Albert Kesselring
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Albert Kesselring (Bayreuth, 30 Novembre 1885 – Bad Nauheim, 16 luglio 1960) è stato un generale tedesco con il grado di feldmaresciallo, comandò le forze aeree della Luftwaffe nel corso dell'invasione della Polonia, della battaglia di Francia, nella battaglia d'Inghilterra e nel corso dell'Operazione Barbarossa. Come comandante in capo dello scacchiere Sud ebbe il totale comando delle Operazioni sul fronte del Mediterraneo, che includevano anche le operazioni della Campagna del Nord Africa. Più tardi condusse una efficace guerra difensiva contro gli Alleati durante la guerra in Italia. Verso la fine della guerra comandò le forze germaniche sul fronte occidentale. Dopo la guerra fu accusato dagli Alleati di crimini di guerra e condannato a morte, sentenza che fu commutata in ergastolo. Fu comunque rilasciato nel 1952 senza aver mai rinnegato la sua lealtà a Hitler.[1] Pubblicò in seguito le sue memorie intitolate Soldat Bis Zum Letzten Tag (Soldato sino all'ultimo giorno).
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[modifica] Primi anni
Albert Kesselring nacque a Marktsteft, in Baviera il 30 Novembre 1885,[2] figlio di un insegnante, Karl Kesselring e sua moglie Rosa.[3]
Nel 1904 si arruolò nell'esercito imperiale tedesco come ufficiale cadetto (fahnenjunker) nel 2° Reggimento Bavarese di Artiglieria. Di base a Metz, questo Reggimento fu responsabile dei presidi della zona. Rimase inquadrato in questo reggimento fino al 1915, fatta eccezione per il periodo in cui frequentò l'Accademia Militare dal 1905 al 1906, alla conclusione del quale ricevette i gradi di tenente, e la Scuola di Artiglieria dal 1909 al 1910.[4] Sposò Luise Anna Pauline Keyssler nel 1910. La coppia adottò Ranier, figlio di suo cugino Kurt Kesselring nel 1913.[5]
[modifica] La Grande Guerra
Dopo lo scoppio della Grande Guerra nel 1915 Kesselring fu trasferito al 1° Reggimento bavarese di artiglieria, che era inglobato nella sesta armata tedesca. Nel 1916 fu nuovamente trasferito al 3° Reggimento bavarese di artiglieria. Nel 1917, fu destinato al staff di comando sul Fronte Orientale della 1 Divisione Bavarese. Nel 1918, ritornò al Fronte Occidentale come membro dello staff di comando della II e III Bavarian Corps.[6] Durante la prima guerra mondiale fu spostato nel Servizio Aereo dell'esercito Tedesco dove instaurò uno stretto rapporto di amicizia con Hermann Göring. Si racconta che durante il periodo bellico Kesselring fumò frequentemente circa 20 sigari al giorno. Smise però di fumare nel 1925.[7]
[modifica] Tra le due guerre
Alla fine della guerra, Kesselring fu coinvolto nella smobilitazione della III Bavarian Corps nella zona di Nuremberg, in seguito fu spiccato un mandato di arresto per la sua presunta partecipazione in un putsch contro il comando della III Bavarian Corps.[8]
Dal 1919 al 1922, prestò servizio al comando di una batteria di artiglieria. L'1 Ottobre 1922 fu reclutato dal Reichswehr (Ministero della Difesa) e fu impiegato dal dipartimento d'addestramento militare presso il Ministero della Difesa in Berlino. Rimase al suo posto fino al 1929, quando ritornò in Baviera in qualità di comandante dell'esercito del Wehrkreis VII.[3] A quel tempo presso la Reichswehr, Kesselring fu impiegato nell'organizzazione dell'esercito, con il compito di creare il miglior Esercito possibile con le limitate risorse disponibili. Fu coinvolto nella riorganizzazione del Dipartimento di Artiglieria, gettando le basi per lo sviluppo della ricerca e dello sviluppo che avrebbe prodotto nuove armi. Kesselring passò due anni a Dresda come tenente colonnello con il 4° Reggimento Artiglieria.[9]
Contro i suoi desideri, Kesselring fu dimesso dall'esercito il 1° ottobre 1933 e divenne capo del dipartimento amministrativo presso il Reich Commissariat per l'aviazione (Reichskommissariat für die Luftfahrt), l'antesignano del Reich Air Ministry. Come capo dell'amministrazione, dovette crearsi un nuovo staff. Fu inoltre coinvolto nella ricostruzione dell' industria aereonautica e nella costruzione di fabbriche segrete, forgiando alleanze con industriali e ingegneri aereonautici.[10]
All'età di 48 anni, imparò a volare. Kesselring riteneva che una conoscenza di prima mano di tutti gli aspetti dell'aviazione fosse cruciale per poter essere in grado di comandare degli aviatori, nonostante fosse ben consapevole che gli ultimi arrivati come lui stesso non erano apprezzati dai vecchi pionieri o dai giovani aviatori.[11] Si abilitò nel pilotare vari aerei sia singoli e sia plurimotorizzati e continuò a volare tre o quattro giorni alla settimana fino al 1945.
In seguito alla morte di Walther Wever in un incidente aereo, Kesselring divenne Capo dello staff della Luftwaffe il 3 giugno 1936. Come capo dello Staff, Kesselring diresse l'espansione della Luftwaffe, l'acquisto di nuovi tipi di velivoli come il Bf 109 e il Ju 87, e lo sviluppo del paracadute. La sua principale mansione fu il supporto alla Legione Condor nella Guerra civile spagnola. Comunque, il suo servizio fu rovinato dai conflitti personali e professionali con il suo superiore, il generale Erhard Milch, e Kesselring chiese di essere esonerato.[12]
Tra le due guerre Kesselring rimase nelle forze armate e fu promosso a maggiore nel 1932. In seguito entrò a far parte della neonata Luftwaffe sotto il comando di Erhard Milch dove, nel 1936, divenne Capo di Stato Maggiore.
