Erich von Manstein

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Erich von Manstein

Erich von Manstein (Berlino24 novembre 1887 – Monaco di Baviera9 giugno 1973) è stato un generale tedesco. Feldmaresciallo, condannato come criminale di guerra, è ritenuto uno dei più abili strateghi della seconda guerra mondiale.

Nato nel 1887, decimo figlio di una famiglia dell'aristocrazia prussiana, fu paggio presso la corte imperiale, dopo gli studi compiuti a Strasburgo (allora territorio tedesco), e poco dopo entrò nel corpo cadetti, dapprima a Plon e poi a Berlino; il 6 aprile 1906 entrò come alfiere (tedesco: Fahnenjünker) nel prestigioso 3° Reggimento della Guardia a piedi. Leutnant (sottotenente) nell'ottobre 1907, aiutante di battaglione nel luglio 1911, Oberleutnant (tenente) nel giugno del 1914, nell'agosto dello stesso anno, alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale venne trasferito al 2° Reggimento della Guardia a piedi, con il quale prese parte all'invasione del Belgio e alla Prima battaglia della Marna.

Gravemente ferito in novembre sul fronte orientale, venne successivamente destinato a incarichi di Stato maggiore, venendo assegnato, il 17 giugno 1915, a quello del Gruppo d'armate Gallwitz, operante in Polonia e Serbia. Il 19 agosto passò con lo stesso incarico a quello della 1a Armata sul fronte della Somme. Nel 1917 ritornò sul fronte orientale, come addetto alle operazioni della 4a Divisione di cavalleria in Curlandia, incarico poi ricoperto anche presso la 213a Divisione d'assalto sul fronte occidentale, presso la quale rimase fino al termine della guerra.

Al termine del conflitto trascorse due anni, dapprima presso lo Stato maggiore generale del Grenzschutz Ost (Comando territoriale della frontiera orientale), a Breslavia, quindi presso lo Stato maggiore del generale von Lossberg a Berlino e Kassel. Nel 1921 ricevette il primo comando, presso una compagnia del 5° Reggimento di fanteria, ad Angermunde, in Pomerania, incarico che lasciò nel 1923 per entrare negli stati maggiori del I, II, e IV Wehrkreis, prima di passare, nel 1929, nel reparto operazioni del Truppenamt e poco dopo del rinnovato Stato Maggiore generale della Reichswehr.
Nell'ottobre 1932, in qualità di Oberstleutnant (tenente colonnello), venne assegnato al comando del battaglione Jäger del 4° Reggimento di fanteria di stanza a Kolberg, che lasciò due anni dopo per assumere dapprima l'incarico di capo di Stato Maggiore del generale von Witzleben, presso il III Wehrkreis a Berlino, quindi quello di capo ufficio operazioni presso lo Stato Maggiore generale.

Promosso Generalmajor (generale di brigata) il 1° ottobre 1936, passò dopo pochi giorni alle dipendenze del generale Beck. Nel 1938 passò dapprima a comandare la 18a Divisione di fanteria, poi divenne capo di Stato Maggiore del generale von Leeb. Il 1° aprile 1939 venne promosso Generalleutnant (generale di divisione) assumendo quindi l'incarico di capo di Stato Maggiore del comandante in capo del settore orientale, Gerd von Rundstedt. Mantenne tale incarico per tutta la durata della Campagna di Polonia, per passare, il 23 ottobre 1939, sul fronte occidentale, sempre come capo di Stato Maggiore di von Rundstedt, assumendo poi il comando del 38° Corpo di fanteria durante la Campagna di Francia, fra il maggio e il giugno del 1940. Il piano finale per l'invasione della Francia (in sostituzione del pessimo "piano giallo" o "Fall Gelb", copia pressoché pedissequa del piano Schlieffen della prima guerra mondiale) venne dai lui ideato, mentre era ancora al servizio di von Rundstedt. Il piano, denominato "Sichelschnitt" (taglio della falce), portò alla caduta della Francia in circa un mese.

Ritenuto il maestro ineguagliato della guerra mobile tedesca, durante l'Operazione Barbarossa assunse il comando del 61° Panzerkorps, al comando del quale avanzò di 330 chilometri in soli quattro giorni, durante la campagna del Baltico e nelle battaglie di Dvinsk e del lago Ilmen, prima di puntare a sud verso la zona di Staraya Russa, Demyansk e Torzhok. Nel settembre del 1941 assunse il comando dell'11a Armata (facente parte del Gruppo d'armate Sud di von Rundstedt), con cui conquistò la Crimea. La conquista di Sebastopoli nel luglio 1942 gli valse il grado di Feldmaresciallo del Reich.

Sempre al comando dell'11a Armata viene trasferito a nord, nel settore di Leningrado, contribuendo, in settembre, all'annientamento della 2a Armata sovietica. In novembre assume il comando del Gruppo d'armate Don (in seguito rinominato Gruppo d'armate Sud) operante intorno a Stalingrado. Dopo la resa di Paulus, nel marzo 1943 von Manstein riuscì ad evitare il collasso del settore meridionale del fronte orientale, scatenando l'attacco tedesco intorno a Kharkov, ottenendo una vittoria schiacciante, ma un parziale successo nella strategia generale della guerra.

Teorico della guerra di movimento, cadde in disgrazia presso Hitler quando le operazioni militari sul fronte russo richiesero l'applicazione di quella che von Manstein definì una "difesa fluida" da opporre alla controffensiva dell'Armata Rossa. Dal marzo 1944 non prese più parte al conflitto trascorrendo gli ultimi anni di guerra nella riserva ufficiali.

Arresosi alle forze britanniche nel maggio del 1945, fu condannato a 18 anni di prigione da un tribunale militare britannico nell'agosto del 1949, scontandone soltanto quattro. Nel 1953 venne infatti rilasciato e, su richiesta del cancelliere Adenauer, a partire dal 1956 prestò servizio come consulente nell'organizzazione della Bundeswehr, ritirandosi infine a vita privata.

Morì a Monaco nel 1973.

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