Eraldo Affinati

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Eraldo Affinati (Roma, 21 febbraio 1956) è uno scrittore italiano. Vive nella capitale e insegna letteratura alla Città dei Ragazzi, pubblica articoli su svariati quotidiani e settimanali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha pubblicato Veglia d'armi. L'uomo di Tolstoj" (Marietti, 1992, Oscar Arnoldo Mondadori Editore 1998); Soldati del 1956 (Marco Nardi 1993, Oscar Mondadori, 1997); Bandiera Bianca (Mondadori, 1995, Leonardo, 1996, Oscar Mondadori, 1999, Premio Bergamo); Patto giurato, La poesia di Milo de Angelis (Tracce 1996); Campo del sangue (Mondadori, 1997, Oscar Mondadori 1998, Terre du sang, Seuil, 1999, Ein Weg der Erinnerung, Fischer, 1999, Selezione Premio Strega e Premio Campiello); Uomini pericolosi (Mondadori, 1998, Oscar Mondadori 2000, Premio Palmi); Il nemico negli occhi (Mondadori, 2001. Premio Nazionale Letterario Pisa), Un teologo contro Hitler. Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (Mondadori, 2003, Premio Omegna); "Secoli di gioventù" (Mondadori, 2004, Premio Grinzane Cavour); "Compagni segreti. Storie di viaggi, bombe e scrittori" (Fandango Libri, 2006, Premio Sandro Onofri). Ha curato l'edizione completa delle opere di Mario Rigoni Stern Storie dall'Altipiano (I Meridiani Mondadori 2003). Vince con il suo libro 'Berlin' (Rizzoli) la quarta edizione del Premio Recanati-Festival della Narrativa italiana ed il Superflaiano 2009. Vince con il suo libro 'Peregrin d'amore. Sotto il cielo degli scrittori d'Italia' (Mondadori) il Premio "Viaggio in Italia", 2 ottobre 2011, conferito dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e la Società Geografica Italiana.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore romano è stato finalista nel Premio Strega e nel Premio Campiello, con il libro Campo del Sangue (Mondadori 1997), dove i ricordi della madre si complicano lungo il percorso di un viaggio (attraverso filosofia e letteratura), che partendo da Venezia ci conduce direttamente alle porte del campo di sterminio di Auschwitz.

L'ultimo suo libro s'intitola "La Città dei Ragazzi" (Mondadori, 2008) e si incentra su tre temi narrativi: il primo copre l'esperienza didattica appunto nella Città dei Ragazzi; il secondo è il diario di viaggio emozionale che porta l'autore ad accompagnare alcuni suoi alunni durante le vacanze estive verso le loro basi di partenza in Marocco; il terzo è la messa in archivio di un fascicolo che l'autore esprime nei confronti di suo padre, orfano anch'esso come i suoi alunni, ma che con la sua figura, seppur offuscata, si staglia netta e precisa al di sopra di ogni cosa terrena. Una sorta di uomo onesto, a modo suo, in un mondo di ideologie, moralmente incerto che qualcosa vada salvata alla luce delle proprie esperienze, ma proprio per questo maestoso nelle sue paure quotidiane. Premio della Critica Vico del Gargano nel 2008.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]