Il comandante della Luftwaffe, Hermann Göring, acconsentì e Kesselring divenne il comandante del III Distretto Aereo di base a Dresda. Il 1° ottobre 1938, fu promosso General der Flieger e divenne comandante della Luftflotte 1, di base a Berlino.[13]
[modifica] La seconda guerra mondiale
[modifica] Polonia
| Per approfondire, vedi la voce Invasione della Polonia. |
Nel corso dell'Invasione della Polonia, la Luftflotte 1 di Kesselring operò in supporto al Gruppo Armate Nord, comandate dal colonnello-generale Fedor von Bock. Nonostante non fosse sotto il comando di von Bock, Kesselring lavorò esclusivamente con lui, e si considererò sempre ai suoi ordini relative alla guerra sul suolo. Kesselring si sforzo di provvedere al meglio possibile a supportare l'esercito al suolo, e sfrutto la flessibilità della potenza aerea per concentrarla su ogni possibile punto critico dello schieramento tedesco, come accaddè nella Battaglia della Bzura. Cercò inoltre di tagliare le comunicazioni dell'esercito polacco attraverso attacchi aerei su Varsavia.[14]
Kesselring stesso fu abbattuto in Polonia dall'Aviazione polacca. In tutto fu abbattuto cinque volte nel corso della seconda guerra mondiale.[15] Per il ruolo svolto nella campagna di Polonia, Kesselring fu decorato con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro da Adolf Hitler.[14]
[modifica] Europa Occidentale
| Per approfondire, vedi la voce Campagna di Francia. |
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Dunkerque. |
La Luftflotte 1 di Kesselring non fu impiegata nalla preparazione della campagna sul Fronte occidentale rimanendo di presido all'Est, stabilendo una nuova base e creando la Air Raid Precautions un network nella Polonia occupata. Comunque, dopo che un aereo fu costretto ad un atterraggio di emergenza in Belgio con copie dei piani di invasione tedeschi il Generalfeldmarschall Hermann Göring rilevò dal comando della [[Luftflotte 2]], il General der Flieger Hellmuth Felmy, e nominò Kesselring al suo posto. Kesselring volò nel suo nuovo quartier generale a Münster già il 13 gennaio 1940. Kesselring portò con se il suo capo staff, Generalmajor Wilhelm Speidel, con se.[16]
Arrivato in Occidente, Kesselring trovò la Luftflotte 2 che operante in supporto al Gruppo d'armate B di von Bock. Mentre le iniziali operazioni contro l'Olanda seguivano i piani, e i caccia e bombardieri di Kesselring ottennero la vittoria contro la esigua aviazione olandese Dutch air force, i paracadutisti piombarono sulle indebolite linee nemiche. Il 14 Maggio 1940, in risposta ad una richieta di assistenza dal General der Flieger Kurt Student, Kesselring ordinò il bombardamento a tappeto del centro di Rotterdam, lasciando circa 80000 persone senza casa. Come risultato del bombardamento, che mirava ad abbattere la resistenza della città, i britannici abbandonarono immediatamente la politica che avevano inizialmente addottato che limitava i bombardamenti solo sugli obbiettivi militari.
Dopo la resa dell'Olanda, la Luftflotte 2 tentò di muovere in avanti verso i nuovi campi d'aviazione in Belgio mentre intanto supportava il rapido movimento delle truppe di terra. La decisione di Hitler di fermare le panzertruppen lasciò l'onere di fermare gli Alleati durante l'Evacuazione di Dunkerque agli aviatori di Kesselring, che erano però ostacolati dal cattivo tempo e dall'opposizione dalla britannica Royal Air Force (RAF).[17] Per il suo ruolo nella campagna occidentale, Kesselring fu promosso Feldmaresciallo il 19 luglio 1940.[18]
[modifica] Battaglia d'Inghilterra
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia d'Inghilterra. |
Dopo la Campagna di Francia, la Luftflotte 2 di Kesselring fu impiegata nella Battaglia d'Inghilterra. La Luftflotte 2 fu inizialmente impiegata nei bombardamenti dell'Inghilterra sudorientale e l'area di Londra, ma come la battaglia progredì, la responsabilità di comando fu divisa con la Luftflotte 3, comandata dal Generalfeldmarschall Hugo Sperrle che si occupò delle operazioni notturne Blitz, mentre le principali operazioni diurne furono ancora effettuate dalla Luftflotte 2. Albert Kesselring si occupò della pianificazione di numerosi raid, incluso il Coventry Blitz del Novembre 1940.[19] I piloti di Kesselring riportarono numerose vittorie, ma fallirono nel tentativo di ottenere una vittoria decisiva. Nonostante tutto, la Luftwaffesfruttò la flessibilità della potenza aerea per colpire diversi obbiettivi.[20]
[modifica] L'invasione dell'Unione Sovietica
| Per approfondire, vedi la voce Operazione Barbarossa. |
Benchè destinata per le operazioni nell'est, la Luftflotte 2 rimase all'ovest fino al maggio 1941, in parte perchè le nuove basi in Polonia non avrebbero potuto essere pronte per l'1 giugno, data dell'attacco, nonostante che gli aviatori fossero già pronti per Operazione Barbarossa il 22 giugno 1941.[21] Kesselring stabilì il suo nuovo quartier generale a Bielany, un sobborgo diVarsavia.[22]
