Monte Morello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Parco territoriale Monte Morello
Tipo di area Parco territoriale
Class. internaz. SIC: IT5140008
Stati Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Province Firenze Firenze
Comuni Calenzano, Sesto Fiorentino, Vaglia
Provvedimenti istitutivi SIC: 1996
Monte Morello
Monte Morello visto dalla Piana Fiorentina.jpg
Il complesso di Monte Morello, visto dalla Piana Fiorentina
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Firenze Firenze
Altezza 934 m s.l.m.
Coordinate 43°51′43.2″N 11°14′49.2″E / 43.862°N 11.247°E43.862; 11.247Coordinate: 43°51′43.2″N 11°14′49.2″E / 43.862°N 11.247°E43.862; 11.247
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Morello

Monte Morello è la più alta e nota montagna della conca fiorentina. Si trova a nord ovest del capoluogo ed è suddivisa tra i comuni di Vaglia, Sesto Fiorentino e Calenzano. Ad ovest il complesso è delimitato dalla valle del torrente Marina mentre ad est da quella del Mugnone; a sud digrada verso la piana ed a nord verso il Mugello nella valle del Carza, torrente influente nel fiume Sieve. Le vette più alte sono il Poggio all'Aia, detta la "Terza Punta" (934 metri; vi è collocata una croce di legno) nel comune di Calenzano; il Poggio Casaccia, detto la "Prima Punta" (921 metri; vi è collocata una croce di ferro) nel comune di Sesto Fiorentino; il Poggio Cornacchiaccia, detto "Seconda Punta" (892 metri), alla confluenza dei confini comunali di Vaglia, Sesto Fiorentino e Calenzano; il Poggio Trini (763 metri) nel comune di Vaglia; il Poggio al Giro (747 metri) ed il Monte Rotondo (708 metri) nel comune di Sesto Fiorentino. Il complesso montuoso ha una curiosa forma, ciascuna delle tre punte possiede l'aspetto tipico delle sommità dei vulcani. Ma la forma non deve trarre in inganno, in quanto la natura di queste montagne non è assolutamente di origine vulcanica.

Formazione Morfologica[modifica | modifica sorgente]

Pieghe tettoniche stratificate sul Monte Morello, presso il Rifugio Gualdo

Il Monte Morello è prevalentemente formato da rocce di tipo calcareo. Probabilmente nasce circa 70 milioni di anni fa come formazione sottomarina. Circa 12 milioni di anni fa è poi emersa, assumendo circa un milione di anni addietro la forma attuale. Il gruppo geologico viene definito "alloctono" e quindi unità tettonica che si presume abbia subito grandi traslazioni orizzontali (dell'ordine di vari chilometri). Nel gruppo geologico di monte Morello sono evidenziate alcune faglie (rottura di massa rocciosa con spostamento relativo dei due blocchi ormai separati), alcune nella zona di Gualdo ed altre fra la prima e la terza punta.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome "Morello" (o "Maurillo") è già presente in un documento di epoca longobarda datato 14 luglio 790 [2]. Come molti nomi di luogo antecedenti l'anno 1000, non è chiaro se Morello deriva da quello di un antico proprietario terriero della zona, Maurillus, o dall'aspetto silvestre che un tempo mostrava, ricco com'era di secolari abeti. La montagna fu però disboscata quasi del tutto all'epoca del Granduca Cosimo I, per realizzare le travi delle tettoie del Palazzo degli Uffizi.

La Torre di Baracca, sulle pendici meridionali del Monte Morello

Un primo tentativo di rimboschimento della montagna, anche per motivi estetici legati al panorama fiorentino in cui Monte Morello ha un ruolo di protagonista, si ebbe ai tempi del Granduca Pietro Leopoldo, che nel 1784 chiese ai frati dei conventi di Monte Senario, Camaldoli e Vallombrosa di comprare terreni in loco per rimboschirli; fallita questa operazione, gli stessi Lorena s'impegnarono a comprare le pendici meridionali del monte e vi crearono una riserva di caccia. Solo davanti al pericolo di frane e smottamenti sempre più incombente, si decise per un'opera di rimboschimento massivo; iniziato nel 1909 per iniziativa del deputato socialista Giuseppe Pescetti (eletto nel collegio di Sesto Fiorentino) che affidò l'incarico all'agronomo Mariani Domenico, si concluse solo intorno al 1970 e ridiede al monte l'aspetto silvestre di un tempo mediante l'uso del pino nero, cipresso ed abete bianco. Durante la seconda guerra mondiale, Monte Morello fu una delle più forti e sicure basi partigiane e teatro di numerose azioni di guerra, come la Battaglia della Fonte dei Seppi del 14 luglio 1944. Nei boschi del Monte Morello, nell'area monumentale di Cercina, a ricordo dell'uccisione di alcuni partigiani il 7 giugno 1944 che, tramite l'emittente radiofonica Radio Cora, mantenevano i contatti tra la resistenza toscana e le truppe alleate, si trova il Cippo ai Caduti di Radio CORA a testimonianza di quel tragico evento noto come Eccidio di Radio CORA [3]

