Greve in Chianti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Greve in Chianti
comune
Greve in Chianti – Stemma Greve in Chianti – Bandiera
Greve in Chianti – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Firenze-Stemma.png Firenze
Amministrazione
Sindaco Paolo Sottani (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°35′00″N 11°19′00″E / 43.583333°N 11.316667°E43.583333; 11.316667 (Greve in Chianti)Coordinate: 43°35′00″N 11°19′00″E / 43.583333°N 11.316667°E43.583333; 11.316667 (Greve in Chianti)
Altitudine 236 m s.l.m.
Superficie 169,04 km²
Abitanti 14 351[2] (31-12-2010)
Densità 84,9 ab./km²
Frazioni Chiocchio, Cintoia Bassa, Dudda, Ferrone, Greti, Montefioralle, Lamole, Lucolena in Chianti, La Panca, Panzano in Chianti, Passo dei Pecorai, Poggio alla Croce, San Polo in Chianti, Strada in Chianti[1]
Comuni confinanti Bagno a Ripoli, Castellina in Chianti (SI), Cavriglia (AR), Figline e Incisa Valdarno, Impruneta, Radda in Chianti (SI), Rignano sull'Arno, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa
Altre informazioni
Cod. postale 50022
Prefisso 055
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 048021
Cod. catastale E169
Targa FI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 126 GG[3]
Nome abitanti grevigiani
Patrono natività Beata Vergine Maria
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Greve in Chianti
Posizione del comune di Greve in Chianti all'interno della provincia di Firenze
Posizione del comune di Greve in Chianti all'interno della provincia di Firenze
Sito istituzionale

Greve in Chianti (pronuncia: [ˈgrɛːve iŋ ˈkjanti][4]; ha aggiunto la denominazione "in Chianti" dal 1972 con l'ingresso nella sottozona Classico del Chianti) è un comune italiano di 13.954 abitanti[5] della provincia di Firenze in Toscana, situato sulla via Chiantigiana, che unisce Firenze con Siena passando attraverso il suggestivo panorama del Chianti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune di Greve in Chianti ha un'estensione di 169,04 chilometri quadrati e si estende tra i Monti del Chianti e i colli fiorentini. Presenta caratteri della media collina e nella sua parte più meridionale quelli tipici di un ambiente di montagna. Il dislivello altimetrico va da un minimo di 130 m s.l.m. nell'abitato del Ferrone fino ad un massimo di 892 m s.l.m. presso la vetta del Monte San Michele; il capoluogo è posto a 236 m.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima cambia molto da località a località, variando l'altitudine e la morfologia. Le estati sono, ovunque, più fresche di quelle della piana di Firenze; gli inverni, nelle vallate, sono molto più rigidi con temperature minime che possono scendere di molti gradi sotto lo zero. La neve, in talune località del comune, è abbastanza frequente anche se non rimane mai al suolo per molti giorni. La stazione meteorologica più prossima al capoluogo è quella di Poggibonsi-Strozzavolpe della quale riportiamo le medie degli ultimi 30 anni:

POGGIBONSI STROZZAVOLPE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,2 11,6 14,6 18,8 23,2 27,5 30,9 30,6 27,2 20,7 14,7 10,9 10,9 18,9 29,7 20,9 20,1
T. min. mediaC) 0,7 1,0 3,4 6,3 9,2 13,0 15,3 14,9 12,7 8,3 5,4 2,3 1,3 6,3 14,4 8,8 7,7

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fin dal Medioevo la storia di Greve è legata alla sua piazza principale che ha sempre esercitato la funzione di mercatale. Il borgo era una semplice dipendenza del castello di Montefioralle ma grazie alla sua posizione, è situato nel punto in cui si incontravano le vie di collegamento tra il Valdarno, la Val di Greve e la via che da Firenze attraverso le Colline del Chianti conduceva nel senese, poté diventare il principale mercatale della zona. La piazza dalla caratteristica forma di triangolo allungato è per gran parte circondata da portici ed al centro è posta la statua di Giovanni da Verrazzano.Uno dei vertici della piazza è occupato dalla chiesa parrocchiale dedicata alla Santa Croce (XIX secolo).

Dal punto di vista storico-amministrativo, prima di entrare nella Provincia di Firenze, Greve faceva parte del vicariato di San Giovanni Valdarno, anche se al confine col vicariato di Certaldo (di cui faceva parte la provincia del Chianti, attualmente tutta compresa nella Provincia di Siena).