La Luftflotte 2 operò in supporto il Gruppo d'armate Centro del generale Fedor von Bock, mantenendo la stretta relazione tra i due comandi. La missione di Kesselring era di ottenere la supremazia aerea e se possibile il dominio dei cieli, nei limiti del possibile proteggere le operazioni a terra.[23] Per questo compito ebbe a disposizione circa 1000 velivoli, circa un terzo della forza totale della Luftwaffe'.[24] L'attacco tedesco permise di distruggere gran parte delle forze aeree sovietiche della Soviet Air Force al suolo. Una tattica sbagliata inviò senza scorta bombardieri contro la Germania a intervalli regolari in formazioni tattiche errate cagionandone spesso gli abbattimenti. Kesselring ricordò che nella prima settimana di combattimenti la Luftflotte 2 aveva abbattuto circa 2500 velivoli sovietici sia in aria, sia in terra. Spesso Göring ritenne queste cifre difficili da credere e ordinò di svolgere verifiche. In seguito all'avanzata delle truppe queste cifre oltre ad essere confermate direttamente dai ritrovamenti al suolo risultarono addirittura contenute.[25] In quei giorni, Kesselring spesso volo da solo sul fronte sul suo Focke-Wulf Fw 189.[26]
Ottenuta la supremazia aerea, la Luftflotte 2 fu impiegata nella protezione delle operazioni a terra, in particolare nella protezione delle linee avanzate, senza la quale la rapida avanzata forse non sarebbe stata possibile. Ogni volta il nemico minacciò contrattacchi, Kesselring gli scatenò contro tutte le sue forze.[27] Persuaso che l'esercito affiancato dalla Luftflotte 2 avrebbe dovuto concentrare le forze sui punti critici prese tempo con le unità che erano troppo inclini a richiedere il supporto aereo.[28] Kesselring si sforzò per crearte una cooperazione tra l'esercito e l'aviazione con nuove tattiche e l'impegno del colonnello Martin Fiebig.[29] Il 26 luglio, Kesselring comunicò la distruzione di 165 tank, 2136 veicoli e 194 pezzi di artiglieria.[30]
Alla fine del 1941, la Luftflotte 2 partecipò alla [[Operatione Typhoon]] sulla città di Mosca. I Raid su Mosca si rivelarono pericolosi, avendo la città a disposizione efficienti campi di aviazione e una tenace controaerea simile a quella incontrata nei cieli della Gran Bretagna.[31] Il cattivo tempo che ostacolò le operazioni a terra, dall'ottobre ostacolò anche quelle in aria sempre più spesso. Ciononostante, la Luftflotte 2 continuò a volare anche se i cieli erano difficoltosi per svolgere le missioni assegnate.[32]
[modifica] Operazioni sul Mediterraneo
Nel novembre 1941, Kesselring fu nominato Comandante in capo dello scacchiere Sud e fu trasferito in Italia con il suo staff della Luftflotte 2. Solo nel gennaio 1943 costituì il suo quartier generale all'interno di un teatro e creò uno staff separato per controllare la Luftflotte 2.[33] Come teatro di comando, ebbe la responsabilità diretta sulla Wehrmacht e comandando le forze terrestri, navali ed aeree, ma questo ebbe poca importanza in quanto la maggior parte delle unità tedesche erano sotto il comando operativo italiano. Nell'ottobre 1942, Kesselring ebbe il comando diretto di tutte le forze tedesche presenti in quel teatro di guerra, fatta eccezione per quelle sotto il comando della Afrika Korps del Generaloberst Erwin Rommel in Nord Africa, e del General der Infantrie Enno von Rintelen, l'ufficiale di collegamento con il Commando Supremo. Sotto il comando di Kesselring erano altresì incluse le truppe di stanza in Grecia e nei Balcani fino a1 1 gennaio 1943, quando il Generaloberst Löhr ebbe la responsabilità della Wehrmacht nell'area sud orientale.
Kesselring si ingegnò per organizzare e proteggere i convogli nella zona del Mediterraneo pur di far giungere all'armata italo-tedesca le risorse di cui necessitava. Ebbe successo nel creare una locale superiorità aerea neutralizzando momentaneamente la base inglese di Malta. Con vari espedienti, Kesselring riuscì a garantire un notevole incremento del flusso di rifornimenti vitali per l'Afrika Korps nella Libia italiana.[34] Con le sue unità militari nuovamente rinforzate, Rommel preparò un nuovo attacco contro le posizioni britanniche presso Gazala, mentre Kesselring preparò un piano d'attacco su Malta utilizzando Brigata paracadutisti "Folgore" e la Brigata paracadutisti Ramcke (Operazione Herkules) ma dovette fermarlo in seguito alla richiesta di Hitler che voleva rivolgere tutti gli sforzi della Luftwaffe sul Fronte Orientale.[35]
[modifica] Campagna del Nord Africa
| Per approfondire, vedi la voce Campagna del Nord Africa. |
In previsione della Battaglia di Gazala, Rommel divise in due il suo comando, assumendo il comando personale delle unità mobili mentre la fanteria italiana del X° e XI° Armata fu assunto dal generale Ludwig Crüwell. Questo comando terminò il 29 Maggio 1942 quando Crüwell fu preso prigioniero. Non avendo subito a disposizione un valido comandante con sufficiente anzianità, Kesselring assunse personalmente il comando del Gruppo Crüwell. Volando a bordo del suo Fieseler Fi 156 verso un incontro, Kesselring fu colpito dalle forze nemiche a cavallo delle linee di comunicazione di Rommel.
