Moana Pozzi

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Moana Pozzi
Moana Pozzi
Moana Pozzi durante la campagna elettorale del Partito dell'Amore per le elezioni politiche del 1992.
Dati biografici
Nome Anna Moana Rosa Pozzi
Data di nascita 27 aprile 1961 (33 anni)
Luogo di nascita Genova
Italia Italia
Data di morte 15 settembre 1994
Luogo di morte Lione
Francia Francia
Dati fisici
Altezza 178 cm
Etnia caucasica
Colore bianca
Occhi verdi
Capelli biondi
Seno naturale
Dati professionali
Altri pseudonimi Linda Heveret, Margaux Jobert, Anna Maria Pozzi, Anna Moana Pozzi, Moana, Moanna, Moanna Pozzi
Orientamento bisessuale
Film girati 37+
 

Anna Moana Rosa Pozzi (Genova, 27 aprile 1961Lione, 15 settembre 1994) è stata una pornostar, attrice, showgirl, modella, politica, scrittrice e cantante italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque il 27 aprile 1961, primogenita di Alfredo Pozzi, ricercatore nucleare, e di una casalinga, Giovannina Alloisio, originaria di Lerma in provincia di Alessandria. A tredici anni Moana, a causa del lavoro del padre, si trasferì insieme ai familiari prima in Brasile, poi in Canada, e infine a Lione. Da qui, nel 1979, lasciò la famiglia (che comunque poco dopo la sua partenza si trasferì di nuovo a Genova) e andò a stare per conto suo a Roma, cominciando a lavorare saltuariamente come modella e come comparsa in numerosi film.

Iniziò la sua carriera cinematografica nel 1980 con piccole parti in commedie. Nel 1981 le fu affidata la conduzione di un programma mattutino per bambini su Rai 2, Tip Tap Club. Contemporaneamente cominciò anche a girare film porno, accreditata con pseudonimi sempre diversi (Linda Heveret, in Valentina, ragazza in calore, il suo primo film pornografico, e Margaux Jobert, in Erotic Flash) per non farsi riconoscere. Ma venne ugualmente scoperta e allontanata dal Tip Tap Club. A ogni modo, come ammise lei stessa, dalla vicenda ricavò una certa pubblicità.

Risale al 1986 la sua prima pellicola a luci rosse del "circuito di serie A", accreditata col suo nome fin dal titolo, Fantastica Moana, per la regia di Riccardo Schicchi. Entrata nell'entourage dell'agenzia Diva Futura di Schicchi, nello stesso anno partecipò allo spettacolo dal vivo Curve deliziose che la lanciò definitivamente nel mondo del porno e le diede anche una notevole pubblicità sulla stampa per via dello scandalo con risvolti giudiziari che ne nacque.

Fra i film di maggior successo Fantastica Moana, Moana la bella di giorno e Cicciolina e Moana "Mondiali". Anche sua sorella Mima ne seguì le orme, divenendo pornostar a sua volta con il nome d'arte di Baby Pozzi, ma non ottenne mai un successo paragonabile a quello di Moana. Divenne assai popolare grazie alla televisione, ai cui programmi cominciò a essere invitata, anche grazie alle sue doti intellettuali e culturali sino ad allora, per il grande pubblico, insospettabili per un personaggio del porno. Più che la sua collega Ilona Staller, Moana Pozzi portò alla luce l'esistenza, precedentemente pressoché sotterranea, del vasto universo della pornografia e dei relativi consumatori.

Moana Pozzi a L'araba fenice (1988)

Pubblicò a proprie spese il libro La filosofia di Moana (20.000 copie per un costo di sessanta milioni), fondando una casa editrice diretta dal giornalista Brunetto Fantauzzi. Ne La filosofia di Moana raccontava di personaggi famosi con cui avrebbe avuto rapporti sessuali occasionali. Il libro fece scalpore, anche per alcuni commenti, e veri e propri voti sulle "prestazioni" degli occasionali partner, fra i quali figurava anche un uomo politico inserito senza nome, ma riconoscibile per i notevoli indizi come Bettino Craxi non ancora Presidente del Consiglio ma già allora segretario del PSI[1].

Molto nota è anche la sua performance televisiva nel programma L'araba fenice (1988), nel quale faceva la critica di costume nuda o "vestita" solamente di un cellophane trasparente. Nell'estate 1992 condusse su Italia 1 in seconda serata il programma televisivo Magico David dedicato al mago David Copperfield. La popolarità di Moana fu tale che divenne anche protagonista di un cartone animato, realizzato dal cartoonist Mario Verger, che la vide coinvolta nella regia: il cartoon, intitolato Moanaland, fu trasmesso a più riprese da Blob e nelle puntate monografiche dedicate alla diva dell'hard. Sempre Verger, questa volta da solo, le dedicò un altro film d'animazione I Remember Moana, raccogliendo l'attenzione di Marco Giusti ed Enrico Ghezzi per Fuori Orario, vincendo la Menzione Speciale all'Erotic Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1993 solcò le passerelle milanesi per la griffe di Chiara Boni.

