Certaldo

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Certaldo
Panorama di Certaldo
Certaldo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Toscana
Provincia: stemma Firenze
Coordinate: 43°32′52″N 11°2′28″E / 43.54778, 11.04111Coordinate: 43°32′52″N 11°2′28″E / 43.54778, 11.04111
Altitudine: 67 m s.l.m.
Superficie: 75,24 km²
Abitanti:
16.053 01-01-2007
Densità: 215,87 ab./km²
Frazioni: Bagnano, Fiano, Marcialla (in parte), Sciano 
Comuni contigui: Barberino Val d'Elsa, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montespertoli, San Gimignano, Tavarnelle Val di Pesa
CAP: 50052
Pref. telefonico: 0571
Codice ISTAT: 048012
Codice catasto: C540 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Class. climatica: zona D, 1865 GG
Nome abitanti: certaldesi 
Santo patrono: San Tommaso apostolo 
Giorno festivo: 3 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Certaldo è un comune italiano di 16.253 abitanti[1] della provincia di Firenze in Toscana, situato al centro della Valdelsa. Patria di Giovanni Boccaccio, ospita numerosi edifici di interesse storico artistico.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il territorio comunale è bagnato dal fiume Elsa (affluente dell'Arno) e dal torrente Agliena che in esso confluisce. L'abitato di Certaldo si estende ai lati della strada regionale (ex statale) 429 ed è formato da due nuclei ben distinti: la parte medievale, con il Palazzo Pretorio, detta Certaldo Alto che sorge su un colle. Questa parte raggiungibile sia in macchina (zona a traffico limitato ad uso dei soli residenti) che con una funicolare su rotaia da Piazza Boccaccio. In pianura invece si estende la parte "moderna" di Certaldo successiva agli insediamenti medioevali, che ha conosciuto il suo maggiore sviluppo dalla fine del '700.

[modifica] Storia

Certaldo ebbe origini etrusco-romane, come dimostrano alcuni reperti ritrovati in località Poggio del Boccaccio (necropoli etrusca) e Poggio delle Fate, due colli adiacenti a quello su cui sorge il castello, e altri ritrovamenti recenti nelle vicinanze come a San Giòrsole. Un'altra indicazione della sua origine etrusca sta nella toponomastica del torrente Agliena, di origine etrusca che sta a significare "torrente" o "fiume". Curiosa è la forma dei due colli adiacenti il borgo alto, tipicamente trapezoidale, che fa pensare ad una nature artificiale di tali colli; al proposito sono stati effettuati alcuni scavi nel secolo scorso presso il Poggio del Boccaccio, poi interrotti, che hanno dimostrato che vi era una tomba di origini etrusche, mentre il poggio delle fate sembra aver avuto la funzione di silos in epoca romana; da ciò si deduce che probabilmente il colle dove ora sorge Certaldo Alto fosse già abitato in epoche remote, probabilmente vi era presente un piccolo villaggio di epoca etrusca. Alcuni ritrovamenti di anfore romane nella valle ai piedi del poggio, dove ora sorge la Piazza delle Libertà, dimostra che vi sono stati insediamenti anche in epoca romana.

Tutti questo reperti di origine etusca e romana sono oggi musealizzati al piano terra del Palazzo Pretorio, situato nella parte medievale del paese.

Nel 1164 viene citata in un documento di Federico Barbarossa come feudo dei conti Alberti, ma probabilmente la sua origine è da far risalire all’Alto Medioevo, epoca nella quale venne edificato il mastio che oggi risulta incorporato dal Palazzo del Vicario. L'origine del mastio è quasi sicuramente Longobarda o Gotica, e rappresentava il classico tipo di fortificazione alto-medioevale costituito da un'unica torre fortificata dotata di stalla, alloggi signorili e armeria. L'importanza del territorio in cui si veniva a trovare l'antica torre favorì sicuramente la sua evoluzione prima in Castrum, favorendo lo sviluppo di case attorno al mastio primordiale, e poi in castello fortificato vero e proprio. Mantenne la sua indipendenza da Firenze fino al 1184 quando a seguito della distruzione del castello di Pogni, presso Marcialla la famiglia Alberti fu obbligata a smantellare le proprie fortificazioni e a giurare fedeltà alla città. Certaldo non conosce quindi l'ulteriore evoluzione in comune libero tipica di altre località vicine. A seguito della distruzione della vicina città di Semifonte ad opera dei Fiorentini nel 1202, la città vide un notevole sviluppo causato dai profughi semifontesi, sviluppo che portò all'edificazione di nuovi edifici che saturarono il colle in tutta la sua parte meridionale e occidentale. Infine lo spostamento della via Francigena sul percorso di valle favorì ulteriormente lo sviluppo ed il rafforzamento del Castello, che prese definitivamente la forma attuale e fu cinto dalle attuali mura, con tre porte: Porta Alberti, Porta al Sole, Porta al Rivellino.