Kesselring attribuì il fallimento dell'iniziale assalto di fanteria contro Bir Hakeim a un imperfetto coordinamento tra le truppe a terra e l'aviazione ma fu maggiormente impressionato dai risultati ottenuti nell'attacco a Tobruk, per il quale Kesselring aveva richiesto un numero addizionale di velivoli dalla Grecia e da Creta.[36] In previsione di una vittoria a Tobruk, Rommel persuase Hitler ad autorizzare un attacco in Egitto al posto di Malta, nonostante le obiezioni di Kesselring.[37] Le brigate paracadutisti preparate per l'operazione su Malta furono inviate a Rommel.[38] Things went well at first but, come Kesselring aveva giustamente segnalato, le difficoltà logistiche aumentarono e il risultato fu la disastrosa prima battaglia di El Alamein, la battaglia di Alam Halfa e la seconda battaglia di El Alamein.[39]
Kesselring considerava Rommel un grande generale che conduceva egreggiamente le truppe nella guerra di movimento, ma lo riteneva troppo bizzarro e incostante per gli alti livelli di comando. Secondo Kesselring, il crollo nervoso di Rommel e il successivo ricovero in ospedale per depressione alla fine della campagna del Nord Africa confermarono le sue opinioni.[40]
[modifica] Campagna di Tunisia
| Per approfondire, vedi la voce Campagna di Tunisia. |
L'invasione Alleata del Nord Africa Francese creò una grave crisi in seno al comando di Kesselring. Egli ordinò a Walther Nehring, un precedente comandante dell'Afrika Korps, che era ritornato in azione dopo il ricovero in ospedale per le ferite ricevute nella battaglia di Alam Halfa, di recarsi in Tunisia per prendere il comando della nuova armata (XC Corps). Kesselring ordinò a Nehring di stabilire una testa di ponte in Tunisia e quindi di premere ad occidente in modo da garantire maggiore libertà di manovra.[41] A dicembre, il comandante Alleato, generale Dwight D. Eisenhower fu obbligato ad ammettere che Kesselring aveva vinto la corsa; la fase finale dell'Operazione Torch fallì e le truppe dell'Asse riuscirono ad evacuare la Tunisia dopo prolungati combattimenti.[42]
Con questa iniziativa che salvava le armate tedesca ed italiana dall'isolamento, Kesselring sperò di poter poi in futuro lanciare una offensiva che avrebbe dovuto ricacciare gli Alleati fuori dal Nord Africa. Nella Battaglia di Passo Kasserine le sue forze sconfissero le forze Alleate ma alla fine la resistenza Alleata ed rrori del comando tedesco esaurirono l'offensiva.[43] Kesselring quindi concentrò i sostegni alle sue forze muovendo le navi mercantili cariche di rifornimenti dalla Sicilia, ma i suoi sforzi furono funestati dall'aviazione alleata e dai sottomarini. Una nuova offensiva Alleata in aprile sbloccò la situazione portando al collasso le truppe italo-tedesche in Tunisia. Circa 275000 tedeschi e italiani furono presi prigionieri. Solo la Battaglia di Stalingrado oscurò questa sconfitta. In definitiva, Kesselring riuscì a bloccare le truppe Alleate in Tunisia per sei mesi, obbligandoli a posticipare l'invasione della Normandia dall'estate 1943 all'estate 1944.[44]
[modifica] Campagna d'Italia
[modifica] Sicilia
| Per approfondire, vedi la voce Invasione Alleata della Sicilia. |
Kesselring, aspettandosi una prossima Invasione Alleata della Sicilia, sapeva che lo sbarco sarebbe stato protetto dalle basi Alleate in Tunisia e a Malta.[45] Pertanto Kesselring rinforzò l'area con 6 battaglioni costieri, sei divisioni mobili italiane e con due divisioni mobili tedesche, la 15th Panzergrenadier Division e la Hermann Göring Panzer Division, entrambe ricostruite dopo essere state distrutte in Tunisia.[46]
Kesselring era ben consapevole che mentre le sue forze erano abbastanza forti da bloccare un attacco Alleato non erano invece sufficienti a fermare un'invasione su larga scala. Egli conseguentemente puntò la sua speranza di respingere l'Invasione Alleata con un contrattacco immediato. Nonostante le sue truppe diedero agli americani "filo da torcere" e la Luftwaffe affondò la nave Liberty carica di munizioni, il contrattacco per distruggere le teste di ponte americane fallì.[47]
Kesselring stesso volò in Sicilia il 12 luglio per sorvegliare la situazione, lì, verificata che la situazione era ormai compromessa e che ulteriori azioni sarebbero state inutili, decise di evacuare l'isola.[48] Ciononostante, Kesselring manovrò in modo da ritardare per un altro mese le operazioni Alleate in Sicilia. In definitiva, l'evacuazione della Sicilia fu forse una delle più brillanti operazioni belliche svoltasi nella campagna d'Italia. Nonostante la supremazia Alleata sia in terra che in mare che nell'aria, Kesselring fu capace di evacuare non solo 40000 soldati, ma anche 96605 veicoli, 94 cannoni, 47 carri armati, 1100 tonnellate di munizioni, 970 tonnellate di benzina e 15000 tonnellate di scorte. Riuscì a fare ciò perchè sviluppò un perfetto coordinamento tra i tre servizi sotto il suo comando mentre il suo avversario, Eisenhower non vi riuscì.[49]
[modifica] Penisola italiana
| Per approfondire, vedi la voce Campagna d'Italia (seconda guerra mondiale). |
Con la caduta della Sicilia, OKW iniziò a temere che l'Italia si sarebbe tirata fuori dalla guerra ma Kesselring continuò a confidare nella lealtà degli italiani.[50] Wehrmacht riteneva che Kesselring e von Rintelen (che parlava fluentemente italiano) che fossero troppo filo italiani e cominciarono a bypassarli, inviando Student a Roma, dove alla sua I Parachute Corps era stato ordinata della Wehrmacht di occupare la capitale in caso di resa italiana, e a Rommel il Nord Italia[51]. Benito Mussolini fu' destituito il 25 Luglio 1943, e l'Italia uscì dal conflitto l'8 settembre 1943. Mussolini fu liberato dai tedeschi nell'"Operazione Oak", un raid studiato da Kurt Student e portato a termine dall'Obersturmbannführer Otto Skorzeny il 12 Settembre 1943. I dettagli dell'operazione furono di proposito, tenuti all'oscuro di Kesselring. "Kesselring è troppo onesto per quei traditori nati laggiù" fu il giudizio di Hitler[52]. L'Italia a questo punto divenne effettivamente una nazione occupata.
