Sergio Romano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il doppiatore italiano, vedi Sergio Romanò.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il calciatore italiano, vedi Sergio Romano (giocatore di calcio a 5).
Sergio Romano (2008)

Sergio Romano (Vicenza, 7 luglio 1929) è uno storico, scrittore, giornalista e ambasciatore italiano.

È giornalista pubblicista dal 1950[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vicenza, cresce tra Milano e Genova in una famiglia della borghesia imprenditoriale. Terminato il liceo classico "Beccaria" di Milano, intraprende l'attività di giornalista praticante; nel 1952 si laurea in giurisprudenza all'Università statale di Milano, mentre interrompe gli studi in Scienze Politiche all'Università di Genova prima della laurea[2]. Viaggia nelle capitali europee (Parigi, Londra, Vienna) da poco uscite dalla guerra. La frequentazione prolungata dell'Europa lo indirizza verso la carriera diplomatica: entrato alla Farnesina nel 1954, dopo quattro anni trascorsi a Roma viene assegnato alla sede di Londra, dove rimane fino al 1964. Rientrato a Roma per collaborare al gabinetto del ministro Saragat, quando quest'ultimo viene eletto presidente della Repubblica lo segue al Quirinale, assegnato alla segreteria generale della Presidenza.

Dal 1968 al 1977 è a Parigi e, dopo essere stato direttore generale delle relazioni culturali e ambasciatore alla NATO (1983-85), conclude la sua carriera diplomatica a Mosca, nell'allora Unione Sovietica, sede che negli anni del governo Craxi usciva dall'isolamento in cui era stata tenuta negli anni precedenti, caratterizzati dall'assoluto atlantismo della diplomazia italiana. Di questa sua esperienza è possibile farsi un'idea attraverso le Memorie di un conservatore (2002), ritratto conciso della classe burocratica e diplomatica italiana (e non solo) nell'epoca della guerra fredda.

Divenuto commentatore per alcune testate italiane (la Stampa, il Corriere della Sera, Limes, Il Mulino), curatore di una collana storica per la casa editrice Corbaccio, ha altresì insegnato all'Università della California, a Harvard, all'Università di Pavia, all'Università di Sassari e all'Università Bocconi di Milano. È inoltre presidente del Comitato generale premi della Fondazione Balzan e membro del Comitato Scientifico della rivista Geopolitica[3].

Nel 1993 ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa nella sezione saggistica. Nel 2010 vince il premio "È giornalismo"[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1987[5]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1974[6]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— 28 novembre 2005[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Felo de se, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1969.
  • Crispi. Progetto per una dittatura, Milano, Bompiani, 1973; 1986.
  • Histoire de l'Italie du Risorgimento à nos jours, Paris, Éd. du Seuil, 1977.
Storia d'Italia dal Risorgimento ai nostri giorni, Milano, A. Mondadori, 1978; Milano, Longanesi, 1998. ISBN 88-304-1513-8.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ordine dei giornalisti, Annuario dei giornalisti italiani 2009. URL consultato il 27 aprile 2010.
  2. ^ Sergio Romano, Quando occorre una laurea quando si può farne a meno, Il Corriere della Sera, 27 aprile 2010. URL consultato il 27 aprile 2010.
  3. ^ Comitato Scientifico. URL consultato il 9 gennaio 2011.
  4. ^ Articolo su Brescia Oggi
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ambasciatore italiano in Unione Sovietica Flag of the Soviet Union.svg Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Migliuolo 1985 - 1989 Ferdinando Salleo
Controllo di autorità VIAF: 44304667 · LCCN: n79060047 · GND: 121122948 · BNF: cb119224941 (data)