Dopo la battaglia di Montaperti (1260), in cui le truppe guelfe di Firenze furono sconfitte dalla ghibellina Siena, Certaldo fu saccheggiata.

Nel 1313 vi ebbe con molta probabilità i propri natali Giovanni Boccaccio (mentre sicuramente vi morì nel 1375)

Nel 1415 divenne sede di uno dei tre Vicariati in cui si suddivideva amministrativamente la Repubblica fiorentina, e la cui giurisdizione si estendeva dalla Valdelsa alla Val di Pesa fino a tratti del Valdarno.

Dopo il 1479, anno in cui la città venne saccheggiata dalle truppe senesi e dal Duca di Calabria, Certaldo conobbe un notevole sviluppo culturale ed economico, favorito dalla posizione strategica sulla via Francigena e dalla sede Vicariale, tanto da diventare il centro più importante di tutta la Valdelsa; dai resoconti vicariali sappiamo che vi era un ospedale e una scuola, e sappiamo che a Certaldo vi si tenevano tutti i processi penali dell'epoca, dove venivano giudicati ed eventualmente condannati i colpevoli che risiedevano nel territorio del Vicariato.

Le origini del nome
Il nome di Certaldo sembra derivare dal latino "cerretum altus" facente riferimento ad alberi di cerro.

Tra il XVII ed il XVIII secolo cominciano a svilupparsi costruzioni nella piana sottostante il castello e che segnano la nascita del borgo nuovo; alle vecchie capanne di attrezzi per il lavoro della terra si affiancano le prime attività artigianali. Nel 1757 la Propositura viene trasferita nella parte bassa del paese, sviluppatasi sulla via Francigena nel nucleo di Piazza Boccaccio; in realtà esistono ulteriori insediamenti del borgo nuovo più antichi, entrambi in prossimità delle due vecchie vie che collegavano il castello con la via Francigena, Costa Vecchia e Costa Alberti, le quali rappresentavano le vie d'accesso verso il castello nella parte alta. Questi insediamenti più antichi risultano ancora oggi visibili lungo la Costa Alberti, ed alla fine della Costa Vecchia, al suo innesto sulla vecchia Francigena (oggi via Romana). Nel 1849,con la costruzione della linea ferroviaria Empoli – Siena, nascono le prime attività manifatturiere che favoriscono lo sviluppo industriale, commerciale, demografico ed urbanistico; ma mentre si sviluppa il nuovo borgo, contemporaneamente assistiamo anche alla decadenza del borgo alto, che perde la sede vicariale e viene incorporato nella cancelleria provinciale di Castelfiorentino nel 1781 e che finisce sempre più in uno stato di abbandono e decadenza.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Certaldo subisce vari bombardamenti, che portarono alla perdita anche di edifici storici nella parte alta del paese, uno per tutti, la Casa di Giovanni Boccaccio, ricostruita nell'immediato dopoguerra.

[modifica] Storia di Pogna

Ruderi del castello di Pogna
Cappella di San Michele o Cupola di San Donnino
Per approfondire, vedi la voce Pogna.

