Piero Strozzi
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Piero o Pietro Strozzi (1510 – Thionville, 21 giugno 1558) è stato un condottiero italiano, membro della famiglia patrizia fiorentina degli Strozzi, figlio di Filippo Strozzi e di Clarice de' Medici.
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[modifica] Biografia
Il primogentito di acvasa Strozzi venne avviato inizialmente alla carriera ecclesiastica, per poi preferire quella militare.
Dal 1539 fu sposato con Laudomia di Piefrancesco de' Medici, sorella di Lorenzino de' Medici (amico del padre) dalla quale ebbe due figli. Sebbene strettamente imparentato con i Medici, la sua famiglia fu spesso in contrasto con il ramo principale, in particolare contro Cosimo I. Nel 1537 suo padre era sceso dalla Francia con un esercito di esuli fiorentini decisi a riprendere la città dopo la scelta del nuovo granduca, ma fu miseramente sconfitto nella battaglia di Montemurlo, trovando la morte nel carcere della Fortezza di San Giovanni.
Piero in quell'occasione, con gli altri fratelli, era riuscito a trovare scampo in Francia, alla corte di Caterina de' Medici, che non gradiva la nuova generazione dei Medici al potere. Passato al servizio di Francesco I di Francia, combatté contro gli spagnoli a Serravalle Scrivia.
Enrico II lo creò, più tardi, Maresciallo di Francia (1558).
[modifica] L'assedio della Mirandola
Nel 1551 Piero Strozzi tornò in Italia dove diede prova luminosa delle sue capacità militari durante l'assedio della Mirandola. La guerra era nata dalla successione nel ducato di Parma e Piacenza, a Pier Luigi Farnese, figlio riconosciuto di papa Paolo III. Assassinato Pier Luigi dal consuocero, l'imperatore Carlo V, il pontefice aveva veduto dissolversi il sogno di fondare una casa principesca, si era impegnato a convincere il concistoro dei cardinali a consegnare le due città al figlio di Pierluigi, Ottavio, in forma legale, ma Ottavio prevenne il nonno occupando Parma con gesto di ribaldo. Per il gesto Paolo III morì, forse, di crepacuore.
Ferrante I Gonzaga, governatore imperiale di Milano, ebbe ordine dall'imperatore Carlo V di occupare Parma. Il giovane duca ribelle trovò l'appoggio dei francesi, desiderosi di rientrare, dopo Pavia, nel gioco italiano. La Francia assoldò lo Strozzi, che raccolse soldati alla Mirandola, la cittadella il cui signore era stato dichiarato fellone da Carlo e si era venduto alla Francia. Si combatté sotto le mura di Parma e di Mirandola, che sostenne lo sforzo preminente contro schiaccianti forze papali.
Le mura di nuova concezione, disegnate per un uso rivoluzionario delle artiglierie, consentirono a poche centinaia di difensori di avere ragione di 2-3.000 avversari, uccidendone oltre 1.000. Fu il trionfo dello Strozzi, che ne uscì con la fama di primo generale italiano, e del giovane signore della Mirandola, Ludovico Pico.
[modifica] Altre imprese
Paradossalmente, Strozzi avrebbe dissolto la propria fama, dopo pochi anni, nella battaglia della Chiana, dove fu tradito dalla errata manovra di Ludovico Pico, che, al comando della cavalleria, gli scoprì il fianco agli spagnoli.
Col tramonto di Strozzi, nemico giurato di Cosimo I, ritrovavano la sicurezza i Medici a Firenze, uscivano i francesi dal gioco italiano. [1].
Quando Cosimo si preparò ad attaccare Siena, Piero insieme con il fratello Leone accorso per difendere l'antica repubblica, con un esercito di truppe francesi. Assediati dai fiorentini e dagli imperiali, l'11 giugno 1554 Piero tentò una sortita dalla città con diecimila uomini, dirigendosi verso Pontedera. Sperando di raggiungere Firenze attraverso la Val di Nievole, colse di sorpresa i nemici. Dopo un esito inizialmente favorevole, le truppe di Piero si ritirarono a Pistoia in attesa di aiuti via mare portati da Leone Strozzi. Ma Leone era morto colpito da un archibugio vicino a Castiglione della Pescaia e il mal tempo impedì alle navi di attraccare. Così Piero riuscì solo a rientrare fortunosamente in Siena. Piero tentò un nuova sortita il 2 agosto, ma fu sconfitto a Marciano della Chiana. La guerra di Siena venne persa. La causa della sconfitta fu attribuita ad un errato utilizzo della cavalleria comandata da Pico della Mirandola. Persa Siena, la resistenza continuò a Montalcino (1556).
Nel 1556 fu nominato Sovraintendente alle armate pontificie e signore di Epernay. Nel 1557 partecipò all'assedio di Thionville, presso Calais, morendo il 21 giugno del 1558.
Viene generalmente considerato come l'inventore dei Dragoni, cioè delle truppe di archibugieri a cavallo.
Suo figlio Filippo fu pure un comandante.
[modifica] Note
- ^ I precedenti diplomatici della guerra, condotti dal cardinale Alessandro, fratello di Ottavio, la preparazione militare, gli scontri iniziali, il lungo assedio, la sua fine repentina, per l'uccisione del nipote del papa che comandava l'esercito assediante, sono stati ricostruiti, sulle cronache locali, nel romanzo storico di Antonio Saltini,L'assedio della Mirandola, Edizioni Diabasis, 2004.
[modifica] Bibliografia
- Giorgio Batini, Capitani di Toscana, Firenze, Edizioni Polistampa, 2005, pp. 182 - 195 ISBN 88-8304-915-2

