Tommaso apostolo

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San Tommaso
L'incredulità di san Tommaso, Duccio
L'incredulità di san Tommaso, Duccio

Apostolo

Morte Mylapore (India), 3 luglio 72
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona e cattedrale di Madras
Ricorrenza 3 luglio e 6 ottobre
Attributi Lancia, Squadra
Patrono di Architetti, dei Geometri, degli Agrimensori e dell'India

Tommaso Didimo (Israele, ... – Mylapore, 3 luglio 72) fu uno dei dodici apostoli di Gesù.

È noto principalmente per essere il protagonista di un brano del Vangelo secondo Giovanni (20,24-29) in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe. Secondo la tradizione, si spinse a predicare il Vangelo fuori dei confini dell'Impero romano, in Persia e India, dove fondò la prima comunità cristiana.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta. San Tommaso è patrono degli Architetti, dei Geometri, degli Agrimensori e dell'India; nei quadri è rappresentato con una lancia in mano.

Le sue ossa riposano nella Basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Apostolo di Gesù[modifica | modifica sorgente]

Tommaso compare in alcuni brani del Vangelo secondo Giovanni. In Giovanni 11,16, subito dopo la morte di Lazzaro, i discepoli si oppongono alla decisione di Gesù di tornare in Giudea, dove gli Ebrei avevano precedentemente tentato di lapidare Gesù, ma questi è determinato, e Tommaso dice: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Tommaso prende la parola anche durante l'ultima cena (Giovanni 14,5). Gesù assicura i discepoli che sanno cosa sta per fare, ma Tommaso protesta dicendo che non ne sanno niente, al che Gesù risponde a lui e a Filippo esponendo nel dettaglio i suoi rapporti con il Padre.

L'episodio maggiormente noto del Nuovo Testamento che coinvolge Tommaso è quello contenuto in Giovanni 20,24-29 e noto come "l'incredulità di Tommaso". Tommaso, che dubitava della risurrezione di Gesù, incontra il Signore risorto. Rivolgendosi a lui, Gesù dice:

« "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!" Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!" Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero!" »

Missione evangelizzatrice[modifica | modifica sorgente]

San Tommaso in un dipinto di Peter Paul Rubens.

Secondo un'antica tradizione, Tommaso si recò a evangelizzare la Siria, poi la città di Edessa[1][2]. Poi fondò la comunità cristiana di Babilonia. Visse nella città mesopotamica per sette anni.
Successivamente, come raccontato da Eusebio di Cesarea[3], si spinse fino all'India sud-occidentale, che raggiunse via mare, nell'anno 52.
Tommaso iniziò la sua predicazione nella città portuale di Muziris, dove viveva una fiorente colonia ebraica. Dopo aver convertito al cristianesimo gli ebrei, molti indiani furono convertiti alla nuova fede, la maggior parte dei quali apparteneva alle caste superiori; ciò aiutò San Tommaso a proseguire la sua opera di evangelizzazione senza incontrare ulteriori ostacoli. Anche i primi sacerdoti provennero in gran parte dalle famiglie altolocate. La tradizione riferisce che le città del Kerala in cui San Tommaso fondò una comunità cristiana furono: Maliankara (oggi Malankara Dam), Kottaikkavu, Niranam, Kollam e Gokamangalam (oggi Kothamangalam).
Successivamente si recò in Cina per diffondere il Vangelo. Al ritorno in India cominciò a evangelizzare le popolazioni della costa orientale del subcontinente. Secondo la tradizione, Tommaso morì poi a Mailapur (trascritta comunemente come Mylapore), sulla costa del Coromandel, nell'India sudorientale. Negli Atti di Tommaso, testo gnostico del III secolo, si racconta che l'apostolo fu ucciso trafitto da una lancia, per ordine del re Misdaeus (Vasudeva I). Il martirio avvenne su una collina nei pressi dell'attuale Chennai, capitale del Tamil Nadu, il 3 luglio dell'anno 72. Il Milione, citando una leggenda popolare, narra un altro svolgersi dei fatti: "Messer santo Tomaso si stava in uno romitoro in uno bosco e dicea sue orazioni, e d’intorno a lui si avea molti paoni [pavoni], ché in quella contrada n’à più che in lugo del mondo. E quando san Tomaso orava, e uno idolatore della schiatta dei gavi andava ucellaldo a’ paoni, e saettando a uno paone, sì diede a santo Tomaso per le costi, ché nol vedea; ed issendo così fedito, sì orò dolcemente e così orando morìo."

Testi attribuiti a san Tommaso[modifica | modifica sorgente]

Sotto il nome di Vangelo di Tommaso sono indicati tre vangeli apocrifi:

È inoltre apocrifa l'Apocalisse di Tommaso.

Tutti e quattro questi testi contengono una frase che li attribuisce espressamente al lavoro di Tommaso Apostolo; e in tutt'e quattro i casi la quasi totalità degli studiosi ritiene la dichiarazione falsa (pseudoepigrafa).

Devozione popolare[modifica | modifica sorgente]

San Tommaso fu sepolto a Mylapore, nell'India sud-orientale. Nel III secolo avvenne nel sud dell'India una delle prime persecuzioni anti-cristiane. I fedeli salvarono le ossa di Tommaso trasportandole a Edessa (odierna Şanlıurfa, nella Turchia sud-orientale), il centro irradiatore del cristianesimo siriaco in Oriente, cui era legata la predicazione di San Tommaso[5].
Successivamente furono traslate sull'Isola di Chio, nell'Egeo.
Nel 1258 il navigatore ortonese Leone Acciaiuoli, reduce da una spedizione navale in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi, portò le ossa del santo in Abruzzo. Le ossa si trovano ancora oggi nella basilica di San Tommaso, a Ortona.
Nel 1523 i portoghesi operarono un primo scavo nelle fondamenta della basilica denominata «casa di San Tommaso» (meta di pellegrinaggio dei cristiani dell'India) dove, secondo la tradizione, si trovava la tomba dell'apostolo. Venne ritrovata una sepoltura a parecchi metri più in basso rispetto al livello attuale dell'edificio, senza che fosse possibile però stabilire una datazione certa. Pochi metri più in là fu ritrovata parte di una pavimentazione: in base al tipo di ceramica usato fu possibile datare il livello al I secolo d.C.[6]

Sia nella Chiesa ortodossa malankarese sia nella Chiesa cattolica, san Tommaso è festeggiato il 3 luglio: a Madras si trova la cattedrale di San Tommaso. Nell'arcidiocesi di Madras si trova la Diocesi di São Tomé di Meliapore.
A Ortona, dove vengono conservate le ossa dell'Apostolo, la sua ricorrenza cade la prima domenica di maggio.

Patronati[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Croazia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Orsola Amore, De palatio in passione Thomae, Monduzzi Editore, 2011.
  2. ^ Secondo la tradizione a Edessa furono redatti gli Atti di Tommaso tra II e III secolo.
  3. ^ Storia ecclesiastica, in cui Eusebio cita notizie tratte da Origene.
  4. ^ Tra gli studiosi pressoché nessuno considera questo vangelo come realmente scritto da San Tommaso (Cfr. Summers Ray, Le parole segrete di Gesù vivente (Waco, TX: Word Books, 1968), 14)
  5. ^ A Edessa furono composti gli Acta Thomae, che narrano di questa missione dell'apostolo.
  6. ^ Giovanni Ricciardi, Le tracce degli apostoli in India, Trenta giorni, gennaio 2003. URL consultato il 21/05/2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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