14. Waffen-Grenadier-Division der SS

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14. Waffen-Grenadier-Division der SS
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Simbolo della 14. Waffen-Grenadier-Division der SS "Galizien"
Descrizione generale
Attiva 28 aprile del 1943 al 8 maggio del 1945
Nazione Germania Germania
Ucraina Ucraina
Servizio Waffen-SS
Tipo fanteria
Dimensione Divisione
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
Lotta antipartigiana in Russia
fronte orientale
Comandanti
Comandanti degni di nota Otto von Wächter
Volodymyr Kubiyovych
Fritz Freitag
Wolf Heike

[senza fonte]

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La 14. Waffen-Grenadier-Division der SS fu una formazione militare della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Più tardi fu conosciuta con il nome di 14. Waffen-Grenadier-Division der SS (ukrainische Nr. 1) dell'Esercito Nazionale Ucraino, un'altra formazione dell'Esercito tedesco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima della seconda guerra mondiale, alcuni ucraini, soprattutto in Galizia, vedevano il Terzo Reich come la sola forza che poteva assicurare la costituzione di uno Stato ucraino indipendente, e proposero ai tedeschi l'idea di formare unità militari ucraine. All'inizio del 1943, le crescenti perdite portarono i leader tedeschi ad accettare la proposta. La decisione fu presa dal Governatore tedesco del Distretto della Galizia, Dr. Otto von Wächter per creare un divisione di Waffen-SS galiziani, assegnata al combattimento regolare sul Fronte orientale, la 14ª divisione SS volontari Galizien; la sua formazione fu annunciata il 28 aprile 1943.

SS Galizien Manifesto di reclutamento in tedesco e ucraino, Sanok, 1943 maggio

La divisione fu organizzata dal Comitato Centrale Ucraino con funzioni non politiche, capeggiato da Volodymyr Kubiyovych con il coinvolgimento attivo della Chiesa greco-cattolica ucraina. La fazione di Stepen Bandera dell'Organizzazione degli Ucraini Nazionalisti (OUN-B) si oppose all'idea di creare la divisione, in parte perché era un'organizzazione esterna al suo controllo, ed annunciò nella sua propaganda che la divisione fosse usata dai tedeschi come carne da cannone. Paradossalmente, la divisione poi incluse i volontari che volevano combattere per l'Ucraina e che erano avversi all'ideologia fascista su cui si basava l'OUN ed erano riluttanti ad unirsi ai ranghi dell'Armata Ucraina Insorta (UPA). La creazione di unità di SS straniere è stata portata avanti dapprima in nome della lotta contro il comunismo; con unità create in Francia, Olanda, Lettonia, Estonia, Croazia tra le altre. La formazione della divisione fu annunciata il 28 aprile, 1943, da 80.000 ucraini che furono arruolati dalla Galizia.

Sebbene i tedeschi non facessero concessioni a livello politico, la divisione vantava uno status unico tra le divisioni delle SS, in quanto il giuramento di fedeltà ad Hitler era condizionato al combattimento contro il bolscevismo ed infatti cappellani Cristiani (maggiormente della Chiesa greco-cattolica ucraina e della Chiesa ortodossa ucraina) furono assegnati alle unità e fu permesso loro di tenere le funzioni religiose (nell'esercito tedesco, soltanto lo Sturmbrigade Wallonien aveva minime funzioni clericali). Quest'ultima condizione fu istituita sotto insistenza degli organizzatori della divisione per minimizzare il rischio di una demoralizzazione nazista tra i soldati.[1] La creazione di una divisione SS Ucraina fu percepita da molti come il primo passo verso uno Stato Ucraino indipendente, e trovare volontari non era un problema. La divisione fu operativa dal dicembre 1943 ma continuò ad essere addestrata fino al maggio 1944.

Dr. Hofstetter delle SS Galizien entra in una chiesa greco-cattolica ucraina a Sanok. 1943
Dr. Malinovśkij, Ministro Apostolic di Lemko. Reclude della divisione SS Galizien aspettano il capo del distretto. Sanok. 1943, maggio

La divisione SS "Galizien" fu comandata da ufficiali tedeschi e ucraini con i posti di comando più elevati riservati ai tedeschi. Prima dell'addestramento di sufficienti nuove reclute, molti degli ufficiali originari erano veterani dell'Armata Galiciana Ucraina.[senza fonte] Il comandante in capo era l'Oberfuhrer Fritz Freitag, mentre il Maggiore Wolf Heike era a capo dello stato maggiore. Tutti i comandanti reggimentali erano tedeschi. Binz delle SS ed il Tenente Colonnello Franz Lechthaler sempre delle SS erano i comandanti dei reggimenti di polizia.

