Acireale

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Acireale
comune
Acireale – Stemma Acireale – Bandiera
(dettagli)
Acireale – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Roberto Barbagallo dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 37°36′45″N 15°09′56″E / 37.6125°N 15.165556°E37.6125; 15.165556 (Acireale)Coordinate: 37°36′45″N 15°09′56″E / 37.6125°N 15.165556°E37.6125; 15.165556 (Acireale)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 40,43 km²
Abitanti 52 792[1] (30.12.2013)
Densità 1 305,76 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Giarre, Riposto, Santa Venerina, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95024
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087004
Cod. catastale A028
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 978 GG[2]
Nome abitanti acesi (in siciliano Jacitani)
Patrono santa Venera
Giorno festivo 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acireale
Posizione del comune di Acireale nella provincia di Catania
Posizione del comune di Acireale nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Acireale (Jaci-Riali o Jaci in siciliano[3]) è un comune italiano di 52.792 abitanti[4] della provincia di Catania in Sicilia.

Di incerta origine, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Sorge a metà della costa Ionica siciliana a 15 km da Catania. I suoi abitanti si chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi di Acireale

Città più popolosa della provincia (dopo Catania), Acireale è nota per il suo Carnevale, per il barocco e per le sue Terme. Vicina all'Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato costruito in un altopiano su di un terrazzo di origine lavica, chiamato la Timpa che, con i suoi 161 metri di altezza, la pone quasi a strapiombo sul mar Ionio. La costa, dove sorgono diverse borgate, è caratterizzata dalla scogliera di origine lavica. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d'acqua e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad agrumi. Situato sulla Riviera dei Ciclopi, sul mar Ionio, nella Sicilia orientale, alle pendici meridionali dell'Etna.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Acireale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Acireale.
Vista della città nel XVII secolo (Amplissima Acis Urbs, G. Platania, 1657, Pinacoteca Zelantea)

Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per una divinità chiamata Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume[5] chiamato Akis dai greci, oggi "scomparso" sottoterra. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli arabi e quindi Aci d'Aquila (o Aquilia) con gli spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Aci Castello) con il nome di Aquilia Vetere prima, e di Aquilia Nuova in seguito. Il nome Acireale fu attribuito alla città, secondo la tradizione, da Filippo IV di Spagna solo nel 1642[6].

Una capitale "semi-perfetta"
Piazza Duomo agli inizi del Novecento

Al centro di ricchi traffici mercantili e popolata da nobili e ricchi artigiani per secoli, Acireale è stata vicina spesso ad affermarsi come capitale, specie nei confronti degli altri casali vicini a cui fornì sia le menti che finanziamenti. Tuttavia la storia della città caratterizzata da crescite e crisi la farebbero meglio definire come capitale "semi-perfetta". Acireale non fu mai capitale (tranne un brevissimo periodo nel XVI secolo, con gli Alagona) ed a testimonianza quasi eloquente di questo paradosso può essere portato il Duomo, realizzato nelle maestose forme tardo-barocche secoli prima che la città fosse elevata a sede di Diocesi, le chiese, i palazzi nobiliari e tutto il suo centro storico o la stessa riacquisizione della demanialità operata con una onerosa tassazione delle mercanzie, avvenuta fra l'altro ben due volte.

Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.

In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre romano-puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostarono più a nord, dove nacque Aquilia (Aci d'Aquila) o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi lasciando una impronta tanto indelebile che ancora oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane».

« Acireale è una sorta di medioevale Avignone sede di tutte le possibili corporazioni e ordini, religiosi e conventi ed istituti e collegi e perfino di sei licei cattolici (oltreché di uno statale)... »
(Carlo Levi Tracce della memoria, pagina 98.)

Nel 1528 l'imperatore Carlo V la eresse a comune. Nel Seicento, il territorio di Aquilia perse molti territori (divenuti universitas, cioè città) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del re Filippo IV nel 1642. L'11 gennaio 1693 la città fu in parte distrutta dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale.

Nel 1848 fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia. Nel 1873 con l'apertura dello stabilimento termale Santa Venera e l'inaugurazione dell'annesso Grand Hotel des Bains, Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà. Dal 1861 è stata capoluogo del Circondario di Acireale, abolito poi, come tutti i circondari d'Italia, dal regime fascista nel 1927.

Ottiene il titolo di Città decreto presidenziale del 30 novembre 2005.

Oggi è nota per il Carnevale di Acireale, che attrae visitatori da Sicilia e Calabria data la presenza, accanto ai carri allegorico-grotteschi e ai gruppi mascherati in sfilata, dei carri infiorati, prerogativa tipica acese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemmi dei comuni della Terra d'Aci.

