Luciano Spalletti

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Luciano Spalletti
Spaletti.jpg
Luciano Spalletti nel 2010
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore ex centrocampista
Carriera
Giovanili
Certaldo
Sannazzaro
N.A.G.C.
Certaldo
Squadre di club1
1977-1980 Certaldo  ? (?)
1980-1984 Cuoiopelli Cuoiopelli  ? (?)
1984-1985 Castelfiorentino Castelfiorentino  ? (?)
1985-1986 Entella Bacezza Entella Bacezza 12 (4)
1986-1990 Spezia Spezia 120 (7)
1990-1991 Viareggio Viareggio 29 (1)
1991-1993 Empoli Empoli 53 (3)
Carriera da allenatore
1993-1998 Empoli Empoli
1998-1999 Sampdoria Sampdoria
1999-2000 Venezia Venezia
2000-2001 Udinese Udinese
2001-2002 Ancona Ancona
2002-2005 Udinese Udinese
2005-2009 Roma Roma
2009-2014 Zenit Zenit
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 21 aprile 2010

Luciano Spalletti (Certaldo, 7 marzo 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

La sua attività calcistica inizia all'età di 12 anni, quando si iscrive al Sannazaro di Firenze. N.A.G.C. della Fiorentina (insieme a Luciano Venturini, altro ex giocatore viola degli anni ottanta, col quale condivideva i viaggi da Empoli a Firenze). A 13 anni vince il suo primo torneo (svoltosi a Prato) come giovane calciatore. Passa poi al Club Sportivo Firenze, società del calcio fiorentino, dove gioca insieme a Massimo Rocchi, e vi finisce l'attività giovanile per poi passare ai campionati dilettantistici nel Certaldo e successivamente nella Cuoiopelli e nel Castelfiorentino.

La carriera da giocatore è svolta interamente in compagini liguri e toscane come centrocampista in serie minori. e arriva al massimo in Serie C con Empoli, Viareggio e Spezia, squadra nella quale gioca dal 1986 al 1990 diventandone capitano.[senza fonte] Chiude a 34 anni, nel torneo di Serie C1 1992-1993 con la maglia dell'Empoli guidato da Francesco Guidolin. Nell'ultima stagione colleziona 22 presenze e 2 reti.

L'esperienza allo Spezia[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1985-1986 giocò a Chiavari nell'Entella come centrocampista. Dopo la conquista del 5º posto in serie C approdò allo Spezia, neopromosso in C1, nella stagione 1986-1987, al seguito di Giampiero Ventura; contribuì al raggiungimento della salvezza sotto la guida di Sergio Carpanesi.

Sfiorò per due volte la promozione in Serie B nel 1987-88 e 1988-89

I tifosi spezzini lo invitarono in occasione delle celebrazioni del centenario della squadra, avvenuto nel 2006.[1] A La Spezia viene ancora oggi ricordato che negli anni '80 campeggiava nella curva dei tifosi locali uno striscione che recitava "Spalletti capo degli ultras".[senza fonte]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Appena chiusa la carriera di calciatore, Spalletti esordì nel 1993 come allenatore in Serie C1, sulla panchina dell'Empoli, subentrando a Luciano Donati a 6 giornate dalla fine del torneo, con la squadra in zona retrocessione.[senza fonte] Gli azzurri riuscirono a salvarsi ai play-out, dove superarono l'Alessandria.

L'Empoli e la scalata alla Serie A[modifica | modifica sorgente]

Seguì una stagione di transizione, nel 1994-95, nel corso della quale Spalletti trovò alle sue dipendenze Vincenzo Montella, con cui già l'allenatore fiorentino aveva giocato nell'ultimo anno da calciatore. Montella lascerà l'Empoli al termine della stagione, e reincontrerà Spalletti prima alla Sampdoria e poi nella capitale.

Dalla stagione 1995-1996 iniziò un ciclo di vittorie per l'Empoli di Spalletti, che vinse una Coppa Italia di Serie C contro il Monza, e ottenne la promozione in Serie B grazie alla vittoria nella finale play-off contro il Como giocata a Modena. Nella stagione 1996-97, gli azzurri neopromossi in B conquistarono la Serie A. Conquistò la salvezza con una giornata di anticipo nel campionato 1997-98.