A Kesselring fu ordinato di abbandonare il Sud Italia e di consolidare le sue forze con il Gruppo d'armate B di Rommel nel Nord Italia, dove lo stesso Rommel avrebbe assunto il pieno comando. Kesselring fu contrariato. Questo avrebbe comportato l'esporre il Sud della Germania ai bombardieri operanti dall'Italia e il rischio che gli Alleati irrompessero nella valle del Po; mentre era certo che Roma avrebbe potuto essere tenuta fino all'estate 1944, basando il suo giudizio sul fatto che gli americani non avrebbero condotto operazioni al di fuori del loro raggio di azione, e che avrebbero al limite raggiunto l'area intorno a Salerno. Kesselring rassegnò le sue dimissioni il 14 Agosto 1943 ma Hitler rifiutò di accettarle.[53]
Benchè fosse momentaneamente "dimissionario"[54], Kesselring intendeva combattere. Nel corso dello sbarco di Salerno, insieme alla Tenth Army del Generaloberst Heinrich von Vietinghoff. Ancora una volta le sue forze diedero agli Alleati "filo da torcere". Le sue truppe fallirono nel tentativo di ricacciare in mare il nemico solo perchè queste ottennero il decisivo supporto dall'artiglieria navale, ma ottennero il tempo di capire quale fosse il loro reale obiettivo. Kesselring, in contrasto agli ordini ricevuti, preparò una serie di successive linee difesa come la Linea del Volturno, la Linea Barbara e la Linea Bernhardt. Solo nel Novembre 1943, dopo molti combattimenti, gli Alleati riuscirono ad occupare la principale Linea Gustav. Secondo le sue memorie, Kesselring ritiene che molto di più si sarebbe potuto fare se avesse avuto accesso alle truppe rimaste "inutilizzate" sotto il comando di Rommel.[55]
Il 25 ottobre 1943, fu seriamente ferito in un incidente stradale e il suo posto in Italia fu preso momentaneamente dal generale Heinrich von Vietinghoff. Nel Novembre 1943, Kesselring ebbe un incontro con Hitler. Kesselring diede un giudizio positivo sulla situazione in Italia e diede rassicurazioni sul fatto che avrebbe potuto tenere gli Alleati a sud di Roma sulla Linea Gustav. Kesselring fece una promessa aggiuntiva ovvero che avrebbe impedito agli Alleati di raggiungere gli Appennini per almeno sei mesi. Come risultato, il 6 Novembre 1943, Hitler ordinò a Rommel e al suo Gruppo d'armate B di portarsi in Francia sul Fronte occidentale per prendere l'incarico di approntare il Vallo Atlantico e prepararsi in vista dell'attacco Alleato che si aspettava per la primavera 1944. Il 21 Novembre 1943, Kesselring riassunse il comando di tutte le forze tedesche in Italia.[56]
Notevole contributo al rallentamento delle operazione alleata in Italia fu dato dall'audace raid aereo del 2 dicembre 1943 che si risolse nel Disastro di Bari inferto ai danni della flotta anglo-americana all'ancora nel porto barese.
"Io ho sempre biasimato Kesselring," spiegò più tardi Hitler, "per vedere le cose sempre in maniera troppo ottimistica... gli eventi hanno dimostrato che Rommel sbagliava, e io sono stato giustificato della mia decisione di lasciare il Feld Maresciallo Kesselring là, chiunque lo avrebbe visto un incredibile idealista, ma anche un militare ottimista, ed è mia opinione che un leader militare senza ottimismo non possa esistere."[57]
[modifica] Cassino e Anzio
| Per approfondire, vedi la voce battaglia di Monte Cassino. |
Gli Alleati irruppero attraverso la linea Gustav e nella battaglia di Monte Cassino incontrarono un momentaneo successo, con la X Armata britannica irruppero attraverso la linea tenuta dalla 94 Infantry Division e misero in pericolo l'intera Tenth Army. Allo stesso tempo, Kesselring ricevette l'allarme per un imminente attacco anfibio. Kesselring recuperò rapidamente, la 29th e la 90th Panzergrenadier Division da destinare al fronte di Cassino. Queste riuscirono a stabilizzare le posizioni tedesche ma lasciarono Roma poco presidiata. Kesselring sentì comprese che he had been out-generalled quando gli Alleati sbarcarono ad Anzio.[58]
Sebbene preso di sorpresa, Kesselring mosse rapidamente le proprie truppe per riguadagnare il controllo della situazione, chiamando la Fourteenth Army del Generaloberst Eberhard von Mackensen dal Nord Italia, la 29 e la 90 Panzergrenadier Divisions dal fronte di Cassino, e la 26 Panzer Division dalla Tenth Army. La Wehrmacht si procurò alcune altre divisioni da altri teatri bellici. A partire da febbraio, Kesselring riprese l'iniziativa ad Anzio ma le sue forze non riuscirono a distruggere le teste di ponte Alleate; per questo Kesselring biasimò molto von Mackensen per errori evitabili.[59]