In battaglia[modifica | modifica sorgente]

La divisione fu inviata al fronte all'inizio del 1944. Sebbene mancasse di esperienza di combattimento, era ben equipaggiata e molti dei suoi membri erano passati sotto un addestramento ben più rigido di quello che la Germania era solita avere nella Wehrmacht tra il 1943–44.[1] La divisione fu inviata nell'area di Brody (attualmente in Ucraina), dove pesanti combattimenti erano in corso, ed aggregata al 13º Corpo d'Armata. Assieme a sei divisioni di fanteria tedesca pesantemente sotto organico, la Divisione Galiziana fu capace di tenere un fronte di approssimativamente 80 km. L'8 luglio, il 13º Corpo fu trasferito alla 1ª Armata Panzer. Il 13 luglio, le forze sovietiche sotto il comando del Maresciallo Ivan Konev lanciarono il loro attacco. La Divisione Galiziana subì l'attacco di un feroce assalto della Seconda Armata Aerea Sovietica, che in un tempo di sole cinque ore durante il 15 luglio effettuò 3.288 missioni aeree e sganciò 102 tonnellate di bombe su di essa e sulle due divisioni Panzer non appena avevano provato a contrattaccare.[2]. Dal 19 luglio, dopo feroci battaglie, la divisione, assieme ad alcune unità tedesche, fu accerchiata e sconfitta dall'Armata Rossa. A dispetto della difficoltà del combattimento, la divisione seppe mantenere la disciplina e molti dei suoi membri furono capaci di infrangere l'accerchiamento. Dei circa 10.400 soldati dispiegati a Brody, circa 3.000 furono capaci di riunirsi immediatamente alla divisione. Altri 2.300 ritornarono dopo un periodo di molti mesi, essendosi nascosti nelle foreste o in villaggi locali, ed un numero pari si unì all'Armata Ucraina Insorta. Circa 2.000 furono uccisi e 900 catturati.[1]

Volontari della divisione SS Galizien marciano in via Kosciuszko a Sanok, 1943 maggio

La Germania ricostituì la divisione dopo alcuni mesi usando unità di riserva. All'inizio di ottobre 1944, la divisione fu inviata a sedare la rivolta in Slovacchia. Alla fine di gennaio 1945, fu spostata in Slovenia, dove combatté i partigiani di Tito mentre manteneva relazioni amichevoli con la guerriglia anticomunista serba dei cetnici.[1] Dal 1 aprile alla fine della guerra, con una forza di 14.000 soldati in campo ed 8.000 soldati in un Reggimento di addestramento e ricollocamento, la divisione combatté contro l'Armata Rossa nella regione di Graz in Austria, dove nei primi dell'aprile liberò il castello ed il villaggio di Gleichenberg dalle forze Sovietiche (che includevano le truppe aeree Sovietiche d'élite della 3 divisione Aerea della Guardia) durante un contrattacco[1] ed il 15 aprile respinse un contrattacco Sovietico. La divisione, a quel tempo, mantenne con successo un fronte di 13 km.

14. Waffen-Grenadier-Division der SS (ukrainische Nr. 1)[modifica | modifica sorgente]

Il 17 marzo 1945, emigrati ucraini crearono il Comitato ucraino nazionale per far valere gli interessi ucraini presso la Germania. Simultaneamente, l'Armata Nazionale Ucraina fu creata. Si voleva fosse composta da tutti i soldati ucraini che combatterono per la Germania, i primi dei quali erano la Divisione SS “Galizien”. Il comandante in capo dell'UNA era il generale Pavlo Shandruk, un ex-colonnello dell'esercito polacco (1938–1939) e portatore della croce Virtuti Militari.

Il Generale Shandruk fu designato comandante della divisione “Galizien” e la rinominò 14. Waffen-Grenadier-Division der SS (ukrainische Nr. 1). Il 7 maggio, sotto la sua influenza, la divisione lasciò la linea del fronte, si ritirarono dai pressi delle forze Sovietiche e si arrese al Regno Unito e agli Stati Uniti d'America. I soldati ucraini furono tenuti prigionieri in Italia. L'aver cambiato nome alla divisione, il fatto che i suoi soldati fossero, fino al 1939, cittadini della Polonia, l'intervento della Santa Sede (e probabilmente del Generale Polacco Władysław Anders)[senza fonte] salvò i suoi membri dalla possibile tragica deportazione nell'URSS. Secondo le fonti ucraine, 176 soldati della divisione, dopo la resa della divisione, si unirono all'armata polacca di Anders. Nel 1947, ex-soldati della divisione SS "Galizien" ricevettero il permesso di emigrare in Canada e nel Regno Unito.