Lo stemma attuale di Acireale si ricollega al sigillo dell'“Universitas di Aci” concesso al tempo dell'ottenimento dell'autonomia comunale. La blasonatura attuale, modificata con delibera del consiglio comunale del 6 dicembre 2008, è la seguente:[7]

« Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d'argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d'oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d'oro uscente, linguato di rosso, coronato all'antica d'oro, tenente, con le zampe anteriori l'asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d'oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d'oro. Ornamenti esteriori da città »

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Vasta e la scuola tardo barocca acese
Paolo Vasta, "Martirio di San Sebastiano" (coro Basilica San Sebastiano)

Paolo Vasta, pittore e architetto, fu il caposcuola di una corrente di artisti locale a partire dall'apertura, nel 1734, di ritorno da un lungo periodo romano, di una bottega d'arte in città. La bottega riuscirà a godere di una certa fama ed egli avrà alcuni famosi apprendisti fra cui Vito D'Anna, palermitano, considerato uno dei maggiori esponenti della pittura siciliana del XVIII secolo, Michele Vecchio, Giuseppe Grasso Naso, il figlio Alessandro ed altri.

Piazza del Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo

Il centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò.

La Cattedrale di Acireale
  • La Basilica dei Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania ed una statua del Cristo alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni.
  • Il Palazzo Municipale, o Loggia Giuratoria, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettato dopo il 1640 e rimaneggiato nel XVIII secolo. Da ammirare i mascheroni, le mensole che reggono le balconate. All'interno, vi è un'esposizione di divise militari d'epoca.
  • Il Palazzo Modò (ex Teatro Eldorado) è un palazzo, che non prospetta direttamente sulla piazza ma ne è defilato. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei mascheroni ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino al primo dopoguerra.

La pavimentazione della piazza è stata rinnovata nel 2009. I lavori sono stati affidati agli architetti Paolo Portoghesi e Vito Messina e all'ingegnere Aldo Scaccianoce i quali, reputando che le mattonelle in cemento stonassero con lo stile Barocco che caratterizza la città.

Luciano Parlato all'opera nella la realizzazione dello Stemma della città di Acireale installato nel 2009 al centro di Piazza del Duomo

La nuova pavimentazione della piazza duomo di Acireale è stata preparata seguendo il progetto che si sviluppa con una geometria ben definita. Il piano della pavimentazione è suddividibile in 8 anelli concentrici che sono, a loro volta, suddivisi in 12 settori per i primi due anelli e 24 settori per i rimanenti; al centro della geometria si sviluppa un rosone, il tutto per rappresentare una cupola rovesciata come se questa fosse guardata dal basso verso l’alto dalla parte interna. Ogni settore è composto da 9 o 18 mattonelle di marmo denominato white-cream delimitato da una doppia fascia di pietra lavica doppiamente lavorata: bocciardata e levigata. È stata coperta una superficie di 1600 m² di cui 60 costituiti dal rosone centrale che tra pietra lavica e un minuzioso mosaico accoglie lo stemma della città di Acireale. Tecnicamente la preparazione dei tagli dei materiali è partita ancora prima dell’apertura del cantiere edile sulla piazza. Si sono infatti dovute preparare 145 diverse forme di taglio di marmo beige, per un totale di 1350 mattonelle, 28 diversi tagli di pietra lavica bocciardata per un totale di 600 fasce circa e altrettante in pietra lavica levigata. La scelta e l’accostamento delle due lavorazioni di pietra lavica è stata appositamente consigliata per evidenziare ancora di più la tridimensionalità che si era discussa nel progetto. Per quanto riguarda il rosone, costituito da sei cerchi intrecciati tra loro secondo una geometria esagonale, sono state impiegate 132 fasce laviche distribuite tra levigate e bocciardate. Al centro si forma così un alloggio esagonale dove è stato installato lo stemma della città, il tutto arricchito da un elegante mosaico di sassolini. Si può quindi stimare che sono stati preparati circa 2700 pezzi, dello spessore di 3 centimetri, per coprire i 1600 metri quadrati. La localizzazione del centro, che non è stata scelta a caso dai progettisti, ha origine in un punto che è l’intersezione di due assi: quello ortogonale al comune e quello ortogonale alla fiancata laterale della cattedrale. Da questo punto in maniera assialsimmetrica si sviluppa il disegno della piazza. Al centro viene installato lo stemma della città con orientamento che segue l’asse ortogonale al comune. La preparazione, e quindi la lavorazione, dello stemma è stata rigorosa. Sono state rispettate le regole ufficiali in accordo con la regola araldica della preparazione degli stemmi. Lo scudo e la corona sono realizzati con lo stesso marmo impiegato per la pavimentazione con degli incassi di pietra lavica “occhio di pernice” per rappresentare i tre faraglioni e la roccia ai piedi del castello. La lavorazione delle linee segue una tracciatura con profondità variabile dai 2 ai 4 millimetri e con spaziature che non scendono al di sotto dei 4 millimetri. La scelta della profondità della tracciatura è stata studiata considerando che lo stemma, come il resto della piazza, è soggetto al continuo calpestìo dei pedoni.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Basilica collegiata di San Sebastiano in una foto di fine Ottocento
Il fercolo di san Sebastiano in processione
Il monumento dei caduti di piazza Garibaldi

Nel centro storico vi sono altri palazzi, chiese e monumenti di grande interesse.

