Vernio

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Vernio
comune
Vernio – Stemma Vernio – Bandiera
Vernio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Prato-Stemma.png Prato
Amministrazione
Sindaco Morganti Giovanni (PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°03′00″N 11°09′00″E / 44.05°N 11.15°E44.05; 11.15 (Vernio)Coordinate: 44°03′00″N 11°09′00″E / 44.05°N 11.15°E44.05; 11.15 (Vernio)
Altitudine 257 m s.l.m.
Superficie 63,28 km²
Abitanti 6 007[1] (31-10-2012)
Densità 94,93 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Barberino di Mugello (FI), Camugnano (BO), Cantagallo, Castiglione dei Pepoli (BO)
Altre informazioni
Cod. postale 59024 e 59026 (frazione Montepiano)
Prefisso 0574
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 100007
Cod. catastale L775
Targa PO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 190 GG[2]
Diffus. atmosf. media
Nome abitanti verniatti
Patrono san Leonardo di Noblac
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vernio
Posizione del comune di Vernio all'interno della provincia di Prato
Posizione del comune di Vernio all'interno della provincia di Prato
Sito istituzionale

Vernio è un comune di 6.007 abitanti[1], il più settentrionale della provincia di Prato. È situato presso la grande curva del fiume Bisenzio, e comprende le valli del Fiumenta, del Carigiola (entrambi affluenti del Bisenzio) e la parte iniziale della valle del Setta, affluente del Reno. Il territorio comunale è attraversato perciò dallo spartiacque appenninico. Nel territorio comunale si trova, immediatamente a nord della stazione, l'imbocco meridionale della Grande Galleria dell'Appennino posta sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende in prossimità dello spartiacque dell'Appennino Tosco-Emiliano, che viene superato dalla parte di territorio che si estende a nord della frazione di Montepiano.

L'area è a rischio sismico e la località di Vernio fu l'epicentro di un terremoto verificatosi il 25 ottobre 1843, che raggiunse la magnitudo 5,22 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli.[3]

Presso i confini comunali nord-orientali è ubicata la stazione meteorologica di Cottede, attiva dal 1938 e gestita dal Servizio Idrometeorologico dell'ARPA Emilia-Romagna, i cui dati termopluviometrici sono forniti anche al Servizio Idrologico Regionale della Toscana. Altre stazioni meteorologiche attive nel territorio comunale sono quella termopluviometrica di Vernio Sant'Ippolito, attiva dal 1999 e gestita dall'ARSIA, e quella pluviometrica di Vernio del Servizio Idrologico Regionale della Toscana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio presso il fiume ospitava un accampamento invernale romano (castra hiberna, da cui deriva il nome di Vernio). Di questo periodo era testimone un ponte romano nell'abitato di Mercatale, distrutto durante la seconda guerra mondiale. Nel XII secolo il feudo di Vernio passò in eredità dai Cadolingi ai conti Alberti di Prato, che qui vi si ritirarono dopo il 1107. Passata nel XIII secolo ai Bardi, la contea rimase indipendente fino al 1798, quando venne abolita da Napoleone. Dopo il Congresso di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana. Prerogativa della Contea di Vernio, una volta passata sotto il dominio dei Conti Bardi è stata l'autonomia amministrativa rispetto a Firenze in quanto le tasse venivano pagate direttamente all'Imperatore a Vienna, questa autonomia è decaduta soltanto con l'Unità d'Italia. Zona di brigantaggio e contrabbando in quanto confinava a nord con lo Stato Pontificio, ha subito scorribande e saccheggi da eserciti stranieri. Famosa è rimasta l'invasione spagnola del 1512, che provocò una grande carestia a causa della quale i Conti Bardi distribuirono alla popolazione stremata dalla fame farina di castagne, stoccafisso, baccalà e aringhe. Da qui è nata la "Società della Miseria" che rievoca ogni anno questo avvenimento la cui ricorrenza era il mercoledì delle ceneri, da qualche anno spostata alla prima domenica di Quaresima.

Famoso personaggio di Vernio è Vitale da Rimochi, soprannominato il "Diavolo di Rimondeto", sospesa tra realtà e leggenda, la sua storia parla della difesa di una coppia di giovani sposi costretti dal Conte all'osservanza dello jus primae noctis finita con l'uccisione del Conte e la fuga a Roma del Diavolo di Rimondeto al servizio dell'antipapa. Si dice sia morto da vecchio nella Badia di Montepiano dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita come fra Pietro.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 433 persone (190 maschi e 243 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Vernio[modifica | modifica wikitesto]

Accademia de' Bardi[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia de' Bardi è stata fondata nel 2010 da Alessandro Magini, Roberto Marchi e un gruppo di soci tra i quali il Comune di Vernio, che vi è rappresentato dal Sindaco. Prosegue le attività iniziate nel 1999, sotto il nome di Centro Bardi, e opera nei settori della cultura, dell'arte, della musica, del teatro. Ha come scopo quello di coniugare la tradizione culturale umanistica con la realtà e l'arte contemporanea, ispirandosi all'impostazione che il Conte di Vernio, Giovanni Maria Bardi, dette alla sua Camerata dei Bardi. L'Accademia ha sede nel Casone dei Bardi a San Quirico di Vernio, in locali messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale.