Altre esperienze[modifica | modifica sorgente]

Seguirono successivamente le esperienze alla Sampdoria (1998, esonerato e successivamente richiamato) con cui retrocesse, al Venezia (1999, dove venne esonerato due volte), all'Udinese (2001, al posto di De Canio) e all'Ancona (2002), dove sostituì Fabio Brini da gennaio ed ottenne la salvezza.

Udinese[modifica | modifica sorgente]

Spalletti riapprodò alla guida dell'Udinese nel marzo 2001; chiamato a sostituire Luigi De Canio, l'allenatore toscano ottenne la salvezza, conquistata alla penultima giornata.

All'inizio della stagione 2002-2003 fece ritorno ad Udine; i bianconeri ottennero la partecipazione alla Coppa UEFA. Il quarto posto ottenuto al termine della stagione 2004-2005 valse la prima qualificazione alla Champions League della storia del club. Al termine di quello stesso campionato, Spalletti annunciò la sua intenzione di abbandonare l'Udinese, che lo rese dunque libero sul mercato.

Ad Udine Spalletti lanciò Vincenzo Iaquinta, Sulley Ali Muntari, David Di Michele, Antonio Di Natale e David Pizarro, che lo raggiunse in seguito alla Roma.

Roma[modifica | modifica sorgente]

2005-2006[modifica | modifica sorgente]
Il presidente Sensi e Spalletti in tribuna

Nell'estate del 2005 venne ingaggiato dalla Roma. Nelle prime giornate del campionato 2005-2006 la Roma ottenne risultati altalenanti[2]. Da dicembre, dopo la partenza di Antonio Cassano per il Real Madrid e nonostante il mercato bloccato nella sessione invernale per via della querelle Mexès[3], la squadra diede il via ad una serie di undici vittorie consecutive, tra cui la vittoria nel derby contro la Lazio (0-2), che riportarono in auge la squadra e che rappresentò momentaneamente un nuovo record per la Serie A.[4]. Alla fine della stagione, la formazione chiuse al quinto posto; le penalizzazioni di Juventus, Milan e Fiorentina per le vicende del caso Calciopoli proiettarono la Roma al secondo posto, e valsero a Spalletti la seconda qualificazione consecutiva da allenatore alla Champions League.

2006-2007[modifica | modifica sorgente]

La stagione inizia con una sconfitta per 4-3 nella finale della Supercoppa italiana contro l'Inter dopo i tempi supplementari.[5] Nelle fasi iniziali del campionato Spalletti ripresenta lo stesso schema di gioco che l'aveva portato a battere il record di vittorie consecutive della Roma in campionato l'anno precedente. La squadra viene sconfitta con l'umiliante punteggio di 7-1 sul campo del Manchester United nel ritorno dei quarti di finale di Champions League, venendo eliminata.[6] La Roma termina il campionato al secondo posto in classifica, distaccata di 22 punti dall'Inter primatista.

Vince la Coppa Italia contro l'Inter (gara di andata a Roma vinta con il risultato di 6-2 e gara di ritorno a Milano persa con il risultato di 2-1) dopo aver eliminato la Triestina, il Parma e il Milan. Si tratta del primo trofeo per l'allenatore di Certaldo.

2007-2008[modifica | modifica sorgente]

Il 19 agosto 2007 Spalletti conquista con la Roma la sua prima Supercoppa italiana, la seconda della storia del club capitolino con una vittoria a San Siro per 1-0. In campionato Spalletti guida la Roma verso due record personali: 24 vittorie in campionato e 82 punti in 38 partite che permettono così di ottenere nuovamente il secondo posto in classifica, finendo a 3 punti dall'Inter. Il 24 maggio 2008 vince per la seconda volta la Coppa Italia, battendo nuovamente l'Inter, squadra campione d'Italia.

2008-2009[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2008-2009, dopo 9 giornate di campionato la Roma riesce a collezionare solo 7 punti.

Nella sfida con il Chelsea in Champions League, rivoluziona il suo 4-2-3-1 in un più difensivo 4-1-2-1-2 ("rombo") che spesso si trasforma in un 4-3-2-1[7] e conquista tra novembre e dicembre diverse vittorie consecutive di cui quella nel derby per 1-0; vittorie che permettono alla sua squadra di risalire la classifica in Serie A e di vincere il girone della Champions League davanti al Chelsea.

In campionato la squadra termina la stagione al 6º posto, qualificandosi con sofferenza in Europa League.

In Coppa Italia il cammino della Roma si ferma ai quarti di finale, sconfitta 2-1 sul campo dell'Inter.