  • La Chiesa di Sant'Antonio da Padova è la più antica chiesa della città, forse l'unica che risale al periodo di Aquilia Nuova. Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel portale in stile gotico. La chiesa era inizialmente intitolata a san Sebastiano e sede dell'antica confraternita dedicata al santo. Solo dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi e tele di Alessandro e Pietro Paolo Vasta. Lo stesso Paolo Vasta, mentre lavorava al suo interno, colto da malore cadde da una impalcatura subendo l'incidente che gli costò la paralisi.
  • La Chiesa di Santa Maria del Suffragio appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la facciata rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori, che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese frequentate dalla nobiltà cittadina. La chiesa fu realizzata nel XVII secolo. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui Il Mistero dell'Eucaristia di Pietro Paolo Vasta sulla volta.
  • La Chiesa di San Camillo ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente decorata all'interno. Realizzata nel 1621 a navata unica, fu affrescata da Paolo Vasta con le Storie del Vecchio Testamento con soggetto femminile e, per questo, definita da alcuni come la Chiesa delle donne.

Il corso Umberto (ex via dell'Indirizzo) è il passeggio della città, via lungo la quale prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo circa 350 m, si arriva in piazza Garibaldi (detta "la piazzetta", dagli acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti dello scultore acese Michele La Spina. Inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il cine teatro Maugeri, il più grande di Sicilia al momento dell'inaugurazione (1952). Proseguendo in corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge piazza Indirizzo, dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata nel XIX secolo e nel lato a nord il prospetto della chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico. Non sono di minore importanza i palazzi nobiliari Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna, e le chiese di San Biagio, Santa Maria degli Angeli, della Madonna del Carmelo nel quartiere Carmine, San Domenico, San Filippo Neri, Santo Rocco, Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del comune e il numero totale giustifica l'appelativo di città dai cento campanili.

Periferia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso delle terme di Santa Venera nel 1921

Alla periferia sud si trovano le terme di Santa Venera. Costruite in stile neoclassico, sorgono all'interno del giardino inglese. Furono inaugurate nel 1873 dal barone Agostino Pennisi di Floristella e nel 1951 vennero acquisite dalla Regione Siciliana. Le terme sfruttano le stesse acque sulfuree-salso-bromo-iodiche, che venivano tradizionalmente utilizzate dai Greci e poi dai Romani, provenienti dalla zona delle antiche terme Xiphonie. A fianco delle terme, per accoglierne gli ospiti, era sorto il Grand Hotel des Bains in stile liberty; in esso soggiornò Richard Wagner e nella piscina posta all'interno del parco venne girato il film Palombella rossa di Nanni Moretti.

Di più recente costruzione sono gli impianti delle Terme di Santa Caterina (anni ottanta) siti nell'omonima borgata. La frazione di Santa Caterina, separata dalla statale e dalla ferrovia dal centro cittadino, si sviluppa in posizione panoramica a picco sul mare. La presenza della frazione è attestata partire dal XVII secolo. La chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto risale al XVIII secolo.

Nella provinciale per Santa Tecla si trova la chiesa del Presepe (detta anche chiesa di Santa Maria della Neve), dove è possibile ammirare un presepe del Settecento. L'edificio, edificato nell'antro di una grotta lavica nel 1752, espone all'interno una tela di Vito D'Anna.

Altro luogo caratteristico sono le chiazzette una antica trazzera (stradina) che a zig-zag conduce al mare di Santa Maria la Scala e dove si trova la seicentesca Fortezza del Tocco.

Il Santuario di Maria Santissima di Loreto si trova su un'altura ad est della città. Venne edificato a partire dal 1548 dall'eremita Giovanni Maccarrone. La struttura ha la pianta quadrangolare, come dal modello della Casa Santa di Loreto. All'interno affreschi di Pietro Paolo Vasta e Alessandro Vasta e di Matteo Ragonisi.

Piazze e via storiche centrali[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo, piazza Indirizzo, piazza Lionardo Vigo, piazza Agostino Pennisi, piazza Porta Gusmana, piazza Garibaldi, piazza Cappuccini, piazza San Domenico, piazza San Biagio. Corso Umberto (già via dell'Indirizzo), corso Savoia (già via Carolina), corso Italia, via Cavour, via Marchese di Sangiuliano, via Dafnica, via Galatea, via Roma, viale Regina Margherita.