« (...) la Repubblica Fiorentina divise, e il Granducato Mediceo conservò il distretto politico del Chianti in tre terzi, cioè, Terzo di Radda, Terzo di Gajole e Terzo della Castellina, conosciuti rapporto alla disposizione militare col nome di Lega della Castellina del Chianti e rapporto al potere civile dipendenti dalla potesteria di Radda, allora subalterna al Vicariato di Certaldo, mentre quella della Comunità di Greve alla stessa epoca dipendeva dal Vicario di S. Giovanni in Val d'Arno.»
(1833, Emanuele Repetti Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana)

Fra i luoghi d'interesse abbiamo i castelli di Uzzano, Canonica, Mugnana e Verrazzano, oltre al borgo di Montefioralle e S. Lucia a Barbiano con il castello già roccaforte negli scontri cittadini tra Firenze e Siena. Dalla vicina Convertoie si gode poi un ottimo panorama.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro di rilevante importanza strategica, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu teatro di violenti scontri fra gli opposti schieramenti, subendo devastanti bombardamenti che causarono la quasi totale distruzione dell'abitato e delle infrastrutture. La popolazione, con eroico coraggio, profonda fede nella libertà e fierissimo contegno partecipava alla lotta partigiana, esponendosi a feroci rappresaglie e sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori. Offriva inoltre un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, dando ospitalità e rifugio ai soldati italiani e alleati sbandati o fuggiti dai campi di concentramento.»
— Greve in Chianti (FI), 1940-1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le principali chiese del comune di Greve in Chianti sono:

All'interno si trovano l'affresco trecentesco con la Madonna col Bambino, già nel tabernacolo della antistante piazza del Mercatale, il trittico con Madonna e santi di Bicci di Lorenzo, l'Annunciazione di scuola fiorentina del XIV secolo, un Crocifisso ligneo del Trecento e il ciborio attribuito a Santi Buglioni.

La Pieve di San Donato a Mugnana sorge sul terreno che fu di proprietà dei Bardi di Vernio. A partire dal Trecento, epoca nella quale le fu dato uno stile romanico, la Pieve ha subito negli anni diverse ristrutturazioni e nel 1934 fu ricostruita. Non molto distante dalla Pieve c'è un piccolo cimitero che è stato ristrutturato in epoca recente.

È ricordata fin dal X secolo con la denominazione di San Leolino a Flacciano, ma l'attuale edificio, di impianto romanico a tre navate spartite da pilastri quadrangolari, coperte da capriate lignee, risale al XII secolo ed è preceduto da un porticato del XVI secolo. Sulla destra si trova un chiostro trecentesco.

L'antica chiesa è intitolata ad uno dei più importanti evangelizzatori del contado fiorentino. Il suo suggestivo esterno in stile romanico risale al XII secolo; vi è stato aggiunto un portico nel XV, con arco a tutto sesto e due bifore, le cui colonnine sono sormontate da capitelli cubici e pulvini a gruccia, completato da un secondo ordine agli inizi dell'Ottocento, ad imitazione del sottostante.

È citata nelle pergamene della Badia a Passignano già nell'anno 884. La Pieve fu poi confermata ai vescovi di Fiesole dai pontefici Pasquale II e da Innocenzo II rispettivamente nel 1003 e nel 1034.

La sua esistenza è attestata fin dal 1015. Vi si conserva ancora una lapide che ricorda un vetusto rifacimento e la consacrazione della chiesa, avvenuta nel 1077 ad opera del cardinale Pietro Igneo e del vescovo di Fiesole Guglielmo. L'edificio romanico, in parte ristrutturato in epoca moderna, specialmente il campanile e la facciata, è diviso all'interno in tre navate con presbiterio rialzato e abside semicircolare, al cui centro si apre una piccola finestra a doppio strombo con archivolto in laterizio.

Della santa titolare, particolarmente venerata sul territorio, si conserva un prezioso reliquiario di bronzo dorato e smaltato risalente al XV secolo.