Il castello di Pogni, conosciuto anche come "Pogna", rappresentava uno dei più potenti avamposti della famiglia feudale degli Alberti, i signori medioevali della Valdelsa. Le prime notizie storiche del castello di Pogni risalgono al 1059, e sappiamo che nel 1184 fu assediato ed espugnato per la prima volta dai fiorentini. Durante tale battaglia venne fatto prigioniero lo stesso conte Alberto degli Alberti, che in cambio della propria libertà giurò di demolire tutte le fortificazioni del castello e le torri della vicina Certaldo. In un documento del XIII secolo viene riconfermato il dominio della famiglia Alberti sul castello di Pogni, ma possiamo considerarla come l'ultima espressione del potere feudale nella zona; dopo la distruzione di Semifonte l'autorità del comune di Firenze si sostituisce definitivamente al potere feudale, e nel 1312 il castello viene completamente distrutto dalle truppe di Arrigo VII, a cui segue il completo abbandono della roccaforte; le fortificazioni furono riattivate per un breve periodo dalla Signoria di Firenze alla fine del XIV secolo. Dell'imponente castello restano soltanto una torre dimezzata in senso verticale e alcuni resti del vecchio palazzo, molti dei quali ormai incorporati nelle case rurali sorte ai piedi dell'antica roccaforte.

[modifica] Storia della collina di Semifonte

Per approfondire, vedi le voci Semifonte e Cappella di San Michele.

Alla fine dell'Alto Medioevo sorse, sulle colline situate tra Certaldo e Barberino Val d'Elsa, il castello di Semifonte, uno degli ultimi ad essere costruito nella zona, dominato dalla famiglia dei Conti Alberti: rappresentava l'ultimo baluardo del potere feudale in piena età dei comuni.

Nel XII secolo conobbe un notevole sviluppo duvuto alla discesa degli imperatori germanici con il fine di schiacciare le autonomie comunali. L'imperatore Federico il Barbarossa volle che il castello e l'insediamento si sviluppassero enormemente affinché Semifonte diventasse una spina nel fianco di Firenze. In breve tempo, grazie alla sua posizione strategica equidistante da Siena e da Firenze, e grazie ad una politica aperta agli sbandati, ai rifugiati e agli esuli, il castello divenne una vera e propria città in continuo sviluppo demografico, costituita dal castello fortificato e da un notevole borgo che si sviluppava appena subito fuori la cinta muraria, l'odierno abitato di Petrognano. Lo sviluppo continuò a farla crescere e a renderla una sorta di città "maledetta", invisa da Firenze e dalla stessa Siena. Agli inizi del 1200 il perimetro delle mura di Semifonte era di poco inferiore a quello della Firenze contemporanea, tant'è che Firenze stessa propose a Semifonte di limitare il suo sviluppo demografico e di sottomettersi all'autorità fiorentina. Semifonte, in risposta, posizionò su una delle porte rivolte verso Firenze una iscrizione dove si leggeva: "Florentia fatti in là che Semifonte si fa città". Fallita la via diplomatica, Firenze inviò le sue milizie che, aiutate da mercenari mandati da Siena, attuò la distruzione "sistematica" di Semifonte: ogni edificio, palazzo o casa fu completamente raso al suolo e tutti i suoi abitanti furono uccisi e sepolti o fuggirono nelle città vicine come Certaldo, Poggio Bonizio e Barberino Val d'Elsa.

Un editto impose il divieto assoluto di costruzione su quel colle, e fu derogato solo nel 1597, anno in cui fu costruita su progetto di Santi di Tito la cappella di San Michele Arcangelo, detta comunemente "cupola di San Donnino": la cappella a pianta ottagonale riproduce fedelmente in scala 1:8 la cupola del Duomo di Firenze di Filippo Brunelleschi. La cupola occupa solitaria la cima del colle e indica il centro in cui sorgeva anticamente quella città maledetta di cui non resta più niente. Il borgo di Petrognano sorge attualmente nel punto in cui sorgeva il borgo esterno della città.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La parte più interessante del comune è sicuramente Certaldo Alto. La caratteristica artistica e architettonica principale di Certaldo Alto, che l'ha resa nota e famosa in Europa, è la perfetta conservazione del tessuto urbanistico medioevale, con le sue vie strette e le piccole piazze sparse qua e là; se si escludono i lavori di ristrutturazione che hanno avuto come oggetto Palazzo Pretorio nel XV secolo (lavori che trasformarono il vecchio mastio nel palazzo vicariale) possiamo affermare che Certaldo Alto è rimasta identica a come si è sviluppata nel medioevo.