Via Roma, arteria che collega la piazza Cappuccini con il corso Umberto, si chiama così in seguito a un'ordinanza del 1931, con la quale Benito Mussolini impose a tutti i podestà di intitolare una via centrale del comune alla capitale.

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

L'Etna visto dalle campagne a sud di Acireale

Bosco d'Aci[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bosco d'Aci.

Nel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di Santa Maria degli Ammalati, San Giovanni Bosco, Pennisi, Piano d'Api e Santa Maria la Stella. Un tempo si estendeva in tutta la zona orientale dell'Etna e ospitava soprattutto querce e castagni. Claudiano lo citò nel mito del ratto di Proserpina e durante la dominazione romana era conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato a partire dal Quattrocento per ricavarne legname, si è ulteriormente ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine.

La Timpa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale orientata La Timpa.

La Timpa è un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale. Dal 1999 è diventata riserva naturale orientata. È caratterizzata da rocce di origine vulcanica a gradinate e da diverse faglie nelle quali cresce una fitta vegetazione; il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte incontaminato, pur se inserito in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso della provincia di Catania e dell'Area metropolitana[8]. La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città e la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dalla città alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Santa Venerina. Molto strette sono le relazioni con Catania, caratterizzate dalla complementarità a livello turistico (gli alberghi sono in massima parte nell'acese) e da pendolarismo per gli studi universitari e per ragioni di lavoro. Abitanti censiti[9]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

La città era cresciuta nella seconda metà del XIX secolo come "Città degli studi" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo universitario, può considerarsi perduto. Vi sono un grande numero di istituti di istruzione superiore di secondo grado, pubblici e privati, divisi tra licei, istituti tecnici e professionali, di cui si servono in gran parte anche gli studenti di comuni limitrofi.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • La Biblioteca e pinacoteca Zelantea istituzione del XVII secolo, raccoglie collezioni d'arte, testi antichi e reperti archeologici.
  • Nel Museo delle tradizioni contadine di Aci Platani si trova la ricostruzione di una tipica abitazione di una famiglia contadina etnea del XIX secolo.
  • Il Museo delle uniformi, ospitato presso il palazzo del Comune in Piazza Duomo raccoglie una collezione di uniforme storiche a partire dalla fine del XVIII secolo.
  • Il Museo dell'Opera dei pupi di Via Alessi
  • Il Monetario Floristella, che attualmente si trova presso il Museo Archeologico Regionale di Siracusa ed è in attesa di una collocazione in città, raccoglie la collezione numismatica di Agostino Pennisi di Floristella.
  • Il Teatro dell'Opera dei Pupi di Capomulini, condensa negli spazi espositivi la importante tradizione dei pupari acesi tramandata per generazioni.

Miti e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Ad Acireale alla storia si affianca spesso la leggenda, soprattutto nel mito della fondazione. Tra le leggende Aci e Galatea, l'avventura di Odisseo contro il ciclope Polifemo, un bosco nato dalla vendetta di Zeus contro dei giganti ed una leggenda relativa alla fuga dell'esercito cartaginese davanti ad una colata dell'Etna.

