Arthur Koestler

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Arthur Koestler (1969)

Arthur Koestler (Budapest, 5 settembre 1905Londra, 3 marzo 1983) è stato uno scrittore e filosofo ungherese naturalizzato britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Koestler nacque a Budapest il 5 settembre 1905 figlio di Henrik Koestler, un commerciante ungherese nato a Miskolc da padre russo e da madre ungherese ambedue ebrei. La madre era Adele Jeiteles, un'ebrea ungherese. Nei primi anni venti la famiglia si trasferì a Vienna, dove Koestler frequentò il Politecnico.

Nel 1926 abbandonò l'Europa e si trasferì con i primi coloni in Palestina, allora possedimento inglese. Assunto da un giornale tedesco, divenne inviato da Gerusalemme, per poi trasferirsi in Germania, per assumere la carica di condirettore del Berliner Zeitung am Mittag, iscrivendosi successivamente al Partito comunista. Nel 1934 si rifugiò a Parigi per sfuggire alle persecuzioni razziali naziste. Continuò la sua attività di giornalista indipendente, denunciando sempre il pericolo costituito dal regime nazista.

Inviato in Spagna per seguire gli sviluppi della guerra civile spagnola, venne catturato e condannato a morte dall'esercito franchista. L'intervento della diplomazia britannica gli salvò la vita. Tornato in Francia nel 1939, decise di abbandonare il partito comunista, di cui abiurò l'ideologia a seguito delle grandi purghe e deportazioni Staliniane. Scrisse "Buio a mezzogiorno", il cui protagonista è un uomo del Partito Bolscevico sovietico che cade vittima del sistema di persecuzione di cui egli stesso aveva fatto parte. Il romanzo gli provocò l'ottusa ostilità di numerosi intellettuali di sinistra vicini al partito comunista; come conseguenza, lo scrittore cadde in una forte depressione che lo spinse a tentare il suicidio col gas.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale le autorità della Francia occupata lo tennero per qualche mese in un campo di detenzione; liberato, si arruolò nella Legione Straniera, per sfuggire alla deportazione sotto il regime collaborazionista della Repubblica di Vichy governata dal generale Pétain. Riuscì in tal modo a raggiungere Londra, dove si stabilì definitivamente, prendendo anche la cittadinanza britannica.

Nel secondo dopoguerra continuò l'attività di scrittore e polemista, su posizioni decisamente anticomuniste. Fu anche insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico. Nel 1983 Koestler, ormai ammalato di malattia di Parkinson e di leucemia, si suicidò insieme alla terza moglie Cynthia. Era da tempo un sostenitore dell'eutanasia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto riportato nel testo "La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti", della storica e giornalista inglese Francis Stonor Saunders, la rivista tedesca "Der Monat", ove furono pubblicati i testi raccolti in seguito nel libro dal titolo "Il dio che è fallito", fu finanziata dalla CIA attraverso il Congress for Cultural Freedom in funzione d'un progetto di "persuasione ideologica".[1]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • I gladiatori (The gladiators, 1939) (Mondadori, 1959 - Net, 2002)
  • Buio a mezzogiorno (Darkness at noon, 1940) (Mondadori, 1946)
  • Arrivo e partenza (Arrival and Departure, 1943) (Mondadori, 1966)
  • Ladri nella notte (Thieves in the Night : Chronicle of an Experiment, 1946) (Mondadori, 1947)
  • L'età del desiderio (The Age of Longing, 1951) (Jaca Book, 1982)
    (precedentemente Gli angeli caduti, Mondadori, 1952)
  • Le squillo. Una tragicommedia con un prologo e un epilogo (The Call Girls: A Tragicomedy with a Prologue and Epilogue, 1972) (Rizzoli, 1975)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Testi autobiografici[modifica | modifica wikitesto]

  • (Spanish Testament, 1937)
  • Schiuma della terra (Scum of the Earth, 1941) (Il Mulino, 1989)
  • Dialogo con la morte (Dialogue with Death, 1942) (Bompiani, 1947 - Il Mulino, 1993)
  • Freccia nell'azzurro. Autobiografia 1905-1931 (Arrow In The Blue: The First Volume Of An Autobiography, 1905-31, 1952) (Mondadori, 1955 - Il Mulino, 1990)
  • La scrittura invisibile. Autobiografia 1932-1940 (The Invisible Writing: The Second Volume Of An Autobiography, 1932-40, 1954) (Il Mulino, 1991)
  • (Stranger on the Square, 1984) (con Cynthia Koestler)

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo Yogi e il Commissario (The Yogi and the Commissar and other essays, 1945) (Liberal, 2002)
    (precedentemente Il yogi e il commissario, Bompiani, 1947)
  • La pena di morte (con Albert Camus) (Riflexions sur la peine capitale, 1955) (Newton Compton, 1972)
  • I sonnambuli. Storia delle concezioni dell'Universo (The Sleepwalkers: A History of Man's Changing Vision of the Universe, 1959) (Jaca Book, 1982)
  • Il fiore di loto e il robot (The Lotus and the Robot, 1960) (?, ?)
  • La forca in Inghilterra (Hanged by the neck, 1961) (Edizioni di Comunità, 1963)
  • L'atto della creazione (The act of creation, 1964) (Astrolabio Ubaldini, 1975)
  • Il fantasma dentro la macchina (The Ghost in the Machine, 1967) (Società Editrice Internazionale, 1970)
  • Il caso del rospo ostetrico. Il "giallo" scientifico attorno al prof. Kammerer (The Case of the Midwife Toad, 1971) (Jaca Book, 1979)
  • Le radici del caso (The Roots of Coincidence, 1972) (Astrolabio Ubaldini, 1972)
  • La sfida del caso. Esperimenti e speculazioni (The challenge of chance, 1973) (Astrolabio Ubaldini, 1974)
  • La tredicesima tribù. Storia dei cazari, dal Medioevo all'Olocausto ebraico (The Thirteenth Tribe: The Khazar Empire and Its Heritage, 1976) (Utet, 2003)
    (precedentemente La tredicesima tribù: l'impero dei cazari e la sua eredità, Edizioni di Comunità, 1980)
  • Il principio di Giano (Janus: A Summing Up, 1978) (Edizioni di Comunità, 1980)

Varia[modifica | modifica wikitesto]

  • L' ultimo avversario (di Richard Hillary) (The last enemy, ) (Mondadori, 1946)
    (con un saggio di Arthur Koestler )
  • Il dio che è fallito. testimonianze sul comunismo (The god that failed, ) (Edizioni di Comunità, 1957)
    (con interventi di L. Fischer, A. Gide, A. Koestler, I. Silone, S. Spender, R. Wright)
  • L'amico ritrovato (di Fred Uhlman) (Reunion. Der wiedergefundene Freund, 1971) (Feltrinelli, 1987)
    (precedentemente Ritorno. Seguito da Per carita, che i morti non risorgano, Longanesi, 1979)
    (introduzione di Arthur Koestler)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arte e Potere

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