Alvar Aalto

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« Rendere l'architettura più umana significa (...) un funzionalismo più vasto di quello puramente tecnico. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto (...) creando e combinando differenti elementi tecnici in modo tale che essi garantiscano all'essere umano la vita più armoniosa possibile. »
(Alvar Aalto, 1960)
Alvar Aalto con la moglie Elissa nel 1950
Premio Premio Sonning 1962

Hugo Alvar Henrik Aalto (Kuortane, 3 febbraio 1898Helsinki, 11 maggio 1976) è stato un architetto, designer e accademico finlandese, tra le figure più importanti nell'Architettura del XX secolo e ricordato – assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Le Corbusier – come maestro del Movimento Moderno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un ingegnere finlandese specializzato in geodesia e cartografia, Johan Henrik Aalto, e di una postina svedese, Selly (Selma) Matilda Aalto (cognome da nubile: Hackstedt), iniziò la sua attività nello studio del padre. Passò l'infanzia fra Jyväskylä e Alajärvi, dove la famiglia alloggiava d'estate in una casa che restaurerà da studente[1]. A Jyväskylä frequentò il liceo, nel 1916 si trasferì ad Helsinki dove frequentò il Politecnico (Teknillinen Korkeakoulu), dove ebbe come insegnante l'architetto Armas Lindgren che esercitò su di lui una forte influenza.

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Terminati gli studi, nel 1921 si iscrive all'ordine degli architetti. Nel 1922 scrive il suo primo saggio sulla rivista Arkkitehti, nel 1923 tornò a Jyväskylä e vi aprì lo studio. Nel 1924 fece il suo primo viaggio in Italia[2] e nel 1925 sposò Aino Marsio (1894-1949), sua compagna di politecnico e diplomata un anno prima di lui; ebbe così inizio una intima collaborazione anche lavorativa. Per i successivi venticinque anni, ovvero fino alla morte di Aino, tutti i progetti portarono le loro firme congiunte. Nel 1927 si trasferisce la sua attività a Turku, nel 1929 a Francoforte partecipò al secondo CIAM, dove conobbe Sigfried Giedion ed entrò in contatto con diversi artisti europei. Nel 1931 si spostò a Helsinki e nel 1933 partecipò al IV CIAM ed all'elaborazione della Carta di Atene. Nel 1932 creò una serie di bicchieri con bande circolari sovrapposte, disegnando un chiaroscuro decorativo che aiuta anche nella presa. Nel 1934 i suoi mobili furono esposti a Zurigo e Londra e l'anno successivo, insieme alla moglie e Marie Gullischen creò la ditta Artek per la produzione in serie dei suoi mobili.

La Maison Carrè
Villa Mairea a Noormarkku

Espone diverse sue opere in prestigiosi musei in Italia (V Triennale di Milano, 1933), Svizzera (Zurigo), Danimarca (Copenaghen) e Stati Uniti (MOMA). Nel 1936 crea il vaso Savoy.

Nel 1938 il Museum of Modern Art di New York organizzò una mostra delle sue opere, circolata poi in una dozzina di città. Nel 1939 si recò per la prima volta in America in occasione dell'Esposizione universale di New York in occasione dell'allestimento del Padiglione finlandese[2], e tenne conferenze all'Università di Yale[senza fonte]. Da non dimenticare è l'invenzione della gamba a "Y" nel 1940 poi ridisegnata quattordici anni più tardi (1954) come gamba a ventaglio, formata da una serie di fogli di compensato fine. Dal 1945 lavorò contemporaneamente in USA e la Finlandia. Nel 1947 ebbe l'incarico di costruire i dormitori della casa dello studente del Massachusetts Institute of Technology, a Cambridge. Lo stesso anno gli venne conferita la laurea honoris causa dall'Università di Princeton.

Nel 1948 partecipa e vince il concorso per la realizzazione dell'Istituto finlandese per le pensioni popolari di Helsinki che sarà realizzato fra il 1952 e il '56. In questo grande complesso Aalto sperimenta l'utilizzo di materiali fonoassorbenti ed un sistema di riscaldamento per irraggiamento.[3]

Nel 1949 muore la moglie Aino e tre anni dopo si risposa con Elissa Mäkiniemi. Fra il 1949-1951 realizzò il municipio di Säynätsalo. In Germania fra il 1958-1963 realizzò il Centro culturale di Wolfsburg e fra 1961-1964l'Opera di Essen. In Italia progettò invece il centro culturale di Siena (1966) e, sempre nello stesso anno, la chiesa di Riola, vicino a Bologna.

