Lars von Trier

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Gli artisti devono soffrire, il risultato è migliore![1] »
(Lars von Trier)
Lars von Trier al Festival di Cannes 2011

Lars von Trier (IPA: [ˈlɑːs fʌn ˈtʁiːˀɐ]), pseudonimo di Lars Trier (Copenaghen, 30 aprile 1956) è un regista, sceneggiatore, attore, direttore della fotografia e montatore danese. Celebre per aver lanciato, insieme a Thomas Vinterberg, il movimento Dogma 95, oltre che per i suoi atteggiamenti anticonformisti e controversi che hanno spesso attirato l'attenzione della stampa, Von Trier è in breve tempo diventato uno degli autori cinematografici più innovativi ed influenti del cinema contemporaneo.[2][3][4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia, giovinezza e vita privata[modifica | modifica sorgente]

I suoi genitori, Inger Høst ed Ulf Trier (nudisti, comunisti e atei), sono fermamente convinti del diritto del bambino all'autodeterminazione, così il giovane Lars cresce in un clima di libertà assoluta che gli crea non pochi problemi. In mancanza di un'autorità che gli indichi la strada, egli deve fare il "padre" di se stesso: questo gli fa nascere un forte desiderio di autodisciplina e lo spinge ad una propensione alla leadership che lo accompagna anche nella vita adulta.

Frequenta il Lundtofte, un istituto scolastico dai metodi molto autoritari, cosa che entra in contrasto con l'educazione libera che Lars conosce: questo lo spinge ad abbandonare la scuola all'età di 15 anni, ed a finire gli studi con un metodo di insegnamento a distanza solo tre anni più tardi.

Ritenutosi ebreo da parte di padre, solo sul letto di morte la madre gli rivela che Ulf Trier non è biologicamente suo padre, e che quindi non è di origine ebraica. Lars sarebbe figlio di Fritz Michael Hartmann, appartenente ad una illustre famiglia danese di compositori, in quanto, secondo alcune fonti, la madre "voleva dei geni artistici per suo figlio".[5] Più volte il regista prova a riallacciare i rapporti con il padre naturale, ormai novantenne, ma riuscirà solo ad inviargli comunicazioni tramite un avvocato.[6] Lars von Trier è ateo.[7] Si è sposato due volte e ha due figli.[8]

"Von"[modifica | modifica sorgente]

Lars Trier dà all'aggiunta del von al suo nome un valore molto profondo e radicato in sé.

Suo nonno, Sven Trier, amava raccontare che durante il suo soggiorno in Germania, il suo nome abbreviato Sv. venne confuso con von, per cui tutti lo chiamavano Sven von Trier.

Molti degli artisti che Lars ama hanno aggiunto un titolo nobiliare al proprio nome: Edward Kennedy Ellington si faceva chiamare Duke Ellington, così come William Allen Basie diventò Count Basie, per non parlare dei registi Josef von Sternberg o Erich von Stroheim che aggiunsero entrambi il von arbitrariamente.

Unendo questi elementi al fatto che nel 1975 diventa "vittima", come dice lui stesso, "di un'enorme autovenerazione"[9], Lars adotta questo titolo nobiliare. La sua prima apparizione pubblica è nel 1976, quando su un quotidiano locale pubblica un articolo su Strindberg intitolato Al limite della follia, firmato da Lars von Trier.

Fobie[modifica | modifica sorgente]

Lars von Trier è famoso per le fobie che lo torturano. Viaggia solo in auto o in treni di una determinata compagnia: ogni anno attraversa l'Europa in camper per recarsi al Festival di Cannes. Non viaggia in aereo, e questo gli preclude spostamenti troppo lontani: durante alcune scene di Le onde del destino che si svolgono su una chiatta sull'oceano, il regista ha seguito le riprese a distanza, sulla terra ferma. Inoltre non fa segreto della propria ipocondria; è sempre convinto di avere qualche tipo di cancro o tumore, e se ne lamenta spesso: "Io [di fobie] ne ho da vendere."[10] Von Trier ha sofferto anche di lunghi periodi di depressione.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Lars von Trier, prima del successo internazionale, si divide spesso fra cinema e televisione. Ha molti spot pubblicitari al suo attivo, alcuni hanno come protagonista quell'Ernst-Hugo Järegård che sarà suo attore preferito in molti lavori successivi (come Europa).

Per la televisione danese nel 1988 gira il film Medea, riprendendo un lavoro incompiuto di Carl Theodor Dreyer, suo maestro spirituale. Dreyer, infatti, aveva adattato per lo schermo il dramma di Euripide, ma non lo aveva mai girato. All'epoca della sua uscita, però, il lavoro non piace.

