Walter von Reichenau

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Walter von Reichenau

Walter von Reichenau (Karlsruhe, 16 agosto 1884Poltawa, 17 gennaio 1942) è stato un generale (feldmaresciallo) tedesco durante la Seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un generale prussiano, Reichenau entrò in servizio nel 1903. Prese parte alla Prima guerra mondiale, servendo sul fronte occidentale e meritandosi la Croce di Ferro. Nel 1918 fu promosso capitano. Dopo la fine della guerra, Reichenau rimase nelle file dell'esercito.

Nel 1931(...) Reichenau si conquistò ben presto fama di arrivista senza scrupoli, smanioso di scalare rapidamente le gerarchie dell'esercito e di conquistare sempre maggiore potere, cosa che gli attirò le antipatie degli altri generali. Nel 1932 un suo zio, ardente nazista, lo presentò a Hitler; conquistato dalla personalità del Führer, Reichenau fu tra i primi esponenti dell'esercito ad abbracciare l'ideologia nazionalsocialista. Quando nel 1933 i nazisti salirono al potere e Werner von Blomberg divenne ministro della guerra, Reichenau fu nominato capo dell'Ufficio Ministeriale, agendo di fatto come ufficiale di collegamento tra i vertici della Reichswehr e le autorità naziste. Nella sua qualità di punto di riferimento privilegiato dei nazisti presso le alte sfere dell'esercito, Reichenau nel 1934 per conto del suo superiore Werner von Blomberg fece senz'altro pressioni presso Hermann Göring ed Heinrich Himmler affinché si procedesse alla repressione delle SA[senza fonte] e all'epurazione dei suoi principali esponenti, in primis Ernst Röhm, condizione considerata indispensabile per assicurare al governo nazista l'appoggio dell'esercito.

Nel 1935 fu promosso tenente generale e comandante delle truppe di stanza a Monaco, e quando nel 1938 lo stesso Blomberg fu tolto di mezzo nell'ambito dell'opera di nazificazione dei vertici delle forze armate voluta da Hitler, Reichenau fu candidato a succedergli quale comandante in capo dell'esercito. Ma gli altri generali, più diffidenti nei confronti dei nazisti e ostili al "candidato di Hitler" - Gerd von Rundstedt e Franz Halder in prima linea -, fecero fronte unico perché la carica andasse invece al generale Walther von Brauchitsch il quale, benché iscritto allo NSDAP, sembrava maggiormente in grado di salvaguardare gli interessi dell'antica casta militare prussiana nei rapporti con il potere politico.

Nella campagna polacca fu al comando della 10. Armata facente parte del Gruppo d'armate Sud posto sotto il comando del Feldmaresciallo Gerd von Rundstedt, che comprendeva la maggior parte dei reparti corazzati: fu protagonista dell'offensiva su Varsavia che sfondò le linee polacche disperdendo l'esercito polacco in poche sacche di resistenza.

Durante la Campagna di Francia comandò la 6ª Armata del Gruppo d'armate B posto sotto il comando del Generale Fedor von Bock e in seguito alla vittoria il 19 luglio 1940 fu creato Feldmaresciallo.

Walter von Reichenau in Ucraina, 1941

Nel 1941, sempre al comando della 6. Armata, prese parte alla campagna di Russia, nuovamente sotto von Rundstedt nel Gruppo d'armate Sud: l'obiettivo dichiarato di quella spedizione era la conquista dell'Ucraina, del bacino del Don e soprattutto dei pozzi petroliferi del Caucaso, in modo da privare la Russia sovietica dei suoi rifornimenti di oli minerali. La 6. Armata di Reichenau si distinse in questa campagna forzando il passaggio sul fiume Bug. A causa del sopraggiungere dell'inverno e delle difficoltà conseguenti alla progressiva sottrazione di forze che, in base ai nuovi ordini, dovevano divergere verso Mosca, il Gruppo d'Armate di von Rundstedt non poté raggiungere completamente gli obiettivi che si era prefissato. Per questo il Feldmaresciallo chiese a Hitler l'autorizzazione di far ripiegare le truppe per attestare il fronte più indietro. Hitler si rifiutò di concedere l'autorizzazione, esigendo che le truppe continuassero ad avanzare. Rundstedt non si sentì di obbedire a quest'ordine, e chiese di essere sostituito. Hitler allora nominò proprio Reichenau al suo posto. Ma anche il nuovo comandante, benché fedelissimo di Hitler, in sole ventiquattro ore dovette constatare l'impossibilità per le truppe di proseguire oltre, comunicando a Hitler: "i russi stanno penetrando nel fronte tedesco presidiato da forze troppo diluite e assolutamente inadeguate al loro compito. Se vogliamo evitare una catastrofe, dobbiamo raccorciare il fronte, cioè spostarlo indietro, dietro il Mius. Non c'è altra soluzione, mio Führer!" Hitler, dopo aver destituito von Rundstedt appena il giorno precedente, questa volta dovette cedere e autorizzare il ripiegamento.

Reichenau si dimostrò uno dei più fedeli e spietati esecutori sul campo degli ordini di Hitler, volti alla condotta di una guerra selvaggia. Collaborò volentieri con i reparti delle SS che seguivano le truppe con il compito di condurre le pulizie etniche nei territori occupati, e arrivò ad incoraggiare i suoi stessi soldati a commettere atrocità contro gli ebrei e gli slavi (da lui definiti subumani). Il 10 ottobre 1941 Reichenau emanò ordini per "il completo annientamento della falsa dottrina bolscevica dello Stato sovietico e delle sue forze armate e per lo spietato sterminio del perfido e crudele straniero". Per questa sua "devozione alla causa", al momento di silurare Walther von Brauchitsch in seguito ai primi rovesci della campagna di Russia (dicembre 1941), Hitler tentò ancora una volta di affidargli il comando supremo dell'Esercito, ma di fronte al veto impostogli dai comandanti delle truppe al fronte (che sottolinearono come Reichenau fosse a loro avviso "troppo politico"), non poté far altro che assumere egli stesso la carica.

Durante la sua permanenza bellica in Russia, in una mattina di gennaio del 1942 con una temperatura di circa 20 gradi sotto zero, Reichenau decise di uscire a fare jogging come era solito fare. Nonostante il medico del campo lo avesse sconsigliato, il generale imperterrito fece una lunga corsa e al rientro comunicò di sentirsi poco bene. In seguito fu colpito da un colpo apoplettico che costrinse i medici del campo a farlo ricoverare urgentemente in Germania. Morì durante il trasporto schiantandosi con il suo aereo. Il suo posto fu preso da Fedor von Bock.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine Reale di Hohenzollern - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Reale di Hohenzollern
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Croce di Ferro

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corelli Barnett (a cura di), I Generali di Hitler, Rizzoli, Milano, 1991, ISBN 88-17-33262-3

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