Piazza Santo Spirito

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Coordinate: 43°45′59.68″N 11°14′50.24″E / 43.766578°N 11.247289°E43.766578; 11.247289

Scorcio di piazza Santo Spirito con la chiesa

Piazza Santo Spirito è una piazza del quartiere di Oltrarno a Firenze.

La piazza si formò nel Duecento, al pari di altre piazze antistanti importanti edifici religiosi, per accogliere le folle che assistevano alle orazioni degli agostiniani, titolari della basilica di Santo Spirito

Sede frequente di mercati e mercatini (uno quotidiano si svolge ogni mattina, mentre altri si svolgono nei fine settimana), è ricca di ristoranti e locali notturni, botteghe artigiane e studi di artisti.

Edifici[modifica | modifica sorgente]

La basilica di Santo Spirito e il Cenacolo[modifica | modifica sorgente]

La piazza è dominata dalla basilica di Santo Spirito (dalla quale prende il nome) chiesa rinascimentale, ultimo capolavoro di Filippo Brunelleschi, che qui, a solo due anni prima della morte, volle creare delle nuove sperimentazioni architettoniche, che solo in parte vennero attuate dai suoi successori alla guida dei cantieri. La chiesa è appartenuta per secoli all'ordine degli agostiniani. A sinistra della facciata si accede al piccolo museo della Fondazione Romano situato nel Cenacolo di Santo Spirito. Una parte dell'originario convento è ora parte del Distretto Militare di Firenze, all'angolo nord-ovest della piazza. L'importanza della chiesa crebbe rapidamente, e alla fine del Duecento il comune acquistò le case antistanti per abbatterle e creare una piazza che per molti anni fu la più grande della città.

Palazzo Guadagni[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Guadagni

Fra le numerose case quattrocentesche che circondano la piazza, spicca nell'angolo sud-est il palazzo Guadagni, costruito per la famiglia Dei intorno al 1505 dal Cronaca, che presenta una loggia al piano superiore, una caratteristica allora innovativa che fu copiata da numerosi altri palazzi aristocratici della città. Le finestre hanno delle particolari cornici con chiavi di volta a goccia. Un tempo era decorato da graffiti bianchi su fondo nero al primo e al secondo piano, opera niente meno che di Andrea del Sarto ma sono andati purtroppo perduti. Al pianterreno nel 1914 è stata inaugurata la prima biblioteca comunale di Firenze, tuttora esistente.

Decorazione della piazza[modifica | modifica sorgente]

Statua di Cosimo Ridolfi

La fontana risale al 1812, quando l'architetto della corte granducale Giuseppe del Rosso la trasferì qui dal primo chiostro del convento di Santo Spirito al centro della piazza. Nel 1556 era già stata costruita una prima fontana, a lato del cenacolo, ma nell'Ottocento fu sciaguratamente demolita assieme a tutta la parete su cui poggiava, che sull'interno conteneva il prezioso cenacolo dell'Orcagna.

La fontana che oggi si ammira in piazza ha una grande vasca ottagonale in pietra serena, con al centro un elemento verticale marmoreo elegantemente modanato, con due vasche più piccole concentriche, dal quale cade lo zampillo d'acqua. Sul lato davanti alla chiesa si trova una vasca esterna, usata come abbeveratoio, con una lunetta decorata dal bassorilievo di testa di Medusa dalla quale esce l'acqua.

Nel 1869, in pieno Risanamento, tutta la piazza fu lastricata e vi fu costruito un giardino, che fu distrutto nel 1938 in occasione della visita di Hitler in città, e che fu ricostruito nel dopoguerra come lo vediamo oggi, con aiuole più piccole per il mercato e manifestazioni varie.

Risale al 1898 il monumento all'agronomo Cosimo Ridolfi, fondatore dell'Accademia dei Georgofili, opera di Raffaello Romanelli sistemata all'estremità sud. Nel 1976 il centro della piazza è stato lastricato nuovamente con pietre antiche. Dal 1987 la piazza è chiusa al traffico e nel 1999 l'illuminazione notturna fu potenziata in occasione di un progetto per il Giubileo del 2000.

I tabernacoli[modifica | modifica sorgente]

All'angolo con via del Presto di San Martino è presente un piccolo tabernacolo barocco con una statuetta della Madonna in gesso incorniciata da volute, restaurato nel 1998. Ai piedi della statua è raffigurato lo stemma della famiglia Vettori-Capponi, un tempo proprietaria del palazzo sul quale si trova l'edicola sacra. Un secondo tabernacolo è posto all'angolo con via delle Caldaie, sul palazzo della famiglia Dati, e raffigura una Madonna col Bambino, copia di un'opera a Palazzo Pitti. Agli inizi del Novecento qui era posto un bassorilievo in stucco del XV secolo di soggetto analogo, che andò disperso e fu sostituito con l'immagine attuale nel 1909.

Le feste[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Stradano, Festa popolare in Piazza Santo Spirito, Palazzo Vecchio, Sala di Gualdrada

Piazza Santo Spirito, come le altre grandi piazze fiorentine antistanti le chiese degli ordini mendicanti (Piazza Santa Croce, Piazza Santa Maria Novella, ecc.), è stata fin dal Medioevo uno dei luoghi della città deputati allo svolgimento di feste, giochi e manifestazioni.

In particolare per il suo ruolo di centro della vita religiosa, economica e sociale del quartiere d'Oltrarno, la piazza, oltre ad ospitare manifestazioni a carattere cittadino, ha sempre ospitato anche feste legate al Quartiere. Tra queste la più importante era la festa di San Rocco, patrono dell'Oltrarno, che cadeva il 16 agosto e veniva festeggiata imbandendo la cena in piazza, per gli abitanti della zona e per i loro ospiti.

Qui si teneva l'importante fiera di San Martino, dedicata ai tessuti di lana, che si estendeva anche nella vicina via Maggio.

Una tradizione che si è conservata fino ai nostri giorni è invece quella della piazza come luogo di scambio, essa ospita infatti quotidianamente il mercatino rionale e, con cadenza mensile, mercatini di artigianato e di antiquariato.

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
  • Luciano Artusi, Tante le acque che scorrevano a Firenze, itinarario tra i giochi d'acqua delle decorative fontane fiorentine, Semper, Firenze 2005.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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