Il successo televisivo lo raggiunge nel 1994 quando esce The Kingdom - Il Regno (Riget), con Ernst-Hugo Järegård protagonista di una storia a metà fra horror e commedia. La miniserie ha così tanto successo che 3 anni dopo esce The Kingdom 2 (Riget II, 1997), che riprende fedelmente la storia interrotta. In tutte e due le serie, alla fine di ogni puntata appare von Trier in persona, in smoking, a commentare la puntata: lo smoking è quello appartenuto a Dreyer, e von Trier va fiero di avere questo "cimelio".

Nel 2000 va in onda uno spettacolo ad episodi, D-Dag, in cui si mostrano le attività di alcuni personaggi televisivi poco prima della fine dell'anno: von Trier dirige l'episodio chiamato Lise. La particolarità interattiva di D-Dag consiste nel fatto che è stato trasmesso contemporaneamente su alcuni canali televisivi danesi in versioni diverse, focalizzate sui vari personaggi, affinché fosse lo spettatore a crearsi un proprio personale montaggio col telecomando.

Attività cinematografica[modifica | modifica sorgente]

All'età di 13 anni, probabilmente grazie al fatto che lo zio Børge Høst lavora nel cinema come regista e sceneggiatore, ha un ruolo nella serie televisiva Hemmelig sommer (1969) (L'estate segreta) di Thomas Winding, mentre cresce la sua passione per la cinematografia grazie alla cinepresa a 8 millimetri della madre.

Trova impiego alla Statens Filmcentral come consulente, e questo gli consente di utilizzare strumenti professionali, soprattutto per la fase di montaggio.

Nel 1977 gira i suoi primi due cortometraggi: Orchidégartneren (Il giardiniere delle orchidee) e Menthe - la bienheureuse (Menthe - la ragazza felice), quest'ultimo girato in francese.

Vince il concorso per entrare al Danish Film Institute, con cui realizza altri film, Nocturne e Befrielsesbilleder (Immagine di una liberazione), scritti dal compagno di corso Tom Elling.

Ma il primo vero successo arriva nel 1984 con L'elemento del crimine (Forbrydelsens element), scritto ancora una volta con l'amico Tom Elling e Niels Vørsel. Il film, un insuccesso in patria, vince parecchi premi all'estero, tra cui quello per il miglior contributo tecnico al Festival di Cannes.

Il film fa parte di un'ideale trilogia, "Europa", ma questa denominazione non ha alcun legame con la geografia: Europa è uno stato mentale. Il secondo episodio è Epidemic (1987), girato con pochi mezzi, tanto che i ruoli principali sono coperti da von Trier stesso e dal co-sceneggiatore Niels Vørsel. Nel film è presente Cæcilia Holbek, la prima moglie del regista, che compare anche nel terzo episodio della trilogia, Europa (1991), in cui lo stesso von Trier interpreta una piccola parte: il suo personaggio, un ebreo, viene considerato un omaggio alle origini ebraiche perdute. Tutti i film della trilogia sono degli insuccessi in patria, ma riescono a ottenere premi in altri paesi europei.

Nel 1992 fonda la casa di produzione cinematografica Zentropa assieme al produttore Peter Aalbæk Jensen.

Le onde del destino (Breaking the Waves, (1996) è il primo film realizzato da von Trier dopo aver redatto il manifesto Dogma 95, ma l'opera è un compromesso tra lo stile precedente del regista e quello del manifesto stesso. La pellicola che viene girata secondo i dettami del Dogma 95 è Idioti (Idioterne, 1998).

Nel 2000 riesce a ottenere un grande riscontro al botteghino con Dancer in the Dark, interpretato dalla cantante islandese Björk. Il film è un musical sui generis ed è uno dei primi ad usare la tecnica di ripresa completamente digitale.

Il successo ottenuto dal film consente a von Trier di poter ingaggiare una diva hollywoodiana come Nicole Kidman per il suo Dogville del 2003. Si tratta della prima opera di una nuova trilogia, che ha questa volta come protagonisti gli Stati Uniti d'America. Il secondo capitolo del progetto è Manderlay, in cui Bryce Dallas Howard prende il ruolo che fu della Kidman. Prima di concludere la trilogia "America: terra dell'opportunità", von Trier scrive e dirige una commedia ambientata nel mondo aziendale: Il grande capo (Direktøren for det hele, 2006), cui dovrebbe seguire Washington. Nel 2009 realizza Antichrist, un "horror gotico" (classificazione discutibile) definito da CIAK un capolavoro delirante; per alcune scene, come avvenuto con Idioti, utilizza attori pornografici professionisti. L'idea generale del film è stata ispirata dal libro L'anticristo del filosofo Friedrich Nietzsche. La protagonista Charlotte Gainsbourg vince a Cannes il premio d'interpretazione, assegnato due anni dopo a Kirsten Dunst per il suo ruolo di sposa depressa nell'apocalittico Melancholia, vincitore di tre European Film Awards: miglior film europeo dell'anno, miglior fotografia (Manuel Alberto Claro) e migliore scenografia (Jette Lehmann).

