Raffaele Cadorna (1889-1973)

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sen. Raffaele Cadorna
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
RaffaeleCadorna.jpg
Luogo nascita Pallanza
Data nascita 12 settembre 1889
Luogo morte Verbania Pallanza
Data morte 20 dicembre 1973
Professione militare di carriera
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I, II, III (dall'8 maggio 1948 al 15 maggio 1963)

Raffaele Cadorna (Pallanza, 12 settembre 1889Verbania, 20 dicembre 1973) è stato un generale, politico e antifascista italiano, comandante del Corpo Volontari della Libertà. Fu decorato dagli Stati Uniti con la Bronze Star Medal.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del conte Luigi Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito italiano durante la prima guerra mondiale, e nipote di Raffaele, comandante delle truppe italiane nella presa di Roma (20 settembre 1870), Raffaele Cadorna frequentò il corso allievi ufficiali di cavalleria all'Accademia militare di Modena; divenne sottotenente nel 1909 e combatté prima nella guerra italo-turca e poi al servizio del padre nella prima guerra mondiale. Dal 1920 al 1924 fece parte della commissione militare interalleata in Germania incaricata di tracciare i nuovi confini, mentre successivamente fu addetto militare a Praga (dal 1929 al 1934) e comandante del Savoia Cavalleria nel 1937.

Politicamente schierato tra le file del centro-destra, sin dal 1922 fu contrario al fascismo (Lettere Famigliari) e si dichiarò contrario alla guerra d'Etiopia, facendo bruciare in caserma la propaganda fascista: per questo, pur essendo stato nominato colonnello perché classificato primo agli esami, gli fu negato un comando in guerra. Nel corso della seconda guerra mondiale partecipò (estate 1940) ad alcune operazioni militari minori e di disturbo contro la Francia.

Lapide commemorativa dell’incontro del generale Raffaele Cadorna con i rappresentanti della Resistenza italiana a Ranzanico presso l'oratorio di San Bernardino

Comandante della scuola di applicazione di cavalleria di Pinerolo nel 1942, all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943, con il grado di generale di brigata alla testa della Divisione Corazzata "Ariete II", fu incaricato di organizzare la resistenza alle forze di occupazione tedesche difendendo Roma dall'invasione nazista con le vittorie di Monterosi e Bracciano. Durante la lotta di Resistenza partigiana, nel luglio del 1944 assunse il comando del Corpo volontari della libertà il braccio militare della Resistenza avendo come vice Longo e Parri: coordinò la strategia militare della resistenza ed ordinò l'insurrezione del 25 aprile.

Il 14 giugno 1945 gli venne consegnato dal generale Willis Crittemberg, comandante del IV Corpo d'Armata alleato, il Certificato al Patriota, riconoscimento attribuito ai partigiani che avevano contribuito alla lotta di Liberazione[1]. Poco dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale fu nominato capo di stato maggiore del Regio esercito (4 luglio 1945, ultimo ad avere tale incarico), confermato nel ruolo anche quando l'Italia diventò una repubblica.

Dimessosi dall'incarico nel 1947 per divergenze con il Ministero della Difesa, nel 1948 fu eletto senatore come indipendente su lista della Democrazia Cristiana; fu presidente della commissione difesa e si ritirò nel 1963. In quest'anno lanciò con Randolfo Pacciardi, Tomaso Smith, Alfredo Morea, Mario Vinciguerra, Ivan Matteo Lombardo ed altri il manifesto per l'Unione Democratica Nuova Repubblica che auspicava l'introduzione del presidenzialismo in Italia. Nel 1928 sposò donna Paola Greppi dei conti di Bussero e di Corneliano (figlia del Generale Edoardo), dalla quale ebbe quattro figli. Rimasto vedovo nel 1939, nel 1941 sposò la sorella minore Cecilia Greppi, dalla quale ebbe due figli. Nelle biografie viene spesso riportato con l'appellativo di "Junior" per distinguerlo dal nonno Raffaele, di cui era omonimo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Bronze Star Medal - nastrino per uniforme ordinaria Bronze Star Medal
Commendatore della Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion of Merit

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La consegna al gen. Cadorna del certificato di Partigiano, in L'Unità, 15/6/1945.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 79483344 SBN: IT\ICCU\SBNV\000423