione corazzata, comandata dal generale Edgar Feuchtinger[3] e contrastarono il primo attacco verso la città, portato dalla 3ª divisione di fanteria canadese, comandata dal generale Rod Keller.

Pur non riuscendo a respingere gli Alleati fino alla Manica il I corpo corazzato formò un forte dispositivo difensivo intorno alla città[4], fermando l'avanzata della 7ª divisione corazzata britannica, comandata dal generale George Erskine, nella battaglia di Villers-Bocage, dove l'hauptsturmführer Michael Wittmann, appartenente al 101º battaglione carri pesanti SS, distrusse con il suo panzer Tiger 21 carri armati più altri 28 veicoli corazzati, e riuscendo a tenere Caen per più di un mese, continuando a mantenere intatta la linea del fronte[5] fino ai primi giorni di agosto, nonostante l'avanzata della 1ª armata americana, comandata dal generale Omar Bradley, nel settore ovest della Normandia, avesse indotto l'Alto comando tedesco a dirottare la 17ª SS-Panzergrenadier-Division, comandata dallo Standartenführer Otto Binge, in appoggio alle forze corazzate impegnate nell'operazione Lüttich.

Il I corpo corazzato riuscì inoltre a bloccare, insieme al II corpo corazzato SS, comandato dall'Obergruppenführer Wilhelm Bittrich, anche i successivi tentativi di sfondamento della 2ª armata britannica[6] fino a quando la pressione delle forze Alleate divenne insostenibile, costringendo la 7ª armata e la 5ª armata corazzata a ripiegare per non rimanere intrappolate nella sacca di Falaise, e la resistenza dei superstiti della 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" permise l'attraversamento della Senna a circa 300.000 soldati in ritirata[7].

Ardenne[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi offensiva delle Ardenne.

Ai primi di dicembre del 1944 il I corpo corazzato fu inquadrato nella 6ª armata corazzata SS per partecipare all'offensiva delle Ardenne, con il compito di sfondare, insieme al II corpo corazzato SS, le linee Alleate nel settore compreso tra Monschau e Saint-Vith e di spingersi fino ad Anversa; l'offensiva prese il via il 16 dicembre e le tre divisioni di fanteria a disposizione del I corpo, la 3ª divisione aerea, comandata dal generale Walter Wadehn, la 12ª divisione di fanteria, comandata dal generale Gerhard Engel, e la 277ª divisione di fanteria, comandata dal generale Albert Praun, iniziarono ad avanzare alla luce dei riflettori della FlaK, puntati verso le nuvole per illuminare la foresta[8], seguite dalle divisioni corazzate, 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" e 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler",

La segretezza con cui l'offensiva era stata preparata, e la conseguente sorpresa da parte delle forze della 1ª armata americana, comandata dal generale Omar Bradley, in un primo momento fecero ritenere all'Alto comando tedesco che l'operazione potesse avere successo e la 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", la cui avanguardia era costituita dal Kampfgruppe Peiper, comandato dall'obersturmbannführer Joachim Peiper, riuscì a spingersi fino a Stoumont, distante pochi chilometri dal quartier generale della 1ª armata americana sito a Spa e da due grandi depositi di carburante, rendendosi tuttavia protagonista lungo il percorso dell'uccisione di prigionieri americani a Malmedy[9], ma il 24 dicembre, rimasta senza carburante e circondata dalla 30ª divisione di fanteria americana, comandata dal generale Leland Hobbs, dovette ritirarsi abbandonando tutto il materiale pesante e ponendo termine all'offensiva[10].

Fronte orientale[modifica | modifica wikitesto]

Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi operazione Frühlingserwachen.

Nel marzo del 1945 Hitler dette ordine alla 6ª armata corazzata SS di tentare un'offensiva in Ungheria, la cosiddetta operazione Frühlingserwachen, allo scopo di alleggerire la pressione dell'Armata Rossa che aveva già stabilito alcune teste di ponte lungo il fiume Gran, di riconquistare la capitale Budapest, occupata dai sovietici il 13 febbraio, e di mantenere il controllo sugli impianti petroliferi di Nagykanizsa, ultima risorsa della Germania per evitare di rimanere totalmente senza rifornimenti di carburante non sintetico; il I corpo corazzato riuscì a respingere l'avanzata sovietica ad Esztergom e le forze tedesche si raggrupparono a sud ed a nord del lago Balaton per attendere l'arrivo della 6ª armata e dare inizio all'offensiva[11].