Essa è menzionata già nel 989 in una pergamena di Badia a Passignano. A questa chiesa appartiene un fonte battesimale in pietra serena del secolo XII che, rubato negli anni sessanta, fu poi recuperato e destinato alla Pieve di San Pancrazio di Castelnuovo dei Sabbioni, vicino a Cavriglia. La chiesa di San Pietro a Cintoia custodiva anche una pala robbiana, Tabernacolo Eucaristico tra i Santi Pietro e Paolo. Questa pala fu poi trasferita nella chiesa de La Panca.

È costruzione di stile romanico, trasformata nel 1860.

È una delle più antiche chiese del territorio di Greve. Consacrata nel 1072, era posta sulla strada che collegava le due Badie vallombrosane: Passignano e Montescalari.

Nella chiesa c'è una pianeta in damasco verde, con disegno a maglie ogivali, formate da una serie di tralci verticali arricciolati, che hanno al centro un mazzo di fiori. Questa pianeta, attribuita alla Manifattura toscana del secolo XVII, reca in basso l'arme dei Bardi di Vernio, scaccata di rosso, inquartata con l'arme degli Strozzi, raffigurata da tre crescenti. È uno stemma matrimoniale che fa riferimento alle nozze di Carlo Bardi, figlio di Ottaviano, nel 1601 con Maria Maddalena, figlia del senatore Piero Strozzi, la quale morì nel 1613; Carlo Bardi morì il 4 aprile 1646.

Da questa chiesa proviene una piccola finestrella di vetro, che attualmente è nel Museo di San Francesco (Greve in Chianti), dopo essere stata depositata nel Seminario di Fiesole, la quale rappresenta San Silvestro in una mandorla, dentro una decorazione a raggi e lingue di fuoco. Il santo è in atteggiamento benedicente, vestito da papa, con piviale e veste gialla, in capo ha la tiara. Esso tiene in mano un quadretto con i volti di San Pietro e San Paolo, sotto di lui è raffigurato un cherubino.

Alla chiesa di Santa Maria a Cintoia appartiene un dipinto, La Madonna col Bambino, che è un probabile pezzo di un polittico, attribuita al Maestro di San Niccolò, pittore di estrazione orcagnesca della metà del Trecento.

La Chiesa di San Cristoforo si trova a Strada in Chianti, una frazione di Greve in Chianti. Appartenente alla diocesi di Fiesole, dipendeva nel 1083 dalla pieve dell'Impruneta ma conserva poche tracce dell'antica struttura romanica.

Nel Museo di San Francesco si trova una campana in bronzo appartenente a questa chiesa. La campana reca un'iscrizione in caratteri gotici per la Vergine e la data incisa è quella del 1312. Sull'occhiello della presa è visibile un giglio, che dimostra la produzione fiorentina dell'opera.

Posta su di una altura che domina la vallata, fu eretta nel 1632 dalla famiglia Gherardini ed è di proprietà privata. Presenta il tipico impianto di epoca barocca ad unica navata e portico esterno.

L'Oratorio presenta una struttura risalente al XV secolo, con tetto a capanna voltato a crociera ed unica navata chiusa da una scarsella. Un grande arco trasversale con capitelli in pietra serena scolpita a fogliami divide la navata dal presbiterio. Nella parete di fondo del presbiterio si erge un monumento funebre gotico, un'edicola, che conteneva i resti del santo, e che conserva un affresco trecentesco raffigurante Santa Caterina. L'edicola è formata da tre mensole con decori laterali e con lo stemma della famiglia Peruzzi, che sostengono il piano.

L'origine dell'oratorio si trova nel 1102 nella bolla di Pasquale II per il vescovo di Fiesole. Il Papa dava conferma al vescovo del possesso dell'oratorio (ecclesiam Sancti Justi sitam in Monte Rantuli - come era chiamato nei tempi più antichi) e da ciò si evince che esso esistesse già. Questo oratorio era dedicato a San Giusto, che era stato martirizzato qui durante la persecuzione di Decio nel 250. Molto probabilmente in questo luogo, prima della costruzione dell'oratorio, si praticava il culto pagano, come fa pensare un timbro in bronzo - (doliare) di epoca romana, (I secolo d. C.), rinvenuto nei pressi di Chiocchio, la cui provenienza è ritenuta essere San Giusto. Questo timbro raffigura Ercole e presenta la scritta in greco: EPA, (ERA-KLES). A questa bolla faceva seguito un'altra, quella di Innocenzo II nel 1134, analoga alla precedente. Nel contratto fra il pievano di Cintoia e la Confraternita di San Giusto a Montemartiri del 1544 si apprende che la Confraternita si riunì per restaurare l'oratorio che era stato devastato dall'assedio di Carlo V (1529-1530) a Firenze.