L'Organo Traeri nell'Oratorio Bardi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'oratorio annesso al Casone dei Bardi si trova un organo storico – datato 1699 e attribuito agli organari Francesco e Domenico Traeri – recentemente restaurato dal laboratorio di Riccardo Lorenzini. L'organo viene normalmente utilizzato per rassegne concertistiche, incisioni discografiche e manifestazioni artistiche curate da Alessandro Magini e dall'Accademia de' Bardi, nell'ambito dei programmi culturali del Comune di Vernio, della Provincia di Prato e della Regione Toscana.

Lo strumento è collocato in cantoria, al di sopra della porta d'ingresso dell'oratorio. Vi si accede mediante una scala interna, a chiocciola, in pietra serena. Le fonti archivistiche attestano che la cantoria era stata progettata per accogliere uno strumento fin dall'epoca in cui fu costruito l'edificio […]. Il corpo fonico e la complessa macchina (somiere, trasmissioni, etc.) sono contenute in parte nell'interdosso della grande finestra che si apriva sull'aula, ed in parte all'interno della pregevole cassa lignea che le fu addossata. Nella stanza adiacente, al di sopra del vestibolo, sono collocati i mantici ed il loro meccanismo di alzata. Le dimensioni della cassa, assieme all'articolato rilievo dei piani in aggetto ed alla notevole altezza dell'architrave, suggeriscono che essa non fu concepita per l'oratorio. Il nucleo centrale del prospetto, delineato da una cornice rettangolare, ripropone al suo interno i moduli compositivi che caratterizzano lo stile dei Traeri: partizione in tre campate a cuspide mediante paraste a forma di pilastrini con capitelli ionici sormontati da mensole a modiglione; riquadri riempiti con elaborati intagli a motivi fitoformi al di sopra delle cuspidi laterali (elementi che rievocano l'ordine superiore su cui erano disposti gli “organetti morti” delle facciate rinascimentali). Nel suo insieme l'impianto si attarda ancora, al volgere del XVII secolo, nella rielaborazione manieristica del repertorio classico e rinascimentale (pilastri scanalati, architrave, capitelli ionici, modiglioni etc.) e ripropone, ancorché nelle sue linee essenziali e in scala ridotta, il disegno della cassa dell'organo che Baldassarre Malamini costruì per il duomo di Modena nel 1595. Al diverso stile che caratterizzerà il XVIII secolo, sembrano invece preludere gli elaborati intagli del grande fastigio che culmina l'architrave, con il sinuoso volgere dei “nastri” intrecciati, a tratti bruscamente interrotto da spigolose inversioni. Un grande cartiglio, predisposto come campo delle armi, ma vuoto, corona l'intera struttura. La cassa è dipinta a tempera con motivi decorativi e specchiature a finto marmo su fondo verde chiaro ed è arricchita da una doratura originale a foglia. La facciata dispiega in mostra 17 canne di stagno del Principale (da Re2 a Fa#3), distribuite in tre cuspidi (5+7+5) e sostenute da legature trasversali riccamente intagliate e dorate […]. La tastiera è composta da 45 tasti con estensione da Do1 a Do5 e prima ottava corta, collegata alla pedaliera […]. La meccanica di registrazione è composta da sette leve di noce, con movimento orizzontale, a bilancia, incolonnate a destra della tastiera nel seguente ordine: Principale, Ottava, Quintadecima, Decimanona, Vigesimaseconda, Flauto in XII, Voce umana.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

San Quirico (capoluogo del Comune), Mercatale, Montepiano, Sant'Ippolito, Cavarzano, Sasseta-Luciana, Terrigoli-Le Confina - Principali nuclei abitati nei pressi delle frazioni: (S.Quirico: Celle,Ceraio,Segalari,Rimondeto,Rimochi, case Pezzoli)-(Mercatale: Poggiole,Le Piana,Costozze,La Valle)-(S.Ippolito: Morandaccio,Castagneta)-(Montepiano: La Storaia,Risubbiani,La Badia)-(Cavarzano: Gagnaia,Trebbio,Mezzacosta,Collina,Bettarello,Acquasanta,Tozzini,Cava)-(Sasseta-Luciana: La Rocca,Gorandaccio,Casigno)- (Terrigoli-Le Confina: Gavazzoli, Saletto),

San Quirico[modifica | modifica wikitesto]

È il capoluogo del comune. Diversi i nuclei abitati ad esso collegati:

Celle,Ceraio, al di sotto del quale si è sviluppato la nuova sede scolastica di Vernio, Segalari,Rimondeto,Rimochi,Case Pezzoli.