Atrocità di guerra presunte e di fatto[modifica | modifica sorgente]

Stemma della divisione SS Galizien (1° Ucraina) 1943-1945

Le unità della divisione SS "Galizien" sono state accusate di aver commesso diverse atrocità durante la guerra, assieme alle presunte azioni del 4º Reggimento di Polizia in Galizia e del 5º Reggimento di Polizia a Lubelszczyzna. Tra le accuse specifiche rivolte, c'è il massacro di Huta Pieniacka e la partecipazione alla soppressione della rivolta di Varsavia nel 1944.

Il villaggio di Huta Pieniacka era un villaggio polacco che era sopravvissuto a diversi attacchi alla fine del 1943 e nel primo inverno del 1944. Il 23 febbraio 1944, un piccolo drappello del 4º Reggimento giunse al villaggio per cercare partigiani polacchi dell'Armia Krajowa. Sembra che durante la ricognizione, ci fu uno sparo accidentale che uccise due soldati ucraini. I Tedeschi organizzarono un solenne funerale per i soldati e portarono a termine una spedizione punitiva che rase al suolo il villaggio nel tardo febbraio. Tra 500 e 1.000 abitanti del villaggio furono uccisi. Sin dal novembre 1992, una Commissione di Varsavia dell'Istituto Nazionale per la memoria sta conducendo un'indagine sui crimini commessi dalla divisione SS Galizien o da altre unità Ucraine riguardo al massacro di Huta Pieniacka ed altre atrocità su civili polacchi in altri villaggi.[3]

Oggetto di dibattito è l'affermazione che le unità SS "Galizien" abbiano avuto un ruolo nel sopprimere l'insurrezione di Varsavia. Le ricerche condotte dagli storici polacchi Ryszard Torzecki e Andrzej A. Zięba suggeriscono che non vi fossero unità con la divisa delle SS “Galizien” a Varsavia durante la rivolta. Questo implicherebbe che le atrocità commesse attribuite agli Ucraini siano state commesse da altre formazioni, come la brigata russa Bronislaw Kaminski (RONA) — una formazione composta da cittadini dell'URSS che sostenevano i tedeschi. L'equivoco sembra essere sorto dal fatto che i cittadini di Varsavia, influenzati da informazioni relative al Massacro di Volhynia commesso dall'UIA, abbiano supposto che le unità straniere fossero ucraine. Ad ogni modo, i tedeschi utilizzarono due compagnie (circa 300 men) della Legione di Autodifesa Ucraina (USL) contro i ribelli di Varsavia che combatterono a Powiśle nel settembre 1944. Nel marzo 1945, l'USL fu incorporata nella divisione SS “Galizien”. Comunque non è chiaro se le due compagnie facessero all'epoca parte dell'USL.

La Commissione canadese Deschênes "Commission of Inquiry on War Crimes" dell'ottobre del 1986, tramite il Honourable Justice Jules Deschênes concluse che:

Mentre erano nei campi per prigionieri di guerra in Italia questi uomini furono oggetto di indagine delle missioni britannica e sovietica e né allora, né in seguito è venuta alla luce alcuna prova che dimostrasse che alcuni di essi abbiano combattuto contro gli Alleati o siano stati partecipi di crimini contro l'umanità. La loro condotta da quando essi giunsero in questo paese è stata soddisfacente e niente ha indicato in alcun modo che essi fossero infetti da alcuna traccia dell'ideologia nazista. Dai rapporti delle missioni speciali allestite dal War Office per monitorare questi uomini risulta chiaramente che essi abbiano scelto di combattere volontariamente contro l'Armata Rossa per ragioni nazionalistiche che ebbero del resto ragione di essere a causa del comportamento delle autorità sovietiche durante i primi anni dell'occupazione dell'Ucraina occidentale dopo il patto di non aggressione tra Stalin e Ribbentrop. Per quanto la propaganda comunista abbia tentato di dipingere questi uomini, al pari di altri rifugiati, come dei "Quisling" (collaborazionisti), o dei "criminali di guerra" è interessante notare che nessuna accusa specifica di crimini di guerra sia stata mossa dalla Russia o da alcun altro governo contro un qualunque membro di questo gruppo.

