Vicchio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Bagno a Ripoli nella stessa provincia, vedi Vicchio di Rimaggio.
Vicchio
comune
Vicchio – Stemma
Vicchio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Firenze-Stemma.png Firenze
Amministrazione
Sindaco Roberto Izzo (PD-PS) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°56′00″N 11°28′00″E / 43.933333°N 11.466667°E43.933333; 11.466667 (Vicchio)Coordinate: 43°56′00″N 11°28′00″E / 43.933333°N 11.466667°E43.933333; 11.466667 (Vicchio)
Altitudine 203 m s.l.m.
Superficie 138,86 km²
Abitanti 8 262[2] (31-12-2010)
Densità 59,5 ab./km²
Frazioni Ampinana, Arsella, Barbiana, Boccagnello, Bovino, Bricciana, Campestri, Casole, Cistio, Cuccino, Farneto, Gattaia, Gracchia, Mirandola, Molezzano, Mulinuccio, Padule, Paterno, Piazzano, Pilarciano, Pimaggiore, Ponte a Vicchio, Rossoio, Rostolena, Rupecanina, Scopeto, Uliveta, Vespignano, Vezzano, Villore, Zufolana[1]
Comuni confinanti Borgo San Lorenzo, Dicomano, Marradi, Pontassieve
Altre informazioni
Cod. postale 50039
Prefisso 055
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 048049
Cod. catastale L838
Targa FI
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vicchiesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vicchio
Posizione del comune di Vicchio all'interno della provincia di Firenze
Posizione del comune di Vicchio all'interno della provincia di Firenze
Sito istituzionale

Vicchio (pronuncia: /ˈvikkjo/[3]) è un comune italiano di 8.262 abitanti della provincia di Firenze, situato nella valle del Mugello, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vicchio è stata la patria natale dei due pittori che hanno fatto grande l'arte figurativa nell'Umanesimo e nel Rinascimento: Giotto e il Beato Angelico.

La casa natale di Giotto sul colle di Vespignano è meta ogni anno di numerosi visitatori. Nel 2001 sono stati festeggiati i 100 anni della posa in opera della statua del pittore nella piazza omonima nel centro del paese.

Il Beato Angelico nacque tra il "Popolo di San Michele a Rupecanina", piccola frazione poco distante dal capoluogo; più precisamente il più probabile luogo di nascita è Moriano, località facente parte del popolo di Rupecanina, come si evince da “Beato Angelico. Monografia storica della vita e delle opere con appendice di nuovi documenti” (edizione Leo S. Olschki, Firenze 1964), scritto da Stefano Orlandi. In questa pubblicazione, Orlandi scrive: "Guido nasce nella Podesteria di Vicchio, probabilmente fra il popolo di San Michele a Rupecanina in località detta Moriano". Le ricerche di padre Stefano Orlandi hanno trovato conferma anche in quelle di Werner Cohn, tesi riproposta anche nel "Il Beato Angelico maestro ed esemplare dell'arte icoteologica” di Eugenio Marino (cit. "La nuova e più storica cronologia proposta da padre Orlandini insegna che Guido nasce nella Podesteria di Vicchio “probabilmente nel Popolo di San Michele a Rupecanina in località detta Moriano” tra il finire del secolo del Gotico e l'inizio del secolo dell'Umanesimo").

Ancora più esplicitamente si esprime il P. Venturino Alce o.p. In “Angelicus Pictor Vita opere e teologia del Beato Angelico” (Edizioni Studio Domenicano – 1993 – Bologna), dove, citando testualmente da pag. 7 Cap. 1 - Le Origini “Guido, fu così chiamato al momento del battesimo il Beato Angelico, venne alla luce negli ultimi anni del secolo XIV, Piero era il nome del padre; Gino quello del nonno paterno. Non si conosce il nome della madre. Ebbe un fratello chiamato Benedetto, non sappiamo se maggiore o minore di lui; anch'egli entrò a fare parte dei domenicani dell'osservanza di Fiesole e visse insieme al fratello per quasi 25 anni. Ebbe anche una sorella, chiamata Checca: essa si sposò e uno dei suoi figli, di nome antonio, divenne uno degli aiutanti dello zio pittore. Non si hanno notizie di altri parenti. Fra i conoscenti è ricordata solo la famiglia di Martino di Giovanni da Moriano nel Mugello, che incontrremo negli anni trenta a Fiesole col Beato Angelico. I documenti concordano nell'indicare come patria del nostro pittore il Mugello. È una regione della Toscana in provincia di Firenze; essa comprende i seicento chilometri di una conca attraversata da ovest verso est dal fiume Sieve, in linea parallela con la verdeggiante catena degli appennini a nord e con la valle dell'Arno a sud. Seguendo il corso della Sieve, affluente dell'Arno, si giunge facilmente a Firenze. Tra i centri più noti, come Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve, Scarperia, si trova anche Vicchio. Nel territorio di questo comune, in loc. Moriano di Rupecanina, situata su di una vaga collinetta aperta come un balcone verso la larga cerchia dei monti, nacque Guido di Piero, il futuro Beato Angelico. Entro la medesimo incantevole cornice di natura, circa 130 anni prima, era nato Giotto. L'immagine di quel paesaggio rimase indelebile nella memoria dell'artista, riflettendosi, in varie circostanze nelle sue opere. A questa terra era legata da tempo la sua famiglia, probabilmente di condizione contadina. Ma a essa non si legò il nostro Guido, perché ad un certo momento scese a Firenze per imparare l'arte del pittore.”

