Aligi Barducci

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Aligi Barducci "Potente"

Aligi Barducci detto Potente (Firenze, 10 maggio 1913Greve in Chianti, 9 agosto 1944) è stato un militare e partigiano italiano. Figlio di Duilio e Brunetta Fanfani, fu un eroe della Resistenza toscana, protagonista di numerose azioni tra cui la liberazione di Firenze nell'agosto del 1944, decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.

Indice

Biografia [modifica]

Nato a Firenze, nel quartiere popolare del Pignone, il 10 maggio del 1913, da una modesta famiglia di lavoratori, deve lasciare gli studi molto presto per cominciare a lavorare. Continua però a studiare privatamente, ottenendo così il diploma di ragioniere. Chiamato alle armi nel 1934, dovette recarsi a Messina. Da qui partì per la Somalia, dove trascorse il biennio successivo. Poi ritornò a Firenze e, nel 1938, svolse la sua opera in vari uffici, prima a Firenze, poi a Chieti, poi a Como . Nell'ottobre del 1940 ottenne il diploma di ragioniere e si iscrisse alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Firenze . Nello stesso anno ricevette una nuova chiamata alle armi e, divenuto caporalmaggiore, si iscrisse ad un corso di allievi ufficiali a Pisa, sostenendolo con successo. Nel 1942 fu assegnato a Como, poi in Liguria e successivamente nel Lazio, a Santa Severa, dove fu comandante della decima pattuglia La Potente. In seguito fu inviato, insieme al suo reparto, a Pola e, nel maggio 1943, in Sicilia, quando avvenne lo sbarco alleato; in questa occasione, insieme alla sua pattuglia, svolse il suo compito e poi raggiunse fortunosamente la costa calabra da dove si spinse verso Santa Severa e da qui a Santa Marinella[1]. Dopo l'armistizio tornò a Firenze, motivato a combattere il Nazifascismo, e si mise in contatto con i movimenti antifascisti della città, aderendo presto alle formazioni partigiane.

Monte Morello [modifica]

Dopo l'8 settembre si rifiutò di arrendersi ai tedeschi e tentò, senza successo, di organizzare una resistenza antitedesca nella campagna romana. Tornò di nuovo a Firenze il 3 ottobre 1943 e, deciso a combattere i nazisti, entrò in contatto col movimento della Resistenza partigiana, tramite Franco Burresi e Augusto Guerrini. Inizialmente ricevette dei compiti di collegamento fra i partigiani e in seguito si unì a bande partigiane sul Monte Morello.

Potente [modifica]

Assunse il nome di battaglia Potente, derivato dall'appellativo con cui era indicata la pattuglia che egli comandava nell'ultimo periodo della guerra[2], divenne commissario politico e raggiunse Montepulico insieme ad Alfredo Bini e la sua formazione, costituita, oltre ad alcuni sopravvissuti del gruppo di Lanciotto Ballerini, caduto nel gennaio 1944, anche da nuovi elementi provenienti da Firenze e da Sesto Fiorentino.

Monte Giovi [modifica]

Dopo che il gruppo si fu spostato sul Monte Giovi, si unirono ad esso ulteriori rinforzi. Potente si dedicò alla costruzione di un'unica unità partigiana, che diverrà in seguito la Brigata Lanciotto, cercando di unire sia i singoli uomini, sia le formazioni, fra le quali la Siro Romanelli, la Faliero Pucci, la Ciro Fabbroni, la Checcucci, il gruppo di Renzo Ballerini. Aligi Barducci divenne il capo effettivo per la stessa volontà dei partigiani e, fra l'altro, affrontò anche il problema del vettovagliamento.

Pratomagno [modifica]

Dal monte Giovi, località non adatta alla concentrazione di un grande gruppo di partigiani, la formazione si spostò sul Pratomagno il 23 maggio 1944. Nei giorni successivi arrivò il riconoscimento ufficiale della Delegazione toscana del comando delle brigate e dei distaccamenti Garibaldi che, appunto, riconosceva la 22ª Brigata Lanciotto, di cui Potente era comandante militare, Giulio Bruschi, Berto, Commissario Politico, Alessandro Pieri, Vicecommissario politico e amministratore nel Comando della Divisione Arno[3]; questa brigata era suddivisa in compagnie e in distaccamenti, ognuno dei quali aveva a sua volta un comandante militare ed un commissario politico[4]

Divisione Garibaldi "Arno" [modifica]

Il 6 luglio 1944 fu ufficialmente costituita la Divisione d'assalto Garibaldi "Arno", comprendente la Brigata Lanciotto, la Brigata Caiani, la Alessandro Sinigaglia – 22 Bis e poi la Bruno Fanciullacci. Comandante militare della Divisione Arno fu Potente, il commissario politico fu Danilo Dolfi, Giobbe. Sotto la sua guida, la divisione porta a termine azioni di guerra nel Mugello e assiste le popolazioni colpite dalle rappresaglie dei tedeschi in ritirata. In seguito, verso la metà di luglio, fu organizzato il trasferimento verso la città di Firenze.

