Premio Grinzane Cavour

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Il castello di Grinzane Cavour, sede del premio

Il Premio Grinzane Cavour è stato un premio letterario italiano fondato nel 1982 da don Francesco Meotto[1] e portato al successo da Giuliano Soria. La premiazione si svolgeva nel castello di Grinzane Cavour, località delle Langhe, in Piemonte.

Lo scopo era quello di avvicinare i giovani alla lettura, e il sistema di voto era diviso in due fasi: una giuria di critici letterari selezionava gli autori finalisti (vincitori), tra i quali una giuria di studenti italiani e stranieri sceglieva poi il vincitore assoluto (supervincitore). Venivano inoltre assegnati premi specialistici, tra i quali quello alla carriera e quello per il miglior esordiente.

Il Premio Grinzane Cavour ha cessato ufficialmente di esistere il 31 marzo 2009 con la messa in liquidazione dell'omonima associazione a seguito dello scandalo che ha investito il suo presidente, Giuliano Soria[2]. I suoi beni sono stati acquisiti dalla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d'Alba all'asta fallimentare[3].

Premiati[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa Italiana[modifica | modifica wikitesto]

(*Supervincitore)

Narrativa Straniera[modifica | modifica wikitesto]

(*Supervincitore)

Premio di Traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Premio Giovane Autore Esordiente[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica d’autore[modifica | modifica wikitesto]

Premio Grinzane Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Premio Dialogo tra i Continenti[modifica | modifica wikitesto]

Vi è anche la sezione dedicata al "giallo", il Premio Grinzane Noir, che esiste dal 2006 e si svolge a Orta San Giulio, sul Lago d'Orta, in Provincia di Novara.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bollettino Salesiano - novembre 1998 - COMMEMORAZIONI. URL consultato l'11 ottobre 2011.
  2. ^ Grinzane Cavour: sipario sul premio. Nominato il liquidatore, 24 marzo 2009. URL consultato il 24 marzo 2009.
  3. ^ Torna il Grinzane per gli scrittori che parlano delle radici, la Stampa, 08 marzo 2010. URL consultato l'08 marzo 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]