Galluzzo

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Galluzzo
frazione
Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Firenze-Stemma.png Firenze
Comune FlorenceCoA.svg Firenze
Territorio
Coordinate 43°44′09″N 11°13′31″E / 43.735833°N 11.225278°E43.735833; 11.225278 (Galluzzo)Coordinate: 43°44′09″N 11°13′31″E / 43.735833°N 11.225278°E43.735833; 11.225278 (Galluzzo)
Altitudine 58 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 50124
Prefisso 055
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti galluzzesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Galluzzo

Il Galluzzo è una frazione di Firenze che si trova nella parte più meridionale del comune, nota soprattutto per la Certosa, edificata nel 1341 da Niccolò Acciaiuoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune autonomo[modifica | modifica wikitesto]

Fu comune autonomo dal 1881 fino al 1931, con soppressione formale nel 1928, quando con il R.D. 2562 1/11/1928, che prevedeva l'espansione del territorio comunale fiorentino, una parte fu assegnata al comune di Firenze (il capoluogo comunale e le frazioni di San Felice ad Ema e Cascine del Riccio); un'altra al neonato comune di Scandicci (già Casellina e Torri fino alla stessa data) con la frazione di Giogoli; una terza al comune di Bagno a Ripoli (campagna di Grassina) e la restante parte andò a formare l'attuale comune di Impruneta.

Al momento della soppressione, il comune aveva circa 22.000 abitanti ed era indubbiamente il più popolato della provincia fiorentina dopo Prato ed Empoli; la sua circoscrizione comunale confinava con quelle di Firenze, Casellina e Torri, San Casciano in Val di Pesa, Greve in Chianti e Bagno a Ripoli. Il comune, che al momento dell'unità nazionale si estendeva per circa 68 km², aveva già visto ridursi il proprio territorio nel 1865, quando col Regio Decreto N°2412 del 26 luglio aveva ceduto al comune di Firenze una fascia di territorio compresa tra le mura della città e la località delle Due Strade.

Il gonfalone del comune mostrava un galletto con la gamba alzata, evidentemente derivato dal toponimo.

La località del Galluzzo viene citata da Dante Alighieri nel XVI canto del Paradiso (vv 52-55) della Divina Commedia

« Oh quanto fora meglio esser vicine
quelle genti ch’io dico, ed al Galluzzo
ed a Trespiano aver vostro confine »
(Dante Alighieri, Divina Commedia)

Attualmente fa parte del Quartiere 3 Gavinana-Galluzzo

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni attribuiscono l'origine del curioso nome del borgo alla nobile famiglia Galluzzo o Galluzzi (nei testi di archivio in latino compaiono come Gallutius) di antiche origini bolognesi e legata al partito guelfo, che in questa zona esercitava l'attività di "biadaioli", e che aveva per stemma proprio un gallo d'oro in campo azzurro, o nel ramo dei podestà di Volterra, portava in araldo un gallo rosso in campo d'argento. Altri ancora affermano che il nome Galluzzo derivi da una vecchia osteria posta lungo la strada che da Firenze andava verso Roma, che aveva un'insegna appunto a forma di gallo di probabile origine romana. Va detto anche però che questa insegna non era altro che la riproduzione di un galletto scolpito sopra una pietra miliare a colonna posta ai bordi di quella strada. È probabile che quest'ultima ipotesi sia la più accettabile, dato che anche lo storico Andrea Dei, nella sua Cronica Senese del 1253 afferma che "una compagnia di armati senesi e pisani fece una rapida scorreria infino alla pietra del Galluzzo presso Firenze, e per onta tagliarono il capo al galluzzo".

Il tardo duecentesco borgo del Galluzzo Vecchio, che in origine doveva essere costituito da una quindicina di case e ville sparse tra il ponte della Certosa e la chiesa di Santa Lucia a Massapagani, si sviluppò con un gruppo di edifici di abitazioni, sorto all'angolo di via Massapagani con via Barni attorno ad una casa da signore del '300.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente zona di artigiani e di lavoratori della terra, il Galluzzo ebbe relativamente pochi abitanti fino alla metà dell'Ottocento. Quanto alle attività prevalenti, data la vicinanza di Impruneta, fin da XVI secolo vi fu una consistente presenza dell'industria delle fornaci, mentre in epoche più recenti, oltre alle fornaci, si aggiunsero gli impianti per la produzione del cemento. All'inizio del '900 era presente anche una serie di altre industrie, poi scomparse, quali un grande mulino con annesso pastificio e un opificio dove si estraeva dell'olio dalla sansa per mezzo del solfuro di carbonio, e con esso si producevano poi saponi di vari tipi. La particolare conformazione litologica delle colline circostanti ha poi dato la possibilità di aprire varie cave per l'estrazione e la lavorazione di pietrami, le più importanti delle quali erano quelle di Monteripaldi, del Poggio ai Grilli, di Montebuoni e di Montecuccoli. Le donne della zona hanno praticato a lungo, vista l'abbondanza di torrenti, l'attività di lavandaie, a cui si affiancava quella di trecciaiole (cioè alla realizzazione di trecce necessarie per fare i cappelli di paglia).

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Acciaiuoli: il monumento ai caduti della Grande Guerra.

Cuore del centro abitato oggi è Piazza Acciaioli, in mezzo alla quale si innalza il monumento ai caduti della prima guerra mondiale, sormontato dalla statua della Vittoria (nella foto).

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

I palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Altri luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni folkoristiche[modifica | modifica wikitesto]

Al Galluzzo esiste uno sport, che si svolgeva già in tempi antichi e molto simile al Calcio Storico Fiorentino, detto della Palla pillotta.

Persone legate al Galluzzo[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1890 al 1935 i collegamenti con Firenze, San Casciano val di Pesa e Greve in Chianti furono assicurati dalla tranvia del Chianti, che al Galluzzo aveva una delle stazioni.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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