Sergio Ruffolo

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Sergio Ruffolo (Cosenza, 1º gennaio 1916Tivoli, 26 dicembre 1989) è stato un designer, pittore e scultore italiano. Nipote del pianista e compositore Alfonso Rendano e fratello del notaio e scrittore Nicola Ruffolo e dell'economista e uomo politico Giorgio Ruffolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sergio Ruffolo è stato uno dei grandi innovatori della grafica italiana.

Nato a Cosenza, si trasferisce a Roma dove intraprende gli studi di giurisprudenza per laurearsi nel 1947. Durante la Seconda guerra mondiale è sottotenente nel 31° Guastatori in Africa settentrionale. Nel periodo della Resistenza, entra nelle formazioni militari partigiane e viene arrestato, insieme al fratello Nicola, per la contraffazione di documenti rilasciati ai perseguitati politici. È prima condotto alla pensione Jaccarino in via Romagna a Roma, nelle mani dei fascisti della Banda Koch, poi nelle carceri della Gestapo di Herbert Kappler in via Tasso. Fu liberato il giorno dell'arrivo delle truppe alleate nella Capitale, il 5 giugno del 1944. Sergio Ruffolo ebbe l'occasione di rievocare gli eventi nel corso della Trasmissione di RaiTre Testimoni oculari, diretta da Gianni Bisiach, nel 1973. [1]

Il mestiere di grafico[modifica | modifica sorgente]

Il primo compito di rilievo nel campo della comunicazione visiva è nel 1948 con la progettazione grafica della rivista della Federazione dei giovani socialisti, Rivoluzione socialista.
Nel 1960 cura la revisione grafica della rivista del Gruppo Iri Civiltà delle Macchine. Nello stesso anno, Enrico Mattei lo chiama a realizzare le campagne pubblicitarie dell’Agip.
Nel 1965 lavora al progetto di revisione grafica di Video, rivista della Rai;
Nel 1967 partecipa a Londra alla mostra collettiva Today’s Italian Graphic Design.
Inizia a dipingere con una certa assiduità, alternando soggetti equestri a paesaggi, il tutto ambientato nel Medioevo e nel Rinascimento. Fra il 1967 e il 1970 realizza alcune campagne per il Ministero dei lavori pubblici - Ispettorato generale circolazione e traffico sul tema della sicurezza stradale e utilizza come testimonial numerose figure di animali.
Nel 1971 e nel 1975 l'Eni si avvalse di Sergio Ruffolo, che disegnò tre diversi mazzi di carte da gioco.
Dal 1970 al 1972 lavora sulle campagne di propaganda del Partito Socialista Italiano.

Realizza per la Rai numerose sigle di programmi per le tre reti; tra le più famose: la Pubblicità Sacis, A come agricoltura, nel 1980 Mixer e nel 1983 la sigla del Tg3.
Negli anni Settanta e Ottanta lavora alla progettazione o alla ristrutturazione di quotidiani e periodici, regionali e nazionali: Il Giorno in Lombardia (nel 1970 e nel 1976), Il Giornale di Calabria, Il Mattino di Napoli, Mondoperaio, il mensile del Psi .
Del 1975 è il progetto per la Repubblica, voluta da Eugenio Scalfari, a cui seguiranno seguiranno Porti Mare Territorio, L’Europeo e La Voce di Napoli.

Nel biennio 1980-1981 si dedica alla progettazione delle tre ‘Gazzette’: di Mantova, di Modena e di Reggio.
Del 1982 sono i progetti per La Nazione di Firenze e il Resto del Carlino di Bologna, ai quali seguiranno quelli per Crocodile 1983, Reporter 1984, l’Adige di Trento 1984-1985.

Le sue esperienze di grafico dei quotidiani sono raccontate nel volume Vestire i giornali (1982), vincitore del Premio letterario Tevere 1986 per la saggistica e l'immagine.

Il mestiere di pittore e scultore[modifica | modifica sorgente]

Sergio Ruffolo si dedicò costantemente e appassionatamente alla attività di pittore, anche se con meno profitto che a quella di grafico. Nel 1982, fu ospitata a Mantova una ampia retrospettiva sulle sue opere artistiche, sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Una ampia mostra è stata organizzata dalla sua città natale, Cosenza, presso il Teatro Rendano, dal 30 maggio al 30 giugno 1997, dal titolo Sergio Ruffolo. Il sogno dei segni.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Sua nipote Silvia Ruffolo è stata a lungo assistente nello studio e ha ereditato il mestiere di grafico nello studio Imprint. [2]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Volumi di Sergio Ruffolo

Sergio Ruffolo, Vestire i giornali. Torino, Gutenberg, 1986.

Volumi su Sergio Ruffolo

Sergio Ruffolo. Segni nello spazio, di Dario Micacchi e Cesare Vivaldi, Macerata, La Nuova Foglio Editore, 1975.

Sergio Ruffolo. Catalogo della mostra sulle opere pittoriche, Mantova, Palazzo della Regione, 1-20 marzo 1980, Roma, Aristide Palombi editore, 1982.

Sergio Ruffolo. Il sogno dei segni, di Alessandro Masi, Fratelli Palombi Editori, Roma, 1997.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda la puntata di "Testimoni oculari" di G. Bisiach (1978), più volte riproposto dalla Rai. Mille papaveri rossi. Le testimonianze degli ex-prigionieri del carcere di via Tasso, teatro di torture durante l’occupazione nazista. L'arresto e la prigionia di Nicola e Sergio è raccontata da Nicola Ruffolo, Roma 1944: storia della mia cattura e fuga dai nazisti, a cura di Andrea Ruffolo, Roma, ilmiolibro, 2012.
  2. ^ Imprint Pubblicità e comunicazione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]