Documentazioni in tal senso le troviamo anche nella pubblicazione in lingua spagnola “El Angelico pintor de santo domingo de guzman” /Colleccion Biblioteca Dominicana – Salamanca 2000) di Domingo Iturgaiz Ciriza, dove estrapolando testualmente da pagina 13, l'autore riporta “Lugar y fecha de nacimiento – 1400 (circa) Nascimiento de Guido di Piero en Mugello, junto a Vicchio, probablemente en el Pueblo de S. Miguel cerca de Ripecanina, en el lugar denominato Moriano (Toscana. Su padre era Hijo de un tal Gino. Tuvo dos Hermanos, uno llamado Benedetto, que le acompagnò al convento, y una hermana, de nombre Checca, que se casò y che viviò en Florencia” Il suo vero nome era Guido di Piero Tosini, divenuto monaco con il nome di fra Giovanni, fu assai presto conosciuto comunemente come Beato Angelico perché "angelica" (altissima, divina) fu considerata la sua arte, molto prima di essere canonicamente beatificato nel 1984.

Tra il 1559 e il 1571, a Vicchio soggiornò saltuariamente Benvenuto Cellini. Nella casa che fu dell'orafo e scultore, c'è oggi una scuola di oreficeria, in cui si tengono anche mostre.

Al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "sì" non ottennero, anche se di poco, la maggioranza degli aventi diritto (1154 su totale di 2772), sintomo dell'opposizione all'annessione[4].

Nel 1901 Giosuè Carducci, spesso ospite della famiglia nobile dei Giarrè Billi nella frazione di Pilarciano, fu il presidente del comitato che portò all'erezione della statua di Giotto, nella piazza centrale del paese.

Vicchio fu l'epicentro del terremoto del 29 giugno 1919, uno dei maggiori sismi italiani del XX secolo: la scossa ebbe magnitudo 6,2. Il comune, su 1500 abitazioni esistenti, ne vide andare distrutte 700, con altre 500 danneggiate al punto tale da non consentire l'abitabilità. Le vittime furono oltre cento, relativamente poche rispetto alle migliaia di senzatetto: il terremoto avvenne infatti verso le tre del pomeriggio, dopo alcune scosse di preavviso, in una zona e in una stagione in cui la componente rurale, maggioritaria, era impegnata a lavorare nei campi. In quell'occasione caddero anche le mura cittadine e tre delle sei torri. Due di quelle rimaste, la Torre di levante e la Torre di ponente (quelle maggiori) vennero fatte crollare dall'esercito tedesco, durante la sua ritirata. Resta soltanto la torre Cerchiai, visibile da Piazza della Vittoria.

Il 6 marzo 1944 Vicchio fu occupata dai partigiani che procedettero all'uccisione di diversi simpatizzanti fascisti presi prigionieri[5].

Il conseguente rastrellamento effettuato da militi della RSI il 12 marzo 1944 portò alla cattura di diversi renitenti alla leva. Tra cui, oltre ad alcuni giovani contadini del posto, un aviere sardo che si era rifugiato presso la famiglia di uno di loro, nei pressi di Gattaia.

Di questi cinque, i cosiddetti martiri del Campo di Marte, furono fucilati il 22 marzo 1944, con l'accusa di renitenza alla leva dalla Banda Carità. I cinque, tutti ventunenni, si chiamavano Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti. Il 25 aprile 2008, i cinque martiri sono stati insigniti della Medaglia d'oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.[6]. A ricordo è stata posta una targa in un circolo ricreativo fuori dal paese, in località Caselle.

Tra i momenti più tragici della storia vicchiese si ricorda l'eccidio nazista di Padulivo, avvenuto tra il 10 e l'11 luglio 1944, quando le milizie tedesche, per rappresaglia contro l'uccisione di un loro commilitone per mano partigiana, assassinarono 15 persone: Pietro Bastianelli, Mario Banchi, Valeriano Calzolai, Attilio Fibbi, Aldo Galardi, Antonio Gabellini, Maria Giudici, Renzo Gottardi, Annibale Landi, Aurelio Menicucci, Giovacchino Parigi, Renato Poggiali, Nello Santoni, Ettore Zagli, Nello Zagli.

Nella piccola frazione di Barbiana visse e operò don Lorenzo Milani, dopo la decisione della Curia di trasferirlo in quanto scomodo. Intellettuale raffinato, sensibile ai problemi dell'educazione, s'impegnò per l'elevazione culturale dei ceti meno abbienti, insegnando a figli di contadini che avrebbero dovuto invece lavorare. Il suo lavoro quotidiano e la sua produzione letteraria sconcertò e stimolò il dibattito pedagogico degli anni sessanta.