  • Il 16 febbraio 2014 nella trasmissione Lucignolo, l'avvocato Michele Cianci, legale della famiglia di Matera Nicolino, impresario di Moana Pozzi, ha mostrato una pellicola del film inedito ''L'ultima volta di Moana'', girata alcuni mesi prima della sua morte, dalla quale si nota palesemente la malattia della grande star.

Partito dell'Amore[modifica | modifica sorgente]

Moana Pozzi candidata dal Partito dell'Amore nel 1994

Personaggio discusso, non solo per il genere cinematografico grazie al quale divenne famosa (quello hardcore), ebbe anche una breve ma popolarissima esperienza in politica. Moana fu per quattro mesi al centro dell'attenzione dei media nelle Elezioni politiche del 1992, le ultime della Prima Repubblica, che si svolgevano nel pieno dell'inchiesta detta Mani pulite o Tangentopoli. Moana con il Partito dell'Amore diede vita alla prima esperienza italiana di anti-politica ma fu invitata al pari di altri a Tribuna elettorale[2][3][4] e riuscì a farsi conoscere anche all'estero, raccogliendo quasi duecento articoli di stampa[5].

Quando nel 1991 la collega Cicciolina uscì dal Partito dell'Amore[6], fondato da Riccardo Schicchi e Mauro Biuzzi[7], Moana rifondò il partito a fine gennaio 1992, concedendo il suo volto per il nuovo simbolo[8]. Le proposte di legge, dette Staller, per legalizzare le case d'appuntamento, migliorare l'educazione sessuale e la creazione di "parchi dell'amore", presentate con il Partito Radicale nel 1987 furono messe in secondo piano per un programma più in linea con gli interessi di Moana: lotta alla corruzione politica e alla criminalità organizzata[9]. Guidò in prima fila il suo partito alle elezioni politiche del 1992 e alle elezioni comunali a Roma dell'anno successivo.

In questa seconda campagna elettorale abbandonò del tutto la precedente linea scandalistica[10] con la firma pubblica del documento di revoca delle cariche nel partito a Schicchi e alla Staller[11] e con la promozione di Moana a segretario nazionale[12] e di Mauro Biuzzi a vice-segretario e capolista per le successive elezioni amministrative del 1993[13]. Non riuscì ad arrivare al ballottaggio: in un primo momento dichiarò che, se si fosse verificata tale situazione, avrebbe supportato il candidato di Rifondazione Comunista Renato Nicolini; Nicolini non riuscì però ad arrivare al secondo turno e il Partito dell'Amore diede allora indicazione ai propri elettori di far confluire i voti su Francesco Rutelli.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Moana morì all'Hôtel-Dieu di Lione il 15 settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un carcinoma epatocellulare, fu improvvisa, inattesa (aveva solo 33 anni) e diede origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta all'AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Tali voci - che negli anni si sono rincorse e sono state alimentate anche attraverso la pubblicazione di pamphlet - restano il segno più visibile di come Moana Pozzi sia rimasta un'icona ben presente nell'immaginario degli italiani.

Nel 2004, 10º anniversario della sua morte, nuove voci sulla sua improvvisa scomparsa sono affiorate. La Procura della Repubblica di Roma aprì un'indagine per stabilire se Moana fosse in vita o effettivamente deceduta. Il 18 settembre 2005, invitato in un programma di Enrico Vaime, Mauro Biuzzi (già esecutore testamentario di Moana[14]), per smentire queste voci mostrò per la prima volta il certificato anagrafico italiano, che riporta come data della morte di Moana il 15 settembre 1994[15]. Nel dicembre 2005, nel corso del programma di RaiTre Chi l'ha visto? fu mostrato per la prima volta il certificato di morte dell'ospedale di Lione. La famiglia ha confermato le circostanze della morte di Moana in diverse interviste ed è stata mostrata anche una lapide senza nome nella tomba di famiglia dei "Pozzi" a Lerma, provincia di Alessandria, in Piemonte[16].

Nel 2005 la famiglia - tramite il fratello Simone - annunciò la pubblicazione di un libro (il cui titolo è Moana, tutta la verità) dedicato alla vita e alla morte dell'attrice. Nel febbraio del 2006, nel corso dell'intervista rilasciata al programma di Raitre Chi l'ha visto?, quello che si credeva essere il fratello minore di Moana, Simone Pozzi, dichiarò di esserne in realtà il figlio, anche se resta ancora un mistero la paternità. Simone dichiarò di non avere intenzione di cercare un padre che non si era mai preoccupato né di lui né della madre. Mauro Biuzzi ha scritto una postfazione al libro di Simone ed è intervenuto più volte sul suo caso[17][18].