Conserva ancora in parte la struttura romanica dell'XI secolo con campanile a torre.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Tra le quali abbiamo:

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Tra le quali abbiamo:

Nel XIV secolo il Castello di Mugnana, i cui precedenti proprietari erano gli Amidei, divenne proprietà della famiglia fiorentina dei Bardi. Questo castello faceva parte dell'antica Lega di Cintoia. La sua torre era alta in origine circa sessanta metri, ma poi fu ridotta per motivi militari. La sua costruzione e anche quella delle mura risale agli anni precedenti al XIV secolo. Il castello fu danneggiato dagli Aragonesi alleati di Siena nella guerra contro Firenze (1530) e, nel 1890, a causa di un terremoto. Le sue mura, al centro delle quali c'è il cassero (la cui costruzione risale alla seconda metà del Duecento), hanno avuto molti restauri.

La cinta muraria ha andamento quasi circolare ed è formata da edifici che compongono l'abitato. La sua torre si trovava nel punto più elevato e di essa resta la parte basamentale. Nel castello dominò la famiglia Bardi, i quali esercitarono il patronato anche nella vicina chiesa di San Martino a Sezzate.

Il nome Vicchio significa vico, borgo, originato da viclum, viculum. In origine il castello si chiamava Vicchio dei Lambardi, perché apparteneva a questa famiglia nell'epoca longobarda ed esso è ricordato fino dal 957, nei documenti della Badia di Passignano del X e XI secolo. Il castello apparteneva a Littifredo Nobile, figlio di Adolardo, nel 957.

Questo castello conserva i resti della rettangolare cerchia muraria, costruita in bozze di arenaria; la sua torre risale alla seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo e fu ricostruita dopo che i Ghibellini l'ebbero demolita, insieme alle mura, nel 1269. I resti del castello furono inglobati in un edificio costruito su disegno dell'Orcagna e ampliati successivamente.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.747 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 404 2,82%

Romania Romania 243 1,7%

Macedonia Macedonia 175 1,22%

Marocco Marocco 150 1,05%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il museo San Francesco
Vecchie botti nel museo del vino

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il Museo di San Francesco è stato inaugurato il 7 settembre 2002, nel complesso dell'ex convento di San Francesco. Nell'oratorio si trova una terracotta policroma rappresentante la Deposizione attribuita a Santi Buglioni, contornata da una ghirlanda robbiana; un bassorilievo del Quattrocento in marmo che rappresenta San Francesco e la Madonna col Bambino, attribuito a Nanni di Bartolo; nella sagrestia si trovano antichi tessuti. Nel piano superiore ci sono due sale, una con dipinti, fra i quali c'è una Annunciazione del Trecento, dipinti di Jacopo Vignali e altri quadri del Seicento; l'altra presenta arredi di chiese, oreficeria, calici, pissidi, ostensori.

Il museo presenta su ottocento metri quadrati circa, una raccolta di oggetti e immagini che racconta la storia della viticoltura di Greve. È allestito dai fratelli Falorni all'interno delle vecchie cantine di Greve (ex cantine Mirafiori).

Persone legate a Greve in Chianti[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Strada in Chianti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strada in Chianti.

Strada è una grossa frazione posta sulla via Chiantigiana. Dista circa 10 chilometri dal capoluogo ed è situato a circa 300. m di altezza. Nell'abitato il monumento più interessante è la chiesa di San Cristoforo. Negli ultimi anni il paese ha conosciuto un notevole incremento urbanistico.

Montefioralle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Montefioralle.
Montefioralle-Panorama
Montefioralle

Si tratta di un castello, conosciuto in passato come Monteficalle. Il borgo, posto a breve distanza da Greve, è di forma pressoché circolare. Vi sorge la chiesa dedicata a Santo Stefano, che ospita una Madonna con Bambino di scuola fiorentina databile alla fine del XIII secolo. All'altare maggiore tavola raffigurante Trinità e Santi opera quattrocentesca attribuita al Maestro dell'Epifania. Nell'abitato anche una casa che si dice fosse di proprietà dell'esploratore fiorentino Amerigo Vespucci. Conserva le sue mura, anche se in parte inglobate in costruzioni più recenti, e le strade completamente selciate. Nelle vicinanze di Montefioralle si segnala la Pieve di San Cresci che conserva ancora la struttura romanica e la facciata è costituita da un nartece affiancata da due finestre bifore.

