Arrigo Paladini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Graffito "Sottotenente Arrigo Paladini condannato a morte" all'interno della cella di Via Tasso.

Arrigo Paladini (Roma, 10 aprile 1921Roma, 24 luglio 1991) è stato un partigiano e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Arrigo Paladini nasce a Roma nel 1921 da Eugenio Paladini e da Elsa Czech. Frequenta il liceo classico romano Umberto I, dove è allievo del professore antifascista Pilo Albertelli (a cui sarà in seguito dedicata la stessa scuola).

La guerra e la resistenza[modifica | modifica sorgente]

Sottotenente d'artiglieria, l'8 settembre 1943, in seguito all'Armistizio di Cassibile, si unisce ad un gruppo partigiano in Abruzzo (con il nome in codice Eugenio). In seguito, rientrato clandestinamente a Roma, inizia a collaborare con gli Alleati, divenendo ufficiale di collegamento del Servizio Informazioni Militare presso l'OSS. Nel corso di un'importante missione, riesce, insieme a tre agenti e due operatori radio, a portare nella Capitale importanti apparecchiature radiofoniche che sarebbero state importantissime per il comando alleato.

Il 4 maggio 1944 viene arrestato dalla Gestapo e condotto nella cella numero 2 del carcere di Via Tasso (un edificio trasformato, sotto il comando di Herbert Kappler, in un carcere dove interrogare partigiani ed antifascisti). Qui sarà torturato sino al 4 giugno 1944, quando, per una serie di fortunate coincidenze, riesce a scappare dal camion che lo stava conducendo al luogo della fucilazione mentre gli Alleati entravano nella città di Roma.

Attività dopo la guerra[modifica | modifica sorgente]

Laureato in Lettere, nel 1950 diviene docente di Filosofia e Storia (ed in seguito di Italiano e Latino) al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, presso il Liceo Scientifico, dove insegna fino al 1986, anno del suo pensionamento[1][2].

Nel 1985 diviene direttore del Museo Storico della Liberazione sorto proprio all'interno dello stabile di via Tasso che era stato utilizzato come base della Gestapo, e dove Paladini era stato rinchiuso e torturato.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Ha sposato Elvira Sabbatani (1921-2009) che ha collaborato con lui alla lotta partigiana e che è divenuta direttrice del Museo di Via Tasso in seguito alla sua morte. I due hanno avuto tre figli, Eugenio, Maria Cristina e Fabrizio[3].

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lettera di un ex-studente alla memoria del Professor Paldini URL consultato il 20-06-2012.
  2. ^ Inaugurazione biblioteca "Professor Arrigo Paladini".
  3. ^ Articolo sulla morte di Elvira Paladini sul sito Corriere.it URL consultato il 20-06-2012.