Manlio Brosio
| sen. Manlio Brosio | |||
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| Luogo nascita | Torino | ||
| Data nascita | 10 luglio 1897 | ||
| Luogo morte | Torino | ||
| Data morte | 14 marzo 1980 | ||
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza | ||
| Professione | Diplomatico | ||
| Partito | Partito Liberale Italiano | ||
| Legislatura | VI | ||
| Gruppo | Liberale | ||
| Circoscrizione | Piemonte | ||
Manlio Brosio (Torino, 10 luglio 1897 – Torino, 14 marzo 1980) è stato un politico e ambasciatore italiano, segretario generale della NATO tra il 1964 ed il 1971.
Indice |
Biografia [modifica]
Seppur neutralista, si arruolò volontario nell'esercito e prese parte alla Prima guerra mondiale, in cui fu decorato con una medaglia d'argento al valor militare e una croce di guerra[1]. Nel dopoguerra divenne stretto collaboratore di Piero Gobetti[2] ed aderì al suo progetto di Rivoluzione liberale, che lo portò a non sostenere il regime fascista.
Laureato in giurisprudenza nel 1920[1], nel corso del ventennio mussoliniano svolse la professione di avvocato. Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio di Cassibile, entrò nella resistenza, diventando membro della giunta militare del CLN[3] come delegato del Partito Liberale Italiano insieme a Giorgio Amendola (PCI), Riccardo Bauer (PdA), Giuseppe Spataro (DC), Sandro Pertini (PSIUP) e Mario Cevolotto (DL). In particolare, tra le sue competenze (non avendo il PLI formazioni partigiane di partito) vi era quella di tenere i contatti con il Fronte Militare Clandestino del colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo.
Al termine della guerra fu deputato all'Assemblea Costituente nelle file del PLI. Ministro senza portafoglio nei governi Bonomi I e II[2], fu vice presidente del consiglio nel governo Parri[2] con delega per la Consulta, e ancora ministro, stavolta della Guerra, nel primo esecutivo guidato da Alcide De Gasperi[2].
Nel 1947 iniziò la sua carriera di diplomatico[3] con la nomina ad ambasciatore a Mosca; nel 1952 passò a Londra[2], dove sottoscrisse il noto Memorandum d'intesa su Trieste, per poi trasferirsi a Washington (1955), dove subentrò ad Alberto Tarchiani e Parigi, in cui rimase dal 1960 fino a che, il 1º agosto del 1964, divenne segretario generale della NATO[2] (primo italiano a ricevere tale incarico), carica che mantenne fino al 1º ottobre del 1971. Pochi giorni prima il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon lo aveva insignito della Medaglia presidenziale della libertà. Dopo aver lasciato l'alleanza atlantica tornò ad occuparsi della politica italiana.
Senatore del PLI e capogruppo dei liberali al Senato dal 1972 al 1976[2], nelle elezioni del 1976 non fu rieletto e si ritirò dalla vita politica attiva[1]. Nominato presidente del Comitato Atlantico Italiano nel gennaio del 1979, ricoprì tale ruolo sino alla morte, avvenuta nella natia Torino dopo breve malattia. Riposa nella tomba di famiglia a Venaria Reale[4].
Opere [modifica]
- Diari di Mosca - 1947/1951 , Il Mulino, Bologna, 1986
- Diari di Washington - 1955/1961 , Il Mulino, Bologna, 2008
- Diari di Parigi - 1961/1964 , Il Mulino, Bologna, 2009
- Diari NATO (1964/1972) , Il Mulino, Bologna, 2011
Note [modifica]
- ^ a b c Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti in Collegamenti esterni.
- ^ a b c d e f g Fonte: Treccani.it L'Enciclopedia Italiana, riferimenti in Collegamenti esterni.
- ^ a b Fonte: Sapere.it, riferimenti in Collegamenti esterni.
- ^ Vedi l'articolo Lunedì i funerali di Brosio in Stampa Sera, 15 marzo 1980, p. 5.
Onorificenze [modifica]
| Presidential Medal of Freedom | |
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Brosio, Manlio di Giuseppe Sircana in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 34, 1988, edizione online, sito treccani.it. URL visitato il 17/08/2012
- Bròsio ‹-ʃ-›, Manlio Giovanni la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana. URL visitato il 16/08/2012
- Bròsio, Mànlio la voce nell'Enciclopedia Sapere.it, Garzanti Linguistica. URL visitato il 16/08/2012
- Il ritorno di Manlio Brosio articolo di Arrigo Levi, La Stampa, 18 marzo 1972, p. 3, Archivio storico. URL visitato il 16/08/2012
- L'ambasciatore dei due mondi. Manlio Brosio da Mosca a Washington, infine alla Nato, articolo di Sergio Romano, Corriere della Sera, 20 febbraio 2012, p. 25, Archivio storico. URL visitato il 16/08/2012
| Predecessore | Ministro della Guerra del Regno d'Italia | Successore | |
|---|---|---|---|
| Stefano Jacini | 10 dicembre 1945 - 1º luglio 1946 | Cipriano Facchinetti Repubblica Italiana |
| Predecessore | Ambasciatore italiano in Unione Sovietica | Successore |
|---|---|---|
| Pietro Quaroni | 1946-1951 | Mario di Stefano |
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