Verrazzano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Verrazzano.

Il castello di Verrazzano si trova a circa 2 km dal centro di Greve su una collina a 348 metri. È appartenuto alla famiglia del celebre Giovanni da Verrazzano. Nato forse come guardingo di epoca longobarda, nel Duecento si trasformò in una cosiddetta casa da signore, per poi divenire nel Seicento una classica villa con fattoria toscana. Del castello del Duecento rimane una torre merlata. Tutt'intorno alla villa sorge un notevole giardino all'italiana.

Panzano in Chianti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Panzano in Chianti.

Panzano in Chianti oggi è un tranquillo centro di villeggiatura posto a 498 metri di altitudine. Nella frazione si conserva parte del castello, con tratti delle mura, una porta d'accesso e la torre del cassero e la pieve intitolata a Santa Maria edificio ricostruito nel tardo Ottocento.

Nelle sue vicinanze si trova la pieve di San Leolino, la cui esistenza è attestata nel X secolo. All'interno una tavola del XIII secolo di Meliore di Jacopo, un trittico del XV secolo del cosiddetto Maestro di Panzano e opere di Raffaellino del Garbo e di Giovanni della Robbia. Poco oltre la pieve di San Leolino si può vedere l'Oratorio di Sant'Eufròsino evangelizzatore e patrono del Chianti.

Santa Lucia a Barbiano, un borgo vicino a Greve in Chianti

Cintoia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cintoia.

Tra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI secolo si ha notizia di Cintoia, ma per conoscerne l'organizzazione si deve far riferimento alla seconda metà del Duecento. Il castello di Cintoia oggi è quasi tutto distrutto, l'abitato che lo circonda è formato da edifici che presentano archivolti ed architravi in porte e finestre e muratura in filaretto; le abitazioni sono state ristrutturate. In una bozza di pietra delle superstiti strutture murarie del castello di Cintoia, c'è scolpita una croce di tipo gerosolimitano, segno dell'esistenza di un ricovero per viandanti.

Chiocchio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiocchio.

Le chiese di Chiocchio sono due, una è l'antica Pieve di San Donato a Mugnana, l'altra, più nuova, è la Chiesa di Santa Maria a Chiocchio, che in precedenza si chiamava Chiesa della Madonna del Buon Viaggio. Quest'ultima conserva il dipinto, proveniente dalla Pieve, Riposo dalla fuga in Egitto, della Scuola toscana (1616). Nella Pieve di San Donato a Mugnana si conservano un turibolo e una navicella provenienti dall'Abbazia di San Cassiano a Montescalari e un capitello erratico. Vicino a Chiocchio c'è il Castello di Mugnana, appartenuto agli Amidei e poi ai Bardi, la cui costruzione risale agli anni precedenti il XIV secolo. Nei pressi del podere Barberino fu trovato un timbro doliare di epoca romana, raffigurante Ercole, con scritta in greco EPA = Era(Kles) = Ercole. A Chiocchio si trova la zona di Palaia, con la sua strada sterrata tra vigne e olivi, meta degli appassionati del trekking, ma oggi oggetto di discussione per la lottizzazione in atto.

Lucolena[modifica | modifica sorgente]

Piccola frazione di montagna, dove si presume l'esistenza di significativi resti etruschi. Dista 12 km dal capoluogo Greve. È un centro di villeggiatura estivo grazie al suo clima favorevole. Si trova a un'altezza di 600 metri. È ai piedi della montagna più alta del Chianti: il monte San Michele (900 m circa). Famosissima per le sue prelibate castagne: i marroni di Lucolena. Sull'origine del nome Lucolena, esistono almeno due ipotesi. Da Lucus Euleni, letteralmente "bosco sacro agli Euleni", diventato con il tempo Lucolena, ipotesi sostenuta da un'iscrizione etrusca ritrovata all'Antella, conosciuta come sasso scritto. Altri lo fanno derivare da Lucus Lenae, che significa "bosco sacro di Lena". Sull'identità Lena, anche in questo caso, convergono diverse teorie. Secondo alcuni Lena sarebbe una sacerdotessa di un tempio dedicato a Vesta. Per altri Lena è da identificare con la dea greca della luna Selene, o Selena da cui Lena (Semla in etrusco), madre di Dioniso, che corrisponde al Bacco venerato dai romani, e al Fufluns venerato dagli etruschi.