Ulteriore testimonianza di questa caratteristica è la mancanza di una grande piazza nel centro storico, mentre al suo posto vi troviamo una lunga e larga via (via Boccaccio) che ne svolgeva le funzioni, rappresentando il luogo pubblico di eccellenza e di concezione tipicamente alto-medioevale. Tuttavia, chi sale in Certaldo Alto troverà due piazze: la prima è piazza della SS. Annunziata, creata all'inizio del XIX secolo pavimentando un'area che prima era destinata agli orti e alle coltivazioni in genere; la seconda, piazza SS. Jacopo e Filippo, di fronte all' omonima chiesa, era invece in origine adibita a cimitero del convento, fino al 1633.

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiese principali

Eretta nel XIII secolo, di stile romanico, ospita al suo interno le spoglie di Beata Giulia Della Rena e del Boccaccio. Nella piazza esterna troviamo l'accesso al Museo di Arte Sacra della Propositura di Certaldo, sorprendentemente ricco di opere d'arte.

Fu inaugurata nel 1885, anche se i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1840 e conserva il Crocifisso risalente al XIV secolo, oggetto di preghiera e di venerazione da parte della Beata Beata Giulia.

Questa è la chiesa più antica del castello, risalente con tutta probabilità al XIII secolo; in seguito, a causa di smottamenti del colle, ne è andato perduto parte del chiostro e la parte terminale dell'edificio stesso, compreso l'abside. La chiesa, a navata unica centrale, ospita alcuni affreschi molti dei quali rovinati dalla noncuranza e dal tempo (recentemente restaurati), mentre da vedere il Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli al centro di essa.

  • Chiesa della vergine della Pietà

Quando la Propositura del Castello fu spostata nel "Borgo Basso" questa divenne la chiesa parrocchiale di Certaldo fino alla costruzione dell'attuale chiesa di San Tommaso (fine del XIX secolo). Si trova nella parte bassa, all'incrocio tra Costa Alberti e la vecchia via Francigena. Sconsacrata da decenni si trova in stato di degrado, nonostante gli interventi di manutenzione degli anni '90 ad opera della Propositura e di un gruppo di volontari. Quasi illeggibile la scritta "Virgo pietatis asilum" sopra il portone.

Ha origini molto antiche, già citata nel X secolo, è forse l'esempio più tipico di architettura romanica in tutta la Valdelsa, con pianta di tipo basilicale, a tre navate.

[modifica] Altre chiese nei dintorni

[modifica] Architetture civili

  • Palazzo Stiozzi Ridolfi

È un complesso architettonico che occupa un intero isolato nel vecchio castello, formato da un palazzo, due torri che si affacciano rispettivamente su costa Alberti e via Boccaccio, e da un grande cortile interno con loggiato. Il palazzo risale al XIV secolo e probabilmente il loggiato interno ospitava il mercato.

  • Palazzo Giannozzi

È una casa padronale, caratterizzato da strutture trecentesche e rinascimentali, e sotto il quale passa forse una delle vie più caratteristiche dell'abitato, che collega Piazza SS Annunziata con la Porta al Sole.

Certaldo - Palazzo Pretorio (facciata) - presente scultura di Alessandro Reggioli per la mostra "Red-Hot Heart".

Nasce come castello dei conti Alberti nel XII secolo di quell’edificio rimane oggi il mastio. Fu sede dei Vicari Fiorentini. Nell’atrio sono conservati molti scudi araldici appartenenti ai Vicari via via succedutisi. Da vedere, nella "Camera del Cavaliere" una Madonna col Bambino (1489) di Pier Francesco Fiorentino e una Crocifissione (1478), mentre la"Camera delle Sentenze" ospita una Pietà, sempre di Pier Francesco Fiorentino. L'attuale edificio ha subito importanti ampliamenti tra Quattro e Cinquecento. Il palazzo ospita anche le vecchie e anguste prigioni, mentre al piano superiore si tengono esposizioni temporanee di arte contemporanea. Uno dei due giardini del palazzo è trasformato in un giardino giapponese dall'artista Hidetoshi Nagasawa e ospita una casa da tè giapponese.

