A voce alta - The Reader

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A voce alta - The Reader
Titolo originale Der Vorleser
Bundesarchiv Bild 175-04413, KZ Auschwitz, Einfahrt.jpg
Il campo di concentramento di Auschwitz nel 1945
Autore Bernhard Schlink
1ª ed. originale 1995
1ª ed. italiana 1998
Genere romanzo
Sottogenere autobiografico
Lingua originale tedesco
Ambientazione seconda metà del XX secolo
Protagonisti Michael Berg / Hanna Schmitz

A voce alta - The Reader (nell'originale in lingua tedesca: Der Vorleser) è il titolo di un romanzo di ispirazione autobiografica dello scrittore tedesco Bernhard Schlink, già docente universitario di diritto e magistrato, conosciuto soprattutto per i suoi romanzi di genere poliziesco.

Best-seller pluripremiato[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è stato pubblicato in Germania nel 1995 e in Italia in prima edizione nella collana Elefanti di Garzanti Editore nel febbraio 1998; è stato poi pubblicato nuovamente in diverse ristampe fino alla nuova edizione nella Nuova Biblioteca Garzanti nel febbraio 2009, con traduzione e nota esplicativa finale di Rolando Zorzi.

L'edizione in lingua inglese negli Stati Uniti - censita fra i best-seller del The New York Times - è andata in stampa nel 1997 nella traduzione di Carol Brown Janeway.

Divenuto un best-seller, il libro ha vinto diversi premi fra cui l'Hans Fallada-Preis e il Welt Literaturpreis in Germania, il Premio Grinzane Cavour in Italia e il Prix Bataillon in Francia. Tradotto in trentasette lingue, è stato incluso nel curricula dei corsi organizzati nei college a proposito dell'Olocausto e della letteratura in lingua tedesca.

Ambientato nella città tedesca di Heidelberg (nel Baden-Württemberg)[1], il libro è stato definito una sorta di parabola sul senso di colpa della Germania dell'era post-nazista in ordine alla Shoah, intrecciata ad una straordinaria storia d'amore[2].

Da esso è stato tratto nel 2008 il film drammatico-sentimentale The Reader - A voce alta, sceneggiato da David Hare e diretto da Stephen Daldry - interpretato da Ralph Fiennes e David Kross nei ruoli del protagonista Michael Berg da adulto e da adolescente e Kate Winslet, vincitrice nel 2009 dell'Oscar alla miglior attrice, come Hanna Schmitz, ex-kapò ad Auschwitz e misteriosa e più matura amante del giovane studente, figura dell'io narrante.

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

L'Olocausto come cliché
Stutthof female SS guards trial.jpg

Uno dei dilemmi del protagonista, Michael, nato nel 1943 e adolescente quando la seconda guerra mondiale era terminata da una dozzina di anni, è dato dalla presa di coscienza dell'evento Olocausto. Così riflette da adulto:

« Se ora penso agli anni di allora, mi colpisce quanto poco ci fosse in realtà da vedere, quante poche immagini illustrassero la vita e la morte nei lager. Conoscevamo di Auschwitz il portale con la sua scritta, i pancacci di legno a più piani, i mucchi di capelli, occhiali e valigie; di Birkenau l'entrata con la torre, i corpi laterali e il passaggio per i treni; e da Bergen-Belsen ci venivano le montagne di cadaveri trovate e fotografate dagli alleati al momento della liberazione. Conoscevamo alcune testimonianze di detenuti, ma molti libri apparvero subito dopo la guerra e vennero ristampati solo negli anni ottanta, visto che nel frattempo non rientrarono nei programmi delle case editrici. Ora ci sono così tanti libri e film che il mondo dei lager fa ormai parte dell'immaginario collettivo che completa il mondo reale. La fantasia lo conosce ormai bene, e a partire dalla serie televisiva Olocausto[3] e da film come La scelta di Sophie e soprattutto Schindler's List si muove anche in quel mondo. E non ne prende solo atto, ma integra ed abbellisce. Allora la fantasia stentava a muoversi [...] Quelle poche immagini che doveva alle foto degli alleati e alle testimonianze dei detenuti, le ha poi guardate e riguardate, fino a farne dei cliché. »
(pag. 120-121)

(nell'immagine: guardie femminili delle SS addette al campo di concentramento di Stutthof sottoposte a processo nella primavera del 1946)

Il romanzo affronta - partendo dalla relazione amorosa fra Michael (il Lettore/Reader del titolo) ed Hanna Schmitz - la difficoltà che le generazioni successive hanno avuto nel comprendere a pieno il senso dell'Olocausto. Ovvero, se l'origine di quell'evento e la sua portata possono essere adeguatamente trasmessi esclusivamente attraverso i media scritti e orali.

Questa domanda è sempre più al centro della letteratura sulla Shoah a far data dalla fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo, in coincidenza con l'affievolirsi della memoria viva dovuto all'ineluttabile trascorrere del tempo.