A partire dagli anni cinquanta comincia ad ottenere prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui si segnalano la medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects nel 1957 e la laurea ad honorem conferitagli dal Politecnico di Milano. Nel 1965 Aalto tiene una grande esposizione nel palazzo Strozzi di Firenze, che lo celebra come uno tra i migliori artisti europei del secolo.

Nel 1967 venne inaugurato il Museo Alvar Aalto a Jyväskylä. Progettato dallo stesso Aalto, il museo si occupa della catalogazione, conservazione ed esposizione dell'opera dell'architetto finlandese. Il suo ultimo progetto fu quello per l'area universitaria di Reykjavík, in Islanda (1975-1976). Morì ad Helsinki l'11 maggio del 1976.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

"Si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti... Quasi tutti gli incarichi progettuali comprendono decine, spesso centinaia, talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in un'armonia funzionale soltanto dalla volontà dell'uomo. Quest'armonia non può essere raggiunta con strumenti diversi da quelli dell'Arte" (Alvar Aalto)

Aalto aveva studiato con Armas Lindgren, uno degli esponenti del Romanticismo nazionalista finlandese. All'inizio della sua carriera Aalto sembra esser stato, dal punto di vista ideologico, un classicista; infatti elaborò temi architettonici classici e applicò motivi e riferimenti storici. Nonostante tale aspetto però rimase fedele al funzionalismo durante tutta la sua evoluzione stilistica. Dagli inizi degli anni trenta del 1900, passato il periodo razionale ortodosso, la sua idea di architettura si amplia e, dalla razionalità, arriva a toccare anche temi strettamente tecnici funzionali fino ad arrivare a quelli psicologici. Più avanti poi viene marcato il ruolo di sintesi che compete alle architetture. Viene inserito nella progettazione di un qualsiasi edificio anche la filosofia.

Alle opere mature di Alvar Aalto sono spesso applicati i termini "romantiche", "irrazionali" e "organiche". Questo suggerisce che dopo la sua fase iniziale razionalista egli avesse abbandonato del tutto questo modo di pensare l'architettura; in realtà viene ridefinito da lui stesso il concetto di razionalità. Si può definire questo suo nuovo approccio alla progettazione "Super Razionale". Vengono inseriti da qui nei progetti anche fattori psicologici, intuitivi ed inconsci. Altro importante aspetto del periodo aaltiano maturo è la concezione dell'edificio come ente integrato perfettamente nel contesto. L'edificio non è visto come una struttura isolata dal resto, ma anzi, è come se essa dialogasse con ciò che la circonda.

Altro aspetto importante di questo grande maestro dell'architettura del ventesimo secolo è l'elaborazione della "standardizzazione flessibile", cioè un sistema costruttivo industriale in grado di garantire elasticità e varietà dei prodotti.

L'arte di Aalto[modifica | modifica wikitesto]

Contesto artistico[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di Aalto spaziava dal design di arredi e oggetti in vetro all'architettura e alla pittura. Dal punto di vista architettonico fu il maggior esponente dell'architettura organica europea, nonché appartenente ad una folta schiera di maestri del movimento moderno insieme a Le Corbusier, Mies van der Rohe e Gropius, tutti appartenenti alla generazione di nati nel decennio del 1880.

A partire da oggetti piccoli come un cucchiaio, fino ad arrivare al progetto di città (è autore anche dei piani regolatori per Finlandia e Svezia), l'opera di Aalto si caratterizza sotto un suo ricorrente particolare architettonico, il segno della sua "onda", che in finlandese è chiamata aalto come il suo cognome.

Negli ultimi due decenni del suo mezzo secolo di attività progettuale alcuni critici hanno parlato di una "involuzione classicista" di Aalto, dovuta soprattutto ad un allontanamento dalla linea del neoempirismo scandinavo.