  • La leggenda paronima, da cui poi nascerebbe anche il nome della città e dei casali, fu l'idillio di amore fra Aci e Galatea ed è introdotta da Ovidio nelle Metamorfosi, da Teocrito, da Virgilio, da Posidippo, da Filosseno, da Callimaco, da Ermesianatte e da Euforione. La bellissima ninfa Galatea era innamorata del pastorello Aci. Il loro amore era contrastato da Polifemo, terribile ciclope che, infuriato dalla gelosia, scagliò contro il pastorello un sasso, provocandone la morte. La ninfa, disperata per la perdita di Aci, supplicò gli dèi affinché lo restituissero in vita ed essi, accogliendo le preghiere, trasformarono il pastorello in un fiume eterno, chiamato Aci. Il fiume Aci, che ha un cammino sotterraneo ignoto e fa parte del ricchissimo sistema imbrifero etneo, sfocia sia in località Acque grandi ("acquaranni") tra Acireale e Capomulini, sotto un poderoso banco lavico, sia nella frazione di Santa Maria la Scala (Testa di l'Acqua), presso il "Molino di Miuccio", con acqua limpidissima e gelida, sia a nord del quartiere di Santa Caterina (Acqu'e ferru) dove ha un caratteristico effetto rossiccio, causato dalla presenza di ossidi di ferro, che nella fantasia popolare, sulla base dei versi ovidiani, viene attribuito al sangue di Aci.
Nella Villa Belvedere è esposto un gruppo scultorio di Aci e Galatea, copia in marmo eseguita al pantografo sul modello in gesso patinato esposto alla Biblioteca Zelantea, opera di Rosario Anastasi del 1846, che rappresenta l'epilogo del mito, l'ultimo atto, quando Galatea, con la sua drammatica invocazione agli dèi, vorrebbe risuscitare il suo amato Aci ucciso da un sasso scagliato da Polifemo. A venti anni di distanza, nel 1866, Auguste Ottin adatta nella seicentesca Fontana Medici dei Giardini del Lussemburgo di Parigi, la mamorea composizione con Galatea languidamente distesa accanto ad Aci cui fa da contrasto il bronzeo Polifemo che li guata geloso sovrastandoli, preludio della sua primordiale vendetta.
  • Un altro riferimento al figlio di Poseidone si ha nel libro IX dell'Odissea. Nell'identificare l'antro dove abitò il feroce avversario di Ulisse in Virgilio, in Callimaco e in altri autori classici e moderni si fa riferimento alle balze dell'Etna, propriamente nel tratto di costa situato tra Capo Mulini e Aci Trezza. I faraglioni di Acitrezza inoltre sarebbero secondo il mito i massi scagliati contro il Laerziade dall'accecato mostro. L'Isola Lachea venne identificata con l'isola bassa dove sostò la flotta delle dodici navi achee di cui fa menzione Omero solo nel XIX secolo (prima infatti era nota semplicemente come l'Isola).
  • Nella Gigantomachia di Claudiano si fa riferimento allo scontro che funestò il mondo dei miti, tra i Titani dell'Olimpo e i Giganti. Questi ultimi vennero puniti cadendo nel Lucus Jovis identificato col Bosco d'Aci, nel quale bosco si sarebbero potute scorgere, come riportato sempre nella stessa opera, sia le pelli che le teste recise di questi sfortunati in strazianti espressioni di dolore tanto che persino Polifemo vi si teneva lontano[10].
  • Secondo la tradizione l'eruzione dell'Etna del 396 a.C. - che storicamente investì e stravolse il territorio acese - avrebbe anche terrorizzato e messo in fuga la flotta cartaginese comandata da Imilcone che si preparava ad uno sbarco durante la seconda guerra romano-punica, determinandone un grave smacco.

Acireale nella cultura popolare siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Nella zone di Acireale si produce il tipico cavolo trunzo, varietà di cavolo rapa (Brassica oleracea gongylodes) coltivato da sempre anche nelle località vicine. In riferimento a ciò è nata la frase di ironico scherno "Aci babbana civitas tronzorum cavolorumque magna mater est" cioè "Acireale città sciocca è la grande madre dei cavoli trunzi" , spesso usata nelle locali dispute campanilistiche. Trunzo in lingua siciliana è sinonimo di sciocco, e per tale motivo le popolazioni circostanti vollero caratterizzare gli acesi attribuendogli la proprietà metaforica dell’ortaggio. L'uso di questi blasoni popolari è tipico delle dinamiche della percezione comunitaria siciliana tradizionale.[11]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Acireale è sede delle emittenti televisive locali REiTV, T.R.A., Canale 9 e Prima TV e delle emittenti radio Radio Aci Broadcasting Communication (Radio ABC), Radio Digital Sound (ex Studio Aquilia Sound) e Radio Etna Espresso. In città si pubblicano il settimanale Il Gazzettino del Sud, Akis e il quindicinale cattolico La voce dell'Jonio. Dal 2008 è inoltre attivo il settimanale telematico d'informazione L'Eco delle Aci[12]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei film girati nella Provincia di Catania.
Laura Antonelli e Turi Ferro in Malizia, nello scenario di piazza Duomo

Acireale ha ospitato il set di alcuni importanti film:

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Granita alla mandorla con brioche

La granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio dei Coltelli un ingegnoso trezzoto che con il café «le Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo. Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata da brioche. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il seltz con limone e sale, venduto dai numerosi chioschi che si trovano per le vie della città.

Inoltre, è rinomata la pasticceria, che ha nelle zeppole di riso con miele (definite anche crispelle di San Giuseppe in altri comuni), nei cannoli ripieni con crema di cioccolato, crema bianca o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria artigianale le sue punte di diamante, e la tavola calda con prodotti freschi di forno (arancini, "cartocciate", "cipolline" ecc.) nonché prodotti da colazione dolci (cornetti, panzerotti, "raviole" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno di crema di cioccolato o crema) . Nelle borgate marinare vi sono molti ristoranti che propongono menu a base di solo pesce fresco.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il carro allegorico vincitore del Carnevale 2006
  • La festa di San Sebastiano, il 20 gennaio, è il primo evento significativo del calendario acese. La festa religiosa consiste in una processione che parte in mattinata dalla basilica con in testa la statua di san Sebastiano e si sposta per la città toccando i quartieri storici e quelli più moderni.
  • Il Carnevale di Acireale, tra i più importanti della Sicilia, è considerato una naturale continuazione della festa religiosa. La prima edizione nota è quella del 1594 e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei periodi bellici e dopo il terremoto del Val di Noto. Oggi è accompagnato da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli.
  • In estate, la festa più importante è quella della santa patrona, Santa Venera, che si svolge il 26 luglio.
  • Inoltre, sempre in estate, si svolge il ''carnevale estivo'', nel primo fine settimana del mese di agosto.
  • A'Nivarata è un festival estivo della granita siciliana.