A differenza di quanto accade nel film di Daldry (dove i piani di narrazione sono sfalsati con il ricorso a frequenti flash-back), nel romanzo la vicenda si dipana in ordine cronologico, prendendo le mosse nel 1958 con lo sviluppo della relazione sentimentale fra il quindicenne Michael Berg e la misteriosa Hanna, maggiore di lui di oltre vent'anni, addetta alla biglietteria sui tram di una città tedesca del dopoguerra. La donna soccorre il ragazzo quando questi, tornando da scuola e avvertendo i primi sintomi dell'itterizia che lo ha colpito, viene colto da conati di vomito. Lo accompagna quindi a casa.

Trascorre del tempo e, una volta guarito, Michael ritorna da Hanna per ringraziarla dell'assistenza ricevuta: viene da questa sedotto e iniziato al sesso. Nasce così la relazione destinata a durare la successiva estate fino a quando, misteriosamente, Hanna fa perdere le sue tracce lasciando il modesto appartamento in cui viveva e cambiando città.

Alcuni anni dopo, nel 1966, Michael, divenuto studente di legge, ritrova Hanna come imputata in un'aula di tribunale quale ex assistente delle SS in un campo di concentramento satellite di Auschwitz, accusata della morte di oltre trecento ebrei, bruciati vivi nell'incendio di una chiesa durante una marcia della morte, reato per il quale viene condannata al carcere a vita. Alla donna e alle sue compagne la magistratura è risalita grazie ad un libro di memorie di una sopravvissuta ebrea.

Michael ricorda come alla donna piacesse ascoltare letture ad alta voce durante i loro incontri amorosi, in particolare opere letterarie classiche, come il poema omerico Odissea o novelle famose (nel film tratto dal libro viene ripetutamente citata La signora con il cagnolino di Anton Čechov) e capisce che Hanna porta con sé un segreto - quello del suo analfabetismo - che potrebbe alleggerire la sua posizione processuale ma per mantenere il quale ella è disposta a tutto, anche ad affrontare - vent'anni dopo e in prossimità di una scarcerazione - la morte.

Questione morale[modifica | modifica sorgente]

Uno dei punti-cardine per la comprensione del romanzo è dato da un quesito di natura etica: se, cioè, sia corretto forzare la volontà di qualcuno pur nell'intento di arrecargli un aiuto. Nella vicenda narrata da Schlink la co-protagonista Hanna va incontro ad una pesante condanna pur di non far conoscere la sua condizione di analfabeta, mentre il protagonista Michael sa che potrebbe forse "salvarla" se solo ammettesse al suo posto questo intimo segreto in grado di alleggerire la sua posizione di colpevolezza:

« [Hanna] sarebbe finita certo in carcere, ma avrebbe potuto uscire prima, tornare libera prima: non era per questo che lottava? [...]. Immàginati qualcuno che corre verso la sua rovina, deliberatamente, e tu sai di poterlo salvare: lo salveresti? Immàginati un'operazione e un paziente che prende delle droghe incompatibili con l'anestesia, ma che si vergogna di essere un drogato e non vuol dirlo all'anestesista: parleresti con l'anestesista? Immàginati un processo e un imputato che sarà condannato, se non dichiara di essere mancino e in quanto tale non può aver commesso il delitto compiuto con la mano destra, ma che si vergogna di essere mancino: diresti al giudice come stanno le cose? Immàginati che sia un invertito e che non possa aver commesso il delitto in quanto invertito, ma si vergogni di esserlo. Non conta tanto il fatto che ci si vergogni di essere un mancino o un invertito: immàginati semplicemente che l'imputato si vergogna. »
(pag. 113)

Diorama letterario: guida alla lettura[modifica | modifica sorgente]

Il poeta Gottfried Benn: le sue poesie sono citate come fonte di lettura del protagonista di A voce alta - The Reader

La lettura come magnifica ossessione e, contestualmente, come strumento di espiazione e redenzione: questo finisce per essere, per il protagonista Michael (e per la co-protagonista Hanna) l'esercizio - che precede quasi sempre l'atto amoroso - della lettura "a voce alta" (con un "attore" che legge ed un'"attrice" che ascolta) dei testi più disparati.

Fra i volumi che scorrono fra le pagine di Michael adolescente - che li riprenderà in mano da adulto per inciderne su cassetta magnetica le registrazioni vocali - figurano diversi classici della letteratura, testi per lo più affrontati sui banchi di scuola. In primis l'Odissea, trattata nell'originale lingua greca e nella corrente (per Michael) lingua tedesca, e poi Guerra e pace di Lev Tolstoj, Vita di un perdigiorno di Joseph Freiherr von Eichendorff, le Catilinarie di Marco Tullio Cicerone, Emilia Galotti, dramma borghese in cinque atti di Gotthold Ephraim Lessing, Intrigo e amore di Friedrich Schiller (fonte di ispirazione per Giuseppe Verdi per la sua Luisa Miller), poesie di Rainer Maria Rilke e Gottfried Benn, racconti di Anton Čechov e Arthur Schnitzler e altre opere di Gottfried Keller, Max Frisch, Samuel Johnson, Ingeborg Bachmann, Jakob Michael Reinhold Lenz.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sebbene non sia mai nominata formalmente, la città è identificabile da precisi riferimenti toponomastici
  2. ^ (EN) Approfondimento su Oprah.com
  3. ^ La miniserie fu tratta da Olocausto (romanzo)

Edizione di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]