L'11 Maggio 1944 il Generale Sir Harold Alexander lanciò l'Operazione Diadem, che infranse la linea Gustav e obbligò la Tenth Army a ritirarsi. Nell'azione, una breccia fu aperta tra la Tenth e la Fourteenth Armies, che minacciò entrambe di accerchiamento. A causa di questa sconfitta, Kesselring rilevò von Mackensen dal suo comando, rimpiazzandolo con il General der Panzertruppe Joachim Lemelsen. Fortunatamente per Kesselring, il Generale Mark Wayne Clark, ossessionato dalla conquista di Roma, fallì nel non sfruttare il vantaggio della situazione e la Tenth Army riuscì a raggiungere la successiva linea difensiva, la linea del Trasimeno, dove riuscì a ricollegarsi con la Fourteenth army e raggiunsero combattendo la formidabile linea Gotica a nord di Firenze. Là, Kesselring riuscì a fermare l'avanzata Alleata.[60]
Un incidente accaduto lungo la linea Gotica coinvolse lo stesso Kesselring. Il 25 Ottobre 1944, la sua vettura fu colpita su di un lato da un pezzo di artiglieria. Kesselring fu ferito seriamente alla testa e al viso e gli impedì di ritornare al comando fino al gennaio 1945.[61]
[modifica] Europa Centrale
Una volta rimessosi dall'incidente automobilistico, Kesselring prese il posto del Generalfeldmarschall Gerd von Rundstedt come comandante in capo del settore Ovest il 10 marzo 1945.[62] Appena arrivato, si presentò al suo nuovo staff con il consueto ottimismo dicendo, "Bene, signori, io sono la nuova V-3". [63]
Essendo disperata la situazione sul fronte occidentale, questo era un segno del proverbiale ottimismo di Kesselring - testimoniato da tutti i suoi collaboratori durante la guerra fino alla fine della guerra- ma anche una testimonianza dell'influenza ipnotica di Hitler sul suo Field Marshal: nonostante le truppe tedesche fossero ormai sbaragliate ovunque, Kesselring ancora descrisse un Hitler che faceva "lucide" analisi della situazione, spiegando che l'esercito tedesco era prossimo ad infliggere una storica sconfitta ai Sovietici, dopo di che le vittoriose armate orientali, portate all'Ovest, avrebbero potuto sconfiggere gli Alleati e respingerli dal continente. Conseguentemente, Kesselring era determinato a "immobilizzare" gli Alleati sul Fronte occidentale fino a una soluzione risolutiva nell'Est[64].
Il Fronte occidentale in quel momento seguiva il corso del fiume Reno con due importanti eccezioni: la testa di ponte americana sul Reno presso Remagen, e un grosso caposaldo a forma di triangolo tedesco ad ovest del Reno, nella Saar-Palatinato. Fu presa in considerazione l'evacuazione del triangolo, ma la Wehrmacht ordinò di mantenerlo.[65] Quando Kesselring si recò la prima volta in Germania il 13 Marzo 1945 il comandante del Gruppo Armate, Oberstgruppenführer Paul Hausser e altri due comandanti affermarono che la difesa del triangolo non avrebbe potuto esserci, se non a costo di gravi perdite o della completa distruzione del loro comando. Ciononostante, Kesselring insistette che le posizioni andassero mantenute.[66]
Il triangolo fu presto sottoposto ad attacco da due lati, dalla 3ª Armata del Generale George Patton e dalla 7ª Armata del Generale Alexander Patch. Le posizioni tedesche presto crollarono e Hitler riluttante dispose il ritiro.[65]
Secondo Albert Speer, una notte del 18 Marzo 1945 Kesselring fu presente ad un incontro nel bunker di Hitler (Führerbunker) sotto la Reich Chancellery (Reichskanzlei) e informò Hitler che i civili tedeschi nella Saarland erano un impedimento per le sue truppe in movimento, che frequentemente e disperatamente tentavano di impedire ai soldati il passaggio nei loro villaggi, avendo paura delle distruzioni causate dalle truppe Alleate che li inseguivano. Hitler ordinò che tutti i civili fossero immediatamente evacuati, dalla regione e, quando Kesselring obiettò che non aveva treni o altri mezzi di trasporto disponibili per evacuarli, il Führer ordinò di forzarli ad andarsene a piedi, al che Kesselring non aggiunse altro[67].
La 1ª e la 7ª Armata ebbero gravi perdite: circa 113000 tedeschi messi fuori combattimento contro 17000 degli Alleati. Ciononostante, evitarono l'accerchiamento e svolsero un abile manovra di disimpegno, evacuando le ultime truppe sulla riva orientale del Reno il 25 marzo 1945.[68]
Così la Germania fu tagliata in due, il suo comando fu allargato includendo il Gruppo d'armate Centro, Gruppo d'armate Sud e Gruppo d'armate Sud Ucraina sul fronte russo, e Gruppo d'armate C in Italia, oltre al suo Gruppo d'armate G e il Gruppo d'armate Alto Reno.
Il 30 aprile, Hitler si suicidò a Berlino e il 1 Maggio 1945, Karl Dönitz fu designato Presidente della Germania (Reichspräsident). Uno dei primi atti del presidente Dönitz fu la nomina di Kesselring a Comandante in capo della Germania meridionale, con pieni poteri.