Persone legate ad Acireale[modifica | modifica wikitesto]

La città ha dato i natali o avuto tra i suoi cittadini:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'espansione edilizia della città si è rivolta prevalentemente verso nord, dove il centro urbano del XIX secolo è stato raddoppiato in termini di superficie. Negli ultimi decenni del XX secolo gli interventi di edilizia popolare e residenziale hanno portato all'intensa urbanizzazione dell'area di San Cosmo (o, più correttamente, San Cosimo) dove già esisteva un piccolo borgo già attestato nel XVII secolo e ormai completamente inglobato nella periferia cittadina. Altre zone di sviluppo sono poste ad ovest, nella zona del Santuario di Loreto, (in siciliano U Litu) e delle frazioni di Balatelle (Balateddi), Piano d'Api e Pennisi.

Per quanto riguarda l'odonomastica del centro cittadino, ad Acireale ovest, nell'area, di edificazione novecentesca, attorno a piazza Dante, vi sono una serie di vie con nomi di letterati famosi: tra gli altri, Jacopone da Todi, Ludovico Ariosto, Alessandro Manzoni, Nino Martoglio, Giosuè Carducci, Francesco Guicciardini, Carlo Goldoni, Luigi Capuana, Eugenio Montale, Guido Gozzano e molti altri. Quest'area è sorta con questa conformazione dopo l'impulso che le ha dato l'edilizia popolare nel Novecento.

Oltre alle strade del centro storico, dal Duomo a Piazza Europa a Piazza Indirizzo, altre arterie ormai principali della cittadina sono viale Cristoforo Colombo, via Lazzaretto e via Salvatore Vigo.

La strada statale 114, la cosiddetta strada Orientale Sicula, per gli acesi anche Litoranea, la attraversa "dall'esterno", ma svolge praticamente la funzione di delimitazione del centro cittadino a est, così come via Lazzaretto a ovest e viale Cristoforo Colombo a nord.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La costa acese da Santa Tecla a Stazzo
  • Belfrontizio, zona panoramica a nord-est del centro abitato, proprio sopra La Timpa
  • Cappuccini
  • Cervo
  • Città del fanciullo (U fanciullu in siciliano)
  • Pescheria (A chiazza in siciliano)
  • Piazza Carmine (U' Camminu in siciliano)
  • Piazza Dante (Chianu Pizzuni in siciliano)
  • Piazza Europa
  • San Biagio
  • San Cosmo
  • San Giovanni
  • San Giuseppe
  • San Martino
  • San Michele
  • San Salvatore (U' Sabbaturi in siciliano)
  • Santa Maria del Suffragio (I' Motti in siciliano)
  • Triangolo
  • Santa Caterina
  • Tupparello
  • Via Loreto
  • Via Mandorle (Vanedda 'e mennuli in siciliano)
  • Stazione Vecchia

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni marittime di Acireale sono, da nord a sud, Pozzillo, Stazzo, Santa Tecla, Santa Maria la Scala e Capo Mulini, quest'ultima citata nel romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga.

Elenco delle frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La "Riviera dei limoni"
Lemon.jpg

Il limone arrivò in Sicilia con gli arabi nel X secolo e da allora ha avuto una certa diffusione nell'isola. Ad Acireale però la coltura dell'agrume venne introdotta solo a fine XIX secolo e sviluppata dagli anni cinquanta. Il successo baciò nuovamente la città che rifiorì sull'onda di un business che fece di Acireale la capitale del limone[senza fonte], generando anche un importante indotto che interessava buona parte della provincia di Catania e quelle vicine di Messina e Siracusa. Ma la posizione di successo ottenuta venne successivamente erosa dalla agguerrita concorrenza internazionale e dai mutati equilibri politici ed economici e numerose aziende agricole che non seppero adattarsi alle mutate condizioni del mercato fallirono o vennero fortemente ridimensionate. Oggi a testimonianza di quel periodo rimangono i sempreverdi giardini di limone e la denominazione di Riviera dei Limoni, mentre parte degli stabilimenti destinati alla lavorazione sono stati destinati a spaziosi esercizi commerciali. Attualmente la produzione dei limoni e degli agrumi in genere è concentrata in diverse cooperative di medio-grandi dimensioni ed è prevalentemente destinata alla industria delle essenze data la particolare qualità. La parte di produzione destinata invece alle aziende di trasformazione alimentare è residuale ed una quota ancora minore al consumo.