È la residenza del noto scrittore, e si affaccia sulla via principale del borgo, via Boccaccio. È la sede di una importante biblioteca che contiene documenti del cinquecento, seicento e settecento e del centro studi sul Boccaccio.

[modifica] Architetture militari

[modifica] Dintorni di Certaldo

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

Vicolo dell'Osteria a Certaldo Alto

[modifica] Musei

Aperto nel 2001, offre al visitatore una sorprendente collezione di dipinti su tela e tavola, nonché sculture e preziose oreficerie, provenienti dalle chiese dei dintorni di Certaldo.

Si tratta dell'antico maschio feudale della famiglia Alberti, in seguito divenuto sede del vicario fiorentino dal XV al XVIII secolo: al suo interno interessanti affreschi del XV e XVI secolo.

Si tratta dell'edificio che la tradizione identifica come appartenuto al famoso novelliere: al suo interno ha sede anche un importante centro studi e una biblioteca interamente dedicata a Boccaccio

[modifica] Personalità legate a Certaldo

[modifica] Eventi

  • Mercantia

Teatralfestamercatomedioevale, è una kermesse ormai conosciuta in Italia e Europa, che fonde teatro di strada, musica, danza e artigianato nel vecchio borgo di Certaldo Alto in un'atmosfera medioevale e poetica, con spettacoli e bancarelle di artigiani sparse nelle vie e nelle piazzette del vecchio castello.

  • Boccaccesca

Rassegna gastronomica di prodotti tipici e presidio Slow Food.

  • Premio letterario Giovanni Boccaccio

È un importante premio letterario, organizzato dal Rotary Club Valdelsa, che si svolge a Settembre tra i vincitori delle passate edizioni troviamo Alberto Bevilacqua, Enzo Biagi, Indro Montanelli e altri.

In onore all'attore Ernesto Calindri, certaldese di nascita e deceduto pochi anni fa, questa manifestazione di recente conferisce un premio teatrale ad insigni attori e personaggi dello spettacolo: tra i premiati ricordiamo Pippo Baudo e Carlo Verdone.

  • Corteo Storico

Manifestazione storica in costumi tipici medioevali che scorre lungo i vicoli del Borgo Alto fino ad arrivare in Piazza Boccaccio, dove ha termine con una rappresentazione ispirata alle novelle del Decamerone; si svolge in settembre.

  • Tuscany International Jazz Summer School And Arts Festival

Una settimana musicale di corsi, mostre e concerti di musicisti di rilevanza internazionale.

  • "Cena medioevale"

Tavole apparecchiate nella via principale del Borgo Alto per un'atmosfera che riporta nel 1300. Servita da camerieri in costume , con pietanze ed apparecchitura tipica dell'epoca.

[modifica] Economia

Certaldo è una cittadina a vocazione agricola, industriale e commerciale, che si colloca a cavallo dei distretti industriali dell' Alta Val d'Elsa e dell' Empolese-Bassa Val d'Elsa. Pur facendo parte politicamente ed amministrativamente del Circondario Empolese-Val d'Elsa, che comprende la Val d'Elsa Fiorentina e i comuni limitrofi di Empoli, possiamo dire che sul piano economico e commerciale Certaldo presenta molti più punti di contatto con l' Alta Val d'Elsa e la sua cittadina più importante, Poggibonsi, sia sul piano delle infrastrutture sia sul piano di tipologia delle aziende presenti sul territorio.

Le industrie si dispongono lungo due zone industriali, una a Nord (Zona industriale Montebello-Fraille) e l'altra a Sud (Bassetto-Avanella) dell'abitato. Le zone industriali di Badia a Cerreto e di Badia a Elmi, benché formalmente insite nel territorio comunale di Gambassi Terme la prima e San Gimignano la seconda, entrambe poste ad Est dell'abitato ed adiacenti ad esso, fanno parte nei fatti della realtà certaldese.

Il settore primario si basa sia su prodotti tipici della zona come vino e olio (recentemente si è aggiunta la cipolla di Certaldo, che ha ottenuto una specifica Dop) che sul quel misto di primario e terziario che è l'agriturismo.