[modifica] La resa ed il processo
Kesselring fu sempre fermamente contrario ad arrendersi ma finalmente, sconfitto dalle insistenze di Wolff solo il mattino del 2 maggio, dopo due ore di telefonata al Feld Maresciallo presso il suo quartier generale a Pullach.[69][70] Kesselring accettò di arrendersi insieme al suo quartier generale. Pertanto ordinò all'Oberstgruppenführer delle SS Paul Hausser di soprintendere alle SS per assicurarsi che la resa fosse effettuata in accordo con le sue istruzioni. Quindi si arrese ad un maggiore americano presso Saalfelden, vicino Salisburgo, in Austria il 6 Maggio 1945. Lì fu prelevato dal Generale Maxwell D. Taylor, comandante della 101st Airborne Division, che lo trattò cortesemente, consentendogli anche di mantenere le sue armi e il bastone di maresciallo, e di visitare sul fronte russo il quartier generale del Gruppo Armate Centro e Sud a Zeltweg e a Graz senza scorta. Taylor si preoccupò inoltre che Kesselring e il suo staff potessero alloggiare in un albergo a Berchtesgaden. In seguito Kesselring si incontrò con il Generale Jacob L. Devers, comandante della Sesta Armata e rilasciò una intervista ad un giornalista.[71]
Il 10 febbraio 1947 a Mestre iniziò il processo contro Kesselring gestito da un tribunale militare britannico e, a 57 giorni dall'inizio, il 6 maggio 1947 lo condannò a morte mediante fucilazione per crimini di guerra e per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel luglio successivo, tuttavia, la condanna fu commutata nel carcere a vita e il prigioniero fu recluso nel carcere di Werl, nel Nord Reno-Westfalia, una prigione allora impiegata dalle autorità di occupazione alleate per ospitare numerosi nazisti e militari condannati per crimini di guerra. Già nel 1948 la pena gli fu ridotta a 21 anni di carcere.
[modifica] Gli ultimi anni
Nel 1952 fu scarcerato giustificando la misura, tra l'altro, con un peggioramento delle sue condizioni di salute dovuto a un tumore ma, tornato libero, immediatamente divenne il leader federale - e rimase tale sino alla morte, sopravvenuta otto anni dopo - dell'organizzazione "Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten" (Elmo d'acciaio, federazione dei soldati del fronte) di reduci. Poco dopo il suo rientro in Germania Kesselring dichiarò che non aveva nulla da rimproverarsi e che anzi gli italiani gli avrebbero dovuto dedicare un monumento per il suo operato sul suolo italiano nella salvaguardia delle città d'arte come Roma e Firenze. Il polemico "monumento" a lui dedicato si trova nell'atrio del palazzo comunale di Cuneo. Si tratta di una composizione del deputato social-democratico ed ex partigiano Piero Calamandrei.[72] L'anno successivo al suo rilascio pubblicò la sua autobiografia intitolata "Soldat bis zum letzten Tag" (Soldato sino all'ultimo giorno) e "Gedanken zum Zweiten Weltkrieg" (Riflessioni sulla seconda guerra mondiale).
Morì a Bad Nauheim, dove era da qualche tempo ricoverato in un sanatorio, per un attacco cardiaco il 16 luglio 1960 senza mai aver rinnegato nulla circa il suo operato durante la guerra, né la sua incondizionata fede in Hitler.
[modifica] Critiche ai provvedimenti giudiziari in favore di Kesselring
Un’esauriente monografia pubblicata la ricercatrice Kerstin von Lingen dell'Università di Tubinga (Kesselrings letzte Schlacht. Kriegsverbrecherprozesse, Vergangenheitspolitik und Wiederbewaffnung, 2004) mette in luce il dibattito sulla questione del giudizio morale sull’operato di Kesselring nell’opinione pubblica tedesca dell'immediato dopoguerra. Dall’analisi traspare in maniera dettagliata come questa fosse in buona parte contraria alle accuse mosse al generale e come nella stampa tedesca sia stata svolta una chiara campagna a favore di Kesselring e dei provvedimenti di grazia nei suoi confronti. Ad esempio, il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblicò un articolo intitolato con lo slogan Agli innocenti non si può garantire un’amnistia. L’apice della campagna fu segnato da alcuni numeri del settimanale Stern (1951), dove si proponeva il titolo Non grazia, ma giustizia. A favore di Kesselring venivano accreditati soprattutto i provvedimenti per la sicurezza del patrimonio artistico italiano e la dichiarazione di Roma città aperta. Venivano invece rimossi gli eccidi di massa in interi paesi compiuti dall'esercito tedesco in seguito al suo ordine del 17 giugno 1944 (detto Bandenbefehl, provvedimenti contro le bande). Secondo l’autrice, la Germania conservatrice di Adenauer nell'atmosfera di guerra fredda creatasi dopo il conflitto diede un nuovo significato all’immagine di Kesselring, che considerato un criminale di guerra dai tribunali militari Alleati, dalla popolazine tedesca era invece considerato un valoroso soldato ingiustamente rinchiuso in carcere. Sempre secondo von Lingen, l’atteggiamento degli alleati avrebbe inoltre dato l’impressione di aver corretto delle decisioni dettate dalla giustizia dei vincitori. Dello stesso parere il quotidiano Frankfurter Rundschau, il quale conferma appieno il giudizio storico formulato nella pubblicazione della von Lingen.
Kesselring mantenne sempre una buona reputazione tra i militari americani e britannici da cui era anche soprannominato smiling Albert, l’Albert sorridente, forse anche a causa di un disturbo nervoso che condizionava la sua muscolatura del viso, costringendolo a sorridere quasi ininterrottamente. Il noto scrittore britannico Frederick Forsyth nel suo racconto intitolato "Il miracolo" (2001) ne traccia una immagine molto positiva[73]
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ Albert Kesselring profile at the Deutsches Historisches Museum, Berlin.
- ^ Macksey, Kesselring - The Making of the Luftwaffe, pp. 15. Alcune fonti erroneamente indicano la sua data di nascita il 20 Novembre. Comunque, Kesselring testimoniò sotto giuramento che la data giusta fosse il 30 Novembre 1885. Alcune fonti erroneamente indicano il suo primo nome come Albrecht al posto di Albert, e occasionalmente aggiungono il "von" davanti al suo nome.
- ^ a b (DE) Deutsches Historisches Museum. URL consultato il 2007-11-03.