Nei pressi di Lucolena, in località Ottavo sorgela cappella dei Santi Simone e Giuda costruita per volere della famiglia De Stefani nel 1602 che tuttora ne mantengono il patronato. La cappella presenta una facciata preceduta da un portico architravato e sostenuto da due colonne centrali tuscaniche e da due pilastri poggianti su un basso muretto; è delimitata in alto da una semplice cornice ed è aperta al centro dal portale al quale sono affiancate due finestre di piccole dimensioni e un'altra si trova sopra il portico. Tutte le cornici delle aperture così come le bozze d'angolo sono in pietra serena

Passo dei Pecorai[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passo dei Pecorai.

Posto sull'antica strada della transumanza che conduceva i pastori a spostare le greggi dai pascoli estivi del Casentino a quelli invernali della Maremma, il Passo dei Pecorai è una piccola frazione situata nel fondovalle. Il passaggio delle greggi era talmente intenso che furono emanati editti ed ordinanze per regolarne il passaggio, la sosta nel borgo ed il lavaggio delle stesse nel fiume Greve. Su alcuni tratti delle strade che conducono a Poppiano (comune di San Casciano in Val di Pesa) e su per Chiocchio, Mugnana e La Panca in direzione della valle dell'Arno, si trovano ancora alcuni punti di lastricato etrusco a lastroni.

Al Passo dei Pecorai si trova il cementificio del Gruppo SACCI spa.[7] È in progetto la costruzione di un inceneritore da 80000 tonnellate annue nei pressi del paese.[8]

Poggio alla Croce

Poggio alla Croce[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Poggio alla Croce.

Poggio alla Croce è un centro collinare posto sulla sommità del Chianti fiorentino tra la valle dell'Ema e il Valdarno superiore. La particolare posizione geografica fa sì che la frazione sia divisa amministrativamente da due comuni: Figline e Incisa Valdarno e Greve in Chianti.

Altre frazioni[modifica | modifica sorgente]

Completano il quadro delle frazioni di Greve in Chianti: Dudda, Ferrone, Giobbole, Greti, Lamole, La Panca e San Polo in Chianti, nota in passato per le coltivazioni di giaggiolo (o "iris fiorentino").

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Grevigiana che milita nel girone I toscano di Seconda Categoria.

Nella stagione 2010/2011 i gialloblù si sono classificati terzi nel girone I, raggiungendo i playoff. Nella semifinale la Grevigiana è stata sconfitta nell'andata a Radicondoli per uno a zero, salvo poi rimontare la sconfitta con il risultato casalingo di tre a uno. Nella finale dei playoff vittoria finale sfiorata: contro il Quercegrossa zero a zero in casa e uno a uno in trasferta, con un gol subito dai gialloblù al 95º minuto di gioco.

A Strada vi è la Polisportiva Chianti Nord, la cui squadra di calcio milita in Terza Categoria.

Nella stagione 2011/2012 ha visto sfumare ai play off le possibilità di promozione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Greve in CHianti servita dalla strada regionale 222.

Dal 1893 al 1935 i collegamenti con Firenze furono assicurati dalla tranvia del Chianti che aveva Greve in Chianti quale capolinea.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Greve in Chianti è gemellato con le seguenti città[9]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Greve in Chianti - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Cfr., nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Dizionario d'ortografia e di pronunzia.
  5. ^ Dato Istat all'1/1/2007.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Cementificio del Gruppo SACCI spa
  8. ^ Comitato Chianti senza Inceneritore - Area di Testi
  9. ^ Gemellaggi del comune di Greve in Chianti. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  10. ^ (DA) Gemellaggio del comune di Greve Strand con Greve in Chianti. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  11. ^ a b Elenco gemellaggi della regione Toscana (XLS). URL consultato il 7 dicembre 2009.
  12. ^ (DE) Toskanisches Herbstmenü mit Trüffel und Wildschwein. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  13. ^ Scheda di presentazione del Comune di Verteneglio (PDF). URL consultato il 7 dicembre 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Toscana Portale Toscana: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Toscana