In Champions League verrà eliminato agli ottavi di finale perdendo contro l'Arsenal ai calci di rigore dopo una gara di ritorno che ha visto la Roma giocare un buon calcio nonostante le emergenze di formazione.[8]

2009-2010[modifica | modifica sorgente]

Il 1º settembre 2009, con una decisione richiamata ai disaccordi che aveva da alcuni mesi con la società[9] e a seguito di due sconfitte nelle prime due partite di campionato, presenta le dimissioni: le due parti rescindono consensualmente il contratto, interrompendo un rapporto durato 4 anni e mezzo.[10]

Zenit San Pietroburgo[modifica | modifica sorgente]

Spalletti sulla panchina dello Zenit

L'11 dicembre 2009 viene ufficializzato il suo ingaggio da parte della squadra russa dello Zenit San Pietroburgo, società con la quale firma un contratto per tre stagioni[11] con un ingaggio di 4 milioni di euro netti all'anno[12]. Il 16 maggio ha vinto con la squadra la Coppa di Russia[13]. Il 14 novembre 2010 vince il campionato russo 2010 con due giornate di anticipo.[14] Il 6 marzo 2011 vince la Supercoppa di Russia.[15]

Il 9 febbraio 2012 firma un prolungamento del contratto con la squadra russa fino al 2015 con un ruolo da manager[16] e un ingaggio da 3,3 milioni l'anno.[17]. Il 28 aprile seguente vince il suo secondo campionato consecutivo con tre giornate di anticipo. Nel 2012-2013 si piazza secondo in campionato a 2 punti dal CSKA Mosca.

Il 10 marzo 2014, con la squadra al 2º posto in classifica, è stato sollevato dall'incarico di allenatore della squadra russa dopo aver vinto solo una delle ultime 11 partite.[18][19] La nota ufficiale pubblicata sul sito della squadra russa Zenit San Pietroburgo inizia con "Grazie di tutto Mister!" ma non spiega nei dettagli il perché dell'esonero che potrebbe anche collegarsi ad alcune dichiarazioni rese da Spalletti, a Coverciano, contro l'intervento militare russo in Ucraina.[20]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Empoli: 1995-1996
Roma: 2006-2007, 2007-2008
Roma: 2007
Zenit: 2009-2010
Zenit: 2010, 2011-2012
Zenit: 2011

Individuale[modifica | modifica sorgente]

2004-2005
Migliore allenatore: 2006, 2007

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1] Ilgiornale.it
  2. ^ Serie A 2005-2006
  3. ^ [2] rainews24.it
  4. ^ [3] lamiaroma.it
  5. ^ [4] repubblica.it
  6. ^ [5] Repubblica.it
  7. ^ Roma Chelsea 3-1 Champions League, sdamy.com. URL consultato il 27 settembre 2011.
  8. ^ [6] repubblica.it
  9. ^ Spalletti: «Canterò sempre l'inno della Roma» - Il video dell'intervista all'ex allenatore della Roma a Sky Sport 24, CorrieredelloSport.it, 1º settembre 2009. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  10. ^ Risoluzione consensuale anticipata del contratto con il Sig. Luciano Spalletti, asroma.it, 1º settembre 2009. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  11. ^ Antonio Gaito, Ufficiale: Spalletti nuovo tecnico dello Zenit, tuttomercatoweb.com, 11 dicembre 2009. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  12. ^ Francesca Ferrazza, Spalletti, "disoccupato" solo per tre mesi, laRepubblica.it, 11 dicembre 2009. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  13. ^ (EN) Italian Spalletti leads Zenit to Russian Cup win, Reuters UK, 16 maggio 2010.
  14. ^ Festa Spalletti: è campione di Russia con lo Zenit, corrieredellosport.it, 14 dicembre 2010.
  15. ^ Calcio, Supercoppa russa: Zenit-Cska Mosca 1-0, Yahoo! Eurosport.it, 6 marzo 2011.
  16. ^ Luciano Spalletti signs contract extension with Zenit fc-zenit.ru
  17. ^ ANCELOTTI GUADAGNA PIÙ DI MOURINHO sportmediaset.it, 27 novembre 2012
  18. ^ Zenit San Pietroburgo, esonerato Luciano Spalletti
  19. ^ Lo Zenit San Pietroburgo esonera Luciano Spalletti, Squer.it.
  20. ^ http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2014/03/11/news/zenit_esonera_spalletti-80709561/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]