Design[modifica | modifica wikitesto]

La Poltrona 41 o Paimio 1930-31

Sono conosciuti a livello internazionale la sua collezione di vasi in vetro, chiamati Aalto, e i mobili anni trenta in multistrato curvato.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La colonna portante dello stile di Aalto è innanzitutto il continuo riferimento alla tradizione del suo paese, la Finlandia, dal cui patrimonio culturale spesso attinge; un secondo punto è da cercarsi nell'attenzione verso l'individuo visto dal punto di vista psicologico.

Aalto si allontana dal razionalismo architettonico superando lo schematismo formale tramite l'utilizzo di materiali naturali (prevalentemente il legno, ma anche cemento armato e metalli) e attraverso la ricerca di linee e superfici curve, di piante aperte, attraverso una concezione dello spazio architettonico interno ed esterno unificata dall'integrazione del volume e della struttura e qualificata dalle pareti ondulate e dall'uso dell'asimmetria. Da sottolineare anche la particolare attenzione data da parte di Aalto ai particolari costruttivi e ai processi di produzione industriale. Aalto si avvicina nella realtà Europea a quella architettura organica di Frank Lloyd Wright, con una progettazione articolata, che cerca molte volte un coinvolgimento tra la costruzione progettata e l'ambiente costruito e naturale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'Auditorium del Politecnico di Helsinki, 1953-73

Design[modifica | modifica wikitesto]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Arkitektur & Samhalle (Arte e Società), Stockholm, s. d.; 1940
  • The Humanizig of architecture 1940;
  • Techological Rewiew, 1940;
  • Architectural Forum, 1940;
  • An Experimental Town, 1940;
  • Post-War Reconstruction Magazine of Art, 1940;
  • La Ricostruzione dell'Europa (conferenza), 1941;
  • Casabella, marzo 1943;
  • Rovaniemi rediviva, Arkkitehti, 1945;
  • Fine della "machine à habiter", 1946;
  • Metron, 1946;
  • Architettura e arte concreta Domus, 1947;
  • Decadenza degli edifici pubblici, Arkkitehti 1953;
  • Problemi di architettura come li concepisco nelle mie costruzioni (conferenza in Italia), 1956
  • Idee di architettura. Scritti scelti (1921-1968), Bologna, 1987 (Raccolta di scritti) ISBN 88-08-02658-2

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per le scienze e per le arti (Austria)
— 1974

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl Fleig, Alvar Aalto, Zanichelli, Bologna, 1978, p.203
  2. ^ a b K. Fleig, cit., p.203
  3. ^ K. Fleig, cit., p. 120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In italiano

  • Karl Fleig, Alvar Aalto, Zanichelli, Bologna, 1978
  • P.Angeletti, G.Remiddi, Alvar Aalto e il Classicismo Nordico, Croma Quaderni 8, Roma 1998
  • AA.VV., Classici Moderni, supplemento al n. 664 della rivista "Domus", Editoriale Domus, Milano 1985
  • Sembach, Leuthauser, Gossel, Design di Mobili del XX secolo, Ed. Taschen 1990
  • A contatto con Alvar Aalto, catalogo della mostra su Alvar Aalto, Museo Alvar Aalto, Jyvaskyla 1994
  • Timo Keinänen, Pekka Korvenmaa, Kaarina Mikonranta, Ásdís Ólafsdóttir, Alvar Aalto e gli oggetti, Electa 2004

In altre lingue

  • Alvar Aalto Furniture, Museum of Finnish Architecture, Helsinki, 1984
  • Artek 1935-1985, Taideteollisuusmuseo Korkeavuorenkatu 23, Helsinki 1985
  • An Architectural present - 7 approaches, Catalogo della mostra al Museum of Finnish Architecture, Helsinki 1990
  • Peter B. MacKeith, Kerstin Smeas, Finland at the Universal Exposition 1900-1992, Tammer Paino Oy, Tampere 1993
  • Villa Mairea, Alvar Aalto, Architecture in detail, Phaidon 1992
  • Gareth Griffiths, The Polemical Aalto. The Enso-Gutzeit Building, Helsinki, Datutop 19, 1997
  • Goran Schildt, Alvar Aalto: Masterworks, Otava Publishing Company, Keuruu 1998
  • Alvar Aalto in Seven Buildings, Museum of Finnish Architecture, Helsinki, 1998

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 71410602 LCCN: n79018877