Parco territoriale e SIC[modifica | modifica sorgente]

Veduta invernale, dal Rifugio Gualdo, dell'area di Monte Morello, imbiancata dalla neve

Il monte è stato dichiarato Parco territoriale. In seguito, nel 1996, per la presenza di "habitat naturali e aree significative per la presenza di specie animali e/o vegetali di interesse comunitario", è stato proposto come Sito di Importanza Comunitaria n. 42 dalla giunta regionale in base alla Direttiva europea 92/43/CEE "Habitat".[4]

La morte dei pini neri[modifica | modifica sorgente]

Mappa di diffusione del pino nero suddivisa per sottospecie

Il Monte Morello, a partire dal 2003 e con particolare criticità nel 2007, sta vivendo un grave problema ambientale: i pini neri impiantati durante il secolo scorso stanno lentamente morendo, mostrando, nelle aree un tempo sottoposte a rimboschimento artificiale, ampie zone in cui sono visibili chiome disseccate. La morìa degli alberi è causata dal fatto che il pino nero è un ottimo albero per iniziare un'azione di rimboschimento (si adatta facilmente e cresce velocemente) ma tale operazione va poi seguita nel corso degli anni, diradando le piante per permettere a quelle lasciate di fortificarsi ed a nuove essenze di colonizzare gli spazi creati.

Sullo sfondo, in mezzo alla vegetazione, si notano numerosi Pini Neri morti

Tale opera è stata fatta solo in minima parte e così le piante sono cresciute le une accanto alle altre troppo fitte, sviluppandosi in altezza ma conservando tronchi esili con il risultato che i pini, tutti coetanei e deboli, sono divenuti facili prede di funghi (quali il Sphaeropsis sapinea) e di insetti parassiti [5]. La causa principale della loro morte è comunque dovuta alla siccità dell'estate del 2003 quando gran parte dei pini non sopravvisse a 4 mesi di assenza di piogge.

La riqualificazione[modifica | modifica sorgente]

Per il periodo 2009-2013 l'Assessorato all’Agricoltura della provincia di Firenze si propone l'obiettivo di riqualificare 120 ha sul Monte Morello tramite il finanziamento del Programma di Sviluppo Rurale della Toscana 2007-2013, ad esempio l'area delle fustaie di conifere[6].

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Oggi la montagna, che ha visto ormai abbandonare le tradizionali attività agricole (salvo l'olivocoltura su alcuni versanti, alla base della fabbricazione di un eccellente olio locale), vede una presenza di una ricca fauna composta da cinghiali, volpi, cervi, lepri, caprioli, fagiani ed altri animali (non sono rare le vipere). Abitanti più rari ma presenti sono i daini, puzzole e faine. Da una folta vegetazione composta, come detto, da pini, querce, cipressi e abeti bianchi. Alle quote più alte si può trovare il nocciolo. Tra i fiori più significativi, che trovano il loro habitat ideale nella zona, ci sono anche alcune varietà di orchidee spontanee.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Numerose sono anche le sorgenti di acqua (Fonte dei Seppi, Fonte del Ciliegio etc...), anche se alcune di esse sono scomparse o hanno visto ridurre la loro portata a causa degli scavi dell'Alta Velocità effettuati sotto la montagna, duramente contestati da varie associazioni ambientaliste.

Il Rifugio Gualdo, sede anche di iniziative culturali e mostre

Proseguendo la salita, lungo la strada asfaltata si giunge al Piazzale Leonardo da Vinci (da non confondere con quello celeberrimo posto ai piedi del San a Firenze) . Qui sono presenti numerosi ripetitori radiotelevisivi che irradiano il segnale nei territori che guardano in direzione di Morello ma, dando le spalle agli impianti, il panorama che si gode guardando in direzione della conca fiorentina è impagabile. In estate questa zona diventa, grazie alla scarsità di luce artificiale, un ottimo punto di osservazione di stelle e pianeti.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Ancora oggi Monte Morello è "la montagna" dei fiorentini, che si recano a compiervi passeggiate, escursioni e pic-nic nella stagione estiva o a cercare funghi ed asparagi. Percorrendo la strada asfaltata, che attraversa il Monte Morello, si trovano alcuni ristoranti e pizzerie rinomati nella zona.

Per gli amanti dello sport, Monte Morello ospita anche una pista per la pratica dello sci d'erba.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Flavio Gori: Monte Morello Un Compagno Per la Vita
  2. ^ Emanuele Repetti: Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, vol. III pag. 426
  3. ^ Fonte: Resistenza Toscana su www.resistenzatoscana.it
  4. ^ SIC n. 42 (IT5140008). Fonte:Associazione di volontariato Idra su www.comune.firenze.it
  5. ^ Servizio META, Regione Toscana: Crisi del pino nero a Monte Morello
  6. ^ Fonte: Provincia di Firenze

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]