Acireale fu un forte centro economico, culturale ed artistico nei secoli successivi al XVI, destinata a scontrarsi e rivaleggiare, oltre che con la vicina Catania, anche con i centri di Messina e Palermo. Le sue fiere che richiamavano mercanti da diverse parti ed i privilegi spettanti dalla demanialità favorirono l'afflusso dei capitali e l'affermarsi di un forte ceto mercantile. Tuttavia la sua storia, come quella di molte altre città, si caratterizzò per una serie di crisi, dovute a catastrofici eventi naturali o cause economiche e da rinascite vigorose, caratterizzate anche dalla tenacia e lungimiranza dimostrata dai propri avi come in occasione delle diverse riacquisizioni della demanialità e la costituzione della diocesi.[senza fonte]

Rimasta in bilico più tempo fra centro locale e la possibilità di fare il salto ed affermarsi a quarto polo urbano, culturale ed economico dell'isola [senza fonte], soffre oggi di una incerta collocazione anche a causa della crisi dell'agrumicoltura, su cui basava parte del proprio successo economico e di uno stentato passaggio ad una vocazione più turistica e commerciale.

Le attività economiche principali sono il turismo, la ristorazione e l'edilizia. Sono sviluppate anche le attività commerciali, specie nel settore automobilistico che si è affermato a partire dalla seconda metà degli anni novanta. Nel settore primario sono importanti sia l'agricoltura che la pesca, inoltre sono sviluppate le attività di produzione di semipreparati e quelle connesse con la conservazione e la commercializzazione della produzione. Attività marginali sono l'imbottigliamento di acque minerali (Acqua Pozzillo) ormai dismessa e di bevande in genere.

L'acquedotto comunale garantisce la fornitura continua (grazie anche alla relativa ricchezza di sorgive nel territorio), mentre è incompleta la metanizzazione delle frazioni.

La città appare immune dal controllo mafioso, mentre in realtà il problema esiste, essendo la macro-criminalità infiltrata spesso nei diversi settori produttivi, sociali, finanziari e politici che alcune in alcuni casi si mostrano compiacenti in altri sottomessi. Il problema della microcriminalità è invece di scarsa rilevanza.[senza fonte]

Dal 1999 la costituzione (ad opera dell'avvocato Nando Gambino) di un Comitato per l'istituzione della provincia di Acireale ha dato voce ad una delle aspirazioni che, insieme alla costituzione di una università ed a quella della diocesi (quest'ultima però realizzata), sono ambite da quasi due secoli dagli acesi. [senza fonte].

Nel 2014, a seguito della legge regionale che abolisce le Provincie e istituisce le Aree Metropolitane e i Liberi Consorzi, Acireale è fuoriuscita dall'area metropolitana di Catania, aderendo al Consorzio dei comuni dell'ex provincia regionale di Catania (Consorzio di cui Acireale è comune capofila, in quanto più popoloso)

Trasporti e infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti viari principali della città sono l'autostrada A18 che collega Messina a Catania e la circonvallazione, formata dalla Via Cristoforo Colombo e dalla Statale 114, di fondamentale importanza per la viabilità della città

Acireale dispone di una propria stazione ferroviaria sulla linea Messina-Siracusa delle con un traffico di treni a lunga percorrenza e d'interesse regionale e nazionale in direzione di Catania, Siracusa e Messina.

Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla Strada statale 114 Orientale Sicula (l'antica Via consolare Valeria), che non passa però per il centro di Acireale, rendendo così più scorrevole la percorrenza. Esistono dei porti pescherecci a Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria la Scala, Stazzo e Capo Mulini (questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici).

La mobilità pubblica conta sul servizio pubblico urbano gestito dall'Azienda Siciliana Trasporti e sul servizio di autobus extraurbani verso Catania, altri comuni limitrofi, ed alcune destinazioni nazionali.

Dal 1915 al 1934 la città costituì il capolinea settentrionale della tranvia Catania-Acireale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Acireale fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[14].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport più seguito è il calcio. La prima squadra è l'Acireale Calcio, che in passato ha preso parte a due campionati di Serie B (1993-94 e 1994-95) e diversi di Serie C1 e Serie C2. Dopo il fallimento dell'estate 2006 nella stagione 2013/2014 milita nel girone B dell'Eccellenza Sicilia. Nella stessa categoria milita anche il Football Club Acireale, nato nel 2013 con il trasferimento del titolo della Polisportiva Aci Sant'Antonio.

Nel calcio a 5 l'Acireale Calcio a 5 milita in Serie A2 nazionale.

Nel calcio femminile ad acireale gioca l'A.S.D. C.F. Acese militante nel campionato di Serie A2 nazionale.