Il 25 dicembre 2013 esce a Copenaghen Nymphomaniac, con Charlotte Gainsbourg. Le riprese sono iniziate in Germania nell'estate del 2012: la Gainsbourg interpreterà Joe, una donna che racconta la sua relazione sessuale all'anziano professore universitario Seligman, interpretato dall'attore svedese Stellan Skarsgard. Von Trier gira due versioni del film, una soft e un'altra hardcore, utilizzando anche qui attori hard come controfigure. È uscito nelle sale cinematografiche italiane a marzo 2014[11].

Stile artistico: Dogma, dogmi e regole[modifica | modifica sorgente]

Lars von Trier al Festival di Cannes 2000.

Già il 3 maggio 1984, in occasione dell'uscita de L'elemento del crimine, von Trier pubblica il suo primo manifesto, una dichiarazione d'intenti in cui focalizza l'identità attiva e non passiva del regista (il regista "maschio" contrapposto al film "femmina"). Il 17 maggio 1987, per l'uscita di Epidemic, pubblica un altro manifesto inneggiante alla "bazzecola": è nelle opere minori che si trovano i capolavori. Il 29 dicembre 1990 esce il suo terzo manifesto per Europa, in cui si autodefinisce "masturbatore dello schermo".

Ma è del 13 marzo 1995 il vero decalogo registico, il "voto di castità" che von Trier firma insieme ad altri registi: il Dogma 95, un progetto artistico con l'idea di produrre film minimalisti, ad esempio con la tecnica della telecamera a spalla, o con minore utilizzo della musica. L'idea di partenza è di fare 5 film secondo queste regole, ma il manifesto ha trovato tanti di quei consensi in così tanti registi, che attualmente ne sono stati girati centosette, provenienti da tutto il mondo, anche dall'Italia: Dogma#35 - Così x caso di Cristano Ceriello e Dogma#107 - Radikal Idioterne di Roberto Schinardi.

Anche se non le ufficializza più, il regista ama sempre le regole e ne crea sempre di nuove ad ogni suo film, come lo si vede fare ne Le cinque variazioni (De fem benspænd, 2003). Un esempio viene anche da The Humiliated (De udstillede, 2000), un documentario che segue le riprese di Idioti, e dove si vede von Trier imporre regole e trattare a volte duramente i propri attori: perché è così, a sua detta, che ottiene il massimo da loro.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

L'espulsione dal Festival di Cannes[modifica | modifica sorgente]

Il 18 maggio 2011, durante la presentazione al Festival di Cannes del suo film Melancholia, fa delle dichiarazioni riguardo al Nazismo che sconcertano tanto la sala stampa e le attrici presenti accanto a lui (Gainsbourg e Dunst) quanto l'opinione pubblica, affermando, come risposta ad una domanda su suo padre: "What can I say? I understand Hitler. He did some wrong things, absolutely, but I can see him sitting there in his bunker at the end ... I sympathize with him, yes, a little bit"[12] ("Cosa posso dire? Capisco Hitler. Ha fatto alcune cose sbagliate, assolutamente, ma posso immaginarmelo seduto nel suo bunker, alla fine ... mi immedesimo, sì, un po’"). In seguito afferma che lo stato di Israele è «una rottura di scatole» ("pain in the ass")[13] e sostiene di ammirare molto l'architetto Albert Speer, uno dei ministri di Hitler, processato e condannato a 20 anni al Processo di Norimberga: No, I just want to say about the art, I'm very much for Speer. Albert Speer, I liked. He was also maybe one of God's best children. He had some talent that was kind of possible for him to use.... Ok, I'm a Nazi[14][15] ("No, io voglio solo parlare dell'arte. Albert Speer mi piaceva. Era forse uno dei migliori figli di Dio.. Ha avuto del talento che poteva essere utilizzato.... Ok, io sono un nazista"). In seguito, alla specifica domanda di un giornalista, che chiedeva se Melancholia potesse essere un film distribuito su larga scala come i blockbuster di Hollywood, Von Trier risponde, testualmente: «Noi nazisti siamo piuttosto bravi a fare le cose su larga scala». Questo gli comporta l'espulsione immediata dal Festival di Cannes anche se il suo film Melancholia rimane in concorso[16].

