Oreste Macrì

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Macrì, il secondo da sinistra, con Bigongiari, Varese, Gerola, Pampaloni e Parronchi

Oreste Macrí (Maglie, 10 febbraio 1913Firenze, 15 febbraio 1998) è stato un critico letterario, filologo, linguista ispanista e comparatista italiano.

Fu uno dei critici ufficiali dell'ermetismo ed espresse le sue considerazioni in Esemplari del sentimento poetico contemporaneo del 1941 e in Caratteri e figure della poesia italiana contemporanea del 1956.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i primi anni di giovinezza Macrì si trasferì a Firenze dove si iscrisse alla facoltà di Filosofia presso l'Università di Firenze, ottenendo la laurea nel 1934. Ebbe subito un incarico di insegnamento presso il Ginnasio inferiore presso le Scuole Pie della stessa città e poi, di ritorno a Maglie, sua città natale, come straordinario presso il Ginnasio-Liceo "Francesca Capece" e infine venne trasferito a Parma presso una scuola media.

Si sposò nel 1942 con Albertina Baldo a Torino dove ottenne, per un breve periodo, l'incarico come libero docente in Lingua e letteratura spagnola, incarico che manterrà presso la Facoltà di lettere dell'Ateneo fiorentino tra il 1951 e il 1964 e ad iniziare dal 1952 anche presso la Facoltà di Magistero della stessa città.
In attesa dell'incarico come professore ordinario di Lingua e Letteratura spagnola, che otterrà nel 1956, accetta il ruolo di preside presso una scuola media di primo grado e diventando nel 1959 professore ordinario presso la Facoltà di Magistero.

Nel marzo del 1962 il Gabinetto Vieusseux insieme al Ministero della Pubblica Istruzione organizza un corso per l'orientamento dei docenti di lettere ed egli ne diviene uno dei relatori.

Fonda intanto l'Istituto ispanico della Facoltà di Magistero, diventandone il direttore; apre e dirige una collana di studi ispanici.
Come membro dell'Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria e "membro correspondiente" della Real Academia Española e collaboratore di numerose riviste specialistiche. Riceve vari premi in Italia e in Spagna.
Nel 1994 il Gabinetto Vieusseux gli dedica un'intera giornata in onore all'interno del ciclo "Giornate di poesia".

Alla sua morte, avvenuta il 15 febbraio del 1998, lascia in eredità al Gabinetto Viesseux la sua abitazione con l'archivio, la biblioteca e i quadri. In seguito a controverse legali rimane al Gabinetto Vieusseux solo l'archivio e la biblioteca.

Gli interessi critici maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Macrì fu sempre critico attento ai problemi legati al significato poetico e ai corrispettivi valori della metrica e della fonetica simbolica come si legge nella sua opera Semantica e metrica dei "Sepolcri" del Foscolo che pubblicò nel 1979.
Nei suoi ultimi studi critici dimostrò di interessarsi maggiormente agli scrittori contemporanei, come a Bigongiari, sul quale scrisse L'enigma della poesia di Piero Bigongiari nel 1988 e Tommaso Landolfi nel 1990. Celebri le sue traduzioni e studi e su alcuni poeti spagnoli contemporanei, fra cui Federico Garcia Lorca, Antonio Machado e Juan Ramón Jiménez. Fu inoltre traduttore del poeta francese Valéry.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio Ramat, “Oreste Macrì”, in AA.VV., Letteratura italiana. I critici, vol. V, Milano, Marzorati, 1987, pp. 3891-3904.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]