Inoltre altri sport praticati sono il basket, con la squadra maschile della Polisportiva Basket Acireale, che milita nel campionato nazionale di serie C dilettanti, e quelle sia maschili sia femminili del Basket San Luigi Acireale; la pallavolo con l' Aquilia Acireale; la pallamano con la Società Sportiva Pallamano Acireale che milita in A2; la pallanuoto con la Polisportiva Pozzillo Acireale che milita in B (ricordata dal regista Nanni Moretti nel film Palombella rossa) e la Polisportiva Acese, nel 2007 tornata in serie B mentre ora gioca in C nazionale; il pattinaggio con l' Unione Sportiva Galatea. La città vanta una solida tradizione anche nella scherma: nell'aprile 2008 ad Acireale si sono svolti i campionati mondiali categoria juniores e cadetti e nel 2014 i Campionati Italiani assoluti.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Tupparello ai tempi dell'Acireale in Serie B

Quasi tutti gli sport sono praticati in città, pur con alcune difficoltà dovute alla carenza di strutture sportive.
Vi sono due stadi principali: Lo Stadio Tupparello che è dotato di un campo in erba, pista di atletica, con una capacita di 8.500 posti a sedere; E il vecchio stadio Comunale, sito in Viale Regina Margherita, con un campo di calcio regolamentare in terra battuta, dotato di tribune per circa 3.500 spettatori. Ci sono anche altri campi di calcio nelle frazioni antistanti la città.
Vi sono due palazzetti dello sport: il PalaTupparello di circa 6.000 posti ed il PalaVolcan con capienza di 1.200 spettatori.
Vari i campi di calcio a 5 o pallamano con tribunette. Infine, Acireale possiede diverse palestre scolastiche, una pista di pattinaggio regolamentare ed una piscina di pallanuoto con tribuna da 400 spettatori, inaugurata nel 1977, in occasione della gara decisiva per la promozione della Polisportiva Pozzillo nella Serie B di pallanuoto maschile.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il francobollo dedicato alla città

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Geo Demo ISTAT
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 5/6.
  4. ^ Statistica Istat al 30 dicembre 2013
  5. ^ Approfondimento a cura del Centro studi storico-sociali siciliani
  6. ^ Articolo su siciliatourist.tv
  7. ^ Il consiglio comunale approva il nuovo stemma della città
  8. ^ Il comune risulta appartenente all'Area Metropolitana di Catania - fonte Anci Sicilia
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Vedi ad esempio [1].
  11. ^ http://www.academia.edu/4270453/Dinamiche_della_percezione_comunitaria_attraverso_i_soprannomi_etnici._Da_Pitre_a_oggi_in_Sicilia pag.94
  12. ^ Sito web dell'L'Eco delle Aci.
  13. ^ Marco Giusti, Stracult. Dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004, pp. 617,618, ISBN 88-7684-813-4.
  14. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 5 luglio 2011.
  15. ^ Citazione da Rizzo S. in Acireale. Guida monumentale e turistica, edito ad Acireale 1977.
  16. ^ Citazione dal libro La Sicilia ed il cinema, edito da Maimone a Catania.
  17. ^ Citazione dalla voce Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Acireale (speciale della rivista Kalos), Edizioni Ariete, Palermo.
  • Blanco M., Gli affreschi di Pietro Paolo Vasta nelle antiche chiese di Acireale, edizioni Clio, 2003.
  • Brocato D., Scarcella G., Castelli e luoghi fortificati della provincia di Catania, edito da Apt Catania, 2004.
  • Gravagno G. - La Storia di Aci, Acireale 1992.
  • Gravagno M.C. - Aci nei secoli XVI e XVII, Acireale 1986.
  • Marino A. (a cura di) - Acireale, una città attraverso il barocco, ed.Skira, Milano 1999
  • Pennisi A., Rizzo G.E. - Siciliae Veteres Nummi, la collezione numismatica Pennisi di Floristella - Acireale 1940, Ed. Stianti
  • Raciti Romeo V. - Acireale e Dintorni. Guida storica monumentale, Acireale, 1927 (ristampa curata da Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale, 1980)
  • Raccuglia S. - Storia di Aci, ristampa, edito dalla Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale 1987.
  • Rizzo S. - Acireale. Guida monumentale e turistica, Acireale 1977.
  • Vigo L. - Guida di Acireale, Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale 1870 ca.
  • Saporita F. - Acireale 1943, Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale 1990 ca.
  • Ignoto P.- " Guida alla Ristorazione ed alla Ospitalità nella Sicilia Orientale", Acireale(CT) / Porto Empledocle (AG) 2006.
  • Vecchio N. , Calì F. (a cura di) - " Per una storia dello Scautismo Acese, 1944/1974, i primi trent'anni dell'Acireale 1° " - Galatea Editrice, Acireale 2007.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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