Fronte militare clandestino

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Il fronte militare clandestino fu un'organizzazione militare clandestina della resistenza romana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

All'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943, Roma fu immediatamente occupata dai nazisti e tra i militari delle varie Armi del Regio Esercito già il 23 nacque in città il Fronte militare clandestino fondato dal colonnello di stato maggiore Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, fino al gennaio 1944, quando fu catturato dai tedeschi. Sempre a Roma, il mese successivo seguì la costituzione del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri guidati dal generale Filippo Caruso, nota per questo anche come "Banda Caruso".

Su ordine del generale Caruso, il tenente colonnello dei carabinieri Ugo Luca, in servizio presso il Servizio informazioni militare, rimase a Roma durante l'occupazione nazista per operare come responsabile del Nucleo informativo del Fronte militare clandestino, in collegamento con il Comando carabinieri Italia Meridionale [1].

Il 12 dicembre 1943 il Fronte militare clandestino sottrae al Poligrafico dello Stato, in piazza Verdi, una notevole riserva di carta filigranata del tipo impiegato per stampare carte annonarie, quanto mai preziose per la crescente fame in città (nello stesso giorni i fornai ricevono l'ordine di panificare solo a giorni alterni, per carenza di farine). Con la carta sottratta verranno clandestinamente realizzate e distribuite mezzo milione di tessere contraffatte.

Fino al marzo 1944 il FMC fu comandato dal generale Quirino Armellini, poi sostituito dal CLN dal generale Roberto Bencivenga [2]

Il 16 maggio 1944 il fronte clandestino è indebolito da numerosi arresti: dal 16 maggio al giorno 23 dello stesso mese si susseguono gli arresti della Gestapo: il ten. col. Luigi Cano, il maggiore Alfio Brandimarte, del Fronte militare clandestino, il capitano Fulvio Mosconi, capo della banda Fulvi.

Ufficiali legati al fronte[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.carabinieri.it
  2. ^ www.repubblicasocialeitaliana.eu

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gabrio Lombardi, Montezemolo e il Fronte militare clandestino di Roma, Edizioni del lavoro, Roma, 1947
  • Robert Katz, Roma città aperta: settembre 1943-giugno 1944, Il saggiatore, Milano 2003
  • Alessandro Portelli, L'ordine è già stato eseguito: Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli Editore, 1999, ISBN 88-7989-457-9
  • A. Baldinotti, Il Fronte militare clandestino di Montezemolo, in Roma alla macchia. Personaggi e vicende della Resistenza, Avagliano Editore, Napoli, 1996
  • Sabrina Sgueglia della Marra, Montezemolo e il fronte militare clandestino, 2009, Ufficio storico dello S. M. dell’Esercito
  • Andrea Vento, In silenzio gioite e soffrite, Il Saggiatore, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]