L'attacco prese il via il 6 marzo ed i tedeschi avanzarono nel settore tenuto dal 3° Fronte Ucraino, comandato dal generale Fëdor Ivanovič Tolbuchin, ma l'avanzata della 6ª armata SS venne dapprima rallentata dal fango, dovuto al disgelo primaverile, e successivamente bloccata dalla resistenza della 27ª armata sovietica che consentì all'Armata Rossa di contrattaccare infliggendo ai tedeschi gravi perdite in termini di uomini e di mezzi. Le linee tedesche furono sfondate il 17 marzo, costringendo sia la 6ª armata SS che la 6ª armata, comandata dal generale Hermann Balck, a ripiegare verso l'Austria, contravvenendo agli ordini del Führer, il quale aveva preteso la difesa ad oltranza[12], ed anche l'ordine impartito alla 6ª armata SS di difendere Vienna si rivelò impossibile da attuare per la totale mancanza di mezzi disponibili[13].

Ordine di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

6 giugno 1944 (battaglia di Normandia)[modifica | modifica wikitesto]

16 dicembre 1944 (offensiva delle Ardenne)[modifica | modifica wikitesto]

6 marzo 1945 (operazione Frühlingserwachen)[modifica | modifica wikitesto]

  • 101º battaglione carri pesanti SS (rinominato 501º battaglione carri pesanti SS il 22 settembre 1944)
  • 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler"
  • 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend"

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Nome Grado Inizio Fine
Josef Dietrich SS-Oberstgruppenführer 4 luglio 1943 9 agosto 1944
Fritz Kraemer SS-Brigadeführer 9 agosto 1944 16 agosto 1944
Georg Keppler SS-Oberstgruppenführer 16 agosto 1944 30 ottobre 1944
Hermann Priess SS-Oberstgruppenführer 30 ottobre 1944 8 maggio 1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'obiettivo dalla 2ª armata britannica, prefissato per le ore 24.00 del D-Day, era costituito dall'occupazione di Bayeux e di Caen ma nessuno di questi obiettivi fu raggiunto e, nonostante gli Alleati fossero riusciti a sbarcare circa 225.000 soldati, la profondità della linea di penetrazione fu di soli 1.500 metri. Vedi Biagi 1992, p. 1940.
  2. ^ Il feldmaresciallo von Rundstedt ordinò immediatamente dopo lo sbarco che le unità corazzate di riserva si dirigessero verso le zone dello sbarco per unirsi alla 21ª divisione corazzata ma i suoi ordini vennero annullati dal generale Jodl che riteneva lo sbarco in Normandia un diversivo e solo dopo le insistenti richieste di Rommel Hitler acconsentì a fare muovere tali unità verso la costa. Vedi AA.VV. Fortezza Europa 1993, p. 48.
  3. ^ Carell 1960, p. 146
  4. ^ La Panzer-Lehr-Division dovette percorrere circa 150 chilometri, venendo sottoposta continuamente agli attacchi aerei Alleati e, durante il suo spostamento, perse 130 automezzi, 5 carri armati, 84 cannoni semoventi ed un numero imprecisato di veicoli blindati. Vedi Hastings 1985, p. 163.
  5. ^ Carell 1960, p. 296
  6. ^ Gli insuccessi della 2ª armata britannica indussero Montgomery a rimuovere dal comando il generale George Erskine ed il generale Gerard Bucknall. Vedi Hastings 1985, p. 343.
  7. ^ Keegan 2000, p. 413
  8. ^ Il sistema era stato adottato in precedenza dagli inglesi durante la battaglia di Normandia. Vedi Biagi 1995 vol. VII, p. 2319
  9. ^ Liddell Hart 2009, p. 919
  10. ^ L'obersturmbannführer Joachim Peiper riuscì a fuggire a piedi insieme ad 800 uomini, abbandonando 39 panzer. Vedi Vedi AA.VV. Discesa nell'incubo 1993, p. 42.
  11. ^ Salmaggi, Pallavisini 1989, p. 684
  12. ^ Hitler, a seguito della ritirata della Leibstandarte, ordinò ai membri delle divisioni di togliere dalla divisa i "bracciali onorari". Vedi AA.VV. Discesa nell'incubo 1993, p. 105
  13. ^ Keegan 2000, p. 525

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il terzo Reich, vol. Fortezza Europa, H&W, 1993, ISBN non esistente.
  • AA.VV., Il terzo Reich, vol. Discesa nell'Incubo, H&W, 1993, ISBN non esistente.
  • Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, parlano i protagonisti, Rizzoli, 1992, ISBN 88-17-11175-9.
  • Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, vol. VII, Fabbri Editori, 1995, ISBN non esistente.
  • Paul Carell, Arrivano! Sie kommen!, Bur, 1960, ISBN 88-17-11925-3.
  • John Keegan, La seconda guerra mondiale, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-86340-8.
  • Max Hastings, Overlord Il D Day e la battaglia di Normandia, 1999ª ed., Milano, Oscar Storia, Mondadori, 1985, ISBN 88-04-37856-5.
  • Basil H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, 2009ª ed., Milano, Oscar Storia, Mondadori, 1970, ISBN 978-88-04-42151-1.
  • Cesare Salmaggi - Alfredo Pallavisini, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989, ISBN 88-04-39248-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]