Orhan Pamuk

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Orhan Pamuk
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 2006

Ferit Orhan Pamuk (Istanbul, 7 giugno 1952) è uno scrittore, accademico e saggista turco.

I suoi romanzi, tradotti in più di quaranta lingue, sono spesso sospesi tra il fiabesco ed il reale e rispecchiano la Turchia di ieri e di oggi. È stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: "nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture".

Ha scritto di sé:

« Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull'altra riva, l'Asia. Stare vicino all'acqua, guardando la riva di fronte, l'altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere »
(O.Pamuk, Istanbul, 2003)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Orhan Pamuk a New York nel 2009

Orhan Pamuk nasce ad Istanbul il 7 giugno 1952 in una benestante famiglia borghese di alterne fortune; il padre fu il primo dirigente della sezione turca dell'IBM. Viene istruito al liceo americano Robert College di Istanbul. Su pressione della famiglia, si iscrive in seguito alla facoltà di architettura dell'Università Tecnica di Istanbul, per poi abbandonarla dopo tre anni per dedicarsi alla letteratura. Si laurea all'Istituto di Giornalismo dell'Università di Istanbul nel 1977. Nel 1982 Pamuk sposa Aylin Turegen. La coppia divorzierà nel 2001 dopo aver dato alla luce una figlia di nome Rüya. È "visiting scholar" alla Columbia University di New York dal 1985 al 1988, periodo che comprende una breve posizione come "visiting fellow" alla University of Iowa. Dopo la breve parentesi americana, torna definitivamente a Istanbul.

Pamuk, che ha precedentemente rifiutato il titolo di "artista di Stato" dal governo turco, viene incriminato nel 2005, a seguito di alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera riguardanti il massacro, da parte dei turchi, di un milione di armeni e trentamila curdi in Anatolia durante la Prima guerra mondiale. Il processo, che ha attirato l'attenzione della stampa internazionale, è iniziato il 16 dicembre 2005 ma è stato successivamente sospeso in attesa dell'approvazione del ministro della giustizia turco. Nonostante il grande successo riscosso in patria, una significativa parte dell'opinione pubblica turca si è schierata contro Pamuk: un sottoprefetto di Isparta ha ordinato la distruzione dei suoi romanzi nelle librerie e biblioteche mentre una TV locale ha proposto di ritrovare una studentessa che aveva ammesso di possederne uno. Le accuse sono state ritirate il 22 gennaio 2006 con la motivazione che il fatto non costituisce reato per il nuovo codice penale.

Il 12 ottobre 2006 viene insignito del Premio Nobel per la Letteratura, diventando così il primo turco a ricevere il prestigioso riconoscimento.
Il 2 febbraio 2007 viene diffusa la notizia di una sua partenza a tempo indeterminato verso gli Stati Uniti[1]. Lo scrittore era stato minacciato recentemente di morte da uno degli attentatori di Hrant Dink. Negli ultimi giorni di gennaio 2007 era peraltro al Cairo dove era in corso l'annuale Fiera del Libro e in tale città s'è intrattenuto con il noto scrittore emergente egiziano Ala al-Aswani. In una recente intervista Pamuk ha tuttavia precisato che non si tratta di un allontanamento definitivo, ma che attualmente fa la spola tra New York, dove insegna, e la Turchia[2].

Nel 2009 è stato insignito del titolo di duca di Colores dal sovrano del Regno di Redonda.

Nel 2012 riceve il Premio Sonning, premio conferito a personalità che si siano particolarmente distinte per il loro contributo alla cultura europea[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

"[parlo] di quelle prime ore mattutine in cui tutti dormono, tranne i pescatori che prendono il largo; delle cicogne di cui tutta la città si accorge verso l'autunno, mentre passano sopra il Bosforo e le isole, in arrivo dai Balcani e dall'Europa per andare a sud..."
(O.Pamuk, Tristezza, in Istanbul, 2003)

Pamuk inizia a scrivere con regolarità nel 1974. Il suo primo romanzo, Karanlik ve Isik (Oscurità e luce) condivide il premio letterario Milliyet 1979 con Mehmet Eroğlu. Il romanzo viene successivamente pubblicato nel 1982 con il titolo Cevdet Bey ve Ogullari (Il signor Cevdet e i suoi figli), e vince il premio Orhan Kemal nel 1983. Narra la storia di tre generazioni di un'agiata famiglia di Nisantasi, il quartiere di Istanbul dove Pamuk è cresciuto.

Pamuk vince diversi importanti premi per i suoi primi lavori, tra cui il Premio Madarali 1984 per il secondo romanzo Sessiz Ev (La casa del silenzio) e il Prix de la Découverte Européenne 1991 per la traduzione francese dello stesso. Il romanzo storico Beyaz Kale (Roccalba, letteralmente Il castello bianco), pubblicato nel 1985, vince l'Independent Award for Foreign Fiction 1990 estendendo la sua reputazione all'estero. La The New York Times Book Review dichiara, "Una nuova stella è sorta ad oriente--Orhan Pamuk." A questo punto Pamuk comincia a utilizzare tecniche narrative vicine al postmodernismo, allontanandosi dallo stretto naturalismo dei suoi primi lavori.