Ad aprile 2007 è stata pubblicata sul quotidiano Il Messaggero un'intervista al marito dell'attrice, Antonio Di Cesco, che ha rivelato di aver aiutato Moana a morire, praticandole l'eutanasia. Rifiutando l'idea di una lunga agonia, Moana aveva preso accordi col marito e nel settembre 1994, quando ormai non c'era più nulla da fare, questi fece entrare delle bollicine d'aria nel tubo della flebo[19]. A metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del produttore Riccardo Schicchi, aprì un'inchiesta iscrivendo Di Cesco nel registro degli indagati[20]. Mauro Biuzzi ha smentito il Di Cesco[21].

Il 22 giugno 2007, nel corso dello speciale di Enigma (Rai 3) dedicato a Moana Pozzi e condotto da Corrado Augias, Mauro Biuzzi, responsabile dell'Associazione che ne tutela l'immagine, da lui fondata insieme alla famiglia, ha mostrato il test dell'HIV cui si sottopose l'artista nel 1992, a definitiva conferma che non aveva contratto il virus e che quindi fosse morta a causa dell'AIDS[22].

Associazione Moana Pozzi[modifica | modifica sorgente]

A cinque anni dalla morte di Moana, il 7 giugno 1999, Mauro Biuzzi e la madre Giovannina Alloisio Pozzi costituirono l'Associazione Moana Pozzi[23]. Il sito internet dell'associazione, aperto nel 2004 dopo cinque anni di preparazione, è un "museo online" dedicato all'attrice e il maggiore archivio gratuito esistente di immagini, informazioni e documenti originali su tutte le attività di Moana. Biuzzi, quale Presidente dell'AMP, ha svolto numerosi interventi nei media italiani[24] e stranieri[25], come anche alcune azioni legali a tutela dell'immagine di Moana[26]. L'associazione ha anche istituito il premio annuale Miss Moana.[27]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Il film di Davide Ferrario Guardami, del 1999, si ispira alla figura di Moana Pozzi, nonché al rapporto controverso[senza fonte] con la sua famiglia. Il 15 settembre 2009, a 15 anni di distanza dalla morte, Sky Uno ha trasmesso un'intervista concessa da Moana a Pippo Baudo pochi mesi prima della sua scomparsa e, a seguire, il film-documentario Moana, magnifica ossessione, diretto da Hakim Zejjari e Max Croci: 40 minuti di filmati di repertorio e interviste.

Nell'autunno 2009 Sky Italia ha prodotto e trasmesso Moana, miniserie televisiva in due puntate dedicata alla vita e alla carriera di Moana Pozzi, dall'adolescenza alla tragica morte. A interpretare la pornostar italiana è l'attrice Violante Placido. La miniserie è stata ritrasmessa il 1º e il 2 dicembre ancora su Sky e successivamente su La7 a luglio 2011.

Nel 2009 Vittoria Risi ha interpretato Moana Pozzi in I segreti di Moana, un film diretto e interpretato da Riccardo Schicchi. Il film è stato girato sia in versione softcore che hardcore e presenta (a detta degli autori) rivelazioni inedite su Moana. Nel cast sono presenti diversi nomi celebri del cinema hard italiano, alcuni dei quali hanno lavorato con Moana Pozzi tra gli anni ottanta e novanta.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • La filosofia di Moana, Roma, Moana's Club Edizioni, 1991
  • Il sesso secondo Moana, Roma, Moana's Club Edizioni, 1992

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Moana Pozzi sul set di Amami (1992)

Filmografia pornografica (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Moana Pozzi con Rocco Siffredi

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1989 - Supermacho (ACV Sound, ACV 5471, 12")
  • 1989 - L'ultima notte/Let's Dance (LGO Music, 022190, 7")

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 1993 - AA.VV. Sigle TV (RTI Music, RTI 1021-2, CD) con il brano Ti amoana