Il nuovo Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare Beato Angelico, inaugurato nel giugno del 2000, è il frutto di un lavoro e di un impegno che affonda le radici negli anni sessanta del XX secolo, quando nei locali del Palazzo Comunale si cominciarono a raccogliere oggetti artistici che si consideravano da salvare, perché destinati ad una lenta distruzione oppure perché sottoposti ai furti sempre più frequenti. Il Museo si inserisce nel progetto di Museo Diffuso che interessa il Mugello, l'Alto Mugello e la Val di Sieve.

Gli importanti scavi etruschi di Poggio Colla, condotti da alcune Università americane sotto la direzione del professor Gregory Warden sono visitabili durante la campagna di scavo nei mesi di giugno e luglio[7].

Vicchio, attraverso la frazione Gattaia, è collegato alla località Madonna dei Tre Fiumi, in frazione Ronta nel Comune di Borgo San Lorenzo, da una strada detta "Panoramica", che passa dalla località Il Pozzo (Ronta). Dalla "Panoramica" è possibile godere di fantastiche visuali su gran parte del Mugello.

Dalla frazione Gattaia, appartenente a questo comune, si può raggiungere il Monte Verruca. Infine dal Monte Verruca si può raggiungere il monte Castellina su cui è stato costruito un piccolo rifugio.

Il 29 luglio 1984, a Vicchio in località Boschetta, si consumò il settimo duplice omicidio del cosiddetto Mostro di Firenze. Le vittime sono Claudio Stefanacci, studente universitario  di 21 anni e Pia Gilda Rontini di 18 anni, nipote del pittore macchiaiolo Ferruccio Rontini.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro di montagna, durante l'ultimo conflitto mondiale, ospitò i primi nuclei di resistenza armata e partecipò attivamente alla lotta di Liberazione, pagando un notevole tributo di vite umane e di danni materiali. Ammirevole esempio di coraggio, di spirito di libertà e di amor patrio.»
— Vicchio (FI), 1943 - 1945

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele a Rupecanina, fu sotto il patronato dei conti Guidi che avevano qui il castrum di Ripa canina o Rabbia canina. Della chiesa si ha memoria fino dal 1333, epoca della quale essa conserva tre mensoline.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte di Ragnaia, detto 'ponte di Cimabue', situato nei pressi della statale 551 e poco distante da Vespignano. L'attuale struttura risale al cinquecento e ha sostituito il precedente ponte medioevale, dove, secondo la leggenda, avvenne l'incontro tra Cimabue e il pastorello Giotto intento a disegnare una pecora[9].
  • La Torre dei Cerchiai (struttura di origini medievali, ma ricostruita dopo il terremoto del 1919) è uno dei rarissimi esempi di torre a base pentagonale.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Giotto
  • I magnifici paesaggi che costellano le diverse frazioni più collinari.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 582 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 251 3,04%

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Proloco Vicchio
  • Venerabile Confraternita di Misericordia
  • Jazz Club Of Vicchio
  • Associazione Casa Benvenuto Cellini
  • (Sportive) AC Mugello 2001 ASD
  • Dalle terre di Giotto e dell'Angelico (culturale)
  • Unione Sportiva Vicchio
  • ANPI - Sez. Vicchio
  • Associazione Culturale Rumore
  • Circolo ARCI Vicchio

Persone legate a Vicchio[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Vicchio dispone di una propria stazione ferroviaria mentre il trasporto pubblico su gomma è svolto dalla società consortile Autolinee Mugello Valdisieve.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci precedenti

Elettra Lorini (fino al giugno 2009)

Roberto Izzo (fino ad oggi)

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Vicchio A.S.D. che milita nel girone B dell'Eccellenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Vicchio - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Cfr. la voce Vicchio del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: [1].
  4. ^ Nidia Danelon Vasoli, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, Olschki, 1968, in cui si fa riferimento anche al casi di Castiglion Fibocchi e Radda in Chianti
  5. ^ Luca Poggiali, La guerra civile a Firenze, articolo su Storia e battaglie n°94, settembre 2009, pag 4:"Dopo l'occupazione per pochissime ore di Vicchio di Mugello (la sera del 6 marzo 1944) e l'eliminazione di diversi fascisti (anche civili disarmati prelevati ed eliminati, come Giovanni Dreoni, n autista di piazza; un episodio su cui si è sempre glissato, con alcuni partigiani che scrivono di "un tentativo di fuga" decisamente improbabile, effettuato dalla base partigiana su Monte Giovi.
  6. ^ Eccidio di Campo di Marte, medaglie d'oro al valore civile consegnate da Napolitano · 055NEWS.IT
  7. ^ Mugello Valley Archaeological Project and Poggio Colla Field School Home
  8. ^ www.ilfilo.net.
  9. ^ www.comune.vicchio.fi.it.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Toscana Portale Toscana: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Toscana