Il successo popolare arriva nel 1990 con il romanzo Kara Kitap (Il libro nero) che diventa rapidamente una delle letture più controverse della letteratura turca, grazie alla notevole complessità e ricchezza narrativa. Nel 1992, scrive la sceneggiatura per il film Gizli Yuz (Il volto segreto), basato su Kara Kitap e diretto dal regista turco Ömer Kavur. Il quarto romanzo, Yeni Hayat (La nuova vita), è, nel 1995, un successo immediato in Turchia e diventa presto il più rapido best seller nella storia del paese. A questo punto Pamuk è una figura di spicco nel panorama intellettuale turco, anche a causa del suo sostegno ai diritti politici della minoranza curda. Nel 1995 Pamuk è tra un gruppo di autori e scrittori sotto processo per aver criticato, in una serie di saggi, la politica del governo turco nei confronti dei curdi. Nel 1999, Pamuk pubblica la storia in Öteki Renkler (Gli altri colori).

La reputazione internazionale di Pamuk cresce, nel 2000, in seguito alla pubblicazione di Benim Adim Kirmizi (Il mio nome è rosso). Il romanzo, ambientato nell'Istanbul del XVI secolo, mescola mistero, passione e filosofia. Viene tradotto in ventiquattro lingue (in Italia dalla Einaudi) e vince, nel 2003, il più remunerativo dei premi letterari internazionali, l'International IMPAC Dublin Literary Award. Il mio nome è rosso è anche vincitore del premio Grinzane Cavour 2002.

L'ultimo romanzo, Kar (Neve) (2002), che esplora il conflitto tra islamismo e occidentalismo nella Turchia moderna, è anche il primo lavoro dichiaratamente politico di Pamuk. Rispetto ai precedenti lavori, per la maggior parte ambientati ad Istanbul, la scena si sposta nella Turchia orientale e, prendendo spunto da cronaca recente, segue l'inchiesta di un giornalista alla ricerca delle motivazioni di una serie di suicidi di ragazze adolescenti. The New York Times inserisce Kar tra i dieci migliori romanzi del 2004.

Nel 2003 pubblica un volume di memorie, Istanbul, Hatiralar ve Sehir (Istanbul. Le memorie e la città), dove ricordi d'infanzia si mescolano alla storia della città, attraverso la testimonianza diretta ma anche attraverso le letture dei giornali d'epoca, le descrizioni dei viaggiatori occidentali o le riproduzioni artistiche della capitale dell'impero ottomano.

L'opera di Pamuk è caratterizzata dal tema dell'identità. Se ad una prima lettura questo può essere ricondotto al conflitto tra i valori dell'occidente europeo e la cultura islamica, non è possibile escludere una più profonda radice psicologica. I romanzi, che lasciano spesso in sospeso la soluzione di tale conflitto, presentano trame complesse e personaggi di grande profondità, particolarmente i primi, dove l'elemento biografico è più evidente. L'Istanbul contemporanea e dell'Impero ottomano non si limita a fare da sfondo alle vicende umane ma assume la qualità di personaggio, di organismo vivo, con una sua storia da raccontare.

Istanbul[modifica | modifica wikitesto]

In questo lavoro letterario Pamuk descrive la profonda malinconia dei suoi concittadini, lo „huzün“ (turco). Esso sarebbe inseparabilmente legato alla vita quotidiana di Istanbul. Secondo lui è una malattia incurabile con la quale si sono infetti tra loro gli abitanti durante il secolo scorso. Non è dunque la tristezza del singolo, ma quella di milioni di persone – è lo hüzün di un’intera città. Questo stato d’anima disperato si riconoscerebbe dall'abbigliamento grigio della folla sul ponte di Galata. Grandi moschee e palazzi storici dei giorni della gloria ottomana stanno in netto contrasto con il generale degrado di Istanbul. Il declino sotto gli occhi di tutti provoca uno hüzün che farebbe cadere in letargia la città. Durante la pioggerella continua d’inverno è palpabile la sensazione di bianco e nero.

Solo l’avvicinamento verso l’Europa potrebbe contrastare questa rigidità.

Curiosità onomastiche[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Orhan è quello dell'eponimo sultano della dinastia ottomana. Il cognome Pamuk significa "cotone".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Turchia, Pamuk è fuggito
  2. ^ Avvenire, 26 giugno 2007
  3. ^ Elenco vincitori premio Sonning - Università di Copenaghen

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

  • (Gizli Yuz, 1992) (sceneggiatura tratta dal romanzo Il libro nero)

Saggi, memorie e altro[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 107501225 LCCN: n84026777 SBN: IT\ICCU\RAVV\079744