Firenze, agosto 1944 [modifica]

Le truppe alleate procedono a rilento verso Firenze e riescono a raggiungere e ad insediarsi solo nella parte dell'Oltrarno. Durante la notte del 4 agosto i tedeschi fecero saltare i ponti sull'Arno, a Firenze; al mattino arrivarono in città i reparti garibaldini della Sinigaglia, il comando della divisione Arno, con Potente e Giobbe e gli uomini della Lanciotto[5], giunti dopo un'estenuante marcia, passati attraverso l'accerchiamento nemico. A questo punto si scatenò la lotta fra i partigiani e i franchi tiratori, cecchini nazifascisti. La sera dell'8 agosto, durante un rastrellamento contro i franchi tiratori d'Oltrarno, Potente rimase mortalmente ferito per lo scoppio di una granata nemica, mentre si stava dirigendo al distretto militare di Piazza Santo Spirito, per accordarsi con le Autorità alleate. Fu portato dapprima all'infermeria del distretto, poi all'ospedale da campo del Pian dei Giullari e da qui all'ospedale di Greve in Chianti, dove morì all'alba del giorno seguente, all'età di trentun anni, assistito dal partigiano Giovanni Meoni, Chimico. Firenze viene liberata ufficialmente due giorni dopo e il contributo di 'Potente' e dei suoi uomini è stato talmente determinante che la città viene storicamente indicata come la prima in Italia ad essersi liberata da sola. In onore di Aligi Barducci, la Divisione Garibaldi-Arno prese il nome di Divisione Potente.

Commemorazioni [modifica]

Ogni anno, l'11 agosto, il Comune di Firenze organizza manifestazioni a ricordo dei fatti del 1944 e per celebrare la liberazione della città dal Nazifascimo. In Piazza Santo Spirito, sul lato a sinistra della Chiesa omonima, proprio nel punto in cui 'Potente' fu colpito, si trova una lapide in sua memoria.

Onorificenze [modifica]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Sfidando ogni pericolo consacrava la sua attività ad animare, suscitare, rafforzare il fronte della Resistenza in Toscana. Organizzatore dei primi distaccamenti partigiani in quella zona costituì la Brigata Garibaldi Lanciotto, la comandò in ripetuti durissimi scontri guidandola con intrepido valore ed alto spirito di sacrificio in vittoriosi combattimenti come quelli ormai leggendari per la difesa di Cetica. Comandante della Divisione Garibaldi Arno portava i propri reparti all'avanguardia dell'esercito alleato nella battaglia per la liberazione di Firenze. Affrontava eroicamente l'ostinata e rabbiosa resistenza tedesca, apriva un varco tra le file nemiche e guidava i volontari italiani ad entrare combattendo primi in Firenze, sua città natale. Alla testa come sempre dei propri uomini mentre dirigeva l'azione dei Garibaldini contro le retroguardie tedesche asserragliate nella città, cadeva colpito da una granata nemica[6]»
— Firenze, 9 agosto 1944

Note [modifica]

  1. ^ vedi Bibliografia
  2. ^ Orazio Barbieri, Ponti sull'Arno, Editori Riuniti, 1958, pag 117:...Allora Pardini e gli altri decidono di chiamare il loro ex comandante Barducci col nome della vecchia pattuglia. E da allora Aligi diviene “Potente”
  3. ^ Più in là, ventitré partigiani sulla lotta nel Mugello, a cura del Circolo La Comune del Mugello e del Centro di documentazione di Firenze'', Milano, La Pietra, aprile 1976, pag. 57
  4. ^ Nota in op. cit.: Relazione di Alessandro Pieri presso l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana e relazione dell'8 giugno 1944, conservata presso lo stesso Istituto, fra le carte della Brigata Lanciotto (fondo ANPI)
  5. ^ Nota a pag. 213 in Potente op.cit. :Quanto ai comandanti più elevati in grado, Potente, Pieri e Bruschi passarono l'Arno insieme alla 4ª compagnia, Romeo insieme alla 3ª, Mara insieme alla 1ª e alla 2ª...
  6. ^ Appendice IX a pag.321 di: Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, Firenze La Nuova Italia Editrice, 1962

Bibliografia [modifica]

  • Gino ed Emirene Varlecchi Potente – Aligi Barducci, comandante della divisione Garibaldi “Arno”, a cura di Maria Augusta e

Sebastiano Timpanaro, Firenze, Libreria Feltrinelli di Firenze, marzo 1975.

Collegamenti esterni [modifica]

Aligi Barducci sul sito dell'ANPI