Il cineasta danese, su spinta dei produttori del film, si scusa il giorno seguente. Molti paesi, infatti, avevano minacciato di annullare i contratti di distribuzione del film a causa delle dichiarazioni del regista. La procura di Cannes lo indaga per "apologia del nazismo". Le polemiche per le sue dichiarazioni però non si placano e dopo essere stato nuovamente interrogato dalla polizia, in seguito alle accuse della procura francese, decide di non parlare più in pubblico.[17]. In merito alle frasi pronunciate da von Trier, Claude Lelouch ha parlato di un vero e proprio "suicidio professionale".[18] Successivamente von Trier ha chiarito di non essere realmente nazista o antisemita[19], ma che si trattava solo di uno scherzo fatto ai giornalisti[20].

Progetti[modifica | modifica sorgente]

Un progetto parallelo di Von Trier è The Five Obstructions, avviato nel 2003 con Jørgen Leth, maestro dello stesso Trier, del quale ha realizzato una nuova versione del suo cortometraggio del 1967 The Perfect Human. The Five Obstruction prevede di girare una stessa scena cinque volte, ogni volta con una limitazione diversa. Nel 2011 Lars von Trier propone la sfida a Terrence Malick, Bernardo Bertolucci e Woody Allen, ma l’unico ad accettare tale prova è Martin Scorsese[21]. La produzione è prevista per il 2012 e la distribuzione per il 2013[22].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi[modifica | modifica sorgente]

Cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Miniserie TV[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Direttore della fotografia[modifica | modifica sorgente]

Montatore[modifica | modifica sorgente]

Documentari affini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trier om von Trier, Stig Björkman and Alfabeta Bokförlag A.B., Stockholm 1999. Trad. it. di A. Lissoni: Lars von Trier, Il cinema come dogma. Conversazioni con Stig Björkman, Mondadori, Milano 2001, p. 35.
  2. ^ Lars von Trier | MYmovies
  3. ^ Lars von Trier - Biography - IMDb
  4. ^ Lars Von Trier, ondacinema.it. URL consultato il 1º maggio 2014.
  5. ^ MyMovies.it - Lars Von Trier - biografia
  6. ^ (EN) Stranger and fiction - dal Sydney Morning Herald del 22 dicembre 2003
  7. ^ Lars von Trier su Celeb atheists
  8. ^ I trucchi di Lars von Trier
  9. ^ Trier om von Trier, Stig Björkman and Alfabeta Bokförlag A.B., Stockholm 1999. Trad. it. di A. Lissoni: Lars von Trier, Il cinema come dogma. Conversazioni con Stig Björkman, Mondadori, Milano 2001, p. 9.
  10. ^ Trier om von Trier, Stig Björkman and Alfabeta Bokförlag A.B., Stockholm 1999. Trad. it. di A. Lissoni: Lars von Trier, Il cinema come dogma. Conversazioni con Stig Björkman, Mondadori, Milano 2001, p. 46.
  11. ^ Nymphomaniac, sesso e filosofia: ecco l'anti-porno di Lars von Trier - Cinema - Spettacoli - Repubblica.it
  12. ^ Lars von Trier provokes Cannes with 'I'm a Nazi' comments | Film | The Guardian Lars von Trier provokes Cannes with 'I'm a Nazi' comments
  13. ^ Von Trier imbarazza Cannes: "Hitler simpatico. Israele? Dito nel c..." su Libero-news.it
  14. ^ http://www.huffingtonpost.com/2011/05/18/lars-von-trier-im-a-nazi-_n_863512.html Lars Von Trier: 'I'm A Nazi... I Understand Hitler'
  15. ^ http://www.guardian.co.uk/film/2011/may/18/lars-von-trier-cannes-2011-nazi-comments Lars von Trier provokes Cannes with I'm a Nazi comments
  16. ^ Von Trier persona "non gradita" al festival dopo le deliranti esternazioni pro-Hitler - Repubblica.it Von Trier persona "non gradita" al festival dopo le deliranti esternazioni pro-Hitler
  17. ^ Voto10.it - Lars Von Trier: da oggi non parlerò più in pubblico
  18. ^ Claude Lelouch: Lars Von Trier s'est suicidé cinématographiquement - Actualité - Comme Au Cinéma Claude Lelouch: Lars Von Trier s'est suicidé cinématographiquement
  19. ^ Von Trier: Non sono un nazista e neanche Mel Gibson
  20. ^ Lars von Trier torna a parlare delle sue dichiarazioni
  21. ^ Martin Scorsese to face Lars von Trier's Five Obstructions | Film | guardian.co.uk Martin Scorsese to face Lars von Trier's Five Obstructions
  22. ^ Martin Scorsese Teams with Lars Von Trier for The Five Obstructions: Taxi Driver - MovieWeb.com Martin Scorsese Teams with Lars Von Trier for The Five Obstructions: Taxi Driver

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 117499701 LCCN: no97021087