Mercatale[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i nuclei abitati collegati a questa frazione, che è la più grande del Comune di Vernio:

-Le Piana, all'inizio del paese salendo da Prato.

-Poggiole,Piccolo borgo che sorge su un poggio a cavallo fra Mercatale e San Quirico, sopra l'imbocco della Galleria della Direttisima. Il paese ha dato anche i natali al cardinale Giovanni Benelli.

-Costozze è il borgo principale fra i piccoli agglomerati rurali che caratterizzano la zona che sorge sul lato sinistro del Bisenzio, appena fuori Mercatale. Costozze è un piccolo centro abitativo a cui si diramano i vecchi percorsi che conducevano e tuttora inviano ai piccoli centri come Il Monte, Case Lotti, Case Giusti e la Valle. Questo distretto se analizzato singolarmente è pieno di curiosità, tradizioni e storie capaci di distinguere ogni centro dall'altro. In origine, la valle era il borgo più nevralgico considerato che era la sede delle scuole e un ottimo collegamento alla statale 325 che disegna la vallata. In seguito con il passare del tempo e la nuova strada che unisce Costozze a Mercatale all'altezza delle rocce, la Valle ha perso la sua prevalenza.

Montepiano[modifica | modifica wikitesto]

Principali nuclei abitati: La Storaia,Risubbiani,La Badia, Castagnaccio

Sant'Ippolito[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato sorse intorno ad una delle più antiche pievi della Val di Bisenzio. Il paese è conosciuto anche col "soprannome"[5] di San Poto, ed i suoi abitanti vengono per questo definiti sampotini.Da evidenziare la Biblioteca popolare "Francesco Petrarca" edificio risalente al XV secolo, fondata da Ferdinando Ricci.

La frazione si trova in collina ad un'altezza di circa 415 m s.l.m. comprende circa 800 abitanti.

Principali nuclei abitati: Morandaccio,Castagneta

Cavarzano[modifica | modifica wikitesto]

Gagnaia

È una frazione che si trova a monte di Mercatale di Vernio, ad una altitudine sul livello marino di oltre 600 m. I residenti non sono numerosi (226 secondo in censimento del 2001) ma d'estate si riempie di villeggianti arrivando a quadruplicare. Vi si trovano la chiesa di San Pietro a Cavarzano, due bar e una Pro Loco. Quest'ultima costituisce il centro promotore di importanti iniziative sociali, culturali e turistiche.

La frazione si divide in varie località:

  • Gagnaia - l'unico nucleo abitato separato dal resto dell'abitato
  • Bettarello
  • I Tozzini - il luogo più alto (a circa 690 m), da dove si può ammirare tutto il paese sottostante
  • La Collina - dove si trova la chiesa (a 650 m)
  • Mezzacosta - che come dice il nome si estende lungo le pendici del paese
  • Trebbio - nella zona più bassa (con la piazza situata a 582 m)

Dal paese si possono intraprendere passeggiate lungo sentieri boschivi, incontrando ruscelli (come Ri' Maggiori), ammirando la fauna (non rari si trovano daini o cervi) e la flora. Proseguendo verso nord, a circa 7 km, si può raggiungere il luogo che storicamente era deputato alla pastura estiva, detta Alpe di Cavarzano, situata ad un'altitudine di 1010 m, dalla quale si può salire fino alla cima del monte della Scoperta (a 1278 m).

Sasseta-Luciana[modifica | modifica wikitesto]

Principali nuclei abitati: Capannone, Chiesina, Cioni, La Rocca, Gorandaccio, Casigno

Il Casigno e Gorandaccio sono località abitate da circa 10 residenti cadauna, arroccati sulla cima di una collina ricca di vigneti, alberi da frutta e castagni. In auto sono accessibili dall'abitato di Sasseta, oppure, da strada pedonale, che dal centro del comune di Vernio, sale sulla collina, passando per la frazione La Rocca o su per il crinale(per quanto riguarda Il Casigno. Dal Casigno si gode di un ottimo panorama sulla vallata di Vernio. A La Rocca si trova l'omonimo castello, ricco di storia.

Terrigoli-Le Confina[modifica | modifica wikitesto]

Principali nuclei abitati: Saletto,Bolzano

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Patti di amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04.Quaderni di Geofisica, INGV.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Così è testimoniato anche nel libro di Emilio Bertini: Guida alla Val di Bisenzio, Prato (1881)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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