6. Armee (Wehrmacht)

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6ª Armata
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Insegna della 6ª Armata
Descrizione generale
Attiva 10 ottobre 1939
2 febbraio 1943
Nazione bandiera Germania
Servizio Esercito tedesco
Tipo armata da campo
Battaglie/guerre Campagna di Francia
Fall Gelb
Fall Rot
Operazione Barbarossa
Battaglia di Kiev (1941)
Seconda battaglia di Char'kov
Operazione Blu
Operazione Fischreiher
Combattimenti nella città di Stalingrado
Battaglia di Stalingrado
Parte di
Comandanti
Comandanti degni di nota Walter von Reichenau
Friedrich Paulus

[senza fonte]

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La 6ª Armata della Wehrmacht (in tedesco 6. Armee) venne costituita durante la seconda guerra mondiale il 10 ottobre 1939 dalla riorganizzazione della 10. Armee che aveva combattuto in Polonia. Impegnata in combattimento sul fronte occidentale nel 1940 e sul fronte orientale nel 1941 al comando del generale Walter von Reichenau, si distinse in numerose battaglie.

Nel 1942 il comando venne assunto dal generale Friedrich Paulus e partecipò alla seconda offensiva tedesca in Unione Sovietica; essa avanzò fino a Stalingrado dove venne coinvolta in sanguinosi combattimenti nell'area cittadina. Il 23 novembre 1942 venne accerchiata a seguito della controffensiva sferrata dall'Armata Rossa e, dopo essersi battuta per oltre due mesi nella sacca, si arrese il 2 febbraio 1943.

La 6ª Armata venne ricostituita da Hitler nell'estate del 1943 e combatté ancora fino alla fine della guerra in Ucraina, Romania, Ungheria e Austria.

Indice

[modifica] Le operazioni ad occidente e sul fronte sovietico

Il generale Walter von Reichenau (alla sinistra di Hitler), primo comandante della 6ª Armata

Dall'ottobre del 1939 al 9 maggio 1940 la 6ª Armata fu dislocata sulla frontiera occidentale vicino alla zona di Kleve come forza difensiva e, dal 10 maggio al 19 giugno 1940, fu impiegata nelle campagne occidentali in Belgio, Olanda e Francia. Dal 26 giugno dello stesso anno fino al 15 aprile del 1941 fu assegnata lungo la linea di confine tra Francia e Germania e sul il litorale della Normandia, successivamente, il 21 aprile 1941, fu inviata in Galizia in preparazione all'Operazione Barbarossa.

Durante la prima offensiva estiva in Unione Sovietica la 6ª Armata operò sul fronte sud, inserita nel Heeresgruppe Süd al comando del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt; dislocata sul fronte nord dello schieramento del gruppo di armate, si distinse per la copertura difensiva sul suo fianco sinistro, al fine di controllare le formazioni sovietiche rimaste nella zona delle paludi del Pripjat', e per la conquista dell'Ucraina e della sua capitale Kiev. Nel dicembre del 1941 le condizioni climatiche proibitive, la difficoltà nel fare affluire i rifornimenti ed il contrattacco sovietico resero impossibile il prosieguo dell'avanzata tedesca; a causa di contrasti con Hitler sulla linea di condotta da tenere per l'inverno, il feldmaresciallo von Rundstedt fu destituito dal comando del Gruppo di armate sud ed il suo posto fu preso dal generale von Reichenau e, il 30 dicembre 1941, il comando della 6ª Armata fu affidato al generale Friedrich Paulus.

[modifica] Stalingrado

«  Conosco la valorosa 6ª Armata e il suo comandante in capo, e so che ciascuno farà il proprio dovere... »
( Adolf Hitler nel suo Ordine diretto all'armata accerchiata del 24 novembre 1942[1])
Soldati della 6ª Armata durante i combattimenti a Stalingrado

Nell'estate del 1942, forte di 18 divisioni, circa 270.000 uomini, 3.000 cannoni e 500 carri armati, fu impiegata durante la seconda offensiva estiva contro l'Unione Sovietica denominata in codice Operazione Blu, inserita, insieme alla 4ª Armata corazzata comandata dal generale Hermann Hoth, nel Gruppo d'armate B, al comando dal generale Maximilian von Weichs. La sua zona di operazioni fu nell'ansa del Don in direzione sud, lungo la direttrice del Volga con l'intento di impadronirsi dei pozzi petroliferi di Baku.

La fama della 6ª Armata è tristemente legata alla sconfitta tedesca nella battaglia di Stalingrado dove, accerchiata dopo il contrattacco sovietico del 19 novembre 1942 (Operazione Urano), ne fu impedito il ritiro e lo sganciamento su ordine di Hitler ed inutile si rivelò il tentativo di sfondamento della sacca da parte della 4ª armata corazzata durante l'Operazione Tempesta Invernale. Impossibilitata a ripiegare fu decimata e sconfitta, capitolando ufficialmente il 2 febbraio 1943.

Non si ha una stima esatta delle perdite ma si ritiene che dei 270.000 uomini appartenenti alla 6ª armata circa 90.000 furono catturati dai sovietici mentre solo 6.000 fecero ritorno in patria dopo il 1950.

[modifica] Ordine di battaglia (1942)[2]

Il Feldmaresciall Paulus, ultimo comandante della 6ª Armata, si arrende il 31 gennaio 1943

[modifica] Note

  1. ^ E. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, volume 4, p. 279.
  2. ^ A. Beevor Stalingrado, Rizzoli 1998; F. DeLannoy La bataille de Stalingrad, Ediitons Heimdal 1996.

[modifica] Bibliografia

  • Heinrich Gerlach, L'Armata tradita, Bur, 1957.
  • John Keegan, La seconda guerra mondiale, Rizzoli, 1989.
  • AA. VV., Ultime lettere da Stalingrado, Einaudi, 1971.
  • AA. VV., Il Terzo Reich, Volume: In marcia verso Stalingrado, Hobby&Work, 1993.
  • Maria Ferretti, La battaglia di Stalingrado, Giunti, 2001.
  • Anthony Beevor, Stalingrado, Rizzoli, 1998.
  • Eddy Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, DeAgostini 1971, 1971, Volume IV.
  • Samuel W. Mitcham Jr., German order of battle, Mechanicsburg, Stackpole Military History Series, vol. 3.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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