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Moana stessa poi nella sua autobiografia (incompleta e pubblicata solo all'interno di altri libri) rivelò chiaramente il nome di Craxi.
  2. ^ Mauro Biuzzi parla di anti-partito in una tribuna elettorale del 1992, al punto 1,45.
  3. ^ Mauro Biuzzi parla di anti-politica in un'intervista di Sky per la fiction Moana, al punto 3,50.
  4. ^ Mauro Biuzzi parla di anti-politica in una conferenza stampa di presentazione del PdA del 1992, ai punti 1,12 e 1,58.
  5. ^ Un elenco e selezione dei principali articoli nel sito del PdA.
  6. ^ Diffida di Cicciolina al PdA.
  7. ^ Atto costitutivo del Partito dell'Amore.
  8. ^ Nel 1992 Moana entra in politica prendendo il posto di Ilona Staller come candidata del Partito dell'Amore di Mauro Biuzzi. in Marco Giusti, Moana, secondo inserto fotografico, p. 8, 2004.
  9. ^ Video-estratto dalla tribuna politica di Moana detta La svolta della Balduina, a Telemontecarlo, il 25/03/1992.
  10. ^ Un estratto video di questo cambiamento in un confronto tra i fondatori sul ruolo di Moana nel Partito dell'Amore, dal programma Enigma, Rai Tre, 2008.
  11. ^ Documento di revoca delle cariche a Schicchi e a Staller.
  12. ^ Documento della nuova carica a Moana.
  13. ^ Documento della nuova carica a Biuzzi.
  14. ^ Procura speciale a Biuzzi nel testamento di Moana.
  15. ^ Video-estratto dal programma di Enrico Vaime.
  16. ^ Articolo di uno dei quotidiani riportanti la notizia.
  17. ^ Video-estratto di un'intervista di Corrado Augias, programma Enigma, 22 giugno 2007.
  18. ^ Video-estratto di un'intervista di Daniela Miniucchi, programma Italia sul 2, 28 febbraio 2006.
  19. ^ Repubblica.it.
  20. ^ Borsaitaliana.reuters.it.
  21. ^ Intervista di Giovanna Cavalli, Corriere della Sera, 3 aprile 2007.
  22. ^ Video-estratto dal programma.
  23. ^ Stralci dall'atto costitutivo dell'AMP.
  24. ^ Video-estratto dal programma Chiambretti night.
  25. ^ Elisabetta Povoledo,The beatification of a porn star, in Int. Herald Tribune, 22 settembre 2004.
  26. ^ Video del deposito della denuncia al Tribunale ordinario di Roma.
  27. ^ Vedi tutte le edizioni di Miss Moana nel sito dell'AMP.
  28. ^ Il film è stato distribuito anche con il titolo La pantera bionda
  29. ^ Non accreditato
  30. ^ Il film è stato distribuito con i titoli Chiamami - Sarò la tua bestia e Chiamami - Moana e le sue bestie
  31. ^ Il film è stato distribuito anche con il titolo Pelle di lusso
  32. ^ Il film è stato distribuito in 4 parti
  33. ^ Il film è stato distribuito in VHS con il titolo La signora per... pene
  34. ^ Il film è stato distribuito in DVD con il titolo Vogliose e insaziabili
  35. ^ Il film è stato distribuito in DVD con il titolo I vizi trans di Moana
  36. ^ Il film è stato distribuito in DVD con il titolo Mundial Sex - Cicciolina e Moana ai Mondiali
  37. ^ Il film è stato distribuito in DVD con il titolo Rocco e Moana nell'orgia trans
  38. ^ Il film è stato distribuito in 2 parti. La versione porno soft del film è stata distribuita in Italia con il titolo Papà non ti arrabbiare
  39. ^ Il film è stato distribuito anche con i titoli Moana e la Bestia in Malibù Gorilla al cinema, Sesso e sole a Malibù in VHS e Spia d'amore in DVD
  40. ^ Il film è stato distribuito anche con il titolo Moana vive
  41. ^ La VHS del film indica erroneamente alla regia Gerard Damiano. Il film è noto anche con il titolo Le professoresse di sessuologia applicata
  42. ^ Il film è noto anche con il titolo L'insaziabile viziosa
  43. ^ Il film è stato distribuito in 2 parti
  44. ^ Il film è noto anche con il titolo Mai dire basta
  45. ^ Il film è noto anche con il titolo Dentro il vulcano
  46. ^ Il film è stato distribuito in 2 parti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Noa Bonetti, Un'amica di nome Moana. Confidenze a cuore aperto di un'indimenticabile star a luci rosse, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1994, ISBN 8820020610; II ed: Roma, Iris4Edizioni, 2009. ISBN 88-89322-18-7
  • Patrizia D'Agostino, Antoni Tentori, Alda Teodorani, Pornodive, Roma, Castelvecchi Editore, 1995.
  • Andrea Di Quarto, Michele Giordano, Moana e le altre. Vent'anni di cinema porno in Italia, Gremese Editore, 1997, ISBN 88-7742-067-7.
  • Tommaso Trini, Moana. Ultimo mito, Roma, Prearo Editore, 2003, ISBN 88-7348-032-2.
  • Ermanno Krumm, Mimmo Rotella - Moana ultimo mito, Prearo Editore, Roma, 2003.
  • Marco Giusti, Moana, Milano, Mondadori Editore, 2004, ISBN 88-04-53306-4.
  • Francesca Parravicini, Simone Pozzi, Moana, tutta la verità, Reggio Emilia, Aliberti editore, 2006, ISBN 88-7424-134-8.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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