Il settore secondario si basa sulla piccola e media industria e sulle attività artigianali e conto terzi; importanti sono il settore del mobile, soprattutto cornici (più della metà della produzione italiana viene dalla città e zone limitrofe), del calzaturiero e della meccanica (scambiatori di calore, macchine ed utensili per legno ecc.), mentre minori per numero ma non per importanza troviamo l'alimentare e la chimica (plastica). Il settore calzaturiero, molto importante nel boom economico degli anni '60, ha subito una drastica riduzione del fatturato ed una chiusura di molte aziende durante la crisi di fine anni '70, riducendo drasticamente la sua importanza occupazionale e strategica nel territorio, sostituito via via dal settore del mobile (cornici). Importanti anche le aziende chimiche (plastica da imballaggio e film) concentrate nelle zone industriali al confine con i comuni di San Gimignano e Gambassi. Ultimamente, complice la crisi del settore, la parte industriale ha visto un progressivo cambiamento che ha portato una differenziazione più vasta delle aziende presenti sul territorio, portando nuove realtà fatte di piccole e medie imprese in settori come la meccanica di precisione, informatica, che hanno affiancato le vecchie imprese monotematiche delle cornici e del settore calzaturiero sempre più in difficoltà

Per quanto riguarda il settore terziario la parte del leone è occupata da turismo, soprattutto negli ultimi anni, trainati dalla bellezza del territorio e della parte vecchia della città.

L'inadeguatezza di infrastrutture gioca un forte ruolo negativo nello sviluppo industriale e commerciale del territorio; l'insufficienza della rete stradale ormai incapace di sostenere lo sviluppo della città (peraltro risultano bloccati i lavori di ammodernamento della nuova statale 429) e della rete ferroviaria che collegano Certaldo con Firenze, Siena e Pisa, rischiano di bloccare e ritardare ogni cenno di ripresa economica e di sviluppo industriale e commerciale.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Andrea Campinoti (centrosinistra) dal 08/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0571 6611
Posta elettronica: urp@comune.certaldo.fi.it

[modifica] Città gemellate

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat all'30/9/2008.

[modifica] Bibliografia

  • F. Allegri, Certaldo un tuffo nel Medioevo, Certaldo (Fi), Federighi colorgrafiche, 1996.
  • F. Allegri – R. Galgani (a cura di), Storia di Certaldo dalle origini al 1799 tratta da un Manoscritto di Autore Anonimo, Poggibonsi (Si), Lalli Editore, 1991.
  • F. Allegri – R. Galgani, Storia di Certaldo dall’Unità alla Resistenza, Poggibonsi (Si), Lalli Editore, 1992.
  • F. Allegri – M. Tosi, Certaldo. Guida storico artistica, Certaldo (Fi), Grafiche Nidiaci, 1975.
  • F. Allegri – M. Tosi, Certaldo poesia del Medioevo, collana “Valdelsa Millenaria”, Certaldo (Fi), Federighi Editori, 2002.
  • B. Borghini, I giorni della cicogna, Poggibonsi (Si), Arti Grafiche Nencini, 1993.
  • B. Borghini, Il vento racconta, Poggibonsi (Si), Arti Grafiche Nencini, 1990.
  • B. Borghini, La sorgente perduta, Poggibonsi (Si), Arti Grafiche Nencini, 1996.
  • B. Borghini, San Tommaso dai cento anni ovvero a zonzo sul passato di Certaldo e dintorni, San Gimignano (Si), Grafiche Nidiaci, 1986.
  • S. Borghini, La lega di Certaldo nel basso Medioevo, Firenze, 1996.
  • F. Gianchecchi, Storie della Storia di Certaldo, Certaldo (Fi), Federighi Editore, 2006.
  • F. Rossi (a cura di), Certaldo negli anni del fascismo. Un comune italiano fra le due guerre (1919 – 1940), Sesto San Giovanni (Mi), La Pietra, 1986.
  • M. Tosi, Certaldo. Immagini della memoria, Poggibonsi (Si), Lalli Editore, 1994.
  • Gli anni difficili di Certaldo. Memorie e testimonianze a cura di Mario Brunori, Sesto San Giovanni (Mi), La Pietra, 1983.

[modifica] Voci correlate

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