La Commissione Deschênes volle anche spiegare che:

56- La divisione "Galizien" (14. Waffengrenadierdivision der SS [gal. #1]) non dovrebbe essere descritta come un gruppo. 57- I membri della divisione "Galizien" sono stati individualmente esaminati per ragioni di sicurezza prima di poter entrare in Canada. 58- Le accuse di crimini alla divisione "Galizien" non sono mai state corroborate da fatti, sia nel 1950 quando queste accuse furono sollevate per la prima volta, sia nel 1984 quando vennero rinnovate, o prima dell'istituzione di questa Commissione. 59- Inoltre, in assenza di prove di partecipazione o di semplice conoscenza di specifici crimini di guerra - la semplice appartenenza alla divisione "Galizien" è insufficiente per giustificare azioni giudiziarie. 60- Nessuna pratica di espulsione o di revoca della cittadinanza è stata mossa ai membri della divisione "Galizien" poiché le autorità canadesi erano pienamente a conoscenza dei fatti rilevanti nel 1950 e l'ingresso nel paese non è stato loro negato a causa di falso, frode o occultamento di circostanze materiali. 61- In ogni caso dei 217 ufficialidella divisione "Galizien" denunciati da Mr.Simon Wiesenthal al governo Canadese, 187 (vale a dire l'86 per cento) non ha mai messo piede in Canada, 11 sono morti in Canada, 2 si sono trasferiti in un altro Paese, nessun caso prima facie è stato istruito contro 16 e l'ultimo non poteva essere rintarcciato.[4]

Luoghi comuni e disinformazione[modifica | modifica sorgente]

Discutendo la questione del collaborazionismo con i tedeschi il Prof. Davies osservò: "Un gran numero di volontari delle Waffen-SS giunse dall'Europa occidentale. La nazione che fornì il più grande numero di divisioni fu l'Olanda [quattro divisioni]. C'erano due divisioni belghe, ci furono anche delle Waffen SS francesi. A mio parere è piuttosto sorprendente che l'Ucraina che è certo un paese ben più vasto [di Olanda e Belgio] abbia fornito solo una delle divisioni delle Waffen SS.... Però questo è spiegabile dalla scelta del partito tedesco in quanto i volontari furuono 80.000 di cui solo 14 vennero scelti per farne la divisione.[5]"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Logusz, M., Galicia Division: The Waffen-SS 14th Grenadier Division, 1943-1945, Altglen, Pennsylvania, Schiffer Military History, 1997.
  2. ^ History of the Great Patriotic War of the Soviet Union 1941-1945, Moscow, 1962, p. 590.
  3. ^ Aleksander Korman. "Nieukarane zbrodnie SS-Galizien z lat 1943-1945" - Londyn 1989.
  4. ^ 1st-Division of the UNA: Commission of Inquiry on War Crimes
  5. ^ (Andrew Gregorovich, Forum, No. 95, Spring, 1997, p. 34)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Caballero Jurado, Carlos. Breaking the Chains: 14 Waffen-Grenadier-Division der SS and Other Ukrainian Volunteer Formations, Eastern Front, 1941-45. Halifax, West Yorkshire: Shelf Books, 1998 ISBN 1-899765-02-6
  • Davies, W.J.K., German Army Handbook 1939-1945, Second U.S. Edition, New York, Arco Publishing, 1981. ISBN 0-668-04291-5.
  • Landwehr, Richard. Fighting for Freedom: The Ukrainian Volunteer Division of the Waffen-SS. 2nd edition. Silver Spring, Maryland: Bibliophile Legion Books, 1985 ISBN 0-918184-05-3
  • Littman, Sol. Pure Soldiers Or Sinister Legion: : the Ukrainian 14th Waffen-SS Galicia Division, Black Rose Books, ISBN 1-55164-218-2
  • Logusz, Michael O. Galicia Division: The Waffen-SS 14th Grenadier Division 1943-1945. Atglen, Pennsylvania: Schiffer Publishing, 1997 ISBN 0-7643-0081-4
  • Melnyk, Michal James, To Battle, The History and Formation of the 14th Waffen SS Grenadier Division, second updated edition 2007, Helion and Co, 2002. ISBN 978-1-874622-19-2.
  • Munoz, Antonio J., Forgotten Legions: Obscure Combat Formations of the Waffen-SS, Axis Europa, 1991. ISBN 0-7394-0817-8.
  • Quarrie, Bruce, Hitler's Samurai: The Waffen-SS in Action, Arco Pub. 161 pp., 1983. ISBN 0-668-05805-6.
  • Williamson, Gordon, Loyalty is my Honor, Motorbooks International. 192 pp., 1995. ISBN 0-7603-0012-7.
  • Wiktor Poliszczuk Bitter Truth, 403 pages, ISBN 0-9699444-9-7

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