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 15
- ^ Macksey, Kesselring - The Making of the Luftwaffe, pag 13 e 243
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag. 17-18
- ^ Gellately (ed), The Nuremberg Interviews, p. 320
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 18
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 19-26
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag.25, 31-33
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 31-33
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 35-36
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 37
- ^ a b Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 44-46
- ^ Macksey, Kesselring - The Making of the Luftwaffe, p. 16
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 49-51
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 59-60
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 64
- ^ Nuremberg Trial Proceedings Vol. 9, Seventy Ninth Day, Tuesday, 12 March 1946
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 65-84
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 85
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pag 28
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 89
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pp. 33-35
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pp. 42-43, 85
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 90
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, p. 89
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, p. 97
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pag 93
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pag 98
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag94-95
- ^ Plocher, The German Air Force versus Russia, 1941, pag 233-234
- ^ Howe, Northwest Africa: Seizing the Initiative in the West, pag 369
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 103-118
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 109, 128
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 126-127
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 124-125
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 129
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 130-136
- ^ Gellately (ed), The Nuremberg Interviews, p. 321
- ^ Howe, Northwest Africa: Seizing the Initiative in the West, pag 261
- ^ Howe, Northwest Africa: Seizing the Initiative in the West, pag 344
- ^ Howe, Northwest Africa: Seizing the Initiative in the West, pag 477-479
- ^ Howe, Northwest Africa: Seizing the Initiative in the West, pag 666
- ^ Garland and Smyth, Sicily and the Surrender of Italy, pag 46
- ^ Garland and Smyth, Sicily and the Surrender of Italy, pag 80-82
- ^ Garland and Smyth, Sicily and the Surrender of Italy, pag 174
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, p. 163
- ^ Garland and Smyth, Sicily and the Surrender of Italy, pag 409-417
- ^ Blumenson, Salerno to Casino, pag 61
- ^ Blumenson, Salerno to Casino, pag 67-68
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 171
- ^ Blumenson, Salerno to Casino, pag 63-66
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 177
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 186-187
- ^ Blumenson, Salerno to Casino, pp. 244-245
- ^ Blumenson, Salerno to Casino, pp. 245-246
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 192-193
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 193-194
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 200-213
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pp. 218-219
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 221
- ^ DeGuingand, Operation Victory, pag 444, riferendosi, alle V-3, i prototipi che erano usati sul fronte occidentale alla fine del 1944 e agli inizi del 1945.
- ^ Time magazine. "Smiling Al" — KESSELRING—A SOLDIER'S RECORD Recensione, Lunedì, Apr. 19, 1954.
- ^ a b Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 244
- ^ MacDonald, The Last Offensive, p. 244
- ^ Come riportato da Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale - I protagonisti, Armando Curcio Editore, Roma, Vol. 8, p. 199. Kesselring raccontò che questo incontro si era svolto una notte del 15 Marzo.
- ^ MacDonald, The Last Offensive, pag 264-265
- ^ Allen Dulles, The Secret Surrender, Harper & Row, New York, 1966.
- ^ Frido von Senger und Etterlin, Krieg in Europa, Verlag Kiepenheuer & Witsch, Köln, 1960.
- ^ Kesselring, The Memoirs of Field Marshal Kesselring, pag 290-291
- ^ Piero Calamandrei "Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza"
- ^ Frederick Forsyth, Il veterano Edizione Oscar Mondadori 2002 Racconto: Il miracolo pag 155 "A mio parere fu uno degli ufficiali più sottovalutati della Seconda guerra mondiale. Era stato nominato comandante supremo nel 1940, ma in quel momento qualunque generale avrebbe vinto facilmente sul fronte occidentale. Subire la sconfitta, continuando a ritirarsi dinanzi a forze superiori, è molto più difficile. Esiste un tipo di generale per le avanzate gloriose, un altro per le ritirate armi in pugno. Rommel apparteneva al primo tipo, Kesselring al secondo. Dovette indietreggiare combattendo, dalla Sicilia fino all'Austria. Padroni dei cieli, in possesso di carri armati migliori e scorte illimitate di carburante e rifornimenti, con la popolazione locale al loro fianco, nel 1944 gli Alleati avrebbero dovuto conquistare l'Italia entro metà estate. Kesselring li costrinse a combattere centimetro dopo centimetro. Ma, a differenza di altri, non era un selvaggio. Era un uomo colto e amava l'Italia, appassionatamente. Hitler gli aveva ordinato di far saltare tutti i ponti sul Tevere. Si tratta tuttora di veri gioielli dell'architettura. Kesslring si rifiutò, facilitando l'avanzata delle truppe alleate....Kesselring ordinò al generale Schlemm di far uscire da Siena il I corpo paracadutisti senza sparare un solo colpo. Nulla doveva essere distrutto o danneggiato"
[modifica] Bibliografia
- Corelli Barnett (a cura di), I Generali di Hitler, Rizzoli, Milano, 1991, ISBN 88-17-33262-3
- Atkinson Rick "The Day of Battle: The War in Sicily and Italy", 1943-1944 Edizioni Henry Holt and Co., 2007
- Belote Howard "Once in a Blue Moon: Airmen in Command; Lauris Norstad, Albrecht Kesselring and Their relevance to the Twenty First Century" Edizioni Air University Press, Maxwell Air Force Base, 2000, Alabama
- Blumenson Martin "Salerno to Cassino" |Washington DC Edizioni Office of the Chief of Military History, U.S. Department of the Army, 1969
- Kerstin von Lingen, Kesselrings letzte Schlacht. Kriegsverbrecherprozesse, Vergangenheitspolitik und Wiederbewaffnung: der Fall Kesselring, Paderborn 2004.
- Albert Kesselring, The memoirs of Field-Marshall KesselringGreenhill Books, London, 2007, ISBN 978-1-85367-728-1
- Ferretti Vasco, Kesselring, Mursia editore, Milano, 2009, ISBN 978-88-425-3818-9
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